Il titolo del quale ci occupiamo oggi è Seeland, prodotto dalla Ravensburger ed ideato da una coppia di designer piuttosto attivi, ossia Gunther Burkhardt (il quale annuncia sul suo sito di essere arrivato con Seeland al 50° gioco e del quale ricordiamo i recenti Maori e Darjeeling) e Wolfgang Kramer, vera icona del mondo del game designing tedesco, creatore di decine di titoli, tra i quali il celeberrimo El Grande.
All’inizio di ogni partita sono collocate negli appositi spazi 30 tessere ‘isola’, le quali, da rivelarsi quando vicino ad esse si colloca un mulino, sul lato opposto recano o una coltivazione o una ‘fattoria’.
La fase due invece consiste nel piazzare la tessera che si è appena presa (la quale è sostituita subito da un’altra dello stesso tipo, pescata dall’apposita pila) sul tabellone, a fianco di una propria essera mulino o coltivazione scoperta. Se si piazza un mulino lo si può controllare, mettendovi sopra uno dei propri segnalini: tutte le caselle ‘isola’ vicine saranno quindi girate. Se le stesse rivelano una ‘fattoria’ (dal valore ‘0’) si otterrà una moneta omaggio (stuiver), grazie alla quale si potrà svolgere, quando si desidera, un turno addizionale.
Terminato il piazzamento della tessera, se uno o più mulini si trovano ad essere completamente circondati da tessere (o dal bordo della mappa), ai proprietari degli stessi sono attribuiti i punti corrispondenti, pari alla somma dei valori indicati su mulino e coltivazioni, oltre ad un bonus di 5 punti se intorno al mulino compaiono tutti e tre i tipi di coltivazione disponibili. Se invece vi è un solo tipo di coltivazione, non si otterrà nessun punto.
Il gioco termina quando, terminate le tessere di almeno un tipo, un giocatore termina, volente o nolente, sposta il capo corporazione, nella prima fase della sua mossa, su di un banco del mercato rimasto vuoto: chi ha più punti vince, senza che i mulini ancora sul tabellone sommino punti.
Nella scatola del gioco sono inoltre contenuti materiali per altre tre modalità di gioco. Una prevede la possibilità di segnare, per due volte, il punteggio massimo raggiunto nel ‘completare’ un mulino (raccolto record): i primi 4 raccolti otterranno alla fine della partita dei bonus da 20 a 5 punti.
Una prevede invece che sia collocato, sul primo mulino piazzato vicino alle tessere con un segnalino nero, un balivo (ossia piccolo trippolo che rappresenta un ipotetico funzionario pubblico): quando si ‘chiude’ un mulino si dovrà andare a vedere che valore è riportato nella corona esterna nel primo spazio utile dopo i fiorini e se si è raggiunto almeno quel valore, allora si avrà un bonus di 5 punti (potendo trattenere il trippolo del balivo – chi ne ha di più alla fine ha punti bonus), altrimenti una penalità di 5 punti (ed il trippolo si muoverà nel mulino più vicino).
Vi è, infine, la possibilità di giocare sul retro del tabellone una variante senza ‘isole’, al posto delle quali vi sono tessere prestampate: questa variante diminuisce il fattore fortuna, eliminando la casualità legata alla scoperta di cosa giace sotto l’isola. L’autore parla anche della possibilità di giocare quest’ultima variante piazzando le isole, visibili, sopra le caselle prestampate, per dare varietà alla mappa.
Impressioni
Devo riconoscere che sin dalla prima lettura ho avuto la sensazione di essere davanti ad un bel gioco. L’ambientazione, cosa non facile, visto che si tratta di un piazzamento tessere / controllo aree, è stata resa veramente bene, parlando di bonifica di territori grazie ai mulini a vento, di recupero di aree semi emerse (le isole) e di coltivazioni. Nel contempo anche la presenza di una finalità ed un controllo ‘pubblico’ degli appalti è ragionevolmente implementata, grazie al discorso dei balivi e dei bonus per le aree ‘multicultura’.
I materiali sono decisamente buoni: simpatica l’idea del tabellone componibile in 6 pezzi, tipo puzzle, che è inoltre di adeguato spessore. Accattivanti risultano anche i segnalini a forma di mulino, piacevoli al tatto e piuttosto grandi, cosa che però crea a volta qualche lieve difficoltà, nel corso del gioco, visto che sono anche di dimensione tale da coprire i numeri sulle tessere, costringendo a spostarli per vedere meglio …
Passando alle meccaniche la elasticità delle regole, con parecchie varianti già previste dalle regole, a partire dal tabellone a due facce per arrivare alle mini espansioni comprese, è davvero pregevole e fa si che il titolo possa essere giocato sia nella sua versione ‘base’, con una certa componente fortuna, dettata dall’alea del ‘contenuto’ delle isole che si scoprono solo quando ci si piazza vicino un mulino, oppure con regole sempre più stringenti, sino ad arrivare alla versione ‘tattica’ (sul lato b del tabellone), che riduce drasticamente la fortuna. Resta chiaramente un gioco che nel piazzamento e quindi nel calcolo dei punti di ciò che è presente sul tabellone vive la sua ragion d’essere, tuttavia ritengo che la sua astrattezza sia stata ben limata e che con le regole base ed il gioco a 4 possa essere adatto anche per giocatori occasionali (che gradiscano il filo di impegno che richiede comunque in tale veste).
Vi è poi una certa interazione, visto che le colture piazzate non appartengono a nessuno e possono essere sfruttate adeguatamente anche da chi non le ha collocate. Le strategie sembrano essere varie, a partire da quelle legate alla fase di scelta delle tessere (non banale è pure il fatto che si possano scegliere e non semplicemente ‘pescare) per passare dal piazzamento e dai bonus / malus. A volte si può, infine, essere anche ‘cattivi’, cercando di chiudere mulini avversari in aree monocultura.
Le prime partite svolte hanno restituito la sensazione di un titolo non troppo pesante, ma nel contempo non banale: una ottima variante sul tema ‘piazzamento tessere’, che negli ultimi tempi è stato sfruttato massicciamente, sulla scia del successo pluriennale di Carcassonne (e non sempre con risultati eccellenti).
A me quindi, come penso si sarà capito, è piaciuto: resta da vedere quanti dei miei visitatori condivideranno questa mia approvazione e mi riprometto di aggiornare l’articolo anche in luce dei loro contributi, così come di chi vorrà trasmettermi le sue impressioni !!
– Le immagini sono tratte dal manuale e/o dal sito della casa produttrice (Ravensburger) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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