[Solo sul mio tavolo] Mage Knight Ultimate Edition

scritto da White Winston (Andrea P.)

Parafrasando le parole di Giacomo Bevilacqua (e il suo nuovo fumetto “Attica”, in uscita quest’anno per Sergio Bonelli Editore):

Avete mai provato la sensazione di avere uno spazio vuoto dentro?

Una specie di buco nero al centro del cervello che, nonostante continuiate a infilarci roba, sembra non riempirsi mai? Io quel vuoto lo chiamo “Abisso” e ogni tanto mi capita di affacciarmi, stando attento a non cadere, per catturare una delle tante “robe” che vi fluttuano dentro. Quelle “robe”, che siano ricordi, racconti, fantasie, emozioni, opinioni o suggestioni, le sento entrare nell’Abisso come schegge impazzite mentre sono a lavoro o faccio la spesa, sto guidando o nel bel mezzo della cena, prima di prendere sonno o durante una doccia calda, mentre cammino per strada o sono amabilmente concentrato a espletare i miei bisogni fisiologici, e rimangono lì dentro a rimbalzare come mosche in una bottiglia, fin quando non le tiro fuori e le stampo da qualche parte. Mi perdonerete, miei cari, ma ecco perché trovate quei paragrafetti introduttivi, che spesso non hanno nulla a che fare con le recensioni dei giochi, i quali però contribuiscono a sgombrare un po’ il mio Abisso.

Con questa recensione la rubrica Solo sul mio tavolo conclude il suo primo anno di vita. I tempi sono quindi maturi per ringraziare Fabio (Pinco11, il capo!), per avermi dato questa opportunità e per aver accettato con grande entusiasmo la mia proposta fin dal primo momento, e Fabio (F/B!O P.), per la sua gentilezza, disponibilità, pazienza e dedizione nel ricevere ogni volta, oltre ai miei articoli da pubblicare, anche tutti i miei dubbi, domande e rotture di scatole. Infine, il ringraziamento più grande va a tutti voi, cari lettori, che sopportate i miei toni talvolta un po’ sopra le righe e mi date ogni mese lo stimolo per continuare ad approfondire, scrivere e diffondere questa grande, grandissima passione che ci accomuna. (La f…?! Giammai!!! I giochi da tavolo, sciocchi!)
Passata la parte melensa, rimetto i panni del recensore senza scrupoli e via con la recensione del solitario più atteso del 2019!!!

MAGE KNIGHT ULTIMATE EDITION
“Chi è lo Re?!!!”
In un numero così speciale della mia rubrica, non poteva che esserci uno dei solitari più famosi, discussi, osannati, seguiti e chiacchierati di tutti i tempi: Mage Knight Board Game! Il caso ha voluto che un paio di mesi fa sia stata pubblicata la sua edizione definitiva, ovvero l’appuntamento editoriale probabilmente più atteso e sofferto della storia dei GdT (HeroQuest 25th escluso…): Mage Knight Ultimate Edition!!!

Mage Knight è un gioco di Vlaada Chvátil per 1-4 giocatori, durata media 60-240 minuti, edito nel 2011, dove impersonerete un Mage Knight, eroe leggendario capace di padroneggiare armi e arti magiche, guidandolo attraverso esplorazioni, avventure, combattimenti, reclutamenti, incontri (e chi più ne ha più ne metta!) nel tentativo di portare a termine una missione (sconfiggere un nemico, conquistare una città, recuperare un artefatto, ecc.). Il gioco è per lo più famoso proprio per la nostra modalità preferita (il solitario), in quanto il tempo di gioco si allunga esponenzialmente con il numero di giocatori (4 ore per partite in 2 o 3 giocatori sono la normalità). Mage Knight Ultimate Edition non è altro che la versione “definitiva” del gioco che include il base, le tre espansioni uscite nel corso degli anni (La Legione Perduta, Krang e Le Ombre di Tezla) e 5 carte promo appositamente create per l’occasione, il tutto interamente revisionato e localizzato in italiano da Giochi Uniti. Praticamente siamo di fronte al classico prodotto ludico in grado di aprire i portafogli e bagnare le mutande di chiunque. Ne avevamo parlato sul blog (a cura del buon Fabio Pinco11) 7 anni fa, in occasione dell’uscita della sua prima edizione, dedicandogli addirittura ben 2 articoli molto corposi: una recensione e un approfondimento (linkati per chi volesse rifarsi dall’inizio).

