Preview – Basilica

Tra i numerosi nuovi ingressi nel settore della produzione di giochi da tavolo si è registrato l’arrivo della polacca Rebel.pl, che sinora si occupava solo di distribuzione, la quale ha proposto in fiera l’accoppiata K2, titolo ambientato nel mondo delle scalate d’alta quota, e Basilica, di Lukasz Pogoda, del quale ci occupiamo oggi.
Si tratta, in sintesi, di un gioco per due giocatori con durata media prevista di circa 45 minuti, nel quale si è chiamati ad impersonare altrettanti architetti in competizione tra loro per la costruzione di un edificio sacro  (quelo che dà il nome al gioco) in una ipotetica città medievale. Le meccaniche proposte sono quelle del piazzamento tessere, del controllo aree e dello svolgimento di azioni ed il livello di difficoltà risulta essere orientato verso il medio/basso.
I materiali
Trattandosi di un titolo che verte sul piazzamento tessere, il fulcro della componentistica è da esse rappresentato: ve ne sono 58 che raffigurano su di un lato un colore di soffitto dei 4 disponibili oppure due  di essi (40 monocolore e 18 bicolori) e sull’altro simboli corrispondenti ai 7 ‘ordini’ che possono essere impartiti ed 8 che recano ipotetiche impalcature. Abbiamo poi 4 gettoni ‘promozione’ per giocatore (che attribuiscono particolari bonus ai ‘trippoli’ costruttore, che sono 6 per giocatore e consistono in cubetti), 2 gettoni ‘moneta’, 12 gettoni ‘vetrate’, un trippoli ‘re’ ed una scheda di partenza che funge da tabellone (sulla quale si collocano le tessere da utilizzare nel corso del turno -6- e che funge da base per il piazzamento delle tessere).
Le regole
Il manuale (inglese) consiste qui in otto pagine, ma i principi del gioco sono presto detti. All’inizio della partita ogni giocatore riceve i suoi 6 cubetti, piazzandone uno sulla tabella punteggio posta sulla scheda di partenza e si collocano, sempre su tale scheda, tre tessere girate dal lato che mostra il colore di un soffitto e tre dal lato che mostra gli ‘ordini’.
Il gioco si svolge a turni ed in ognuno di essi il giocatore a cui sta deve compiere tre azioni, scelte tra le tre disponibili (si può ripetere anche più volte la stessa azione), ossia: 1) prendere una delle tre tessere ‘soffitto’ e piazzarla a contatto (si intende orizzontalmente o verticalmente) con una delle 5 posizioni di partenza sulla scheda (che fungono da ‘binari’ da rispettare) o con una scheda già sul tavolo ; 2) piazzare un proprio cubetto sulla tessera appena piazzata (ognuno ha 5 cubetti a disposizione) ; 3) prendere una tessera ordine dalla scheda di partenza ed eseguire l’ordine corrispondente (ve ne sono 7).
Scopo del gioco è quello di formare delle aree di tessere soffitto dello stesso colore adiacentii In tre momenti del gioco, che hanno luogo in corrispondenza del piazzamento di un certo numero di tessere che recano il simbolo del re su di esse, si attribuiscono infatti i punti: per ogni gruppo di tessere dello stesso colore chi ha più propri cubetti nell’area riceve un punto per tessera, mentre chi ne ha meno riceve un punto per proprio cubetto. Le tessere ‘impalcature’ servono solo per bloccare l’espansione di un’area. Dopo ogni fase di punteggio le prime due righe di tessere presenti a contatto con la scheda di partenza sono eliminate, mentre le altre restano in gioco. Vince chi alla fine delle tre fasi di valutazione ha più punti.
Impressioni
Il gioco presenta una ambientazione teoricamente gradevole, visto che propone delle belle illustrazioni sulla scatola, nel manuale e sulla scheda di partenza, però il legame tra lo sviluppo della partita ed il teorico setting finisce lì, nel senso che non vi è alcuna connessione tra le dinamiche di gioco e la costruzione di una basilica medievale. Quanto ai materiali dieri che gli stessi risultano adeguati allo scopo (salvo la verifica della qualità intinseca dei componenti), anche se la presenza di cubetti, invece almeno, per esempio, di omini, può costituire un piccolo ‘calo’ di classe.
