Un’astronave spaziale di ricerca è impegnata da anni in sperimentazioni legate alla cura di un morbo che sta lentamente decimando la popolazione terrestre: qualcosa non va per il verso giusto ed agenti patogeni contaminano parte dell’equipaggio. Ora la nave è popolata da un piccolo gruppo: diviso equamente tra alcuni umani sopravvisuti dell’originario equipaggio ed alcuni ‘alieni’, frutto della trasmutazione di alcuni sventurati membri della spedizione. Obiettivo degli umani è quello di raggiungere le mitiche navicelle di salvataggio, mentre gli alieni cercheranno di impedire al loro pranzo di prendere letteralmente il volo ..Quello che avete appena letto non è la trama dell’ultimo prequel di Aliens, bensì di Escape from Aliens in Outer Space (Fuga dagli alieni nello spazio profondo), ultimo gioco (per 2-8 giocatori) prodotto dalla Cranio Creations, casa editrice che lo scorso anno diede alle stampe il fortunato Horse Fever, ed ideato dal team creativo Santa Ragione (Mario Porpora, Pietro Righi Riva, Luca Francesco Rossi e Nicolò Tedeschi).
Si tratta di un titolo dal regolamento semplice, che si rivolge ad un pubblico quindi ampio, basato su meccanismi di bluff ed intuizione.
I materiali


Nella elegante scatola bianca con striscia nera centrale (edizione speciale, o colori invertiti per l’edizione base) trovano posto 8 matite, 8 carte personaggio (ciascuna delle quali reca l’illustrazione di un umano o di un alieno e sono distribuite segretamente ad inizio partita per determinare i ruoli di ognuno), 25 carte settore (che si pescano quando si entra in una casella di colore grigio, indicando quali effetti la mossa produrrà), 12 carte oggetto (destinate ad essere utilizzate dagli umani per difendersi dagli alieni), 6 carte scialuppa e 30 schede giocatore, con tre mappe di gioco. Nella edizione limitata sono contenuti alcuni materiali extra (mappe, personaggi ed una stampa firmata dall’illustratrice, Giulia Ghigini).
Le regole
Qui troverete il pdf del pieghevole allegato al gioco, mentre di seguito sintetizzerò il regolamento.
Ognuno riceverà inoltre una mappa dell’area sulla quale si svolgerà la partita: la stessa, stampata su di un foglio di carta, consiste in una mappa ad esagoni (ciascuno identificato da una lettera ed un numero), parte dei quali sono colorati in grigio e parte in bianco: alcune caselle sono poi identificate in modo particolare, corrispondendo alle caselle di partenza degli umani e degli alieni, oltre che alle scialuppe di salvataggio.

Il gioco procede quindi a turni ed il giocatore a cui sta semplicemente annota in uno spazio coperto del proprio foglio la casella nella quale desidera muoversi (gli umani avanzano di una casella, gli alieni di una o due).
Se la casella di arrivo è bianca, egli semplicemente passerà il turno (è una zona ‘sicura’), se invece è grigia, pescherà una carta dal mazzo carte settore e potrà in tal caso, a seconda di ciò che otterrà, dover dichiarare la casella dove si trova (ha fatto un rumore), oppure potrà dichiarare falsamente di trovarsi in un settore diverso da dove è realmente, oppure ancora potrà pescare un oggetto o passare (se pesca la carta ‘silenzio’).
Questa meccanica, semplice, genera una serie di ipotesi che di volta in volta i giocatori possono trarre riguardo alla posizione nella quale gli altri partecipanti si trovano, potendo eventualmente dedurre (sulla base delle prime mosse) chi sia l’alieno e chi l’umano: si tenga presente che le carte pescate NON vengono rivelate, per cui tutto il gioco verte sulla capacità di capire quando gli altri abbiano bluffato e quando invece abbiano pescato la carta che li costringe a rivelare la propria posizione.
Gli alieni inoltre possono, oltre a muoversi, dichiarare di voler colpire (mangiare) chi ritengono si trovi nella propria casella: in tal caso riveleranno di essere alieni e se avranno indovinato elimineranno chiunque sia in quella casella (occhio a non papparsi i propri ‘amici’ alieni, però !). Gli umani nel gioco base (senza carte oggetto) o fino che non abbiano pescato carte oggetto che lo permettano (attacco) possono solo fuggire. Quando avranno pescato carte oggetto potranno anche fruire delle stesse, sparando ad un alieno, usando teletrasporti, godendo di un bonus movimento, e via dicendo, a seconda della carta che si usa: anche qui l’uso della carta impone di rivelare la propria identità di umano, perchè gli alieni raccolgono gli oggetti ma non li usano.
