scritto da Bernapapà
I materiali e le regole
Nella scatola, che si chiude a libretto con la calamita, troviamo un mazzo di 55 carte e 40 tessere avventura. Sulle carte sono rappresentati differenti tipi di pirati: ogni carta può contenere uno o due pirati e abbiamo 10 tipologie di pirati (identificati da un disegno, un simbolo e un colore di sfondo), che compariranno esattamente 10 volte: 9 in coppia con un altro pirata e 1 come pirata solitario. Le tessere avventura, in cartoncino robusto, hanno riportato un nome e un testo, che definisce una regola di gioco, e opzionalmente uno o due simboli di pirati. Il retro delle tessere avventura sono disegnate in modo che ogni tessera costituisca un quarto di una mappa con al centro il simbolo del tesoro.
Il turno termina immediatamente quando il primo giocatore rimane senza carte. A quel punto pesca 3 tessere avventura: una la posiziona accanto alle tessere avventura attive, aumentando il numero di regole da applicare, l’altra la mette sotto la pila delle tessere avventura e la terza la gira a formare la propria mappa del tesoro. Se le avventure diventano troppo complesse da rispettare tutte (o se sono più di 6), le si scartano e si ricomincia con 2 nuove tessere. Il primo che avrà completato la mappa con le 4 tessere sarà il pirata più ricco, perché troverà per primo il suo tesoro.
Le impressioni
Il gioco è davvero molto semplice ed è quindi necessario individuare il target corretto per goderne appeno: sulla scatola c’è un 7+, ma secondo me, con un adulto che spiega le regole delle avventure, anche un bimbo di 5 anni ci potrebbe giocare senza problemi. Come in tutti i giochi di questo genere, la dea bendata domina l’andamento della partita, ma l’idea di mettere le avventure rende il gioco sempre molto vario aumentando decisamente il coinvolgimento goliardico dei giocatori, con la possibilità di delineare piccoli tatticismi sulla base della propria mano di carte. Validissima alternativa ad UNO, proprio grazie alle avventure, che spesso vanno ad incastrarsi e talvolta risultano quasi contraddittorie, ma ci sta in una meccanica del genere: si ricomincia con nuove avventure e via.
L’autore non ha scoperto nulla di nuovo, ma vuoi la veste grafica, vuoi soprattutto la varietà delle modifiche alle regole, il divertimento è assicurato: stiamo parlando di un filler, da giocare in modo spensierato sotto l’ombrellone o in piena sonnacchiosa fase digestiva. Si possono coinvolgere i bambini ma anche i nonni: insomma un gioco decisamente per tutti, che può essere utilizzato anche per mostrare ai “babbani” che ci si può divertire anche con qualcosa un pelino più “complicato” di UNO.
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