John Yianni è un game designer autore di una manciata di titoli, tra i quali spicca il notissimo Hive , cui sta cercando, dopo il grande successo ottenuto con il gioco degli insetti, di trovare un degno successore, sia in termini di gameplay che di vendite. Dopo Army of frogs è infatti ora il turno di Logan Stones, nuovo prodotto della Gen four two, titolo astratto dalle meccaniche semplici e dai materiali che strizzano l’occhio ai suoi precedessori, riprendendone molti aspetti.
A questo punto i giocatori, a turno, giocheranno una delle proprie pietre, rispettando la regola unica di piazzamento, ossia che ogni pietra piazzata deve essere messa a contatto con i lati di almeno due pietre presenti sul tavolo. Scopo del gioco è quello di ottenere una striscia di 4 pietre allineate (vedi l’immagine sotto).
Si tenga conto, per completare il discorso, che le pietre, una volta piazzate, non appartengono a nessuno (tutte le stones sono infatti a fondo nero) e che, una volta piazzata una pietra,
la stessa (e solo lei, quindi niente effetto ‘domino’ !) influenza tutte quelle con le quali essa entra in contatto, facendo girare sull’altro lato le pietre confinanti (vedi l’immagine sopra) che recano un simbolo soccombente rispetto a quello giocato (es. se giochi una forbice, girerai sull’altro lato tutte le stones in contatto con essa che portano il simbolo carta).
Una volta terminate le pietre, i giocatori potranno scegliere, al proprio turno, tra due opzioni, ossia la prima di girare una pietra (flip) e la seconda di spostare una pietra (move), prendendola da dove desiderano e ripiazzandola in altra posizione (con il rispetto della regola di piazzamento ed evitando che si formino due gruppi di stones separati). La pietra girata o spostata produrrà l’effetto flip sulle pedine ‘perdenti’ con le quali entra in contatto.
Nello stesso tempo il gioco richiede un continuo sforzo di memoria, in quanto si deve ricordare cosa vi sia dietro ad ogni pietra, per poter organizzare un minimo di strategia. Il fatto che tutte le pedine appartengano a tutti impedisce però di elaborare tattiche a lungo termine, visto che lasciare una file di tre stone allineate presta il fianco a mosse risolutive dell’avversario, per cui è lecito pensare a lunghe fasi di ‘studio’. E’, inoltre, un titolo facilmente autoproducibile, come lo era Hive, tuttavia il prezzo, intorno ai 15 euro, invoglia oggettivamente all’acquisto dell’originale (per chi è interessato, ovviamente), che regala sicuramente una esperienza tattile e visiva degna.
Cogliendo l’occasione dell’uscita del nuovo titolo, ho preso contatto con l’autore del gioco, John Yianni, al quale ho rivolto la nostra classica intervista. Tra le risposte fornite segnalo come egli riconosca che Logan Stones è da considerarsi un titolo con un livello di difficoltà decisamente minore rispetto ad Hive, in quanto indirizzato verso un pubblico più ampio, quasi ‘familiare’. Nel contempo John è convinto che varie siano le possibilità di sviluppare tattiche (tra le quali alcune basate sulla memoria ed altre sul ‘bluff’), cosa che può attrarre anche i giocatori più smaliziati. A livello di risultati apprendiamo inoltre che l’ottimo Hive ha ottenuto sinora un buon successo, vendendo 80.000 copie (cosa che da alcuni anni permette all’autore di vivere grazie al lavoro di game designer) e che ne sono previste anche edizioni per Ipod. Quanto a Logan Stones, infine, accenna alla possibilità di giocarci anche in tre, utilizzando due set di gioco, anticipando che sono in preparazione le relative regole.
How much time have you been working on Logan Stones ! ? Did you pass through a lot of playtesting ?
Are there some rules you decided during the process of creation of the game to delete ?
Do you think that somehow this game could be played also by more than two players (maybe with two sets ..), since there aren’t stone colors ?
How do you reply to the possibile argument about being the game too simple to attract core gamers ?
The game was designed, to appeal to a wide range of people and can be played simply or with a lot of tactics. There are only 18 stones in the game and only 6 different types, 2 of each of the solid stones (same symbol on each side) and 4 of each of the other symbols. There are 12 of each of the three deferent symbols. So if you’re good, you can even work out what your opponent has in his hand by what you have in yours. There is also a bluffing part to the game for those who like to bluff and of course there is the memory, I think if a player is willing to think about the possibilities they will find a very deep game under the surface.
I thought that Hive is a deep and strategic game (chess-like), while Logan Stones is lighter and more suitable to a wider group of gamers (also younger): do you agree ?
Did you ever think, during all this time, to quit designing board games ? 🙂 How hard was it to arrive to see your first game on the shelves ?
You’re latest products seems to be inspires by the trademark of hive (same kind of pieces, form, no board …): are you planning to leave that setting or in it you can still find more fresh inspiration ?
You’re free to express some good reasons for my readers to buy your game .. 😉
The intended target to to catch the people who would not normally play hobby games.
We only print to order, so the best question is to ask where is the game available, Currently: Germany, France, Holland, Belgium, Swaziland, Austria and Australia.
Is it planned a distribution also in Italy ?
Do you have other projects running ?
Can you tell something about those ?
Hive Carbon: A new tile set that we intend to bring out to promote the iPhone game but also sell as an alternative to the currant version for those who like the black and white classic style.
— Le immagini del gioco riprodotte sono tratte dal regolamento, da BGG o dal sito della casa produttrice (Gen42), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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