Rio de la Plata, il titolo del quale siamo oggi a parlare, rappresenta la novità per Essen 2010 per la Giochix (la quale, proporrà anche de vulgari eloquentia, di Mario Papini): incuriosito mi sono rivolto all’autore, Michele Quondam, per chiedere informazioni e lui, gentilmente, mi ha fornito in anteprima assoluta il manuale di gioco, mettendomi ora nelle condizioni di presentare il titolo ed ha acconsentito a rispondere ad alcune domande.
Procedendo verso l’interno si trovano quindi svariate griglie o locazioni speciali , destinate ad accogliere nel corso della partita le pedine – lavoratori dei giocatori (dieci a testa, per giocatore, una delle quali utile solo per tenere traccia dell’ordine di gioco):
collocando al loro interno le pedine i giocatori otterranno materie prime (di tre tipi, pietra, legno e materie pregiate, cui corrispondono le tre pile di cubetti a disposizione), denari (anche qui abbiamo una manciata di monete d’argento e d’oro), punti vittoria e potranno costruire gli edifici più importanti della città (ai quali corrispondono altrettanti tasselli) e le infrastrutture della stessa (strade e mura, rappresentate dai bastoncini di legno pure presenti nella scatola). Nella parte centrale del tabellone trova, infine, posto una griglia 16×10, all’interno della quale sarà fisicamente costruita la città, collocandovi le infrastrutture, nonchè le abitazioni destinate ad accogliere i coloni (13 tesserine quadrate per ogni giocatore), nonchè gli edifici per la produzione, difesa ed abbellimento della città (ai quali corrispondono un’altra ventina di tesserine).
Semplificando molto dico solo che ad ogni turno (venti) i giocatori si trovano a dover collocare sino ad un massimo di 5 omini (pedine) sul tabellone all’interno delle locazioni che ho descritto nel parlare dei materiali. In sostanza si deve scegliere tra il cercare di acquisire materie prime (di tre tipi) o denaro, oppure ottenere direttamente punti vittoria, contribuendo alla costruzione degli edifici più importanti della città ed alle sue infrastrutture (strade e mura). In alternativa si potrà iniziare ad espandere i propri possedimenti sulla mappa, prima prenotando gli spazi per la costruzione di capanne e case e poi edificandole: fatto ciò si potrà poi scegliere di costruire anche edifici commerciali o artigianali et similia, grazie ad i quali si potranno elaborare e moltiplicare le proprie risorse. Una volta disponibile il porto si potrà anche scegliere di dedicarsi al commercio con la madre patria ed appena raggiunta una certa notorietà (punti vittoria) si potrà procedere ad ‘acquistare’ gli incarichi pubblici, ottenendo privilegi ed ulteriore prestigio (punti vittoria).
Il tutto ha luogo muovendo sulla griglia della mappa le pedine degli aggressori e quelle dei difensori, a turno: le battaglie ed i movimenti seguono regole semplici (le pedine si impilano e la pila più alta elimina, al contatto, la più bassa – le pile della stessa altezza di eliminano a vicenda – le pile più alte si muovono meno, le pile più basse di più), ma richiedono una certa attenzione, per evitare che gli attaccanti possano raggiungere le costruzioni, distruggendole.
Siamo dinanzi ad un titolo decisamento complesso, nel quale si è scelto, volutamente, di mettere veramente ‘molta carne al fuoco’. Nel rivedere i meccanismi di gioco ci si rende conto di come il giocatore possa sentirsi letteralmente spaesato nei primi turni, avendo in mano solo cinque trippolini da piazzare con una valanga di alternative a disposizione: se si aggiunge che alcune azioni possono richiedere più omini ed anche materie prime per essere compiute, la sensazione di impotenza è davvero assoluta. Mano a mano che si procede però si realizza come alle tantissime scelte corrispondano numerose potenziali strategie di vittoria, visto che i modi per ottenere i famosi PV sono numerosi ed ogni sottosezione del gioco è stata inoltre adeguatamente ‘pompata’, nel senso che si è cercato, per ogni ambito, di fornire più alternative: così, per esempio, le cariche disponibili sono ben 14 , così come nella costruzione degli edifici la manodopera richiesta è variabile ed i punti vittoria riconosciuti vanno decrescendo con il procedere delle opere.
Compaiono già nella costruzione degli edifici principali poi i primi accenni alla necessità di meditare i rapporti con gli altri giocatori in una chiave di profonda interattività, visto che è indispensabile, per edificarli, coinvolgere altri nell’impresa: uno degli edifici per esempio richiede 14 lavoratori, mentre il massimo che un giocatore ha a disposizione è 9, per cui ciò rende evidente come non si possano completare da soli alcune opere. Nel contempo la collaborazione, ancora incoraggiata nel liberalizzare gli scambi tra giocatori, è resa per certi aspetti indispensabile nella fase di guerra contro gli invasori: qui si possono verificare però anche le cattiverie più infami, visto che alcuni giocatori possono scegliere, pur di dare danno agli altri, di ‘disinteressarsi’ della difesa comune, mandando all’aria l’idea di fondo di ‘collaborazione per il bene comune’ che sembra per il resto caratterizzare il gioco.
