appunto la Play: Festival del gioco, definita dagli stessi organizzatori come il più grande evento annuale di questo tipo organizzato da giocatori (visto che la kermesse è frutto dell’impegno del club TreEmme, assai attivo nel settore ludico, il quale ha coinvolto in questa edizione anche la Tana dei Goblin).
Nella logica, come si diceva, di una convention, vi erano a disposizione dei visitatori, nel primo padiglione (giochi da tavolo) , centinaia di tavoli, che occupavano la gran parte dello spazio al centro dello stesso, sui quali era possibile dedicarsi, assistiti da responsabili di vari circoli, di associazioni o anche semplicemente autori, più o meno noti di giochi, pubblicati od autoprodotti, a giocare ai titoli proposti.
In questo amplissimo settore era possibile trovare titoli più tradizionali, come gli scacchi o il go, giochi da tavolo ‘classici’ come il risiko o lo scarabeo, ma anche, come accennato, una serie di tavoli ospitanti gli autori di titoli autoprodotti, ancora in cerca di un editore, concentrati in una apposita area, con organizzazione affidata al noto Angelo Porazzi (al classico photo report del quale rinvio per chi volesse approfondire), il quale da anni si dedica alla promozione dei più promettenti autori in erba. Molti erano, inoltre, i tornei nazionali di giochi da tavolo in corso di svolgimento nell’ambito della manifestazione (sempre nella logica – convention di cui si parlava). Nell’ambito della autoproduzione mi sono soffermato in particolare a giocare a ‘Knights‘, un simpatico titolo astratto a scacchiera, di Nicola Castellini, nel quale due schieramenti di cavalieri si affrontano per conquistare la ‘casa’ nemica: il tutto si svolge su di un tabellone a forma di esagono, diviso in triangoli, all’interno dei quali si muovono i cavalieri (trippoli a forma di prisma a base quadrata) e sugli spigoli dei quali invece si spostano i mercenari (trippolini cilidrici piccoli, con due facce, i quali cambieranno bandiera a seconda del cavaliere che li fronteggia). Nel meccanismo di gioco è inserito anche il tiro di due dadi, (uno a 6 facce ed uno a 4) che determina le possibilità di movimento dei due generi di pedine, inserendo così un fattore di aleatorietà nell’ambito di un titolo per il resto appartenente al genere degli astratti ‘puri’.
In zona vi era poi il tavolo dedicato all’auto pubblicato Palio, oramai in ‘giro’ da qualche anno, di Massimo Pesce, titolo ambientato nel mondo delle corse del Palio di Siena, disponibile anche nella sua versione ‘deluxe’ con miniature di cavalli e con palazzi a far da sfondo all’ovale della corsa.
Nella cornice esterna del padiglione in questione erano poi collocati i vari stand, alcuni commerciali ‘puri’ , dedicati alla vendita di giochi e di prodotti del settore, ed altri occupati dalle case editrici, nei quali era possibile prendere visione di alcune interessanti novità.
Tra di essi sicuramente spiccava lo stand Oliphante, il quale ospitava oltre alle versioni maxi di titoli come Abalone o Quarto , anche vari tavoli dedicati ai titoli della Editrice Giochi, sui quali era in dimostrazione, in particolare, il recentissimo Metropoli, presentato ufficialmente per la vendita e spiegato dallo stesso autore, il gentilissimo Spartaco Albertarelli, il quale pochi giorni fa ci aveva concesso l’intervista che potete trovare nell’articolo di preview del gioco. Il prodotto in questione sembra aver incontrato l’approvazione dei visitatori, i quali sono rimasti colpiti in particolare dalle meccaniche del titolo (senza che, come diceva l’autore, nessuno impostasse particolari confronti con il Monopoli) e dalla consistenza, a livello tattile, dei materiali, in particolare dei componenti plastici, da combinarsi per la costruzione dei palazzi.
