Wow, che bella settimana di giochi medi-leggeri per passare del tempo in compagnia! Finalmente la ripopolazione sta continuando e questa settimana erano presenti più di 600 campagne attive. Per chi se lo fosse perso e ci fosse ancora un po’ di tempo, la campagna di Rocketmen di Wallace ha annunciato la versione in italiano grazie alla partecipazione di almeno 150 backer dall’Italia! E con questo vi lascio alla puntata di oggi!

Micro City
Gioco tascabile per 1 o 2 giocatori, dove l’obiettivo sarà quello di contribuire alla costruzione della città. Ogni giocatore riceve degli obiettivi segreti e degli edifici pubblici da costruire. Al centro del tavolo trovano posto le carte che formano la città, ciascuna con 4 distretti. A inizio partita ciascun giocatore parte da un qualsiasi distretto. Per finire il setup ciascun giocatore prende le carte azione e le posiziona di fronte a sé. Nel proprio turno si tirano due dadi. A questo punto si sceglie quale delle carte azione utilizzare, che indicano di quanti spazi si può muovere il proprio segnalino. Inoltre le carte azione hanno un’abilità opzionale, che può essere attivata utilizzando il dado indicato. Una volta mossi, si può eseguire l’azione del distretto in cui si arriva, sempre indicato da un valore di dado. I giocatori saranno impegnati a costruire i vari edifici e a soddisfare i propri obiettivi personali. Grazie al successo ottenuto sono state sbloccate delle mini-espansioni, come il porto e i giardini. Anche i materiali sono stati migliorati. Le carte azione e le carte obiettivo presentano delle scritte, per il resto i materiali sono indipendenti dalla lingua.

Here to Slay
Dai creatori di Unstable Unicorns un altro gioco di carte che ha riscosso un enorme successo, raggiungendo nel momento in cui scrivo quasi i 2 milioni di dollari. Stessa grafica puccettosa di cui la nostra Mari si è già follemente innamorata e riuscirà il nostro Diego nell’impresa di impedirle il pledge? Staremo a vedere… ma veniamo al gioco. Ognuno dei giocatori sceglie uno dei Leader presenti, ciascuno appartenente a 1 delle 6 classi, con abilità diverse. Lo scopo è quello di riuscire a sconfiggere 3 mostri o avere un party di eroi contenente tutte e 6 le classi presenti. In fase di setup ciascun giocatore pesca 5 carte e si rivelano 3 mostri dal suddetto mazzo. Nel proprio turno si hanno 3 punti azione, spendibili nel seguente modo:
- 1 punto azione – pescare una carta o giocare una carta dalla propria mano;
- 2 punti azione – attaccare un mostro;
- 3 punti azione – scartare tutte le carte e pescarne 5 nuove.
I mostri, per essere attaccati, richiedono di avere eroi appartenenti a 1 o più classi. Si tirano due d6: se si raggiunge la soglia indicata, il mostro è sconfitto, lo si posiziona a fianco del leader e se ne acquisisce l’abilità. Se però scendiamo sotto il valore indicato in rosso, invece, subiamo una penalità. Le carte a disposizione dei giocatori possono essere di 5 tipi.
- Carte eroe: questi sono gli eroi che è possibile assoldare giocandoli dalla propria mano. Ciascuno di loro ha un’abilità che per essere attivata richiede un tiro di dado e un valore da soddisfare.
- Carte equipaggiamento: possono essere benefiche da giocare sui nostri eroi o maledizioni da giocare contro gli eroi di altri.
- Carte magia: offrono vari tipi di effetti.
- Carte modificatori: possono essere utilizzate qualsiasi volta un giocatore tira un dado. Nella carta sono presenti un modificatore positivo da giocare in nostro favore o uno negativo da giocare a sfavore di altri.
- Carte sfida: è possibile giocare una carta sfida quando un giocatore gioca una carta eroe, equipaggiamento o magia. I due giocatori tirano un dado: se chi stava giocando la carta vince, non succede nulla e continua a giocare la carta; se invece perde, deve scartare la carta che stava provando a giocare.
Il gioco permette di giocare fino a 6 giocatori e promette di offrire un’esperienza divertente fatta di strategia e colpi bassi. La dipendenza della lingua c’è, vista la presenza delle varie abilità ed effetti praticamente su quasi tutte le carte.

