Recensione: Madame Ching

scritto da Fabio (Pinco11)


Bruno Cathala è un autore francese piuttosto prolifico (escono annualmente 6-7 titoli, tra prime edizioni ed espansioni da lui firmati), noto, tra gli altri, per Cyclades, Shadow over Camelot, Cleopatra e Mr Jack ed è anche l’autore dell’ultima uscita proposta dalla svizzera Hurrican (distribuito in Italia, con regole in multilingua,tra cui l’italiano, dalla Oliphante), editrice nata solo nel 2006, ma recentemente in grande espansione ed in crescente notorietà, soprattutto dopo aver proposto lo scorso anno Augustus del nostro Paolo Mori.
L’editore prova con Madame Ching a ripetere i fasti del titolo ispirato alla romanità, spostandosi stavolta molto lontano nel globo, visto che ora ci troviamo nei mari dell’estremo oriente, precisamente nei mari della Cina, dove agli inizi del XIX secolo saremo chiamati a capitanare le navi della pirata Ching Shih, ambendo a divenire capitani della mitica China Pearl ed a depredare la ricca città di Hong Kong.
Il titolo è di quelli adatti per un pubblico più che ampio, ovvero quasi per tutti (da otto anni in su, partite dai 30 ai 45 minuti, per 2-4 giocatori), con meccaniche di collezione set, svolte grazie all’uso di numerose carte.

L’occhio vuole la sua parte …


Questo è il principio che sembra ispirare l’editore nel proporci Madame Ching, perché tutto è qui sovradimensionato rispetto alle necessità, il tutto con lo spirito di volerci impressionare con effetti ultravivaci, come recitava una pubblicità di diversi anni fa. 
Abbiamo infatti un ampio tabellone, che ospita, semplicemente, una griglia centrale numerata che serve da percorso per le nostre navi, nonché due mazzi di carte (navigazione ed incontri) e le varie tessere bonus.

Già da qui comprendiamo la munificenza della produzione, perché il tabellone è riccamente illustrato e sicuramente oversize, visto che i mazzi di carte e le tessere potevano tranquillamente essere poste ai margini di una plancia più piccola.

Belle sono anche le navi, in legno, di dimensione, anche loro, generosa (tra l’altro ve ne sono fornite due, una delle quali serve solo per tenerla davanti a se per ricordare che colore si tiene …), così come al posto di potenziali segnalini in cartone sono state fornite delle simpatiche gemme colorate in plastica (che si aggiungono alle monete, almeno loro in cartone).

La grafica, a sua volta, è veramente (a mio parere), di prim’ordine, molto curata e molto in tema, affidata a Vincent Dutrait, già noto per i suoi lavori in Lewis and Clarke, Augustus, Mundus Novus e tanti altri.

Le carte sono a loro volta, per chiudere sulla panoramica, di buona misura e qualità e riccamente illustrate (mettendole a fianco i loro sfondi formano delle illustrazioni molto belle di diversi panorami marittimi), per cui il parere sui componenti è un A+, ovvero siamo vicini allo stato dell’arte (per ciò che era necessario nel gioco, chiaramente).
Lo sviluppo del gioco

Le regole di base sono di quelle semplici semplici. Ognuno infatti ha in mano ad inizio partita 4 carte navigazione (ciascuna reca un numero da 1 a 55 ed ha un colore di sfondo, che identifica la fascia numerica) e ne sceglie una, mettendola a faccia coperta sul tavolo. A quel punti tutti girano la propria carta ed eseguono il proprio turno, rispettando l’ordine stabilito dal numero sulle carte giocate.

