scritto da Bernapapà
Ciao a tutti.
Durante la fiera di Essen mi è capitato di giocare a P.I., titolo investigativo ideato dal famoso Martin
Wallace, edito dalla Treefrog Games, da 2 a 5 giocatori, indipendente
dalla lingua (ci sono i nomi dei tipi di reato, ma non dovrebbe
costituire un grosso ostacolo…).
Lo scopo del gioco è guadagnare
punti riuscendo a scoprire il luogo, l’autore ed il tipo di delitto
che è stato perpetrato… insomma, una evoluzione di Cluedo: per gli
amanti del genere credo valga la pena continuare a leggere questo
articolo. Gli altri, forse, avranno già desistito.
Cluedo o non cluedo?
descritto: l‘obiettivo è scoprire dove, chi e che cosa (lo so, manca
l’arma ma è stato introdotto il reato)… ma: il delitto commesso
non è uno solo!
All’inizio del gioco, infatti, ognuno riceve tre
carte che rappresentano il trittico appena descritto. L’obiettivo di
ogni giocatore è scoprire il trittico del giocatore alla propria
sinistra (o destra? Non ricordo più.. poco importa!). Nel tabellone
non è rappresentata alcuna villa Tudor, ma troviamo una sorta di
bacheca di un improbabile ufficio investigativo.
bacheca, oltre ad alcune aree per il conteggio dei punti e delle
penalità, trovano spazio 14 cartoline (rappresentanti città o altri
soggetti) all’interno delle quali trovano spazio due tessere che
verranno messe a caso all’inizio del gioco, con la regola di inserire
un indiziato ed un reato all’interno di ogni cartolina (il luogo è
stampato sulla cartolina stessa, ma replicato al centro in una
tessera stampata). Dato che il numero di luoghi è maggiore del
numero di reati e di indiziati, tra le tessere ci saranno anche
tessere “vuote” (No Crime / No Suspect).
Ok, ma come si gioca?
tre carte del delitto, riceve tre cubetti e tre cilindretti di legno
dello stesso colore, più 7 tokens di cartoncino (5 per le indagini e
due per segnare i punti e le penalità).
delle indagini) di quello dei delitti da cui erano state prese le
carte consegnate ai giocatori. Il mazzo delle indagini viene
mescolato (quindi i tre tipi di carte sono messi in sequenza casuale)
e vengono scoperte 9 carte.
Ogni turno consiste in una indagine: il giocatore di turno può
prendere una carta delle 9 carte scoperte accanto al tabellone, e
piazzarla sulla tessera corrispondente del tabellone: il giocatore di
sinistra (quello cui deve indovinare il trittico) deve rispondere a
questa indagine: se egli ha in mano la carta corrispondente alla
tessera, allora deve mettere il segnalino cilindrico sulla tessera
stessa (preso!): se invece la sua tessera corrispondente (ossia come
luogo se era stato scelto un luogo e così via) si trova in una delle
cartoline limitrofe (quelle vicine: sopra, sotto destra o a
sinistra), deve mettere il segnalino cubico (un meccanismo molto
simile al MasterMind: cilindro preso, cubetto fuocherello…).
Nel caso in cui la sua carta si trovi lontana dall’indagine, non
mette nulla, ed il giocatore di turno si riprende la carta per
ricordarsi che quella carta e le sue limitrofe non centrano nulla!
iniziale di 9, ed il turno passa al giocatore successivo.
alternativa a scegliere una delle 9 carte, il giocatore di turno può
utilizzare uno dei suoi tokens indagine (ma attenzione, ce ne sono
solo 5 in una partita che è composta da tre delitti da scoprire in
sequenza) per metterlo su una cartolina: l’indagine si estende quindi
a tutte le tessere della cartolina contemporaneamente (quindi sia
luogo, che indiziato che tipo di delitto) ed il giocatore alla
sinistra deve rispondere con il posizionamento dei segnalini di legno
secondo la stessa regola (in questo caso, però, non li mette sulla
tessera ma sulla cartolina: ossia non indica esattamente quale
indizio fra luogo/delitto/indiziato è stato indovinato).
Alla fine del proprio turno ogni giocatore può formulare
ufficialmente l’accusa: se ha indovinato prende i punti (se è il
primo 7 punti, se è il secondo 5 e così via), altrimenti prende -2
punti per ogni indizio sbagliato.
Marlowe.
Impressioni
molto belle e curate; tutto quell’arancione rievoca un po’ le
atmosfere asettiche di un CSI… ma. Ebbene si, c’è un ma. Non è
chiaro se sia una cosa voluta dagli autori oppure no, ma tutto
quell’arancione e quelle carte non distinguibili al colore creano un
sacco di problemi, soprattutto alla prima partita, per cui si perde
un po’ di tempo per cercare nel tabellone le proprie carte e cercare
quelle dell’indagine in corso. Ripeto, forse è una cosa voluta, ma
si ha quasi l’ impressione di scarsa attenzione alla giocabilità!
Rimane anche un altro aspetto che mi ha lasciato un minimo di
perplessità: dato che le carte per le indagini sono pescate a caso,
ci sta che quella di cui hai bisogno non venga fuori in tempi
decenti, per cui potresti dover sprecare un token indagine non perché
non sai che pesci prendere, ma perché la carta che vorresti tarda a
venire… (ad un certo punto, nella mia partita, non venivano più
fuori carte indiziato, e l’indiziato era l’unica cosa che dovevo
ancora scoprire!). Ma forse anche questo è un aspetto voluto!
state aggiunte le meccaniche del Master Mind… cosa c’è di meglio
per gli amanti della deduzione e dell’indagine? A me, amante del
genere, è decisamente piaciuto!
[Fabio] P.I. l’abbiam giocato assieme, con altri due italiani, e devo dire, per dovere di cronaca, che l’unico al quale sembra essere piaciuto il gioco era proprio il nostro Bernapapà ed è per questo che ho lasciato a lui la presentazione del gioco. Mi limito a dire che non l’ho trovato troppo innovativo, ma che per un pubblico (ampio e/o familiare) al quale piaccia l’idea di cimentarsi in una variante di Cluedo un pò modernizzata (ma con pecche grafiche alla Wallace – almeno in qualcosa la mano dell’autore si sente … 😉 ) può andare bene … 😉
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