A fianco a tale stand vi era poi quello della Aldebaran Games, casa editrice cilena, la quale presentava alcune versioni di preproduzione di una sua nuova serie di titoli. Tra di essi i simpatici amici sudamericani proponevano Mi Tierra, un gestione risorse dalla grafica cicciottosa e fumettosa, che visivamente si presenta come un incrocio tra Agricola ed I pilastri della Terra, visto che ogni giocatore ha a sua disposizione una tessera che ricorda il primo e che vi sono meccaniche di conversione risorse ed una forma del tabellone che sembra ispirata al secondo e Vendimia, titolo ispirato, come da titolo, alla produzione del vino. Penso di approfondire il discorso con loro, per cui prendete per ora questi flash come un antipasto.
Ancora tra gli spazi di case editrici vi era poi un simpatico signore di mezza età, tale Ray Lauzzana (nella foto piccola sotto), il quale proponeva al pubblico nostrano il suo gioco di carte Onexeno, con materiali costituiti da 70 carte di forma quadrata, divise in grigli da 3×3, sulle quali sono riprodotte le varie combinazioni possibili di spazi bianchi – spazi colorati. Il gioco è semplice e prevede il piazzamento sul tavolo di una carta per turno (da giocare tra le 5 che si hanno in mano, ripescando alla fine del turno) in modo tale da essere in contatto con tessere già presenti e che i bordi di contatto collimino con le quelli delle carte già presenti.
Chi forma una linea di 5 tessere (orizzontale, verticale o diagonale) le può prelevare e assomma i punti corrispondenti alle carte. Il titolo in questione, che ho provato, è decisamente carino e mi riservo di riparlarne in seguito in modo più approfondito.
Girando ancora tra i tavoli ho avuto modo di provare una versione avanzata, seppur proposta con materiali ‘cannibalizzati’ da altri giochi, di Magestorm, titolo ideato da Piero Cioni in fase avanzata di realizzazione, che sarà prodotto dalla NG International. Si tratta di un questo caso di un wargame ‘leggero’ ad ambientazione fantasy, che si svolge su di un tabellone diviso in grossi esagoni, dal paesaggio (pianure, colline, …) variabile (grazie a tessere) e destinato ad essere proposto in vari scenari.
Gli eserciti contrapposti sono 4 ed a guidarli si affronteranno altrettanti maghi (che possono essere accoppiati all’esercito desiderato ed i quali interverranno nei combattimenti lanciando vari incantesimi), creando in questo modo una buona varietà di combinazioni. A disposizione dei giocatori vi saranno miniature, schede dei combattenti, dei maghi, ecc. Il tutto, come spiegava il buon Roberto di Meglio , rappresenta uno dei progetti sui quali la NG scommette maggiormente per il prossimo futuro, vedendo nelle meccaniche di gioco proposte, molto ben studiate, la carta vincente per l’affermazione di questo prodotto, che dovrebbe rappresentare il punto di partenza per una linea di espansioni. Tra le dinamiche del regolamento ve ne sono alcune che consentono di ridurre al minimo il peso del tiro dei dadi, di solito invece dominante in questa categoria di titoli, lasciando risolvere il grosso degli scontri al calcolo delle rispettive forze, nonchè un interessante sistema di ‘bluff’, che prevede che la consistenza degli eserciti nemici sia visibile solo al momento degli scontri.
Accanto al titoli di cui sopra vi erano poi copie dimostrative di Battles of Napoleon, di Dakota (non ancora attiva però sabato, al momento del mio passaggio) e White Chapel, nonchè l’esposizione della collectors edition di War of the Ring, con le sue centinaia di miniature pitturate.
Sempre fra i vari tavoli dimostrativi ho avuto modo di notare un titolo fantasy, con meccanismi di quest da compiere nell’ambito di un tabellone ad esagoni, di produzione finlandese, ossia Zanziar, di Timo Multamaki, presente per le dimostrazioni.
