White Winston
Esistono due categorie di giochi da tavolo che generalmente vengono spesso ignorate dalla “stampa” di settore tradizionale (blog, canali, influencer di gdt): i CCG (collectible card game) e i giochi di miniature “wargame”. Questo perché sono entrambe due categorie che richiedono due componenti che generalmente scarseggiano nella maggior parte dei giocatori: tempo e soldi. E quando dico che “richiedono”, intendo che divorano stipendi e giornate intere di metagame, test e tornei. La filosofia generica dell’hobby dei giochi da tavolo indirizza, invece, molto di più verso scatole pronte all’uso, dove il massimo può essere un’esperienza a campagna, fatta da più partite concatenate, ma sempre con un inizio e una fine ben precise.
Io ho avuto un passato da giocatore di Magic: The Gathering e di Warhammer Fantasy Battle (6-7-8° edizione)… mi sono diverto un sacco, so cosa vuol dire, mi sono tolto qualche soddisfazione, ma oggi me ne tengo alla larga.

Negli anni però mi è sempre rimasta una voglia, un tarlo nella mente, verso un giochino che mi incuriosì fin dalla prima volta che lo adocchiai in un depliant GW, per la sua componente sportiva unita alla salsa fantasy per eccellenza: Blood Bowl. Ebbene, circa un anno fa, complici particolari circostanze di vita e un negozio a pochi passi da casa, mi feci coraggio e decisi di provare ad approcciarmi.
Potrei scrivere paginate di storia, parlandovi di questo gioco e di come la GW si sia completamente dimenticata (per ben 22 anni!!!) di uno dei suoi gioielli di maggior pregio, tanto da costringerlo a sopravvivere autonomamente grazie alla sua fanbase, fino al giorno (o all’anno, il 2016) in cui la madre creatrice si è ricordata di avere un figlio nascosto, e lo ha riportato alla luce.
Dopo un anno abbondante di serate, tornei e partite epiche, eccomi qui a recensire la nuova edizione, uscita giusto pochi mesi fa: Blood Bowl: Third Season Edition.

BLOOD BOWL: THIRD SEASON EDITION
Blood Bowl: Third Season Edition è un gioco ibrido competitivo di Jervis Johnson (suo storico creatore nel 1986!), per 2 giocatori, durata 150-180 minuti a partita, edito nel 2025 dalla Games Workshop Ltd. Il gioco è stato pubblicato solo in lingua inglese, anche se non mancano le consuete traduzioni online fanmade.
Il Blood Bowl non è altro che lo sport praticato dalle razze che popolano l’universo fantasy di Warhammer (il più celebre in assoluto, secondo solo forse a quello del Signore degli Anelli) e consiste in un football americano arricchito da botte (serie), scorrettezze, armi, marchingegni e… anche qualche magia!
In questo articolo parlerò della versione standard, 11vs11 giocatori in campo. Ne esistono tante altre, come Dungeon Bowl, Blood Bowl Seven, Blitz Bowl, etc… ma non sono altro che riduzioni, più o meno riuscite, del classico.

GRAFICA E MATERIALI
Questo capitolo può tranquillamente essere da solo uno dei cavalli di battaglia del titolo, potendo contare non soltanto sul catalogo Games Workshop, ma addirittura su quelli di tantissime aziende terze che ormai fanno parte del mercato a tutti gli effetti.
Come tutti i titoli che vivono letteralmente di miniature, Blood Bowl: Third Season Edition ha un impatto scenico spettacolare, con tantissime squadre diverse, giocatori di ogni genere e razza, oltre che oggetti, orpelli (segnaturni, cheerleaders, medici, allenatori, etc.), dadi personalizzati e campi da gioco, per arricchire l’esperienza.
Non voglio soffermarmi oltre su questo capitolo, non perché non sia importante, ma perché penso possiate farvi facilmente la vostra idea sfogliando le migliaia di gallerie online dedicate alle squadre di Blood Bowl. Stiamo pur sempre parlando di un’azienda che è un’eccellenza assoluta nel campo dei giochi di miniature… da oltre 50 anni!!!

REGOLAMENTO
Il regolamento di Blood Bowl: Third Season Edition non è complicatissimo… ma parliamo comunque di un bel libro di regole, sicuramente più facili da assimilare giocando con qualcuno che ve le spiega, piuttosto che leggendole tutte d’un fiato, come fareste con un qualsiasi altro gioco da tavolo.
Il tabellone è una griglia 15×26 caselle (15 è la larghezza naturalmente), dove dovrete schierare e muovere due squadre da 11 giocatori ciascuna. L’obiettivo è raccogliere la palla ovale e fare punto, portandola oltre la linea di meta avversaria (come nel football americano). Oltre a corse, passaggi e schemi difensivi/offensivi, tutti aspetti trasposti dal football americano, molto forte è la componente delle botte, che sono più che semplici placcaggi (da un leggero stordimento, fino anche alla morte!).

E qui arriva il colpo di genio, che rappresenta la meccanica base del Blood Bowl e una delle sue caratteristiche più iconiche: i dadi “block”. Sono 3 dadi che vengono tirati ogni volta che vorrete bloccare un avversario, tirandone da 1 a 3 in base al confronto tra la forza dei giocatori coinvolti, modificate dagli assist dei giocatori adiacenti.
Altro importante elemento è il cosiddetto turnover, evento (come il pallone o un giocatore che cadono a terra) che costringe il turno del giocatore in corso a terminare immediatamente e a far cominciare anzitempo quello avversario. Questo rappresenta un aspetto che, da una parte, limita un po’ la durata delle partite, e dall’altra costringe a un’attenta pianificazione delle mosse da fare, andando da quelle meno rischiose, a quelle più da fiato sospeso.

