Scritto da Chrys.
Essendo in vacanza quella di oggi sarà una recensione leggera e facile da scrivere (ho bisogno di riprendermi XD). E cosa c’è di più estivo di un racconto-gioco da leggere sotto l’ombrellone o in cima a un monte? E trattandosi di un racconto investigativo potrete anche, come ho fatto io, leggerlo assieme a qualcuno, trasformandolo in un’esperienza più sociale. ^__^
Sto parlando di Sherlock Holmes: La Lega dei Capelli Rossi, basato sull’omonimo racconto di Arthur Conan Doyle e trasformato in un racconto interattivo grazie dal talento di Alberto Orsini. Il volume è pubblicato da Watson Edizioni.
L’autore è un nome di quelli importanti per quanto riguarda la nuova epoca d’oro italiana dei Librogame d avevamo già parlato di lui in precedenza per altre sue opere come Fresco di Stampa e Sherlock Holmes: Prima con Delitto, che si ricollega direttamente a questo racconto poiché ne condivide la protagonista (Rebecca Hurley) così come anche un altro suo racconto gioco intitolato Sherlock Holmes: Natale in Casa Lestrade.
Rebecca Hurley si è trasferita dagli Stati Uniti a Londra e ha aperto un’agenzia investigativa sulle tracce del suo maestro, Sherlock Holmes, e di suo cugino, John Watson. Cosa c’è dietro la spiazzante Lega dei Capelli Rossi? Quali misteri si celano tutt’intorno a Saxe-Coburg Square? Scoprilo in questo emozionante racconto a bivi che ti farà rivivere in prima persona una delle più celebri avventure di Sherlock Holmes.
TIPOGRAFICAMENTE PARLANDO
Si tratta di un piccolo volumetto di circa 80 pagine (di cui circa 60 di racconto) per un totale di 40 paragrafi. L’edizione è però molto carina, fatta apposta per infilarsi in libreria tra Prima con Delitto e il prossimo romanzo interattivo, che non si farà attendere, che porterà avanti le avventure di Rebecca.
Il libro è praticamente privo di illustrazioni interne significative (presenta le solite immagini riempitive in bianco e nero) ma in compenso ha una splendida copertina con raffigurata la nostra eroina, disegnata da Vincenzo Pratticò.
L’AMBIENTAZIONE
Come avrete capito siamo in pieno periodo vittoriano e si respirano al 100% le atmosfere che hanno reso celebre a livello mondiale Sherlock Holmes. Purtroppo in questo caso, a differenza del libro-gioco Prima con Delitto, non si tratta di una storia totalmente originale ma l’indagine è invece basata sull’omonimo racconto di Conan Doyle. Se non lo avete mai letto (o non lo ricordate) ovviamente non è un problema ma in caso contrario buona parte del divertimento risulterà compromesso.
LA SCRITTURA
Al contempo la scrittura è elegante e scorrevole, senza mai risultare “datata” in quanto ricrea le atmosfere ma con uno stile comunque moderno. Ma è cosa nota che Alberto Orsini sappia il fatto suo… e l’ambientazione investigativa è il suo cavallo di battaglia (noterete che tutti i suoi libro-game di cui parlavamo prima sono delle indagini).
LE MECCANICHE
Il sistema di gioco è semplicissimo e sta su due pagine, ricollegandosi sia a quello del fratello maggiore (Sherlock Holmes: Prima con Delitto) che a quello di Fresco di Stampa. Non abbiamo alcuna scheda se non una serie di spazi, definiti da una lettera, su cui andare a scrivere gli indizi.
Durante il gioco quando incapperemo in informazioni importanti alla fine del capitolo in cui accade ci verrà detto qualcosa tipo “Riporta l’indizio B”. In altri punti del libro ci verrà chiesto se abbiamo o no l’indizio con la tal lettera, e questo determinerà sviluppi differenti.
La cosa per me più interessante è però il secondo livello di questa meccanica: infatti il libro non ci dirà esattamente qual’è questo indizio, indicandoti semplicemente grazie a quella dicitura che nel capitolo letto è presente un indizio. Starà quindi a noi fare attenzione ai dettagli e segnarci gli indizi correttamente capendo per esempio (uso elementi inventati: questa recensione è spoiler-free) se l’indizio è che la dama con cui parliamo appare stanca o se è invece il livido sul gomito, le scarpe infangate o la descrizione della domestica che ci ha aperto. Questo è importante sia per valutare cosa fare nel gioco ma anche perché a volte ci verrà chiesto di fare delle deduzioni e dovremo decidere cosa far dire a Rebecca in base ai nostri appunti.
CONSIDERAZIONI FINALI
Personalmente ne sono rimasto soddisfatto e rappresenta un eccellente prodotto da regalare o far provare a qualcuno per avvicinarlo al libro-gioco in modo morbido e indolore.
Per quanto mi riguarda, a livello di racconto, è promosso a pieni voti. ^__^
Personalmente, lato difficoltà dell’indagine, ho trovato il caso relativamente semplice da risolvere… ma va detto che ho divorato quasi ogni gioco investigativo uscito in commercio negli ultimi 10 anni, pertanto potrei non essere il campione più adatto. Resta comunque godibile e intrigante quanto basta (senza contare che capire cosa sta succedendo non implica automaticamente poi scegliere le cose ottimali da fare).
La durata è l’unico vero punto debole di questo racconto perché potrete terminarlo in soli 30-60 minuti (a seconda dei percorsi e delle scelte che farete).
Per i completisti è presente al fondo una serie di “achivement” stile videogioco: sbloccarli tutti vi costringerà ad affrontare il caso almeno due volte (più probabilmente tre) facendo scelte diverse.
Parlando di prezzo, per quanto sia breve da leggere va detto che costa solo 5 euro e quindi il rapporto tra costo è tempo che vi occuperà è compatibile con altri prodotti ludici non librari (penso ad esempio ad una scatolina di Sherlock o, con la dovuta proporzione, a un Exit). Inizialmente il volumetto era in vendita solo in abbinamento ad un altro volume dei libri-gioco di Watson Edizioni (e potete ancora comprarlo in questa modalità sul loro sito) ma potete anche acquistarlo singolarmente in alcuni negozi specializzati.
Se questo vi è piaciuto e cercate un’esperienza simile con un prodotto che vi terrà però occupati diverse ore e vi farà davvero spremere le meningi per venire a capo delle varie indagini, non fatevi scappare Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it. 😉
–Le immagini sono tratte da dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (Watson Edizioni) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–
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