[Solo sul mio tavolo] Pax Pamir (Second Edition)

scritto da White Winston (Andrea P.)

Caro Babbo Natale,

quest’anno sono stato, al di là di ogni ragionevole dubbio, un “modello
per le nuove generazioni”. Ho indossato sempre la mascherina dal lato
azzurro, ho lavato le mani dopo aver effettuato “pulizie nasali”, ho
provato a installare Immuni anche se non gira sul mio telefono, non ho mai
guardato programmi di approfondimento in TV condotti da Barbara D’Urso e
ho stampato un centinaio di autocertificazioni da regalare a parenti e
amici. Proprio per questo motivo, quest’anno credo di meritarmi un regalo
speciale. Un regalo visionario. “Ophiocordyceps Unilateralis”: fungo
parassitoide che infetta una particolare specie di formiche, inserendo le
proprie spore all’interno del sistema respiratorio dell’ospite,
raggiungendo il cervello e prendendo letteralmente il controllo del corpo
dell’insetto; la formica “zombizzata” viene quindi costretta a raggiungere
aree con microclima adatto allo sviluppo del fungo stesso, per poi essere
uccisa, mentre il fungo le esce dalla testa e libera le proprie spore.
Ebbene, caro il mio Babbo Natale, quest’anno ti chiedo di trasformarmi nel
fungo che zombizza le formiche. Ti prometto che infetterò soltanto
negazionisti, terrapiattisti, complottisti, suprematisti, laureati
all’università della vita, informati su internet, leoni da tastiera,
troll, quelli del “meditate gente meditate”, concorrenti del Grande
Fratello diventati portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri,
no-covid, no-vax, no-mose, no-tav, affiliati a QAnon, supporter di Steve
Bannon, vegani molesti, astrologi, santoni, seguaci di Paolo Fox,
indovini, previsori di terremoti, guaritori miracolosi, frequentatori
assidui del Papeete (alcuni… forse uno…), parlamentari per caso e, più in
generale, tutti quei fenomeni che potrebbero figurare come ospiti a “La
Zanzara”. Ti prometto che mi asterrò dal terminarne l’esistenza… al
massimo mi limiterò a riprogrammarne il cervello.

Ah! Mi raccomando di usare mascherina e gel igienizzante, quando verrai a
farmi visita! Devo confessarti che la tua familiarità con le case di tutto
il mondo mi inquieta non poco. E poi non vorrei mai dovermi recare
all’ospedale dichiarando di “esser stato contagiato da Babbo Natale”…

PAX PAMIR (Second Edition)

È un gioco competitivo di
Cole Wehrle (lo stesso autore di
Root), per 1-5 giocatori, durata 45-120 minuti, edito nel
2019 da Wehrlegig Games e localizzato nel 2020 da
Giochix. Questo capitolo della serie Pax è ambientato
nell’Afghanistan della prima metà del 1800, subito dopo la caduta
dell’Impero Durrani, in quello che viene
chiamato dagli storici “Il grande gioco”, un teatro di guerre e
contese che ha visto come protagonisti, oltre agli Afghani, anche gli
Europei. In realtà il gioco è
la seconda edizione, rivista, corretta e rinfighettata, dell’omonimo
titolo uscito nel 2015
, dove troviamo, oltre a Wehrle, la firma di un altro nome famoso del
panorama mondiale del game design: Phil Eklund. Quest’ultimo,
celebre per la serie Pax ma non solo, è un nome che spesso viene accostato
a giochi ottimamente ambientati ma affetti dalle
terribili “living rules” (ovvero regolamenti imperfetti che
evolvono nel tempo sulla base di modifiche e FAQ in itinere). Per nostra
fortuna,
Pax Pamir sembra aver superato quello scoglio grazie al lavoro di
affinamento di Wehrle

che, con questa seconda edizione, ha voluto puntare in alto, verso la
perfezione stilistica e di meccaniche di un gioco “Pax”. Sarà riuscito nel
suo ambizioso intento?