Direi quindi che il classico core gamer che apprezza i giochi di gestione risorse dovrebbe essere decisamente attratto da questo titolo, che invece potrebbe risultare meno adatto da proporre a chi sia digiuno di questo tipo di boardgame: per il resto, sulla solidità dei meccanismi, che sembra trasparire dal regolamento, ci si potrà esprimere solo giocandolo .. e molto, credo (per capire se gli stessi siano bilanciati, aprendo varie strade e strategie per la vittoria). Quanto al complesso del prodotto direi che si propone come un qualcosa di piuttosto innovativo in quanto, pur potendo essere indicati per ogni dinamica utilizzata potenziali titoli similari (vedi Im Jahre des Drachen o Comuni, per la lotta contro gli invasori, oppure Opera o Vasco da Gama per i personaggi, o Carson City o Oregon per la mappa con edifici ed abitazioni), non è altrettanto facile trovarne uno che presenti troppe affinità con Rio de la Plata. Il tempo di gioco per ogni partita, soprattutto nella fase di apprendimento, può superare facilmente i 90′ indicati dal manuale ed il target di giocatori è indirizzato leggermente verso l’esperto, anche se, come detto, puà valere la pena di impegnarcisi un attimo, perchè può dare soddisfazione. Io personalmente son davvero curioso di vederlo all’opera !!
Prima di tutto ti chiediamo di presentarti brevemente ai nostri lettori, spiegandoci da dove è nata la tua passione per il game design.Passiamo ora a Rio del la Plata: come hai scelto l’ambientazione ?
La mia compagna è argentina, e così mio figlio per metà. Da qui è venuta la curiosità per questo paese straordinario e per la sua storia, veramente intrigante e curiosa. Poi il passo è stato facile.
Il titolo sembra voler proporre moltissime alternative ai giocatori: hai mai avuto la sensazione di aver messo ‘troppa carne al fuoco’ ?
Questo è il mio stile, se me lo concedete :-). Anche One More Barrel conteneva questo aspetto; qui penso di aver fatto meglio. Mi piacciono i giochi che dopo 30 partite stai là e ti chiedi, ma qual’è la strategia vincente? Io, se devo essere sincero, ancora non l’ho capito con Rio de la Plata. Non dico che sia il miglior modo di fare giochi e capisco che a qualcuno possa non piacere, ma è il mio, almeno per adesso. Comunque se si guarda bene, dopo il primo passo, il gioco alla fine è molto facile da giocare. Ti rimangono le domande su cosa sia meglio fare mentre giochi, questo si! E per fortuna!
La meccanica della ‘guerra’, che comunque è proposta in forma molto semplificata, pensi possa scoraggiare potenziali giocatori ?Altra cosa che mi piace fare: spezzare i giochi con qualcosa di diverso dentro. Un gioco nel gioco. Penso che la meccanica della guerra dovesse essere molto semplice, anche se sempre intrigante: nelle mie tante partite con tanta gente ho visto i giocatori stare a pensare e rimuginare sul da farsi, anche con 3 regole di combattimento e basta. Una meccanica complessa avrebbe appesantito troppo il gioco, da qui la semplificazione necessaria.
Hai avuto modo di leggere la presentazione che ho predisposto per il gioco: nella logica del diritto di replica, cosa ne pensi ? Hai qui lo spazio per puntualizzare, correggere, lamentarti … 😉Aspetto che tu faccia un paio di partite (un paio mi raccomando!) e poi leggerò con attenzione i tuoi commenti 🙂
Spazio promozione: puoi ora dire perchè i giocatori potrebbero essere interessati a comprare il tuo gioco …Per avere un gioco longevo, che durerà, e che li farà pensare sempre a cose nuove.
In quante copie sarà stampato il gioco ? Leggo che avete raggiunto accordi anche con la Rio Grande: stamperanno altre copie a loro volta o distribuiranno le vostre ?Rio grande farà la versione inglese, Giochix la multilingua. La tiratura della prima stampa pilota dovrebbe essere sui 2000-3000 pezzi. Poi vedremo, se va bene se ne riparla 🙂
Potenziale prezzo consigliato per il gioco ?49.95 euro.
Cosa hai ancora in cantiere, sia come Michele Quondam che come Giochix/Gamesinitaly ?Io ho un paio di progetti, ma temo che prima della fine dell’anno prossimo non avrò il tempo di finirli. Giochix farà anche De Vulgari Eloquentia, un altro “giocone” di Mario Papini!!! Tra qualche giorno arrivano le prime notizie. Gamesinitaly esce con le tre espansioni di Race for the Galaxy e con la ristampa di Strada Romana, più di così … 🙂
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