Di che si tratta, in sintesi, lo avete già potuto dedurre, ossia è un piazzamento tessere a tema costruzione di città, nel quale ognuno degli avversari, partendo da una base identica, sviluppa poi la sua personale cittadina (quartiere), tenendo d’occhio la potenzialità economica e l’attrattiva per l’immigrazione di nuovi abitanti che il piano regolatore adottato stimolerà. Quanto a difficoltà devo dire che si tratta, alla fine, di gioco che si spiega in poco, ma che ragionevolmente può attrarre maggiormente, per il modo in cui gira, giocatori più esperti.
Le regole, almeno nella loro base, sono semplici semplici (qui comunque trovate il manuale in italiano), perchè ognuno, al suo turno, deve solo ampliare il proprio quartiere, scegliendo per farlo una delle tessere presenti sul mercato (ce ne sono sette: la posizione nel mercato richiede il pagamento di alcuni sovraprezzi rispetto a quanto indicato nel lato sinistro della tessera), oppure una di quelle ‘base’ (parco, fabbrica pesante o periferia) o, infine, un ‘lago’ (non costa nulla e si ottiene utilizzando il retro di una tessera sul mercato). C’è anche la possibilità di compiere un ‘investimento’, riattivando una tessera già in campo, ma lo lascio ai lettori del manuale 😉
Una volta prelevata la tessera la si deve collocare davanti a se, a contatto (almeno un lato condiviso) con almeno una delle tessere già presenti ed è qui che si scatenano gli effetti. La tessera collocata infatti attribuisce prima di tutto il bonus (o malus) indicato in alto a destra su di essa, poi quello in basso (se presente) ed infine attiva eventualmente le tessere a fianco ad essa (solo ove esse siano influenzate da tessere del tipo di quella piazzata). Aggiungo poi che alcune tessere hanno effetti ‘permanenti’, tipo dei bonus o malus che scattano ogni volta che qualche tessera di un certo tipo è piazzata nel proprio quartiere, indipendentemente dalla posizione e che altre producono effetti anche quando certe tessere sono piazzate in quartieri altrui (avete capito ora perchè dicevo che la semplicità è solo apparente?).
La chiave del gioco è che i bonus e malus incidono normalmente sulla vostra reputazione (la quale, se positiva, attira abitanti – e quindi punti vittoria – alla fine di ogni turno) e profitto (il quale vi riconosce introiti o perditi alla fine di ogni turno). Ogni volta, infine, che si supera una certa barriera di punti / abitanti, si deve consolidare il proprio bilancio, perdendo un punto reputazione ed uno profitto.
La partita termina quando esce l’apposita tessera: a quel punto si sommano ai punti ottenuti quelli corrispondenti agli obiettivi raggiunti e si convertono eventuali denari rimasti in punti (in ragione di 5 a 1).
Non vi dico neanche chi vince … 😉
Sim City … Suburbia!
Suburbia beneficia grandemente della (relativa) semplicità delle regole, o meglio del fatto che in sostanza al proprio turno si deve solo prendere una tessera e piazzarla, inducendo nel neofita la falsa sensazione si essere di fronte ad una cosa semplice, attraendolo quindi nella rete della partita ed avviluppandolo gradualmente: il bello è che, al contrario di quanto accade normalmente, il neofita alla fine del match probabilmente avrà capito meno che all’inizio, perchè allora la sua mente non era, almeno, affollata da idee confuse. Sto ovviamente scherzando, ma quello che voglio trasmettere è che siamo davanti ad un titolo che dietro ad una disarmante semplicità nasconde diverse riflessioni e strategie, per cui, pur potendo essere proposto per una partita fugace anche a giocatori ‘casuali’, il meglio lo dà a chi ci si voglia applicare, pur senza essere un titolo riservato solo ai core gamers.
Partendo comunque come al solito dall’ambientazione devo dire che è resa mirabilmente, visto che lo scopo di ricostruire una simulazione di costruzione di una città è raggiunto: abbiamo infatti decine e decine di locazioni disponibili e tutte incidono, più o meno ragionevolmente, sulla vostra capacità di profitto e/o su quanto grazioso (e quindi attraente per i futuri abitanti) sta diventando la vostra città.