GRAFICA E MATERIALI

Come ormai avrete capito leggendo i miei
articoli, io sono del partito che “anche l’occhio vuole la sua parte” e,
anzi, aggiungerei che, oltre all’occhio, “anche la mano vuole la sua
parte”! Ebbene, questa seconda edizione di Pax Pamir ha spinto decisamente
sull’acceleratore su entrambi gli aspetti,
prendendo il brutto anatroccolo che era la prima edizione e
trasformandola in un elegantissimo cigno
. Le cose che saltano agli occhi sono la
grafica migliorata e valorizzata delle carte,
la plancia a tappetino in tessuto, i token in legno spesso per le
regioni, la plancia rigida per il mercato e i
blocchetti delle tre fazioni, da utilizzare come armate (in piedi)
o come collegamenti (distesi). Proprio questi blocchetti (che qualcuno qui
in redazione ha paragonato a saponette!) sono forse
il pezzo più caratterizzante di questa produzione; pesanti e solidi
come sassi, piacevoli al tatto, colorati, intarsiati e altamente stabili
anche sul tappetino in tessuto (bello ma non perfettamente piano una volta
steso), rendono la plancia centrale chiara e di grande fascino. Ma la
produzione di lusso non finisce qui; anche la scatola è una vera chicca,
con un inserto interno perfetto per contenere il tutto (sì, anche
le carte imbustate!) e dotato di pratico coperchio, che evita fastidiosi
capovolgimenti dei componenti in posizione verticale. Non ho veramente
niente da dire, se non che questa edizione di Pax Pamir è perfetta;
lussuosa ma non pacchiana e soprattutto con
componenti e scelte grafiche che rimandano e contribuiscono
all’ambientazione del gioco
.

REGOLAMENTO

Se volessi commentare in due righe il regolamento: poche (piccole) pagine,
per una manciata di meccaniche e azioni, chiare ma dense di informazioni da
memorizzare. Se vogliamo ampliare un po’ la narrazione, potrei dirvi che Pax
Pamir è fondamentalmente un gioco di carte, basato principalmente
sulla meccanica di tableau building (“collezione di componenti
personali che influenzano il ventaglio di azioni a disposizione del
giocatore”), legata a presenza su mappa, con
interazione diretta (bellica). Al proprio turno ogni giocatore dovrà
scegliere due tra varie azioni a disposizione, tra le quali
2 comuni a tutti e sempre disponibili (acquistare una carta dal
mercato e giocare una carta dalla mano) e le restanti invece legate alle
carte precedentemente giocate e facenti parte della propria corte. In
questo, è molto simile a
Terraforming Mars, con la differenza che le carte devono essere acquistate da un mercato
comune. Le carte, oltre ad avere
varie azioni che si vanno ad aggiungere a quelle standard, possono
offrire anche poteri speciali in grado di modificare permanentemente le
meccaniche di gioco, fin tanto che rimangono nella propria corte. La
presenza sulla mappa, al di là dei dischetti tribù che sono personali di
ciascun giocatore, tira in ballo
le tre fazioni Afghani, Russi e Britannici, alle quali ogni giocatore
(anche più di uno) potrà affiliarsi
, utilizzando i pezzi associati alla fazione, oltre alle proprie tribù, per
determinare il controllo delle regioni.

Ogni volta che un giocatore acquisterà una carta
“controllo di dominio” innescherà un’assegnazione di punteggio (ci
sono anche altre casistiche di attivazione ma lascio perdere in questa sede)
che sarà più o meno remunerativa a seconda che una delle 3 fazioni di gioco
sia dominante o meno rispetto alle altre. Se un giocatore, in seguito ad un
controllo di dominio, dovesse
staccare gli avversari di almeno 4 punti, si aggiudicherà istantaneamente la vittoria; altrimenti, all’attivazione dell’ultimo
controllo di dominio presente nel mazzo, la partita terminerà, assegnando la
vittoria al giocatore con il maggior numero di punti. Questo, molto a grandi
linee, è un po’ il regolamento. In realtà
il tutto è molto più intrecciato, intricato e profondo. Non definirei
il gioco come “difficile”, ma sicuramente
stiamo parlando di un livello di complessità decisamente sopra la
media

(viaggia con un discreto 3,74 su BGG come indice di complessità). Per quanto
riguarda il solitario, l’automa (il Wakhan) è governato da un
pratico mazzetto di carte, con i classici algoritmi di scelta.