GRAFICA E MATERIALI
Partiamo dal capitolo probabilmente più controverso e discusso di questa edizione: la qualità dei materiali, della grafica, nonché della ristampa (qualcuno ha detto errori?!?). Sui materiali c’è poco da dire e da opinare: è un gioco uscito 8 anni fa e il confronto con i giochi degli ultimi anni, nonché con i giochi “belli” di allora, è a dir poco impietoso. Le miniature sono di qualità infima, approssimative e a tratti grottesche, colorate “tanto per colorarle”, in una sola parola: scadenti. Ricordo che anche il gioco di miniature di MK non ha mai puntato sulla qualità dei modelli e questo probabilmente è rimasto un “marchio di fabbrica” del brand (contenti loro…). Sorvolando sui dadi e sui cristalli di mana, che sono esteticamente terribili (oltre al fatto che i cristalli potevano essere cromaticamente più chiari), il resto sono carte e token, carte e token, carte e token. I token, soprattutto per i nemici, confermano la connotazione del gioco come “fuori dal tempo” (oggi ci saremmo aspettati quantomeno degli stendini alla Gloomhaven) e devo dire che danno quell’ulteriore tocco “povero” al comparto e non favoriscono la chiarezza sulla mappa (anche se risultano molto chiari a livello di statistiche e abilità). Sulla grafica invece non ho molto da dire: tutto è efficacemente illustrato e, se sulle immagini delle carte si fa notare una mano un pochino datata (la sensazione è un po’ quella del classico invecchiato male), le tessere dei territori apparecchiate sul tavolo fanno comunque la loro porca figura.

“Ma White Winston, visto che hanno fatto questa mega-ristampa in pompa magna, non potevano approfittarne per svecchiare il comparto grafico o almeno migliorare i materiali, come avviene ormai per tutti i classici ristampati negli ultimi anni?”
Cari i miei “flagell’ di ddio”, sì, potevano. Ma non l’hanno fatto. In compenso hanno seminato qua e là parecchi errori di localizzazione nel regolamento e, soprattutto, nelle carte; se non sbaglio sono 13 le “carte dello scandalo”. Ma, fortunatamente, Giochi Uniti si è mossa bene e, dopo aver fornito un PnP delle carte fallate, ha provveduto addirittura alla loro ristampa e ha aperto la distribuzione del mazzetto sostitutivo a fiere, negozi e spedizioni ad hoc (ho ritirato personalmente le carte ristampate all’ultima Modena Play e sono perfette). Direi che, nonostante l’errore un po’ grossolano, la risposta è stata abbastanza tempestiva ed efficace.

REGOLAMENTO
Ve lo dico subito: scordatevi che vi faccia un riassunto delle regole. Non vi ho mai abituati a questo, ma questa volta mi sento di dire che sarebbe comunque davvero impossibile. Tra l’Introduttivo, il Base e le Espansioni, fanno ben 3 regolamenti fitti fitti, corposi e dove ogni singola riga può risultare davvero fondamentale. Peraltro sono scritti con un carattere assurdamente piccolo e talvolta in maniera non proprio sintetica. Scommetterei la macchina (di Pinco) sul fatto che nessuno di voi riuscirà a giocare la sua prima partita senza dimenticare o sbagliare almeno una regola, ma anche 3 o 4, tanto è difficile assorbire tutto e padroneggiarlo alle prime partite. La complessità nasce dalla miriade (e quando dico “miriade” vuol dire davvero un’infinità!) di eccezioni, regolette circostanziali, paragrafi “nascosti”, limitazioni e opzioni esclusive, che ognuno dei 3 regolamenti contiene. Regolamenti peraltro non sempre chiarissimi e dove ogni volta trovare una risposta a una domanda specifica è come cercare il celeberrimo “ago nel pagliaio”. Sono presenti inoltre una valanga di regole opzionali e varianti, pensate forse per aumentare la longevità di un gioco già infinito di suo, che penso mai nella vita riuscirete a provare tutte. Mi viene quasi il dubbio che Vlaada in alcuni aspetti abbia voluto lasciare aperto il regolamento, perché non del tutto sicuro di alcune scelte; lo so che è un’ipotesi estrema, ma altrimenti non mi spiego la montagna di varianti presenti che vanno oltre al semplice “cambio del livello di difficoltà”.