La grafica è invece il punto debole, oggettivo, del titolo. Personalmente non mi risulta, dopo averlo giocato, sgradita, anzi la trovo azzeccata e funzionale, ma ricordo che l’impatto iniziale era quello (a occhio e croce) di un mezzo prototipo, però nel contempo riconosco come le tessere siano della dimensione giusta per non risultare scomode da gestire e tutto sia leggibile.
Quanto ai componenti è tutto funzionale allo scopo e ben fatto (ricordo, sotto il profilo grafico, il discorso sulla essenzialità del tutto): unico suggerimento è l’uso di segnalini (io utilizzo le pietruzze tipo magic, da piazzare sulle tessere che danno bonus / malus per il piazzamento di tessere indipendentemente dalla loro adiacenza, per ricordarsi di applicare i loro effetti.
Le meccaniche sono poi a loro volta ben ideate e devo dire che il gioco, una volta in corso, gira bene. Mano a mano che si costruisce la propria città ci si indirizza infatti verso determinati filoni, agevolati dall’utilizzo di certi tipi di costruzioni (per esempio, se costruisco un parcheggio, che mi dà un bel +1 di profitto per ogni ufficio vicino, probabilmente lo circonderò di uffici, così come la presenza di una zecca, che riconosce bonus di denaro per i servizi pubblici, ne stimola la installazione). Ad ogni turno le scelte a disposizione non sono poi infinite, anzi sono esattamente 11, ovvero le sette tessere sul mercato, oltre alle 4 sempre disponibili, però poi il denaro a disposizione spesso è un fattore limitante, per cui, pur nel limite di quello che si può fare, la riflessione c’è sempre.
Aggiungiamoci poi la riflessione legata al ricordarsi (per gli esperti) le tessere già uscite e ciò che potrebbe ancora arrivare, per capire come, lentamente, dalla apparente immediatezza la profondità si dipani.
L’interazione tra i giocatori è di quelle indirette, nel senso che raramente si hanno a disposizione tessere che si attivano quando gli avversari piazzano cose nella loro città ed il maggior effetto che si produce è di solito quello di rubare all’avversario delle opzioni portandole via dal mercato. Se vi piacciono, quindi, titoli molto interattivi, lasciate perdere.
La scalabilità direi che si presenta come buona ed il gioco propone addirittura due modalità in solitario, che ho provato e che sono nel complesso gradevoli (anche se non ci potrete giocare a lungo quanto ad un free cell), una di esse con solo un punteggio da raggiungere e la seconda con un teorico dummy bot.
Tirando le somme Suburbia è un titolo che dovrebbe attrarre prima di tutto gli amanti del genere di costruzione di città, magari un pò nostalgici del filone Sim City da computer, che è ben ricreato e trasposto nel mondo dei giochi da tavolo. Alla fine quello che si deve raggiungere è una sorta di algoritmo e di equilibrio generale della vostra città e la cosa sarà gradita a chi ami riflettere sulle micro ottimizzazioni.
Tra i meno attratti dal gioco vedrei invece chi pensa che ‘anche l’occhio vuole la sua parte‘, per cui non sarà disponibile a passare sopra alle scelte di stilizzazione compiute qui, e chi desideri una maggiore interazione. Potenzialmente ‘a rischio’, infine, per chi indulga troppo sulla riflessione, perchè le partite, vista la relativa debolezza della interazione, devono scorrere almeno rapide, per evitare noiose attese. Personalmente l’ho trovato, comunque, gradevole e ben costruito, ma, lo ribadisco, qui si va molto sul soggettivo.
L’edizione italiana (Uplay.it) è consigliata perchè propone la traduzione di tutte le tessere, oltre al manuale: il testo è limitato per chi mastichi l’inglese (cose del tipo ‘ottieni +1 per ogni tessera verde’), ma qualche parola c’è.
Il prezzo, Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it, con le tessere espansione omaggio (si tratta delle tessere legate alla fiera di Essen, che ritraggono, appunto, fiera, metropolitana e circondario del centro fieristico).
— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o da BGG o dal sito della casa produttrice (Bezier / Hal Games / Uplay.it) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it