Per evitare fraintendimenti con il celebre detective, sono andato alla ricerca di “H.H. Holmes” trovando
questa pagina su Wikipedia. Per chi non avesse voglia vi riporto qui le informazioni più salienti per entrare e capire per bene l’ambientazione del gioco:
Henry Howard Holmes, nato Herman Webster Mudgett (Gilmanton, 16 maggio 1861 – Filadelfia, 7 maggio 1896) è stato un assassino seriale statunitense. Gli vengono attribuiti oltre 200 omicidi, di cui 27 accertati.
Costruzione del Castello
Con i soldi di alcune frodi assicurative Holmes fece costruire un enorme edificio a tre piani che gli serviva da abitazione, farmacia, negozio e hotel: Holmes era solito infatti affittare molte delle camere (anche ad amici e collaboratori, che finirono poi per diventare vittime della sua follia omicida). L’edificio era talmente imponente da essere soprannominato il Castello.
Con una serie di modifiche nella struttura interna dell’edificio Holmes rese il secondo e terzo piano un dedalo di camere che costituiva un vero labirinto e una inaudita trappola mortale per chiunque vi si addentrasse: le camere erano infatti collegate tra loro grazie a passaggi segreti, muri scorrevoli, spioncini, porte blindate, stanze segrete, camere insonorizzate, scale e corridoi che finivano contro un muro, e botole sul pavimento che si aprivano a comando e facevano scivolare la vittima in cantina: lì si trovava una enorme piscina riempita di acido corrosivo, dove Holmes immergeva i corpi e i cadaveri dei malcapitati. Tutte le stanze erano inoltre delle vere e proprie camere a gas, progettate per uccidere chiunque si trovasse all’interno: tutte le porte potevano infatti essere bloccate dall’esterno, e i muri erano foderati con l’amianto: in tale modo, Holmes era libero anche di dare fuoco al gas presente nell’ambiente, evitando il propagarsi della combustione. In una delle stanze segrete si trovava infine un forno crematorio.
Si può giocare da 2 a 6 giocatori, ciascuno dei quali andrà a interpretare uno dei personaggi che, in un modo o nell’altro, aiutò Holmes a costruire il castello. Che siate la banchiera che ha concesso il prestito o colui che grazie a delle mazzette ha ottenuto i permessi, l’architetto o il costruttore, il vostro obiettivo sarà quello di infiltrarsi nel castello e cercare di eliminare tutte le prove che vi collegano all’operato di Holmes. Il gioco presenta 24 tessere stanza (30 con l’espansione), che ogni volta vengono posizionate in modo casuale. Nel proprio turno ciascuno dei giocatori sceglie una delle carte azione a disposizione e – in stile Puerto Rico – anche gli altri effettuano la stessa azione in modo depotenziato. Le azioni a disposizione includono il potersi muovere attraverso le stanze, raccogliere prove, muovere Holmes o pescare una carta evento che può avere effetti benefici su di noi o meno su gli altri. Alcune stanze inoltre avranno degli effetti specifici. In tutto questo i giocatori dovranno anche cercare di stare attenti a non incontrare Holmes. Quando uno dei giocatori riesce a raccogliere tutte le prove fino a riempire la propria plancia personale, la partita termina e verrà eletto vincitore. Le carte azione presentano poco testo, così come alcune tessere luogo, mentre le carte evento sono più articolate.

Nei panni di un archeologo i giocatori sono stati assegnati al loro primo scavo archeologico. La plancia centrale viene formata da tessere esagonali a rappresentare lo scavo. Durante il proprio turno i giocatori andranno a utilizzare i propri attrezzi e a posizionare i token di legno nelle congiunzioni tra le varie tessere (pensate alle strade di Catan per capirci). Nel momento in cui una serie di token di legno “taglia” la plancia, la parte più piccola viene staccata e le tessere presenti divise tra i giocatori in base al contributo dato. Il primo riceve la metà delle tessere, il secondo metà delle rimanenti, il terzo metà e l’ultimo quello che rimane. I giocatori possono decidere di vendere fossili per acquisire ambra, che serve per comprare una delle 4 abilità speciali presenti. Alla fine della partita i giocatori andranno a sommare i propri punti, dati da eventuali scheletri di dinosauri completati, fossili e ambra rimasta.
I giocatori prenderanno il ruolo di pirati spaziali, che cercheranno di acquisire il predominio del pianeta Tortuga. Attraverso la meccanica del
deck-building i giocatori potranno acquisire nuove carte, muovere la propria nave spaziale, attaccare quelle di altri, recuperare minerali, conquistare e/o fortificare uno dei settori di Tortuga o cacciare creature, le quali garantiscono abilità speciali. L’ambientazione e relative illustrazioni le trovo fighe e adatte all’ambientazione. Le tessere esagonali doppie con incavi che permettono di creare il pianeta di Tortuga garantiscono una disposizione sempre casuale. Testo sulle carte ce n’è, ma se si ha esperienza con altri
deck-building, anche se in inglese, non ci dovrebbero essere troppe difficoltà.
Try Before You Pledge