Nel farlo è possibile, tipo Carcassonne, collocare uno dei propri trippolini (occhio, perché sono pochi) e, quando si completa un sito costruttivo (ossia si crea un esagono completo unendo i vertici di più tessere, si va a collocare su di esso un edificio (quale sia dipende da quanti puntini rossi compaiono) e ne prende il controllo (collocandovi un proprio cubetto e facendo punti) chi ha più dei propri trippoli sulle tessere di quel colore che lo hanno generato.
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| La scheda giocatore con il riepilogo degli edifici sulla destra |
Diciamo che il gioco propone, similarmente, delle meccaniche molto lineari, tanto che la scelta di indicare un 14+ come età consigliata mi lascia alla fine assai perplesso, visto che può essere tranquillamente proposto anche a dei 12+, se non meno.
Scompare, inoltre, la varietà dei paesaggi nelle tessere tipica dei piazzamento tessere d’antan, per cui il fulcro del gioco viene a vertere nel giochino di maggioranze che si viene a creare nel costruire i vari edifici assemblando gli spigoli dei rombi. Il tutto dà la possibilità di elaborare tattiche interessanti (a lungo termine è difficile lavorare, soprattutto con l’aumentare del numero dei giocatori, visto il variare del tabellone da una mossa all’altra) e giocare sulla formazione dei giusti edifici.
C’è poi la presenza della risorsa rappresentata dalle tesserine imperium, che possono essere spese durante il gioco per eseguire azioni extra al momento giusto, oppure tenute da parte per fine partita per ottenere punti bonus (se si ha la maggioranza, con tot punti per chi la ha in ciascun colore).
IL GUSTO DEL CLASSICO
Rome: City of Marble, lo avrete capito, è difficilmente uno di quei titoli che vi potrà far gridare alla sorpresa di averlo scoperto, perché non è sulla novità che punta, anzi il suo punto forte è proprio, se vogliamo, quello di proporsi come un classicone.
Il gusto del tutto è, a ben vedere, proprio quello di una stagione ludica che abbiamo attraversato tra i 10 ed i 15 anni fa, con tabelloni grigliati, del piazzamento tessere, del controllo territorio (vedi anche gli acquedotti) ed elementi di gioco di maggioranze, ma tutto sintetizzato e mescolato.
Facciamo attenzione, però, perché non sto dicendo che il gioco è nato ‘vecchio’, perché non è così, visto che i potenziali ispiratori di Rome erano tutti realizzati giocando di fatto su di una sola meccanica o poco più, mentre qui, come è l’uso dei titoli evoluti, ne compaiono diverse ben mescolate.
È proprio la concezione del tutto che è volutamente quella di recuperare modalità di gioco lineari e temi tipici di qualche tempo fa: lo stesso editore del resto ha proposto recentemente anche Spike, un ottimo gioco di costruzione reti che ho con piacere prestato a diversi amici, trovandoli sempre contenti di averlo provato e dolenti della sua scarsa reperibilità. Anche in Spike avevamo un tabellone a griglia e regole asciutte, focalizzate là nel pick up and delivery (raccogli e consegna).
Se cercate su internet, del resto, sentirete poco clamore intorno a questo titolo e farete fatica a trovare vere e proprie recensioni articolate su di esso, ma nel contempo, chi vi si è applicato, avendo percepito evidentemente che era proprio ciò che cercava, sembra averlo gradito ed averlo trovato solido e ben strutturato.
CONCLUSIONI
Rome: City of Marble è un titolo che propone una rielaborazione di concetti classici, quali il piazzamento tessere, il gioco di maggioranze ed il controllo territorio. Semplice nelle regole di base, propone poi qualche piccola finezza utile a mettere nelle mani dei giocatori – e non della sola alea – le sorti della partita ed alla fine, soprattutto con il calare del numero dei giocatori, il tutto diventa sempre più controllabile.
La presenza poi delle regolette che disciplinano alcuni aspetti che a prima vista possono apparire secondari (tesserine imperium, fontane ed acquedotti), dona in realtà al gioco quel tot di profondità utile a renderlo interessante.
Deve essere chiaro, però, che Rome è un titolo che probabilmente piacerà a chi si sente da esso ispirato già guardando tabellone e vedendo come funziona in linea di massima, mentre è più difficile che vi conquisti, proprio per come è pensato, se non gradite il genere a cui appartiene.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessaci.
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