Sulle meccaniche principali invece si può fare un breve excursus. Un mazzo di carte formato da azioni, magie, artefatti e (fastidiosissime!) ferite sarà il vostro principale e unico motore di gioco, da costruire (da qui il deck-building) e consumare turno dopo turno. Ogni carta, oltre ad abilità speciali uniche, potrà fornirvi punti attacco, blocco (difesa), movimento e influenza (per reclutare le unità utili alla vostra causa), da usare nelle varie fasi di gioco per compiere le azioni associate, col classico meccanismo del “gioco X punti dalla mano, ottengo X punti per svolgere una determinata azione”. Il vostro scopo? Muovervi, esplorare, affrontare sfide e combattimenti, costruire un mazzo più efficiente possibile, reclutare un esercito di unità alleate in grado di aiutarvi negli scontri, conquistare castelli e città, depredare villaggi e monasteri, sconfiggere orrori nascosti nelle profondità della terra, accumulare cristalli di mana (necessari per potenziare i poteri di qualsiasi carta) e preziosissimi artefatti, accrescendo in vario modo la vostra popolarità e la vostra esperienza… in una parola: vivere un’avventura.

IMPRESSIONI
Partiamo da un concetto base: MK non è un gioco (né tantomeno un solitario) per tutti. Stampatevi bene questa frase in testa, perché, se lo acquistate a cuor leggero, rischiate di trovarvi tra le mani una Ferrari senza neanche avere la patente per guidare un motorino o, ancor peggio, senza essere amanti della velocità. Ci vuole tempo, tanto tempo, per leggere la mole di regole, digerirla, chiarire sui forum gli inevitabili dubbi che vi nasceranno e completare una prima partita. Ma, in generale, vi ci vorrà tanto tempo poi per continuare a giocarlo (mai impiegato meno di 3 ore a partita) e per entrare davvero nelle sue meccaniche così semplici, eppure così sfaccettate, profonde e complesse. La ricompensa che vi aspetta per lo sforzo profuso però è un vero e proprio unicum in campo ludico. Ogni partita è diversa, ogni Mage Knight (7 in tutto in questa edizione) è uno stile di gioco completamente unico, ogni passo compiuto è una scelta, un bivio determinante per il risultato finale. Molto più che in tanti altri giochi, si ha proprio l’impressione di imboccare ogni volta una strada diversa, di percorrere un ramo di un diagramma ad albero dall’estensione pressoché infinita e questo secondo me è una delle caratteristiche principali, nonché uno dei pregi maggiori, di questo titolo. Costruire la propria armata di seguaci, plasmare il proprio mazzo con combo di magie, azioni e artefatti, esplorare la mappa e scegliere quali siti visitare e come interagire con essi, decidere quali abilità far imparare al proprio eroe, quali pericoli e nemici affrontare, come e quando spendere i preziosissimi cristalli di mana per potenziare le azioni e scatenare tutto il potere del proprio MK… questi sono i principali aspetti che rendono questo gioco un vero e proprio labirinto di scelte dalla longevità praticamente senza fine.

