I materiali e le regole
Il fulcro del gioco sono le 80 carte ingrediente, suddivisi in 5 ingredienti diversi, con valori di carte che vanno da 3 a 7: ogni carta riporta anche le monete di cioccolato, utili per l’ordine di scelta. Abbiamo poi le carte dei 7 aiutanti, con rappresentato il tipo di aiuto fornito: troviamo la formica, lo stercorario, l’ape, lo scoiattolo, il criceto, la talpa e lo scarafaggio. Termina la dotazione la carta con le regole di trasformazione delle “ricette” in punti vittoria. Tutte le carte sono plasticate e non necessitano, a mio avviso, di bustine protettive; i disegni, fumettosi, sono molto belli.
Ma veniamo alle regole: all’inizio del gioco vengono distribuite 3 carte ingrediente ad ogni giocatore ed una carta aiutante, che il giocatore posiziona scoperta davanti a se; sul tavolo viene posizionata la carta con le regole di trasformazione, la fila dei restanti aiutanti ed il mazzo con le carte ingrediente.
Il gioco si sviluppa su più turni, e termina quando il primo giocatore ha raggiunto i 30 punti vittoria. Ad ogni turno vengono scoperte un numero di carte ingrediente pari al numero di giocatori più una; ognuno sceglie quindi una delle proprie carte ingrediente e poi si rivelano tutti insieme: chi ha il numero di monete di cioccolato più alto sceglie con quale coppia di carte, fra quelle disponibili, sostituire la carta che ha giocato, e che andrà a far parte delle carte disponibili per gli altri giocatori. L’ordine di scelta dipende dal numero di monete di cioccolato presenti sulla carta giocata, ed in caso di parità vince il giocatore con l’aiutante con il numero più alto. Alla fine del turno ognuno avrà quindi sostituito una propria carta con un paio di carte, e se vorrà potrà giocare delle combinazioni ottenendo i punti vittoria stabiliti dalle regole, ossia:

- scala a 3 carte con colori diversi: si ottiene un numero di PV pari alla carta più bassa della scala giocata
- scala a 3 carte con lo stesso colore: si ottiene un numero di PV pari alla carta più alta della scala giocata
- tre carte di stesso valore con colori diversi: si ottiene un numero di PV pari al valore della carta del tris giocato
- tre carte di stesso valore e stesso colore: si ottiene un numero di PV pari al doppio del valore della carta del tris giocato
La presenza degli aiutanti ha lo scopo di animare il gioco introducendo piccole variazioni alle regole… vediamo quali:
- Amelie, la formica: permette di giocare una scala di 4 carte, conteggiando come PV le prime due carte
- Lilly, l’ape: quando si compone una scala con colori diversi, si prende comunque il punteggio della carta più alta
- Etienne, lo scoiattolo: durante il proprio turno è possibile sostituire una propria carta con una pescata dal mazzo
- Henri, il criceto: aumenta di due le monete di cioccolata della propria carta giocata
- Maurice, la talpa: permette di incrementare di 1 il valore di una carta in fase di giocata delle combinazioni
- Mathieu, lo stercorario: permette di decrementare di 1 il valore di una carta in fase di giocata delle combinazioni
- Claude, lo scarafaggio: permette di cambiare il colore di una carta in fase di giocata delle combinazioni
Le impressioni
Devo dire che questo giochino di carte mi ha favorevolmente impressionato. Vistolo apparecchiato mi era apparso come il solito giochino realizzato molto bene, ma di scarso interesse ludico. Invece mi sono ricreduto subito alla prima partita. Innanzi tutto è un gioco per tutti, ma esiste una sottile componente strategica che non tutti riescono a percepire, e risiede proprio nel meccanismo con cui girano di mano gli aiutanti… ma andiamo per ordine. Se non ci fossero gli aiutanti, alla fine si tratterebbe solo di mera fortuna (comunque presente) nelle carte che ci vengono distribuite, ma anche in quelle che vengono messe a disposizione ad ogni turno, sia quelle pescate all’inizio del turno che quelle messe poi a disposizione dagli avversari, che non si conoscono all’inizio del turno.
Quando al proprio turno si deve effettuare la scelta di quale carta sacrificare, bisogna tener conto del fatto che le carte di più alto valore, solitamente sono anche quelle che hanno il maggior numero di monete di cioccolato, per cui se voglio essere sicuro di scegliere fra le carte esposte, e non accontentarmi dei rimasugli, dovrò necessariamente sacrificare una carta di valore alto; in questo modo, però, non la potrò utilizzare nelle mie combinazioni. Giocare una carta di valore basso, e conseguentemente con poche monete di cioccolato, mi farà scegliere fra gli scarti degli altri, dove non sempre si trovano carte interessanti. Quindi se giocare una carta di alto valore o di scarso valore dipende tutto da quali carte si hanno in mano e da quali sono sul tavolo. Dicevo però che il modo più strategico di condurre il gioco è quello di pianificare la combinazione più proficua guardando un po’ più il la della mano attuale (in parte azzardando, in quanto non si conoscono quali carte arriveranno al prossimo turno), soprattutto considerando il giro degli aiutanti: se ad esempio ho in mano due 6 verdi ed uno bianco, magari posso attendere i due turni successivi per poter utilizzare lo scarafaggio che mi fa cambiare colore ad una carta, raddoppiando quindi il mio punteggio. In questo senso è possibile pianificare le combinazioni incrociandole con il giro degli aiuti.
Questo, ovviamente, non elimina completamente il fattore aleatorio, che rimane una componente importante, ma sicuramente rende il gioco più interessante.
L’interazione è presente in maniera velata nella fase di “asta” (ossia di sacrificio della carta per lo scambio) ma quasi non è percepita, in quanto è di fatto una interazione involontaria. Il tempo di gioco rimane sotto la mezz’ora e questo, insieme agli altri aspetti, lo rende un giochino perfetto da portare in gita o da giocare sotto l’ombrellone. Il target decisamente famigliare lo rende un buon strumento per giocare in maniera meno profonda con i più piccoli, magari cogliendo l’occasione per introdurli nel concetto di “scala” o di “tris”, ma può essere anche giocato con più attenzione e quindi con più soddisfazione fra adulti o con ragazzini un po’ più grandicelli.
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