IMPRESSIONI

Era tanto tempo che avevo in mente di provare un gioco Pax, sia perché,
nonostante la complessità che li accomuna,
difficilmente si trovano opinioni negative su questi titoli (penso
soprattutto a Renaissance, Emancipation e Transhumanity), sia perché
Eklund è un autore che, al pari di Lacerda, pur essendo di nicchia e
pur avendo dei limiti nel game design noti a tutti (le famose living rules),
è riuscito nel tempo a ritagliarsi una bella fetta di fans, che vedono
nella complessità, unita alla forte ambientazione storica, elementi di grande
pregio. Questa seconda edizione di Pax Pamir si è rivelata probabilmente
la partenza perfetta per scoprire questo mondo: materiali e grafica da
gioielleria ludica, affinamento di meccaniche e regole a cura di Wehrle
(niente living rules quindi!) e
localizzazione italiana davvero ben fatta e assolutamente apprezzabile.
Il gioco è complesso, con sottili equilibri e connessioni che persistono tra
mappa e carte in gioco. In questo,
l’idea più particolare, tematizzata e meccanicamente interessante, è la
gestione delle spie
, cilindri personali che possono essere piazzati sulle carte nelle corti
altrui, rendendole costose da attivare (deve esser pagata una tassa al
possessore della/e spia/e), secondo luogo di possibili scontri diretti (tra
spie) e suscettibili di tradimento, un’azione (presente sulle carte) che
attiva una spia costringendo il giocatore a scartare la carta. Oltre a questo,
le spie permettono di creare un secondo strato di interazione direttamente
sulle carte
, che possono diventare teatro di scontri tra spie rivali, per ottenere la
maggioranza.
L’interazione è di quelle senza peli sulla lingua: diretta e distruttiva, sia sulla mappa che, appunto, nelle corti con le spie. Proprio per questo,
ho trovato
Pax Pamir un gioco estremamente dinamico, interattivo e frizzante, con
frequenti colpi di scena e con una corsa alla vittoria che facilmente genererà
un bel contendere fino all’ultimo punto, con possibilità anche di importanti
recuperi. Poca alea (legata solo all’uscita delle carte nel mercato),
buon bilanciamento tra la strategia di seguire una fazione piuttosto che
un’altra e la tattica di cogliere le opportunità (carte) che si presenteranno
via via al mercato. Proprio quest’ultimo è un elemento che aggiunge
dinamicità, grazie al
sistema di pagamento di ogni acquisto, che rende automaticamente molto più
ricche e remunerative le altre scelte
(le monete pagate non vanno alla “banca” ma vengono disposte sulle carte che
rimangono sul mercato), generando ad ogni mossa un ipotetico ricalcolo mentale
sulla convenienza di una scelta piuttosto che un’altra.
“Ma White Winston, come la vedi questa ambientazione storica “Eklundiana”?
Si percepisce in gioco?”
Cari i miei talebani, l’ambientazione c’è, si percepisce come molto sentita
dall’autore (lo studio a monte sembra essere stato notevole), ma in fondo,
complice anche la mia ignoranza storica sull’argomento,
non l’ho sentita particolarmente e non è stata certo un elemento
preponderante né particolarmente premiante

(io sono più tipo da ambientazione spaziale, sci-fi, fantasy,… piuttosto che
storica, così particolare per giunta). Nonostante i giochi siano
profondamente diversi, oltre al già citato
Terraforming Mars,
Pax Pamir mi ha ricordato
Root
come sensazioni, come retrogusto
. Se dovessi paragonarli forzatamente (perché, ripeto, i giochi sono molto
diversi, a cominciare dalle meccaniche principali), potrei quasi definire
Pax Pamir come
un Root più profondo e complesso, al netto dell’asimmetria, e ambientato
storicamente

