La continua ricerca di novità, che in questo periodo è tutt’altro che difficile, vista la messe di titoli in torrenziale aumento che arrivano sugli scaffali o sono preannunziati per il prossimo mese, mi ha portato stavolta a scoprire una neonata casa produttrice italiana, la Albe Pavo, la quale si presenta con un titolo ambientato nella Roma Imperiale dei primi secoli d.C., ossia Munera: familia gladiatoria. Gli autori del gioco (per 2-4 giocatori) sono il duo Jocularis e Matteo Santus ed esso ci vedrà vestire i panni di imprenditori attivi nel settore dei giochi dei gladiatori, titolari di altrettante palestre, i quali entreranno in competizione tra loro per guadagnare, grazie alle imprese dei propri atleti, la maggior gloria possibile. Le meccaniche proposte sono varie e miscelate tra loro, comparendo forti elementi di asta, combattimenti a colpi di dado tra personaggi con statistiche crescenti, nonchè una forte interazione, dovuta ad un libero ‘mercato’ di tutti (o quasi) i componenti di gioco. Nelle ambizioni della casa editrice questo prodotto dovrebbe rappresentare solo il primo titolo ambientato in questo contesto, dovendo seguirne, in futuro, altri, legati ad altri tipi di giochi circensi dell’epoca.
Due sono le tavole di gioco disponibili, ossia la prima che raffigura una mappa dell’Italia dell’epoca (a destra), divisa in province, spettando ai giocatori la scelta di dove collocare geograficamente la propria base (scelta utile per deinire i costi dei futuri spostamenti). La seconda tavola (in basso) invece è destinata ad ospitare i combattimenti tra i singoli gladiatori che avranno luogo nel corso del gioco.
Vi sono quindi quattro mazzi di carte, ossia un primo destinato a dettare gli eventi che i giocatori decideranno di far svolgere per incidere sul corso del gioco, un secondo con le figure dei gladiatori (con indicazione delle loro statistiche, consistenti nel nome, costo, capacità di sostenere ferite prima di arrendersi, carisma verso il pubblico, re-roll disponibili), un terzo con i ‘collaboratori’, che aumentano le capacità dei gladiatori in combattimento ed un quarto con i contratti da stipulare per giochi gladiatori da allestire nelle varie città (con specifiche di tipi di spettacoli richiesti, di denaro offerto, punti gloria e locazione).
Completano la dotazione numerosissime tessere, utilizzate per tenere traccia degli sviluppi del gioco ed in particolare delle caratteristiche dei gladiatori , le immancabili monete, in legno (di vari colori per differenziarne i valori), segnalini ed una scheda per ogni giocatore, destinata a tenere conto del punteggio e ad ospitare le carte realtive ai gladiatori e collaboratori posseduti.
— aggiunta dell’ultim’ora (dopo l’iniziale pubblicazione di questo articolo): a seguito di accordi raggiunti dalla casa editrice con la Mayday Games, all’interno della scatola saranno contenute anche apposite buste protettive per le carte, utili a prevenirne l’usura —
In ogni caso, dopo il setup iniziale, che consiste nella attribuzione a ciascuno di una palestra (immagine a destra), di sei gladiatori pescati a caso (ma solo dei primi tre ‘livelli’ di origine) e di un collaboratore (minister) e di due carte eventum. Ad uno dei giocatori è quindi attribuito il rudis, che simboleggia il possesso della priorità di gioco nel primo turno.
Ogni turno di gioco (svolgendosi la partita fino a che non sia raggunto da qualcuno il punteggio di 15 punti gloria, o il diverso obiettivo concordato) si svolge quindi seguendo tre fasi.
La prima prevede la pesca di una carta eventum. La seconda (oltre a renere riutilizzabili, nei turno successivi al primo, i gladiatori impegnati in precedenza) vede lo svolgersi di una prima fase di asta, alla cieca, con offerta unica (ognuno mette in una mano i denari che offre) per l’acquisto delle carte gladiatore e collaboratori disponibili (1 per giocatore). La terza prevede invece lo svolgersi di un’asta al ribasso per partecipare alla organizzazione, assieme a chi ha la priorità del turno e la volontà di stipulare un certo contratto (che ha sufficienti gladiatori per onorare) per organizzare in una certa città uno spettacolo.
I contratti (un esempio a destra, che consente di ottenere 10 monete e 2 punti gloria, organizzando due scontri) in genere indicano il numero dei gladiatori e spesso anche il tipo di scontri che la folla desidera vedere (al riguardo specifico che le categorie sono sette e le ‘coppie’ di categorie di gladiatori che si possono scontrare sono fisse, es. Myrmillo – Thraex), nonchè la ricompensa in denaro e gloria offerta alle palestre partecipanti. Una volta concluso il contratto ha luogo la fase di combattimento, nella quale i gladiatori impegnati si affrontano a colpi di tiri di dado, infliggendosi ferite fino al prevalere dell’uno o dell’altro (a al pervenire ad una parità, verificate certe condizioni): anche i giocatori non coinvolti direttamente nella mischia possono qui partecipare allo scontro, sia scommettendo sul vincitore, sia eventualmente (chiaramente per vincere la scommessa) cercando di influire (manomissioni) sull’esito della contesa.
Il gladiatore che vincerà lo scontro (nel corso del quale ci può essere l’uccisione accidentale dell’avversario) riceverà punti fama, utili a farlo progredire nei livelli disponibili, rendendolo più forte, mentre il perdente si dovrà sottoporre al ‘giudizio della folla’, con un tiro di dadi, che deciderà sulla sua sorte.