La carta giocata finisce semplicemente dinanzi a se, sopra a quella giocata in precedenza, consentendo di muovere la proprio nave (a patto che la carta giocata rechi un numero superiore a quello della carta precedente) in orizzontale di una casella (se la carta è dello stesso colore della precedente) o in diagonale (se è di colore diverso). Quando si gioca una carta di valore più basso rispetto a quella precedente la propria spedizione ha termine (e ne partirà una nuova, utilizzando per farla partire l’ultima carta giocata): la propria nave riparte dalla casella 1 ed incassa una tessera bonus di valore inferiore o pari al numero della casella raggiunta in quella spedizione. Ogni carta navigazione, infine, può recare un simbolo: se nella propria spedizione compaiono tre simboli identici od i 4 simboli, si ottengono delle carte abilità bonus, le quali consentono di svolgere azioni omaggio.

A rendere il gioco più vario sono inoltre presenti delle carte ‘incontro’, che si pescano grazie alle tessere bonus o navigando in certe aree del tabellone, le quali a loro volta producono diversi effetti speciali (es. punti vittoria, rubare carte o gemme agli avversari, difendersi dagli attacchi altrui, …).
La partita termina quando qualcuno avrà raccolto quattro carte abilità diverse o quando qualcuno avrà saccheggiato Hong Kong, raggiungendo in una spedizione una delle ultime due caselle del percorso.

Valutazioni

Il gioco è di quelli più lunghi da spiegare che da capire: alla fine il succo è che ad ogni turno giochi una carta ed avanzi sul tabellone, pescandone poi una per rimpinguare la tua mano.
Poi ci aggiungiamo che si deve cercare di comporre una sequenza, facendo attenzione anche al colore delle carte ed al simbolo che recano, così come che le carte incontro danno varietà al gioco, ma certo non è che da qui si vada nel campo della alta strategia. 

Si tratta, lo si capisce subito, di un gioco per famiglie, dalla grafica e componentistica curata e dalle meccaniche piuttosto basiche, di quelle che, classicamente (Cathala è un autore navigato, per cui questi trucchi li conosce bene) consentono a chi ci rifletta sopra di battere chi giochi in modo più casuale, attribuendo il giusto margine a chi sviluppi le sue tattiche (es. capire quando sia meglio giocare una carta più alta per poter pescare la carta desiderata o quando sia meglio chiudere subito una spedizione, rinunciando ad un bonus più alto, per cogliere subito una abilità).

Diciamo che in questo stanno, insieme, gli aspetti potenzialmente attraenti o disincentivanti all’acquisto del gioco, ovvero Madame Ching è il classico titolo che può fare per voi se cercate quel tipo di gioco, ossia per famiglie, piuttosto rilassato, non bruciacervelli e con un pizzico di interazione, ma senza esagerare (dipende poi dalle carte che pescate ed in che ordine: se escono subito le carte ‘difesa’ o no e così via). 

Se invece volete qualcosa che stimoli maggiormente la riflessione, potete anche lasciarlo perdere, perché è chiaro che la fortuna (è un gioco di carte dove spesso di pesca …) ha il suo peso e le meccaniche sono pulite pulite di raccolta/costruzione di set di carte con diverse / uguali peculiarità (stesso o diverso colore, stessi o diversi simboli su di esse, numeri crescenti …).
Segnalo che il gioco scala discretamente anche per due, visto che in questo caso ciascuno gestisce, contemporaneamente, due spedizioni, ricreando lo stesso affollamento del tabellone tipico delle partite a 4 giocatori.

Conclusioni  

Madame Ching si propone come titolo dalla componentistica molto curata, indirizzato verso un pubblico ampio, basato su meccaniche non troppo complesse, legate all’uso di carte ed alla loro raccolta in set dalle caratteristiche simili. 
Il tutto è poi condito dalla presenza di diversi effetti ed azioni bonus, utili a dare varietà al gameplay, ma non diviene mai (salvo la primissima partita, nella quale le diverse icone ed effetti devono essere memorizzati e compresi) troppo difficile per impedire anche ai bambini (il gioco è un 8+) di partecipare. Diciamo, in sintesi, che è un classico gioco per famiglie e tale è il target al quale si rivolge.
Ricordo, come sempre, che il titolo è disponibile nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
— Le immagini sono tratte dal sito della casa (Hurrican / Oliphante), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta —
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