Scirtto da cogo71 (Andrea C.)
Durante l’ultima Play che si è svolta nel primo fine settimana di settembre, abbiamo avuto modo di provare il prototipo di Pathfinder Arena un progetto tutto italiano, la cui campagna Kickstarter sarà lanciata da Giochi Uniti il prossimo 23 novembre 2021. La demo, non solo ci ha convinto, ma ci ha permesso di incontrare gli autori Flavio Anzidei, Giorgio Serafini, Roberto Tibuzzi e abbiamo pensato di farli conoscere meglio anche ai nostri lettori. Ringrazio in particolar modo Giorgio che nonostante sia immerso totalmente in questa avventura, ha trovato il tempo per rispondere alle mie domande.
Se non sbaglio siete tutti autori esordienti, vi chiedo quindi di presentarvi ai nostri lettori e se come immagino siete prima di tutto dei giocatori quali sono i vostri gusti personali?
Non sbagli, siamo tutti e 3 autori esordienti di giochi da tavolo. Abbiamo iniziato a sviluppare giochi 6 anni fa e Pathfinder Arena è il primo gioco che abbiamo realizzato e pubblicato. Siamo tutti e 3 amici di vecchia data accomunati anche dall’interesse per i GDR e giochi da tavolo. Per quanto riguarda la nostra formazione abbiamo avuto esperienze molto variegate.
Roberto: nel 2006 ho conseguito un master come sviluppatore di videogame per PC dove ho ricoperto il ruolo di game designer.
Giorgio: in campo ludico sono stato proprietario di un board game café.
Flavio: a 10 anni ho iniziato a giocare di ruolo. Da grande ho ricevuto una formazione volta alla matematica, informatica e ottimizzazione. E poi ho fatto 1+1.
Per quanto riguarda i nostri giochi più amati queste sono le nostre preferenze:
Roberto: Carcassonne, Terra Mystica, Root e Castelli di Borgogna,
Giorgio: Carcassonne, Giochi di ruolo e Magic The Gathering,
Flavio: Giochi di ruolo, Magic e party games alla Lupus o Avalon quando si è in tanti. Poi sicuramente un Terra Mystica, Carcassonne, ma anche Agricola col senso di scarsità che crea nel giocatore e Zombicide con la sua cooperazione goliardica.
Passiamo a Patfinder Arena: come mai vi siete lanciati in un gioco di combattimenti in un’arena? Non è un tema un po’ inflazionato? Quali sono i tratti distintivi del vostro gioco rispetto a titoli come Super Fantasy Brawl, Skytear e simili?
Potremmo dire che al giorno d’oggi tutti i temi sono un pò inflazionati, per noi la differenza la fa l’innovazione dell’esperienza al tavolo di gioco. Lo sviluppo di Pathfinder Arena è iniziato alcuni anni fa quando in Italia il boom di autori e titoli non era lo stesso che conosciamo oggi, quindi di tematiche similari ne esistevano molte di meno. Per quanto riguarda noi, sin da subito abbiamo pensato ad un gioco di combattimenti perché è quello che più ci veniva spontaneo dalle nostre esperienze passate nel mondo dei giochi di ruolo, dove molto spesso i combattimenti diventavano qualcosa di epico e complesso. Super Fantasy Brawl è un gioco che non abbiamo mai giocato ma da quello che abbiamo visto è un gioco molto diverso dal nostro. Pathfinder Arena si distingue innanzitutto per una plancia modulare e mobile che rende le strategie di combattimento molto profonde e appassionanti. Lo scopo principale del gioco è quello di sconfiggere i mostri di ogni livello, ma gli eroi, che non possono mai attaccarsi direttamente, possono sfruttare gli attacchi dei mostri per attaccare gli avversari modificando la struttura del labirinto e guadagnando in questo modo punti gloria aggiuntivi. Infine gli eroi ad ogni partita costruiscono la loro build attraverso caratteristiche e carte con un sistema che combina la gestione risorse al sistema di combattimento sulla plancia di gioco.
Come mai proprio il mondo di Pathfinder? Com’è lavorare con Paizo Publishing? E con Giochi Uniti?
Inizialmente il nostro gioco non prevedeva l’ambientazione di Pathfinder ma era fortemente legata al mondo epico-fantastico e la nostra ispirazione è sempre stata legata ai giochi di ruolo che da anni giocavamo. Quando Giochi Uniti ci ha proposto la possibilità di utilizzare l’ambientazione del mondo di Pathfinder ci è venuto spontaneo convertire tutto il materiale che avevamo, alla nuova ambientazione… ci calzava a pennello. Con Paizo ha sempre fatto da tramite Giochi Uniti per via dei loro rapporti commerciali preesistenti. Giochi Uniti appena ha visto il nostro prototipo ha creduto sin da subito al nostro progetto intuendone il potenziale, per questo ci ha sempre lasciato ampio spazio decisionale nel processo di game design, di contro l’esperienza di Paizo e Giochi Uniti hanno apportato alcuni miglioramenti molto interessanti per l’esperienza di gioco.
Dell’ artwork di Wayne Reynolds invece cosa puoi dirmi? Come vi siete coordinati? È un lavoro che è proceduto di pari passo con il gioco, oppure avete fatto specifiche richieste?
I rapporti con Wayne Reynolds sono stati gestiti da Giochi Uniti, quindi non possiamo risponderti precisamente, il suo lavoro è stato commissionato quando il prototipo era già ad un buon punto dello sviluppo.
Come mai avete deciso di lanciare Pathfinder Arena sfruttando la piattaforma Kickstarter invece di sfruttare i canali tradizionali? Siete pronti ad affrontare l’imminente campagna? Ho avuto occasione di parlare con altri vostri colleghi e mi hanno confessato di essere usciti distrutti da questa esperienza.
Questa è stata una decisione presa da Giochi Uniti (scelta da noi molto apprezzata). Pertanto la campagna dal punto di vista imprenditoriale sarà gestita prevalentemente da loro. Da questo punto di vista ci sentiamo rassicurati vista l’esperienza professionale che vanta un editore presente sul mercato da moltissimi anni.
Cosa vi è rimasto dell’esperienza vissuta alla recente Play? Avete avuto dei buoni feedback? Magari c’è stato qualche suggerimento che avete deciso di prendere in considerazione prima del lancio ufficiale?
L’esperienza a Play è stata impegnativa ma molto appagante e utile. A parte il ritorno sui tavoli da gioco, abbiamo avuto modo di far provare il gioco a molti esperti del settore e giocatori incuriositi e attratti al tavolo di gioco. Abbiamo ricevuto prevalentemente giudizi molto positivi sull’esperienza di gioco. A livello di design il prototipo che è stato presentato è in una fase finale e vanta centinaia di partite di playtest, abbiamo ricevuto alcuni feedback relativi all’impatto visivo che abbiamo già preso in considerazione di modificare.
Se come tutti ci auguriamo (siete autorizzati a fare qualsiasi tipo di scongiuri) la campagna andrà bene, avete già in cantiere qualche sviluppo futuro?
Sperando che la campagna abbia il successo sperato, abbiamo in cantiere un altro gioco che abbiamo sviluppato insieme ma è ancora da ultimare, adesso tutte le nostre energie sono focalizzate su Pathfinder Arena.
Per finire ti lascio spazio per aggiungere qualsiasi cosa tu voglia… Vai!
La campagna Kickstarter partirà il 23 novembre sé volete rimanere aggiornati iscrivetervi alla pagina del progetto.
Le immagini a corredo di questa intervista sono state fornite dall’editore Giochi Uniti, o in alternativa fornite dagli stessi intervistati.
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