Passando oltre c’erano le dimostrazioni del noto Tantrix, di vari giochi di abilità manuale (puzzles di metallo e corda, da sciogliere), nonchè ulteriori tavoli animati da numerosi autori di giochi confluiti alla fiera, tra i quali ricordo, per averli casualmente visti o incontrati tra i tanti, nomi come Obert, Zucchini, C. Rossi, Friedmann, Albertarelli, Zizzi, Chiarvesio. Uno stand era poi dedicato agli amici di Horse Fever, che stanno raccogliendo crescenti consensi fiera dopo fiera con la loro opera prima.
Uno spazio apposito era inoltre dedicato agli incontri con vari autori, su temi prefissati, ai quali hanno partecipato, tra gli altri, game designer quali il notissimo Knizia, Angiolino, Mura e tanti altri.
Passando poi ai residui padiglioni il secondo era dedicato al modellismo, che ne occupava una parte per l’esposizione di quello statico, storico e non ed una per i modelli più grandi, anche radiocomandati.
Al loro fianco piste giganti da F1, vero sogno di ogni giocatore bambino, nonchè ampi spazi per i torneisti dei GDR e dei giochi di guerra tipo Warhammer, con scenografie giganti pronte ad ospitare i combattimenti. Nella stessa area inoltre vi erano parecchi tavoli pronti per partite di Subbuteo.
Terza ed ultima area era invece quella dedicata ai giochi per consolle, ‘relegati’ in un angolo (anche per la relativa scarsa attinenza con il resto della convention), ai fan club di serie sci fi, come Star Wars, Battlestar Galactica e Star Trek. Accanto ad essi vi era però anche spazio per i combattimenti ‘storici’ dal vivo, per l’intramontabile calcio balilla o bigliardino che diri si voglia, nonchè per altri giochi della categoria ‘all’aria aperta’.
Impressioni
La manifestazione rappresenta a mio avviso un vero e proprio must per gli appassionati del settore: la bellezza di un evento come questo sta nel fatto di essere adatto per tantissime categorie di gamer, consentendo ad ognuno di trovare soddisfazione ai propri desideri. Il giocatore occasionale infatti troverà una miriade di giochi, di vario tipo, ai quali potrà essere introdotto senza dover fare lo sforzo di leggersi nemmeno le regole, grazie all’opera instancabile ed encomiabile compiuta dai vari volontari delle associazioni di giocatori (tra i quali ricordo, doverosamente, i Goblin), da vari autori e dagli standisti di case editrici. Accanto a loro gli appassionati di singoli titoli possono invece dedicarsi ai numerosi tornei aperti nel corso della fiera, cercando di affermarsi nella competizione con avversari ‘tosti’, di quelli che è sempre difficile, ma avvincente, trovare nelle normali serate di gioco con i propri gruppi di amici. Chi invece desidera avere una visuale più ampia del mondo dei giochi, ha la possibilità di dialogare, senza troppi filtri, con autori ed editori, per cui davvero direi che c’è n’è per ogni esigenza. Vitale, per la riuscita di questo tipo di eventi, rimane naturalmente l’opera dei volontari, autori, appassionati o iscritti ad associazioni, che si prodigano per favorire l’accesso del grande pubblico e la fruizione da parte dello stesso delle centinaia di giochi disponibili.
In questo mio personale report ho sicuramente dimenticato moltissimi, ma del resto lo scopo, nel parlare di una manifestazione di questo tipo, era quello di dare un quadro d’insieme, più che tratteggiare ogni singolo particolare. I veri protagonisti, del resto, erano e dovevano essere i GIOCATORI, ai quali era, come detto, dedicato, prima di tutto, l’evento. (a fianco Timo Multamaki, autore di Zanziar)
Un saluto ed ‘al prossimo anno’ !!!
p.s. chi c’era esprima pure opinioni e commenti, sempre ben accetti e chissà quanti di voi ho visto, senza saperlo, alla fiera … 🙂
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