Prime impressioni – Swordfish

scritta da Bernapapà



Come novello George Clooney, mi sono gettato, durante Lucca Games,
nella mischia dei pescatori di pesce spada per diventare il più
ricco imprenditore della pesca dei Mari del Nord America, e proprio
come George Clooney, alla fine… ci ho lasciato le penne! 

Ebbene si,
proprio questo può capitarti se incautamente ti siedi al tavolo di
questo nuovo gioco, Swordfish appunto, ideato dalla coppia Rizzi –
Frumusa
(l’ultimo ideatore di Lupin III), edito da Ghenos Games, per
una gruppetto da 2 a 6 di agguerriti pescatori, nessun testo nel
gioco.
Il gioco ricostruisce in effetti l’atmosfera della pesca allo
spada, presentando un tabellone gigante che rappresenta il Flemish
Cap
, un altopiano sottomarino situato nei mari del Nord America
Occidentale, particolarmente pescoso, ma altrettanto periglioso per
la caratteristiche tempeste che vi si scatenano. 

Sul lato sinistro ci
sono i porti dove hanno origine e termine (si spera) le battute di
caccia, mentre la restante parte del tabellone tiene traccia delle
rotte che possono seguire le barche, e le zone di pesca. Mano a mano
che ci si allontana da terra, si arriva nelle zone delle tempeste, e
non tutte le barche riescono a sopportare la “Tempesta Perfetta”
(mi sa che il gioco si doveva chiamare così, ma devono essere stati
dissuasi da problemi di copyright).

Il buco con la barca barca intorno…

Ma veniamo alle dinamiche di gioco, che sono presto dette: il
gioco è suddiviso in fasi: si parte con la fase di acquisto, nella
quale ogni giocatore può comprare uno o più capitani, affittare una
barca per capitano, comprare il carburante (che serve solo ad
aumentare la velocità della barca) e comprare le esche. 

I capitani
sono rappresentati da pedoni (tipo quelli degli scacchi, ma
piccolini) numerati, e le barche sono talloncini stondati a prua e
quadrati a poppa. 



Ogni barca ha un buco nel quale va posizionato il
pedone del capitano
(e questa è veramente una trovata funzionalmente
efficace e visivamente felice) e su di essa sono rappresentati il
costo e la resistenza alla forza del mare, oltre all’alloggio per il
pesce (rappresentato da talloncini colorati). I prezzi di tutto
quanto si acquista dipende dal porto dove avviene l’acquisto. 

La
seconda fase consiste nello spostamento delle imbarcazioni, mentre la
terza prevede la pesca. Il tabellone è suddiviso in aree colorate
(arancio, verde, azzurro e rosso) e a seconda di dove si trova la
barca, si pesca nel sacchetto del relativo colore

I pesci, infatti,
sono inseriti in sacchetti colorati, e la pesca si effettua
fisicamente dal sacchetto, dove, a seconda della pescosità della
zona, contiene pesci di maggior o minor prestigio ed in proporzioni
differenti. 

Se ho comprato le esche ho a disposizione 3 tentativi di
pesca, dovo posso ributtare a mare il pesce se non è di mio
gradimento; unica eccezione: se pesco lo squalo, lo posso tenere (mi
rende poco) o ributtarlo, ma la mia pesca per quel turno finisce li
(sono rognosi gli squali da slamare, dicono). Se non mi ero premunito
con le esche, allora posso usare due azioni di pesca per pescare le
esche, ossia tiro un dato con valori da 0 a 5.


..e la radio di bordo è una sfera di cristallo,
dice che il vento si farà lupo, ed il mare si farà sciacallo…

Fatta la pesca, si girano le carte situazione atmosferica, che
aumenta o diminuisce la forza della tempesta: se mi trovo nelle zone
di tempesta, devo confrontare la resistenza della mia barca con il
valore di tempesta in atto. Se la barca non regge, affonda e si perde
tutto: carico, capitano e barca! L’ultima azione del turno è la
vendita del pesce per quelle barche che sono felicemente rientrate
in porto. Il valore del pesce dipende dal pesce stesso e dal porto di
approdo: in quel momento finisce anche l’affitto della barca, che
quindi dovrà essere riaffittata (quella o un’altra) per la prossima
battuta. 

Per diventare un ricco pescatore hai a disposizione 15
turni, alla fine dei quali vale solo quanto sei già riuscito a
vendere, ma può anche succederti, come è successo a me, che al
terzultimo turno, quando avevi investito tutto il denaro per l’ultimo
giro di caccia grossa nelle acque più pescose, ti metti in casa
George Clooney, e si scatena la Tempesta Perfetta, perdendo, barca,
pesce e capitano, e terminando (perdendo) la partita con pochi
spiccioli.

