Gonzaga – preview

Proseguendo nella nostra carrellata di preview in vista degli appuntamenti di Essen e Lucca, presentiamo oggi l’ultima uscita della daVinci Games, casa produttrice italiana da anni presente nel settore, nel catalogo della quale compare, tra i numerosi altri, anche il famoso BANG!. La casa in questione presenterà due novità, ossia Gonzaga, gioco da tavolo basato sul meccanismo del piazzamento tessere (opportunamente modificato implementando vari altri meccanismi) ed il gioco di carte Turandot.

Bene, venendo al titolo di oggi, diciamo subito che è, in radice, un gioco un pò ‘astratto’ (nota:a breve però uscirà un secondo articolo sull’argomento, nel quale autore e/o casa editrice spiegheranno però perchè ritengono non pienamente azzeccata questa mia definizione generale, sottolineando, tra l’altro, la tematicità del titolo), nel senso che la dinamica di base che lo anima è quella del piazzamento, su di un tabellone diviso ad esagoni (raffigurante una mappa dell’Europa, divisa in sei regioni di terra di diverso colore e sei di mare) e sul quale sono identificati numerosi punti strategici (ossia le città ed i porti, equamente distribuiti tra le varie regioni, di terra e mare) di polimini , ossia di figure geometriche in plastica (tipo quelle del tetris, per capirci) formate da combinazioni di esagoni (le quali rappresentano ipotetici feudi sui quali i giocatori estendono la propria influenza). Da notare è che alcuni degli esagoni contengono delle ‘merlature’, a rappresentare la presenza di castelli, che dovranno essere piazzati necessariamente su di un terreno e non sull’acqua. Su questa base è stata poi applicata una ambientazione, ossia quella dell’Europa Rinascimentale, assumendo che i giocatori rappresentino delle case che, come i Gonzaga a suo tempo, combattono tra loro per estendere il loro dominio sul maggior terreno possibile, focalizzando la loro attenzione sul controllo di punti chiave, quali città e porti.

Ad ogni giocatore, all’inizio del gioco, sono attribuiti 12 polimini e 6 monomini (ossia forme piccole destinate ad occupare un unico esagono, denominati ‘anelli’, a rappresentare il controllo di una città / territorio che tramite un matrimonio dinastico i giocatori otterranno), che lo stesso dovrà utilizzare per guadagnare i punti. E’ quindi estratta una carta-scenario, grazie alla quale si stabilisce quali regioni garantiranno maggiore punteggio (‘fiorenti’) e quali minore (‘inattive’): questo dovrebbe garantire una certa rigiocabilità a lungo termine del titolo, visto che sono presenti ben 16 carte scenario, che proporranno quindi 16 diversi tabelloni iniziali di gioco. Ognuno riceve quindi una carta obiettivo (città segrete) contenente un elenco di città da occupare, controllando le quali riceverà dei punti vittoria alla fine della partita (crescenti esponenzialmente con il numero delle città, fino al massimo di 35 punti per le 6 città), nonchè un set di carte (9) da utilizzare per le dichiarazioni segrete di ogni mossa ed un piccolo tabellone personale, dove poggiare carte e materiali.

Da qui le regole del gioco, messe a disposizione dalla casa editrice, sono molto semplici (tanto da essere riassunte in sei paginette, complete di esempi), visto che ad ogni turno ogni giocatore giocherà, di fatto, uno dei polimini/monomini a sua disposizione (dovendo scegliere, nel caso del polimino, quello della forma indicata dalla carta che pescherà all’inizio del turno), ottenendo immediatamente alcuni punti vittoria occupando città o porti (3 per città/porti in zone fiorenti ed 1 se in zone inattive od un bonus di 10 punti quando sono occupati almeno 3 porti dello stesso mare) oppure decidendo di saltare il piazzamento (3 punti per ‘donazione alla Chiesa’ del feudo).

Su questo concetto iniziale è stato però applicato un set di meccanismi addizionali, che rendono il gioco decisamente più vario e divertente, ossia altre due fasi previe (nelle immagini a lato, tratte dal sito della casa, trovate la giusta sequenza di ogni turno).
La prima avviene in contemporanea tra tutti i giocatori, di ‘pianificazione’ segreta delle mosse. Ognuno dei giocatori infatti, abbinando due carte tra quelle a sua disposizione, dovrà dichiarare in quale regione giocherà il polimino e se facendolo intende occupare porti o città/terreni vuoti oppure se si vuol lasciare la possibilità di giocare uno o due anelli o se desidera giocare un anello per essere il piazzare a giocare in quel turno.
La seconda consisterà nello stabilire, sulla base delle carte giocate (che sono ora scoperte), qual’è l’ordine di gioco (ci sono sulle carte apposite lettere a tal fine).

Solo a questo punto sarà possibile piazzare i polimini o anelli, ottenendo gli effetti desiderati. Il gioco termina tra il 7° ed il 12° turno, quando tutte le città e porti (tranne 3) sono occupati. A quel punto si conteranno i bonus corrispondenti agli obiettivi raggiunti (città segrete occupate) e saranno attribuiti 15 punti (tessera Gonzaga) a chi avrà l’impero, composto da polimini/monomini adiacenti più esteso. Vince, indovinate un pò, chi ha più punti ..

Veniamo ora alle considerazioni di fondo: il titolo è frutto di una lunga fase di preparazione, tanto che, se non ricordo male, già due anni fa la casa ne parlava come di un gioco che stava curando e sul quale scommetteva molto, per cui è lecito pensare che i meccanismi possano essere ben oliati e frutto di adeguato playtesting. Intelligente appare l’idea di miscelare le dinamiche, quasi da ‘gioco da scacchiera’ del piazzamento delle tessere, con altre, tipiche invece dei giochi di carte, presentando così un buon mix tra vari generi. Buono dovrebbe essere anche l’impatto visivo delle tessere di plastica colorate che sono attribuite ai giocatori, così come curata e funzionale risulta, almeno sulla base delle immagini, la grafica. Le partite dovrebbero essere poi piuttosto veloci, appena imparato il meccanismo, salvo la classica analisys paralisys degli ultrapensatori che si annidano nei vostri gruppi di gioco. Tra gli aspetti meno convincenti vi è invece la scarsa aderenza del tema di fondo alle meccaniche ed al titolo stesso ed il fatto che di fondo si tratta comunque di un gioco astratto (cosa che però per vari giocatori non rappresenta AFFATTO un aspetto negativo …), per quanto ‘condito’ con alcune simpatiche varianti. A livello di difficoltà si tratta del classico titolo facile da imparare ma non necessariamente altrettanto facile da giocare con profondità ed anche questo aspetto potrebbe essere apprezzato. In definitiva, rimarcando qui come sia assai difficile per titoli di questo tipo esprimersi solo sulla base delle regole, visto che il fattore divertimento che contengono può essere ben valutato solo giocandoci, direi che il gradimento del gioco dipenderà moltissimo (più del solito, forse nella classica alternativa ‘o si ama o si odia’) dai gusti personali, vista la particolarità ed essenzialità dei suoi meccanismi.

Colncludo segnalando che l’autore, Guglielmo Duccoli, è già creatore di un gioco online, Vampiring, pubblicato su Youplay, assieme a Cartagena, Blue Max ed altri e che lui stesso su BGG accenna al fatto che in futuro il gioco potrebbe avere anche una versione online ..

Il gioco è attualmente in vendita ad un prezzo consigliato di 39,90 euro e può essere acquistato anche su Egyp.it dove Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it a 33,90 euro.

— Le immagini sono tratte dal regolamento o dal sito della casa produttrice (daVinci Games), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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