Queste sono le basi del gioco: a ciò si devono aggiungere gli effetti delle carte evento, nonchè la possibilità, concessa in modo ampio, di commerciare su qualsiasi aspetto del gioco (tranne punti fama punti gloria).
Sensazioni
L’ambientazione, come era logico attendersi date le premesse della presentazione del titolo, rappresenta sicuramente il punto forte di questo prodotto. Già nella manualistica si percepisce la volontà di proporre un’esperienza di gioco fortemente impregnata dell’atmosfera dell’epoca, comparendo al suo interno notizie storiche fornite con grande dovizia, poi nel resto dei materiali compare una gran quantità di nomi latini e le figure descritte ricordano ruoli effettivamente esistenti nel contesto storico di riferimeno. La grafica è a sua volta molto caratterizzata per ricordare quella dei mosaici o affreschi di tradizione romane e le meccaniche di gioco tendono a loro volta a conformarsi alla logica dello svolgimento della attività gladiatoria. Quanto ai materiali, non essendo ancora disponibile la versione ‘fisica’ del gioco, devo lasciare in sospeso il giudizio, perchè questo tipo di valutazione dipende in gran parte dalla qualità intrinseca della produzione.
Passando alle dinamiche di gioco devo dire che la dimensione del manuale trae completamente in inganno, trattandosi di un titolo di difficoltà basso / media: nel suo complesso penso che, prendendo l’indicazione cum grano salis (per restare nell’ambito latino ..), un suo ‘omologo’ potrebbe essere Horse Fever, nel quale pure sono presenti vari mazzi di carte, scommesse et similia, il tutto con un livello di complessità equivalente.
Il mix sembra essere azzeccato: ci sono ben due fasi di asta in ogni turno, che si svolgono secondo due meccanismi diversi (una alla cieca ed una aperta, ma al ribasso) e c’è un meccanismo di combattimento che tiene conto dei livelli di esperienza dei gladiatori (ai quali quindi ci si può anche ‘affezionare’) ma nel contempo non si deve perdere di vista il fatto che i propri atleti sono facilmente ‘spendibili’, visto che la gloria per la palestra sta anche solo nel ‘partecipare’ all’evento e che una buona fetta della strategia sta anche nel tenere sotto controllo la spesa ed i guadagni e, soprattutto, nel saper commerciare con gli altri, cosa che incoraggia al limite la interazione.
Nell’insieme quindi direi che siamo di fronte ad un titolo convincente: resta da capire a chi sia rivolto, per azzeccarne l’acquisto. Il target, vista la relativa semplicità (ci vuole però qualcuno esperto che ‘rompa il ghiaccio’ leggendosi tutto, perchè con l’italica pigrizia 30 pagine le leggono in pochi …), è sicuramente ampio e l’esperienza di gioco sembra essere quella del divertimento di gruppo. Forse i più ‘matematici’ possono dolersi per gli elementi di alea insiti (ci sono i dadi …) negli scontri e nella pesca della dotazione iniziale e del fatto che l’emento gestionale, pur presente, resti di fatto in secondo piano. Chi odia le aste, infine, può tranquillamente lasciare sullo scaffale il gioco .. Potenziali aspetti negativi possono consistere, prima di tutto, sembra un controsenso ma in realtà non lo è, proprio nella ambientazione e nella grafica, visto che, così come può essere ciò che vi spinge a notare questo titolo tra tanti altri, può anche non piacere per nulla (così come l’abbondante latinorum .. ), poi nel fatto che sia limitato a soli 4 giocatori (cosa che, vista l’alta interattività, può apparire limitativo: non per me, che di solito ho il numero di ospiti necessario per arrivare a 4 e basta, ma per chi abbia gruppi più numerosi). In merito alla vendibilità all’estero c’è, infine, il difettuccio legato alla presenza di testo in italiano sulle carte evento, che può scoraggiare gli interessati (potrebbero però fornire dei paste – up adesivi in lingua ?).
Un’ottimo esordio, comunque, per la Albe Pavo, casa che, come potrete vedere dall’intervista che segue, sembra avere grossi progetti per il futuro, non volendo ridursi al ruolo di meteora, ma programmando un futuro di grande attività. Buona fortuna, ragazzi e complimenti !
Ok, ora sfrutto appieno il contatto preferenziale aperto con la neonata casa editrice, per rivolgere agli autori ed editori alcune domande. Nelle prime due immagini che trovate a corredo dell’intervista trovate due carte gladiatori ‘speciali’, che ritraggono proprio i due autori, in perfetto stile ‘Munera’.
Winter Tales: il cuore del gioco è nato da una mia suggestione di qualche tempo fa, con Matteo stiamo attualmente concentrandoci sul playtesting, ha ancora molte cose da smussare ma in sostanza si tratta di un gioco che crediamo innovativo ma di un target meno “boardgamistico” rispetto a Munera. Mi spiego: Winter Tales è al 60% un gioco da tavolo di narrazione. Dico al 60% perchè la narrazione non è mai fine a se stessa ma è legata alle dinamiche di gioco. Per questo potrebbe attirare l’interesse del target da “giocatori di ruolo”, come già sta accadendo! volevamo proporre un prodotto diametralmente opposto a Munera, per diversificare l’offerta di ALBEPAVO. L’ambientazione è qualcosa che farà gola agli amanti del buon Tim Burton, in una paese di favole minacciato dall’arrivo dei Soldati dell’Inverno!! sul sito presto nuove news!
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