HANSA TEUTONICA si basa su alcune meccaniche preponderanti come i punti azione, le maggioranze, la costruzione di un network e lo sviluppo ad albero di abilità diverse a cui si aggiungono dei bonus di fine gioco.
Alcune cose, però, appaiono chiare fin da subito. HANSA TEUTONICA è un gioco di peso, non eccessivo, ma direi corposo: non è adatto a famiglie o neofiti, ma è il classico titolo per gamer, che si sfidano tra gamer, in una serata da gamer. Il tempo indicato sulla scatola per una partita è davvero molto ottimistico: mai giocato in meno di due ore in tre giocatori. È il tipico piatto principale della serata e prosciuga molte delle energie cerebrali dei giocatori.
Titolo prettamente strategico, anche se non manca una buona dose di tattica legata all’interazione diretta. Mi spiego meglio: all’inizio della partita è possibile definire una strategia di massima in base a quelle che crediamo siano le abilità più utili da sviluppare – e all’ordine in cui vogliamo svilupparle – e in relazione agli uffici che puntiamo a occupare. Poi, però, l’azione di “sostituzione di un pezzo avversario”, non certo economica per chi la fa ma assai utile, può cambiare repentinamente le carte in tavola e da lì si può anche rinunciare alla strategia che ci eravamo prefissati per adattarci proficuamente alla nuova situazione. Magari la rotta su cui siamo stati spostati ci fornisce un vantaggio che non avevamo previsto e da lì modificare il tiro è un attimo. Inoltre, per ogni rotta che completiamo diamo punti al giocatore che controlla le città adiacenti… e spesso quel giocatore non siamo noi. Inutile dire, quindi, che l’interazione diretta è parte integrante del gioco e se siete fra coloro che se la prendono se arriva l’avversario a spostarvi il cubetto e a scombinarvi i piani, questo titolo non fa decisamente per voi. Personalmente, è quello che amo di più di questo tipo di interazione: scervellarmi per riuscire a cavarmela anche quando il mio gioco è stato buttato all’aria e ricostruire qualcosa di altrettanto, o più, proficuo.
HANSA TEUTONICA è un gioco a informazione completa e alea pari a zero. Sappiamo sempre in qualsiasi momento quali abilità hanno sviluppato gli avversari, quali gettoni bonus possono utilizzare e quanti mercanti o grossisti hanno a disposizione. Tutto sotto la luce del sole: è qui che sta il bello. L’unico elemento segreto è rappresentato dall’espansione delle Carte Missione, perché ogni giocatore ha un obiettivo che tiene nascosto agli altri.
Questa volta sulla scalabilità non posso esprimermi, avendo fatto tutte le partite fino a questo momento in tre giocatori. Dopo l’iniziale delusione nell’aver scoperto che nel passaggio da HANSA TEUTONICA a HANSA TEUTONICA: BIG BOX era stata rimossa la variante per due giocatori – fondamentale affinché un gioco possa entrare nella mia ludo-libreria e restarci – mi sono fatta coraggio, aspettando il momento giusto (e soprattutto gli amici giusti) per poter affrontare questo titolo. Mi sono davvero dovuta ricredere: questo titolo non uscirà da casa mia a breve, perché voglio davvero esplorarne tutte le possibilità e le varianti. I giochi di pura meccanica e zero fronzoli sono i miei preferiti, spremere le meningi e trovare la strada migliore per vincere è ciò che in assoluto mi dà più soddisfazione al tavolo. Comunque, mi sento di prevedere che, se già in tre l’interazione è alta e si ha un continuo riaggiustamento dei nostri piani, in quattro o cinque questo non può che incrementare, evitando anche che una sola persona acquisisca troppo potere, visto che gli uffici saranno presumibilmente maggiormente distribuiti tra i giocatori.
HANSA TEUTONICA (base) potrebbe potenzialmente essere affrontato sempre con lo stesso approccio e la stessa strategia iniziale, cosa che ne ridurrebbe rigiocabilità e longevità. Tuttavia, l’interazione diretta e, soprattutto, la possibilità di integrare due espansioni e di giocare con due tabelloni differenti con regole aggiuntive garantiscono partite varie e dalle mille possibilità. Inoltre, è uno di quei giochi classici “intramontabili”, che tireremo sempre fuori all’occorrenza anche fra qualche anno. Se non fosse stato così, la pubblicazione di una Big Box non sarebbe stata giustificata, non trovate? Mi sento quindi di dire che la rigiocabilità è buona, mentre la longevità, per noi amanti dei german nudi e crudi, è alta.
A chi lo consiglio? Innanzitutto a chi non si lamenta dei cubetti. I cubetti hanno fatto la storia dei giochi e ci sono titoli, come questo, in cui non serve il meeple sagomato e in cui la miniatura distrarrebbe e basta: il cubetto fa il suo dovere e lo fa bene, qui l’occhio non ha bisogno della “sua parte”! Poi lo consiglio a chi non teme stare seduto al tavolo per due ore a cercare di alternare nel modo migliore sempre le solite cinque azioni per capire qual è la mossa giusta da fare al momento più opportuno per non rischiare di dover smantellare tutto e ricominciare o, peggio ancora, di finire in stallo perché gli avversari hanno deciso di bloccare proprio la rotta che ci interessava. Infine, non lo consiglio a chi non ama l’interazione diretta: se te la prendi a morte perché ti scaccio il cubetto dal villaggio che interessa a me e ne assumo il controllo, non puoi giocare a HANSA TEUTONICA. Cattivo, cattivo, cattivo. Sì, sì. Ma a volte anche un pizzico di cattiveria può spingerci a ragionare al meglio per uscire dai guai. Com’è che si dice? Il bisogno aguzza l’ingegno!
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