Come dicevo poco sopra, una partita a MK è prima di tutto un’avventura, ma è anche uno sforzo non indifferente di valutazione, calcolo e computo dei punti necessari ogni volta per compiere qualsiasi azione; anche solo il movimento del vostro eroe sulla mappa richiede una pianificazione molto accurata e precisa, visto che i punti movimento non bastano mai e le carte in mano sono sempre poche. Questo deve mettere in guardia gli amanti degli american tout court: MK è un ibrido e da questo punto di vista assomiglia molto di più a un cinghiale euro. Masticare i numeri, confrontarli tra loro e intrecciarli con le moltissime abilità speciali presenti e le situazioni più disparate (in termini di eccezioni alle regole) saranno il vostro pane quotidiano. Dall’altro lato attenzione all’incidenza dell’alea che talvolta si fa sentire; la pesca delle carte al momento opportuno (sia per il proprio mazzo che per quello delle varie offerte di azioni avanzate, incantesimi e unità) può talvolta diventare un elemento determinante nella chiusura di una combo e quindi nella riuscita di una missione. Starà comunque alla vostra capacità di immersione riuscire a guardare oltre gli aspetti calcolosi di cui sopra, per percepirne l’ambientazione e vivere davvero l’avventura. Un’avventura però priva di narrazione. E qui arriviamo al difetto secondo me principale (che per qualcuno non sarà un difetto, ma un semplice elemento caratterizzante). Il buon Vlaada ha creato un’ambientazione, dei personaggi con un abbozzo di background, luoghi, nemici, oggetti e situazioni, ma… non ha creato una storia. In MK non c’è neanche un abbozzo di filo narrativo in grado di legare tra loro più partite, magari con scelte, metagame e quant’altro da gestire tra una partita e l’altra. Niente di tutto ciò. Ogni partita sarà un tuffo nell’avventura da vivere dall’inizio alla fine, dalla genesi alla gloria, dall’anonimato alla fama secolare del vostro MK, sempre e comunque autoconclusiva. Nell’epoca delle serie televisive, delle serie letterarie, delle serie di Fourier (queste forse no…), avrete tra le mani un gioco in stile GdR, ma che ha un unico elemento di serialità: migliorare il vostro punteggio tra una partita e l’altra. L’obiettivo finale è sempre e comunque un numero, a conferma che l’aspetto “numerico” è uno dei punti cardine del titolo.

Giusto due parole sulle 3 espansioni contenute nella suntuosa “Ultimate Edition”:

  • La Legione Perduta: espansione a dir poco fondamentale. Aggiunge tanta varietà con nuovi token nemico con diverse nuove abilità speciali, nuove carte azione, incantesimi e artefatti, 6 tessere per la mappa con alcuni nuovi luoghi da esplorare, un eroe aggiuntivo (Wolfhawk) e il temibile generale Volkare. L’espansione è tutta importante, perché amplia e completa in maniera significativa il gioco base. Addirittura potrei dirvi che per quanto riguarda i token e le carte aggiuntive potrebbe essere una buona idea includerle fin dalla prima partita. Ma il pezzo da novanta è sicuramente Volkare che, con poche semplici regole, riesce a trasformare l’obiettivo “statico” di conquista delle città in un obiettivo mobile (l’uccisione di Volkare) e a dare maggior profondità soprattutto al gioco in solitario. Volkare è in tutto e per tutto un automa, con livello di sfida tarabile in base alle vostre capacità, che si muoverà sulla mappa, attaccandovi quando possibile e competendo contro di voi nel raggiungimento dell’obiettivo dello scenario.
  • Krang: la più piccola delle 3 espansioni, contiene soltanto l’eroe aggiuntivo Krang. L’orco sciamano probabilmente è uno degli eroi più particolari come gameplay e devo dire che non mi ha entusiasmato (ma ho solo una partita all’attivo con lui).
  • Le Ombre di Tezla: aggiunge diversi nuovi nemici appartenenti a due fazioni (Elementalisti e Crociati Oscuri) e dei token abilità monouso che potranno essere reclamati ogni volta che si sconfigge uno dei loro membri. Inoltre l’espansione contiene un paio di luoghi nuovi (abbastanza trascurabili), alcuni nuovi scenari (che sfruttano appieno l’aggiunta delle fazioni) e un nuovo eroe (Braevalar), druido della tempesta dalla spiccata mobilità, che completerà il rooster dei 7 Mage Knight a disposizione. Un’altra espansione molto ricca, anche se sicuramente meno importante rispetto a La Legione Perduta, e da utilizzare solo dopo aver fatto diverse partite, per aggiungere al già corposo set base un ulteriore strato di variabilità.

CONCLUSIONI
“Allora… chi è lo Re?!!!”
Per molti di voi “sbabbari” Mage Knight Ultimate Edition sarà l’unico vero inarrivabile Re, ve lo garantisco.