Le meccaniche di gioco sono semplici da imparare e la sinteticissima esposizione delle regole lo fa comprendere. Per chi avesse dubbi sulla profondità del titolo segnalo  doverosamente che nella descrizione mancano alcune specificazioni, legate prima di tutto alla descrizione degli ‘ordini’: essi consentono infatti di incidere pesantemente sul controllo aree, visto che consentono di ‘promuovere’ propri ‘cubetti’ (dandogli un x2 di punti, un valore di 2 nei conteggi o il potere di rompere la parità), di spostare un proprio cubetto, di collocarne uno dove di desidera (nota che però in ogni casella ci può essere solo un cubetto), di spostare un cubetto avversario al prezzo di uno proprio, di collocare una impalcatura, di scartare una tessera tra quelle sul tavolo e di piazzare una vetrata (che aggiunge 2 punti al valore dell’area). In effetti i maggiori scossoni sullo sviluppo della partita li danno proprio gli ordini ed alcuni di essi sono strutturati in modo tale che è possibile, per il giocatore avversario, di compiere a sua volta, interrompendo un attimo il turno avversario, una controazione, pagando all’avversario la moneta che gli è stata concessa in dotazione all’inizio (ve ne sono solo due, destinate quindi ad essere ‘scambiate di frequente durante il match).
Le regole di cui sopra (nell’immagine appresso, per fare un esempio dei punti, l’area A, verde, vale 2 punti, la B, blu, ne vale 5, la C, rossa, ne vale 1) attribuiscono alla partita una certa vivacità, visto che praticamente in ogni momento le maggioranze possono variare in seguito al piazzamento di una tessera o all’esecuzione di un ordine, con cubetti che si spostano, tornano in mano al proprietario e via dicendo ad ogni piè sospinto.  Tattiche possono essere sviluppate puntando maggiormente sulla ‘costruzione’ di aree e sul piazzamento di cubetti oppure sull’aggressione dell’avversario grazie all’uso degli ordini: ila ricerca del giusto mix tra le due tattiche rappresenta verosimilmente la miglior via per il successo, ma non è detto che tattiche monotematiche non possano dare soddisfazione comunque, in virtù della rapidità delle partite .
La sensazione che però restituisce nel contempo questo turbinio è, unitamente alla considerazione sul fatto che la pesca delle tessere che sostituiscono quelle utilizzate è casuale (salvo una particolarità, che consente di capire, quando si usa una tessera soffitto, che colore avrà quella che la sostituirà), di un relativa incontrollabilità a lungo termine del tutto. E’ chiaro infatti che il giocatore esperto svilupperà sicuramente, dopo alcune partite, le proprie strategie, basate su studiate combinazioni di azioni , però è anche vero che tra giocatori di pari esperienza l’esito potrebbe dipendere dalla sola fortuna. E’ un tipo di ragionamento che mi ritrovai a fare per un titolo completamente diverso, ossia Neuroshima Hex: il fatto che vi sia una scelta limitata di tessere da utilizzare in ogni turno rende infatti piuttosto semplice il comprendere in senso assoluto quale possa essere l’azione astrattamente migliore da compiere, nonchè quale possa, con rischi, portare a risultati potenzialmente migliori, visto che in ultima analisi le scelte sono sempre, al massimo, 6, pari cioè al numero di tessere tra cui scegliere in ogni momento. Se aggiungiamo che a volte ci sono ordini o tessere edificio duplicate, le scelte a disposizione calano ancora e con ciò la potenziale profondità del gioco. Altro effetto derivato da questa meccanica è però anche quello della rapidità e reciproca aggressività tra i giocatori, per cui chi ama l’idea di uno scontro veloce, che proponga un minimo di riflessione senza però sfociare nel brain burning , potrebbe trovare in Basilica soddisfazione. Chi invece ricerchi qualcosa di più pianificabile e matematico, verosimilmente si rivolgerà altrove.
Il prezzo proposto viaggia nella fascia tra i 15 ed i 20 euro e l’accoglienza esseniana è risultata, a sentire geekbuzz, (il sistema di rilevamento di BGG) discreta, ma non eccelsa, con un 3.3 di media nei 21 voti registrati, che colloca il titolo in una non eccelsa 71a posizione nella classifica in questione.
— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o da BGG (postate da Artur Jedliñski e Rafal Szczepkowski ) o dal sito della casa produttrice (Rebel.pl) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.  –
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