PRO
- Il Blood Bowl ha dei pregi enormi rispetto ai giochi citati nell’introduzione: si impara abbastanza in fretta, non ha un metagame infinito (i roster di ogni razza non hanno tante varianti, in verità) e si gioca con relativamente pochi soldi, senza alcuna necessità di spenderne altri (se uno lo fa, è per curiosità, collezionismo o passione). Con la scatola base si ottiene subito tutto il necessario per giocare. Addirittura, se uno non volesse scostarsi dalle due squadre contenute nel base (in questa edizione, Bretonnia e Khemri), potrebbe teoricamente non comprare davvero più niente e giocare con quelle tornei, eventi, leghe, etc.;
- nonostante i tanti tiri di dado, le componenti strategiche e tattiche sono enormi… conta molto di più un buon posizionamento passivo in campo, che un tiro di dado fortunato. Il dado è in grado di influenzare situazioni di sostanziale equilibrio tra giocatori, ma difficilmente di ribaltare partite dove un’abilità prevale nettamente sull’altra. E questo viene confermato dal fatto che, nelle classifiche dei tornei, ai piani alti stanno bene o male sempre gli stessi nomi;
- scendendo nel tecnico, questa edizione (dovrebbe essere la settima, se non ho contato male), nonostante un primo impatto dubbio, ha sicuramente fissato tante piccole regole rispetto alla precedente, rendendo momenti come il raccogliere il pallone, lo “stalling” o l’evento di inizio partita meno frustranti. Inoltre, limitando quasi tutti i “positionals” (che sono i giocatori con qualche skill in più rispetto alle semplici “linee”) è stato fortemente rinfrescato il meta, creando anche un pizzico di variabilità in più nella creazione dei roster.

CONTRO
- Se il vostro obiettivo è fare una Lega tra amici o qualche partita “casalinga”, nessun problema. Se vorrete, invece, affacciarvi al mondo competitivo, si renderà necessario un po’ di classico studio del metagame, oltre che una serie di sottigliezze tattiche e stratagemmi, che in una partita competitiva diventano assolutamente necessari. Questo si traduce in tempo da dedicare, sia attivo, sia passivo (tipo la sera prima di addormentarvi). In pratica, se volete fare il salto di qualità, il rischio di diventare un po’ totalizzante lo si corre (anche se molto meno rispetto ad altri giochi, sia chiaro);
- Le partite durano tanto tempo. In torneo e con un timer attivo, si può arrivare a 2 ore e 15 minuti di gioco (escluso setup)… ma a cose normali toccare e sforare anche le 3 ore è cosa abbastanza normale. Questo credo sia il più grande limite di Blood Bowl. D’altronde, comprimere questo tempo senza intaccare la profondità e la bellezza di una partita “intera” fin ad ora è apparsa una missione impossibile.

PECULIARITÀ
- Come ogni altro gioco della GW, Blood Bowl: Third Season Edition si porta dietro l’hobby del montaggio e pittura delle miniature. Incredibile plus se siete appassionati o avete la pazienza di imparare (è un passatempo estremamente rilassante e soddisfacente!), potrebbe invece lasciarvi abbastanza freddi, se non addirittura contrariati (soprattutto per il montaggio), se non vi interessa.

CONCLUSIONI
Oggi Blood Bowl è un gioco che può contare su una community pazzesca all’ombra della NAF, un’associazione internazionale formata da giocatori, in grado di organizzare tornei praticamente ogni settimana (spesso abbinati a pranzi, cene e birre, a giro per il territorio italiano), europei (ogni anno) e mondiali (ogni 4 anni), garantendo un supporto costante e continuo al gioco. Tanto per darvi un’idea, all’ultimo torneo al quale ho partecipato (il mitico Fulginium!) eravamo in un agriturismo di Foligno, con 86 partecipanti provenienti da almeno 6 nazioni diverse, 6 partite da giocare in 2 giorni, il tutto condito da buon vino e cibo locale.
Blood Bowl: Third Season Edition, oltre ad essere un ottimo punto di partenza per chi volesse approcciarsi a questo splendido gioco, rappresenta un sicuro passo in avanti verso un gioco sempre più snello, pulito e premiante strategia e tattica. Il suo costo contenuto (circa 100€ la scatola base, 40-50€ una squadra aggiuntiva, talvolta anche meno se la comprate da aziende terze non GW) lo rendono una mosca bianca nel mondo dei giochi di miniature, dove quasi sempre servono risorse economiche enormi.

Più in generale, Blood Bowl è un gioco capolavoro, che richiede tempo (più dei normali giochi da tavolo), ma che restituisce tantissimo, sia in termini di esperienza di gioco, che attorno al tavolo, che come hobby. La sua natura ibrida e la grande varietà di team, ciascuno con il proprio stile di gioco peculiare, lo rendono appetibile per tutti, appassionati di american e german, indistintamente.
Se fosse possibile dare un 10+ su BGG, Blood Bowl sarebbe sicuramente uno di quei giochi a cui darei la mia personale lode.
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