(e non “pucciosamente”). In più, rispetto al cugino (di terzo grado), può
vantare tutta la parte legata alla gestione della mano, della corte (con le
sue spie) e al mercato delle carte, che portano ad un risultato più chiaro
(l’asimmetricità di Root è tosta da digerire, soprattutto all’inizio) ma
indubbiamente più profondo e, aggiungerei, anche
più controllabile.
Finiamo al solito con alcune considerazioni
sul solitario. Ho trovato
il Wakhan un avversario ostico, che riesce abbastanza fedelmente a
ricreare quel dinamismo e quell’interazione che contraddistinguono il
gioco
; gli algoritmi di scelta sono ben congegnati e riescono a far diventare
l’automa incalzante e sfidante. Peccato per l’assenza del movimento delle
spie, che ho scoperto essere
presente nella prima stesura del regolamento ma poi rimossa come
regola, per semplificare la gestione dell’automa (ma su BGG è possibile
recuperarla volendo!). L’iniziale
difficoltà di gestione non trascurabile del turno del Wakhan si
rivelerà partita dopo partita sempre più scorrevole;
molto agevole invece il setup iniziale, che si risolve davvero in
pochi minuti di apparecchiamento e preparazione. Complessivamente direi che
il mazzetto automa, al netto di una complicazione poco sopra la media,
restituisce il massimo possibile per un gioco basato sull’interazione
diretta

e, quindi, per sua natura, meno facile di altri all’adattamento al
solitario. È chiaro che scriptato lo stile di gioco del Wakhan e adattato il
proprio di conseguenza, si riuscirà più facilmente a trovare la via per la
vittoria. Ma da un gioco del genere non mi sarei aspettato più di questo
come bontà del sistema; anzi, devo dire che sarei davvero curioso di
provare l’automa come terzo giocatore (oltre a due umani), come
suggerito dal regolamento, per rendere più avvincenti le partite in due
giocatori. Sono certo che riuscirebbe a fare il suo lavoro di disturbo più
che bene, aumentando il dinamismo al tavolo.

CONCLUSIONI

Denso, ricco, interattivo, elegante per illustrazioni e materiali,
Pax Pamir è il perfetto inizio per chi vuole scoprire la celebre serie
Pax
, quantomeno perché
rinnovato in tutti gli aspetti da questa seconda edizione e ottimamente
localizzato

(l’unico della serie al momento!). Lo consiglierei non tanto per
l’ambientazione, molto particolare, di nicchia e tutto sommato non
particolarmente accattivante, quanto per
l’organicità del gioco, delle sue meccaniche. La meccanica del mercato
delle carte, del controllo su mappa e delle spie
dialogano tra loro in maniera pregevole, restituendo un gioco ad
interazione diretta profondo ed equilibrato
. Il solitario non è mai la modalità migliore per questo tipo di giochi,
molto interattivi per natura, anche se il Wakhan (l’automa del gioco)
è davvero ben congegnato e restituisce sensazioni realistiche e
credibili
, diventando probabilmente un ottimo compagno di gioco anche per partite con
2+1 giocatori.

Buon Natale da White Winston e dal caro Ophiocordyceps Unilateralis!!!

Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Giochi di ruolo
Ultimi commenti
simarillon (Davide): Hai sempre fatto male. Non si disdegna un gioco pe...
simarillon (Davide): Per me lo stesso valse per HQ. Gli immensi pomerig...
Edoardo: Gioco sulla carta interessante con buona parte del...
Tore: Grazie per il commento! Come avrai letto, Labirint...
Tore: Grazie per il.commento! Bellissima In ogni atomo. ...
Marco Amanti: Io sono tra quelli che ha sempre disdegnato labyri...
Lorenzo: Grande prestazione! mi ha fatto riaffiorare ricord...
LarryG: Ciao e bentornato a te e a tutti i nostri lettori!...
Tore: Bentornata Vedetta! Considerando che quest'estate ...
Matteo: Ma mi sfugge qualcosa, o se non ho più né presen...
I più letti del mese
oltrelaportacover
Oltre La Porta
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
GiocAosta_2026
GiocAosta - Quanto vale il gioco?
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
6 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
pigro - ago26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (ago26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - lug26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (lug26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - giu26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (giu26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - mag26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (mag26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro -apr26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (apr26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

6
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x