Scritta da Chrys.
Come facilmente immaginabile dal titolo si tratta di un
gioco di dadi per 2-5 giocatori giocabile in 20-45 minuti ispirato al
famosissimo Race for the Galaxy; il gioco è stato ideato da Thomas Lehmann,
autore del succitato gioco ispiratore e delle sue varie espansioni (l’elenco
completo è qui), assieme a Wei-Hwa Huang, new entry nel mondo del game designer ma creatore di puzzle game abbastanza famoso negli Stati Uniti.
gioco di dadi per 2-5 giocatori giocabile in 20-45 minuti ispirato al
famosissimo Race for the Galaxy; il gioco è stato ideato da Thomas Lehmann,
autore del succitato gioco ispiratore e delle sue varie espansioni (l’elenco
completo è qui), assieme a Wei-Hwa Huang, new entry nel mondo del game designer ma creatore di puzzle game abbastanza famoso negli Stati Uniti.
In questa rotolante versione, che promette di richiamare fortemente l’ambientazione del primo, l’attenzione è incentrata sulla popolazione del proprio impero galattico, rappresentata appunto dai dadi. Al crescere dei mondi controllati aumentano quindi i dadi della nostra mano che saranno di colore diverso a seconda del tipo di pianeta (5 colori diversi). Inutile dire che a seconda del tipo di pianeta cambia anche il tipo e la frequenza delle facce.
La cosa particolare è che il risultato dei dadi rappresenterà, a differenza di quanto avviene di solito nei giochi di dadi, NON quello che si potrà fare, ma quello che la propria popolazione VORREBBE che tu facessi ed “il gioco verte sul conflitto tra quello che ti dicono i dadi e quello che fai tu” (non chiedetemi maggiori dettagli… sto citando un intervista all’autore, ma è trapelato molto poco).
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| La scatola base del gioco “mamma” 😉 |
Si tratta (sulla carta) di un approccio molto originale che sembra uscire dal classico meccanismo “push your luck” tipico di molti giochi di dadi e anche dall’altro classico meccanismo dei tre re-roll (quello adottato spessissimo… ad esempio in King of Tokyo o in Roll Throug the Ages, che essendo una riduzione in dadi di un titolo corposo salta subito in mente).
A detta dei game designer, nonostante l’apparente dipendenza dai dadi (più apparente di così… son tutti dadi! ^^) la componente fortuna sarà estremamente smorzata a favore di una componente strategica e di pianificazione.
Inoltre sebbene punti ad un pubblico più ampio la complessità strategica è stata dichiarata non tanto inferiore a quella dell’originale e cerca di mantenerne inalterato il “feel”. Vedremo ^__^
Piccola nota molto interessante… la prima volta che ho letto mi sono immaginato un classico gioco con un set di dadi (tipo 3 per colore…) ma in realtà qui si parla di un box con oltre 120 dadi/pianeti !!! O__O La stessa scatola di cui vedete sopra la copertina dovrebbe essere a forma di cubo.
— Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com o dal sito della casa produttrice (Rio Grande Games) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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