Impressioni di gioco

Veniamo alle impressioni. Diciamo subito che l’atmosfera creata
dal tabellone e dai materiali è abbastanza aderente: lo sforzo per
rappresentare la realtà della pesca è stato decisamente alto, per
cui si sono cercati di riprodurre tutto gli aspetti della “realtà”
(dall’aleatorietà della pesca, dall’azzardo di sfidare la tempesta
ecc.). 



Dal punto di vista funzionale, invece, il gioco presenta delle
lacune: le aree di pesca sono state disegnate troppo vicine alle
rotte
, per cui non è chiarissimo dal tabellone se le barche sono
ancora in rotta o se sono nella zona di pesca: dato che nella zona di
pesca ci sta una barca sola alla volta, questo particolare non è
così ininfluente! Con uno spazio così vasto a disposizione, forse
si poteva fare meglio. 

Inoltre le poche informazioni di cui si ha
bisogno (vedi la resistenza della barca) non sono sufficientemente
evidenziate, così come i costi di acquisto posti sul retro
dell’approvvigionamento del fuel e delle esche… Insomma, l’ impatto
scenico è affascinante, ma un poco di attenzione in più avrebbe
portato ad una maggiore giocabilità.


Io ho provato il gioco in 6 e questo ha portato a tempi di attesa
un po’ lunghi
(un par d’ore), ma forse dipende appunto dal fatto che
la parte strategica riveste comunque un ruolo determinante, per cui i
“pensatori” si prendono il loro tempo per portare a termine le
proprie strategie. 

Un gioco non per tutti, insomma (la scatola
prevede un target dai 14 in su), ma che potrebbe fare storcere il
naso ai puristi dei german in quanto, alla fine, come tutti i
pescatori sanno, il fattore C ha comunque la sua influenza: certo il
bilanciamento c’è, per cui se sbagli strategia e peschi bene,
probabilmente non vinci, ma a parità di bontà delle scelte
strategiche, se dallo stesso sacchetto uno pesca uno squalo e l’altro
un Triple Mark (il pesce più prestigioso), la differenza la
si sente! E questo aspetto sarò comunque apprezzato da chi accetta,
come nella vita, che non è tutto deterministico!

[Fabio-Pinco11] Avendo condiviso con Bernapapà l’esperienza di gioco, oltre che una approfondita letture delle regole, mi ritaglio solo un piccolo spazio per qualche mia impressione a caldo. Condivido prima di tutto quanto detto sulla bontà delle scelte compiute riguardo all’ambientazione, che devo dire è stata sufficientemente ben resa (le dinamiche alla fine sono semplici, per cui non aspettatevi una simulazione dei 150 passaggi da compiere per trasformare un verme in un tonno inscatolato), grazie proprio anche all’idea della ‘pesca’ delle tessere dai vari sacchetti (c’è alea, ma si può incidere su di essa andando a pescare in zone più ricche di bei pesci e ributtare in mare i pesci meno pregiati, per non occupare posto sulla barca…).


Nel complesso positivo è anche il giudizio sui componenti, ma qui sono sto facendo la media tra la bella idea della barca con il buco in mezzo per il capitano (carina davvero), la mappa, che è, diciamo, ‘nella media’, con un colore blu dominante che se non altro richiama il tema prescelto (anche se a mettersi a guardarla più da vicino poi non impressiona così tanto) e qualche pecca in altri componenti, come la griglia quadrettata e le micro tesserine utili a tenere traccia di esche e carburante nelle navi. Noioso è poi il fatto che le navi, soprattutto se si è in tanti, occupino troppo posto vicino alle boe, per cui può essere che ci si confonda tra chi è già intento alla pesca e chi sia solo di passaggio.
Le dinamiche di gioco le definirei ‘non troppo complesse’ : siamo nel campo dei gestionali, perchè si hanno a disposizione denari e si deve sceglie cosa comprarci e dove andare a portare la barca, ma per il resto il pubblico di riferimento è decisamente di livello familiare. In linea di principio si compra una nave ed un comandante e li si mandano in mare a pescare: da qui poi si aggiungono le scelte legate a quanto rapidamente si vuole chiudere l’uscita (comprando carburante per accellerare) e/o a quanti rischi si vogliono prendere nella pesca (vedi numero di esche), ma non è che siamo di fronte ad uno spremi meningi. Avendolo giocato in sei propenderei decisamente per provarlo con gruppi meno numerosi, perchè il tempo di attesa tra un turno e l’altro in così tanti finisce per dilatarsi e non è che ci siano poi duemila calcoli da fare nel frattempo.
In conclusione direi che è un titolo che può attirare soprattutto chi sia alla ricerca di gestionali light e si lasci affascinare dalle trovate proposte sul piano della componentistica. Decisamente non appetitoso, invece, per chi (e qui perdonatemi il gioco di parole) sia alla ricerca di più ciccia e, soprattutto, per chi odi dadi, pesca e alea.


Il gioco è in vendita sulSe ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
— Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o da BGG o dal sito della casa produttrice (Ghenos Games) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. – 

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