Il gioco finisce quando gli umani hanno abbandonato la nave o sono morti, vincendo chi raggiunge il proprio obiettivo.Sono già disponibili sul sito della casa strumenti di editor per creare mappe aggiuntive oltre a quelle fornite nella scatola, nonchè una serie, potenzialmente destinata a diventare infinita, di varianti, con obiettivi diversi dal semplice pappati gli umani / scappa del gioco basico.
Impressioni
L’ambientazione del gioco, per quanto non nuovissima per un appassionato di fantascienza, è simpatica ed è tutto sommato ben resa, sia grazie ai meccanismi di gioco, che alla grafica utilizzata nelle carte, che tende a ricordare che ci si trova in un ambiente buio, nel quale tutto si intravede nella penombra.
I componenti di gioco possono invece creare qualche perplessità, visto che il grosso della attività si svolge appuntando a matita sui fogli di carta forniti idonei segni utili a tenere traccia dei movimenti degli avversari: la sensazione tattile e visiva che si ha nell’utilizzare un semplice foglio e matita può essere quindi poco apprezzata, ma si deve anche tenere conto della scelta compiuta dall’editore di tenere il prezzo del gioco in una fascia particolarmente bassa (entro i venti euro), vendendo soprattutto l’idea (sicuramente) ed il divertimento (si spera).
Le meccaniche di gioco sono particolarmente semplici, anche da spiegare ed ho visto anche i meno abituati ai giochi da tavolo dopo le prime mosse totalmente sbagliate, acclimatarsi rapidamente nel clima del gioco, capendo al volo come doversi comportare. Nel contempo ho notato come il divertimento attecchisca rapidamente, visto che le mappe sono state studiate per consentire di elaborare varie strategie di bluff ai giocatori, che potranno sempre vivere sul ‘filo’ tra il vero ed il falso. Chiaramente le proprie dichiarazioni di posizione andranno pensate in modo tale da essere sempre credibili (quando si ha la possibilità di dire il falso) ed eventualmente di tendere in tal modo delle imboscate agli inseguitori, magari dichiarando falsamente di essere in una casella vicina a quella dove di è realmente (rischiando però più di qualche cosa ..).
Il gioco a squadre alla cieca vivifica poi la cosa e per chi si sia appassionato la longenvità dovrebbe essere garantita dall’accesso al sito della casa, dove si troveranno scenari addizionali, varianti, mappe da stampare e così via.Venendo come al solito alle conclusioni direi che un titolo che astrattamente, per la sua semplicità ed immediatezza, può piacere a tutti e fungere anche da gateway per neofiti. Il suo target ideale è quindi amplissimo, rivolgendosi sia ad un pubblico familiare, che ai giocatori esperti, i quali potranno scavare un gap tra loro e gli altri sforzandosi di compiere ogni volta le giuste deduzioni. Potenziali aspetti negativi possono consistere invece nella componentistica, visto che l’uso di mappe di carta può non piacere e ricordare l’effetto ‘battaglia navale’, come un amico scettico mi ha segnalato, o nella natura stessa del gioco, che nella sua semplicità (così come nel fatto di fondarsi su meccanismi di bluff, che alcuni odiano visceralmente) e linearità (anche della mappa, fatta di esagoni e non illustrata, senza trippoli colorati da piazzare ..) può non essere gradito a chi ricerchi sfide più impegnative o non apprezzi di dover di volta inventare simboli pe tenere traccia delle dichiarazioni altrui. A livello di convivialità comunque è un titolo che può coinvolgere ed è su questo aspetto che esso gioca soprattuto le proprie carte.
Il titolo non presenta elementi il lingua (comunque c’è l’edizione italiana, ovviamente) a parte il manuale e costa intorno ai venti euro.
Dopo i fasti di Horse Fever avete scelto quest’anno avete di ‘raddoppiare’, presentando addirittura due titoli, ossia l’EFTAIOS di cui stiamo parlando e Monkey see.. Vedo che vi lanciate sempre più nella carriera editoriale ! Come stanno andando le cose ?
Siete stati in fiera a Lucca ed Essen e l’impressione che ho avuto è quella che vi abbia seguito un grande entusiasmo di pubblico: vi state creando un seguito di fan ? Bilancio delle due fiere per voi ?
Quali a vostro avviso i migliori pregi del gioco ?
Spazio libero per spiegare in poche parole perchè i nostri lettori dovrebbero comprarlo
Diritto di replica: letto l’articolo, siete liberi di esprimere le vostre opinioni su quanto scritto ..
Tiratura del gioco e prezzi al pubblico per le due edizioni (a proposito, se volete dare qualche informazione addizionale anche sul supporto futuro: ho visto che il sito è già attivo con regole addizionali e scenari ..) ?
Mi potete dire qualcosa di più su Monkey see .., che finora è rimasto un pochetto in ombra, rispetto al più pubblicizzato ed atteso EFTAIOS ?
Progetti in corso ?
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