Scritto da cogo71 (Andrea C.)
La scorsa estate molti di noi, inutile negarlo, pensavano che il peggio fosse passato e che la pandemia da covid-19 fosse ormai agli sgoccioli. Purtroppo ci sbagliavamo e non di poco, tanto che mentre scrivo queste righe il nostro paese è alle prese con una recrudescenza dell’epidemia. A farne le spese e non solo sotto l’aspetto economico sono numerosissime attività, categorie e associazioni. Anche nel mondo dei giochi da tavolo ci sono notevoli ripercussioni; certo non è mia intenzione paragonare le sventure legate ad un hobby con le disgrazie di chi ha perso tutto o quasi, ma qui non si tratta di fare classifiche. Voglio invece raccontarvi di come un nostro assiduo lettore ha trasformato una ludoteca per resistere a questi tempi davvero durissimi, con la speranza che possa essere anche d’ispirazione per chi sta ancora camminando sul ciglio del burrone.
Vi parlo oggi di Stefano Tiribocchi e della sua Civetta sul Comò di Roma: un po’ ludo-pub , un po’ associazione culturale e un po’ negozio di giochi da tavolo.
Ciao Stefano, cominciamo con le presentazioni di rito: ci parli brevemente della vostra associazione La Civetta Sul Comò (chi siete, dove operate, un po’ di storia dell’associazione)?
La Civetta nasce circa 20 anni fa, come ludoteca, un posto dove poter andare a giocare in compagnia, si sviluppa cosi seguendo la curva della voglia di giocare romana con alti e bassi fino al 2017 in cui decido per il mio compleanno di investire i miei risparmi in questo progetto, e mi “regalo” la Civetta . Stanco di dover rincorrere gli amici per poter giocare ogni sera, decido che troverò un posto tutto mio per poter giocare sempre, inoltre l’esigenza nasce da un problema di spazio: infatti, arrivato a circa 700 giochi da tavolo non sapevo più dove metterli, e poi mi piaceva l’idea che quei giochi, nati per essere giocati, avessero una collocazione più felice, piuttosto che su mensole e scaffali e soppalchi di cui solo una minima parte di loro riusciva a essere giocata.
Da giocatore ho immaginato e realizzato la Civetta così: un posto dove si gioca si socializza, un posto dove trovi migliaia di giochi pronti a essere giocati e dove puoi mangiare un panino e bere una birra spendendo il giusto e passando una bella serata. Quindi pareti di giochi, che ogni mese rinnoviamo con nuovi acquisti.
Quali sono le attività in cui siete impegnati normalmente?
La Civetta offre il luogo ideale per giocare, quotidianamente prepariamo sessioni di gioco e tornei, proviamo giochi nuovi e li studiamo.
Ci sono dei progetti passati, presenti o anche futuri a cui tenete in modo speciale o di cui andate particolarmente fieri?
Siamo fieri di quello che abbiamo creato: una vera comunità di giocatori, ci sono gruppi di amici che si riuniscono da noi anche tre o quattro volte a settimana per giocare, e poi la cosa più bella è l’aria, l’atmosfera che si crea, dove non ci sono distinzioni, discriminazioni, tutti uniti a giocare, mai un problema mai qualcuno che va via scontento. C’è un atmosfera in cui ci si sente davvero a casa e in più hai tutti i giochi che puoi desiderare e qualcuno che ti porta da bere e da mangiare. Il nostro obiettivo è poi avvicinare tutti al gioco da tavolo e di ruolo, c’è un mondo là fuori fatto di giocatori che non sanno ancora di esserlo, un po’ per paura un po’ per vergogna un po’ perché si pensa che il gioco sia solo una cosa per bambini, o una complessità da nerd. Stiamo sfatando questi falsi miti e avvicinando persone di tutte le età a questo fantastico mondo. Un altro progetto in cantiere è avvicinare le scuole al gioco da tavolo e di ruolo, per combattere il bullismo e attraverso il gioco far emergere e rafforzare la personalità e socialità dei ragazzi, appena possibile vorremmo regalare delle ore di “educazione ludica” alle scuole romane.
Il nostro prossimo progetto è la realizzazione di un casale in Umbria dove organizzeremo delle giornate di gioco dal mattino alla sera, all’aperto, al sole, in aperta campagna, con un bel barbecue nel mezzo, insomma sempre una convivialità basata sul buon giocare e il buon mangiare. Il casale è già pronto ci manca solo la fine di questa epidemia.
L’attuale pandemia ha colpito indistintamente tutti ,in certi casi anche in maniera molto grave… Il mondo dei giochi da tavolo. che da sempre si basa sulla socialità e la convivialità. ha dovuto per certi versi reinventarsi. Voi come avete reagito a tutti questi cambiamenti ?
Ci siamo trovati chiusi dall’oggi al domani, poi ci hanno detto che avremmo potuto riaprire seguendo i protocollo sanitari, abbiamo investito soldi, abbiamo ristrutturato tutto il locale, cambiato i condizionatori, potenziato il sistema di areazione, comprato i plexiglass e i gel, fatto sanificare il locale, i condizionatori, abbiamo speso circa ventimila euro per tutto questo e poi ci hanno fatto chiudere di nuovo. Abbiamo passato mesi bui in cui le spese hanno continuato a camminare mentre noi rimanevamo fermi. Poi ho avuto una illuminazione: io e il mio amico e collaboratore Alberto Ferrucci ci siamo rimessi in pista, grazie alla nostra partita iva e la presenza di un codice ATECO che ci permette la vendita di giochi, così abbiamo aperto come negozio, comprato tantissimi giochi e reinvestito tutto quello che entra tranne le spese di affitto, corrente, etc.. il risultato è che oggi abbiamo uno dei negozi più grandi e forniti di Roma, appena possibile torneremo ludo-pub e sposteremo il negozio in una nuova location già prenotata.
Ho saputo che vantate la community giocante di D&D 5 edizione più grande d’Italia, ci dici qualcosa di più su questa sezione della vostra associazione?
Nido delle Civette è un mondo di gioco, una cittadina immaginaria popolata da persone reali e i loro personaggi, la nostra comunità e famiglia di D&D 5 che da quasi 3 anni vive e gioca quotidianamente alla Civetta sul Comò. Creata e gestita da Francesco Granitto, il Nido delle Civette è un mondo coeso, complesso e coerente, dove le storie di oltre trecento giocatori e venti master si intrecciano, senza soluzione di continuità, tra loro in una miriade di archi narrativi tutti collegati, intrecciati e consequenziali.
So che avete intenzione di stringere collaborazioni con le molte associazioni “vicine di casa”. Avete già avviato contatti di questo tipo? Che tipo di risposta avete trovato?
Stavamo preparando un torneo di Keyforge tra associazioni una cosa grande e molto stimolante, il covid poi ha fermato il progetto, ma vogliamo ripartire con tanta torneistica a rotazione.
Covid-19 permettendo quali saranno gli eventi o progetti che vi vedranno coinvolti appena si potrà tornare alla normalità?
Vorremmo aprire altre sedi, sempre qui a Roma, e avviare le “domeniche di gioco” al casale (non vediamo l’ora!) inoltre vorremmo partecipare alle fiere per portare la cultura del buon gioco un po’ ovunque.
Per finire, se qualcuno volesse contattarvi, quali sono i vostri canali preferenziali?
Il mezzo che preferiamo è messenger di facebook, ma anche telefono, mail, o piccione viaggiatore 🙂
Di seguito vi lascio i link per contattare la Civetta sul Comò:
sito web: http://asscivetta.it/
pagina facebook: https://www.facebook.com/ludoteca.lacivetta
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