Ma non per tutti, non per me (ma qui entro in un campo un po’ soggettivo). Il titolo l’ho trovato davvero geniale, come probabilmente lo è il suo autore. In “sole” 3 ore di partita si riesce ad assaporare quella sensazione di crescita e sviluppo del personaggio che normalmente altri titoli restituiscono nell’arco di molte partite. Ma se devo spendere così tanto tempo su un unico gioco, perché, ve lo ripeto, Mage Knight Ultimate Edition ne richiede tanto per essere imparato bene e apprezzato fino in fondo (è un Re molto esigente e geloso della vostra attenzione!), preferisco avere una progressione e degli obiettivi anche tra una partita e l’altra e non solo all’interno della stessa. In sintesi, ciò che mi è mancato davvero tanto è la presenza di una storia, una campagna che sfruttasse queste enormi potenzialità di gameplay e di ambientazione, in grado di concatenare più partite tra loro verso un’evoluzione ancora più marcata, fatta di scelte e obiettivi finali, che mi spingesse a continuare a intavolarlo una sera dopo l’altra senza sosta (un po’ come avvenuto con Gloomhaven). Ciò avrebbe probabilmente reso questo titolo un gioco praticamente perfetto, mancante solo eventualmente di un comparto grafico e di materiali all’altezza. Sia chiaro, riconosco a MK il fatto di essere davvero unico nel suo genere e a Vlaada un livello di approfondimento e di studio del gioco che ho ritrovato solo in Gloomhaven (ma per tutt’altri motivi). Siamo davvero di fronte a un vero capolavoro di genere, un gioco capace di lasciare il segno per originalità e profondità, dalla longevità praticamente infinita (e non stiamo parlando di semplice “setup variabile alla tedesca”), anche se con un target assolutamente di nicchia. Mage Knight Ultimate Edition è veramente uno di quei giochi in grado di superare la prova del tempo e invecchiare sullo scaffale (e sui vostri tavoli) esattamente come farebbe il miglior Brunello di Montalcino nella vostra cantina. Alla fine della partita, guardando il tavolo, vi troverete sempre davanti a un abito su misura, cucito pezzo per pezzo con le vostre scelte, passo dopo passo nelle 3 ore di gioco e, indipendentemente dall’esito della partita, vi posso assicurare che la soddisfazione sarà sempre tanta (citando il Signor_Darcy: “comunque Vlaada sarà un successo!”).

P.S.
Curiosità: vi ricordate Heroes of Might and Magic? Un titolo cult di metà anni ’90 che ha avuto ben 6 sequel (l’ultimo nel 2015) e 13 espansioni, basato su gameplay a turni, sfruttamento risorse, costruzione di un motore di gioco finalizzato alla crescita militare e alla conquista dei castelli avversari, attraverso combattimenti a turni su griglia davvero molto tattici. Praticamente un gioco da tavolo prestato al mondo dei videogame! Se come me siete stati dei fan sfegatati della saga, ritroverete in Mage Knight Ultimate Edition alcuni aspetti e un certo flavour di quel titolo. Sono quasi certo che Vlaada abbia preso ispirazione da quella saga! Se invece non sapete di cosa sto parlando… be’… potreste aver scoperto un titolo di retrogaming del quale innamorarvi perdutamente!

Trovate Mage Knight Ultimate Edition Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Ultimi commenti
Matteo: Domanda x LarryG: ho visto che railway boom e tyco...
Salvatore Cicero: Bel lavoro! Una campagna che non è una campagna, ...
Salvatore Cicero: Gli adattamenti richiesti ai giocatori: un problem...
Gianluca di Picardia: A che adattamenti ti riferisci? Io sto continuand...
Salvatore Cicero: Che freschezza questo punto di vista alternativo, ...
Salvatore Cicero: Bell'articolo, complimenti. Sono anche molto invid...
Salvatore Cicero: Un altro saggio breve, anche questo interessante q...
Salvatore Cicero: Vale lo stesso per me. Anche la possibilità di pe...
Salvatore Cicero: Grazie per il commento! Pienamente d'accordo sul t...
simarillon (Davide): Hai sempre fatto male. Non si disdegna un gioco pe...
I più letti del mese
oltrelaportacover
Oltre La Porta
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]
Lab_copertina
LABYRINTH CHRONICLES

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
14 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
pigro - ago26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (ago26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - lug26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (lug26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - giu26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (giu26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro - mag26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (mag26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...
pigro -apr26
Il Mensile del Pigro: una rubrica per persone indaffarate (apr26)
Non avete molto tempo a disposizione per leggere tutti gli articoli del blog? Non preoccupatevi! Solo...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

14
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x