Fabio (Pinco11)
RAILROAD TILES RECENSIONE
Nel 2018 esce, per i tipi della Horrible Guild , Railroad Ink (in italiano Strade d’Inchiostro), un rolla e scrivi a tema ferroviario, nel quale eravamo chiamati a dar vita ad una rete ferroviario – viaria riempiendo una griglia.
Il progetto ottiene un enorme successo ed ora, a distanza di qualche anno, ecco la versione, rivisitata e corretta, del predecessore, ora proposta in formato ‘piazzamento tessere’ tipo Carcassonne. Il nome è ora Railroad Tiles, 1-4 i giocatori, una mezz’oretta a partita ed il distributore in Italia è la Cranio Creations.
La difficoltà resta pressoché invariata (passando da 1.45 a 1.62 secondo gli utenti di BGG), per cui il target è quello familiare (per capirci, Carcassonne è segnato a 1.89) e la logica resta quella della creazione reti che aveva caratterizzato la versione Ink.

RAILROAD TILES IN POCO
L’idea del gioco è che in ciascun turno ogni giocatore vada a prelevare un tot di tessere dall’offerta, piazzandole poi di fronte a se rispettando, nel farlo, poche regole di piazzamento.
L’offerta al centro del tavolo è rappresentata da 4 o 5 colonne (a seconda del numero di giocatori), ciascuna delle quali contiene da 2 a 4 tessere. I giocatori, qui, a turno non fanno altro che scegliere una delle colonne e prendere le tessere contenute.
Nella fase di piazzamento si vanno ad assemblare le tessere, mettendole adiacenti tra loro o a tessere già piazzate, il tutto facendo attenzione che le strade combacino con le strade e le ferrovie con le ferrovie.

Uno degli obiettivi del gioco, inoltre, sarà quello di ‘chiudere’ i percorsi, cercando a fine partita di non avere troppe strade o ferrovie ‘aperte’, mentre un altro è quello di costruire con le tessere un ‘rettangolo’ il più grande possibile.
Dopo aver piazzato si va quindi a controllare, sulla scheda al centro del tavolo, quale segnalino ‘pedoni’ si attiva in quel giro ed è possibile piazzare un pedone di quel colore sulla propria rete, ottenendo un tot di punti crescente sulla base del numero di omini di quel colore che sono presenti sulla propria rete (si piazzano su apposite icone).
A fine partita si ottengono punti per le città create, per il rettangolo più grande e penalità per i percorsi lasciati aperti (oltre al 5°). E’ infine possibile giocare con tessere obiettivo, da piazzare in corso di partita, che concedono punti extra.
COME SI PRESENTA RAIROAD TILES
Il confezionamento del prodotto rispecchia tutto ciò che ci si può attendere da un titolo di questa categoria, quindi abbiamo un bel pacchetto di tessere di cartoncino spesso alla Carcassonne, nonchè un manciata di ‘meeple’ in legno ed una simpatica sacchetta in tela utile a mescolare le tessere.
La grafica è sufficientemente lineare per garantire il compo d’occhio, ma anche gradevole il giusto e le icone sono facilmente identificabili.
Il tutto, quindi, risulta più adatto allo scopo, così come l’ambientazione prescelta, quella ferroviaria, è coerente con il tema di fondo, che è quello della creazione reti.
COME GIRA
Railroad Tiles si propone apertamente come un titolino per tutti, quindi il livello di difficoltà della scatola base (si, ci sono espansioni, ben 8!) è decisamente contenuto. Le regole, insomma, le spieghi in 5 minuti ed il gameplay è rapido, senza troppi tempi di attesa, visto che al tuo turno scegli una delle file di tessere e, mentre pensi a come piazzarle, lo stesso fanno gli altri.
Qualche momento di attesa ci sta, soprattutto nei turni più avanzati, dove tutti cercano di massimizzare i punteggi, ma le partite alla fine le puoi tirare via, in genere, in meno di mezz’ora se giochi in due o in un tempo calcistico (45′) se sei in 3 o 4.
Grosse domande non ne escono, salvo magari nella fase punteggio della primissima partita, ma poi tutto fila liscio come un Carcassonne base.
SENSAZIONI
La meccanica prescelta è quella del piazzamento tessere, abbinata alla costruzione di reti e le logiche di fondo sono quelle che avevano fatto la fortuna di Railroad Ink, in quanto si vanno a costruire due tipi di reti diverse (strade e ferrovie), facendo attenzione a non mescolarle. La componente da puzzle game è quindi presente, ma tutto resta ad un livello di complessità volutamente contenuto, ossia quello ideale per mantenere la fruibilità aperta ad un pubblico familiare.

Dove, quindi, può trovare soddisfazione chi voglia impegnarsi un poco di più? Lo può fare sia nel cercare di collezionare tessere con le icone dei pedoncini colorati, sia nello studiare la loro successione di uscita (alcuni dei gettoni sono visibili), sia nel predisporre la rete in modo tale che possa agenvolmente ospitare le tessere obiettivo che saranno usate nella partita.
Nell’insieme c’è abbastanza per premiare i giocatori attenti, così come deve accadere per i titoli di questa fascia.
LE ESPANSIONI
Come accennavo, il gioco è già uscito con un bel set di espansioni, che sono ben otto. Ho dato solo una occhiata di massima ai loro contenuti, per via della mia personale idiosincrasia verso di esse, ma ho notato come spicchino tra loro (anche nel tam tam di internet) la World Expansion, che aggiunge tessere obiettivo e pedoni speciali e la Monument Expansion, che introduce un pedoncino che si muove sulla vostra rete a scoprire (piazzare) tre tipi di monumenti.

Sicuramente chi è alla ricerca di una esperienza di gioco con un poco più di spessore, non mancherà di acquisirle.
L’aspetto negativo, chiaramente, diventa quello del prezzo, visto che con l’inserimento di un paio di pacchetti si entra nella fascia di costo di un cinghiale, ma questo ragionamento vale anche per titoli come Carcassonne, che godono di un numero infinito di pacchetti extra.
L’ACCOGLIENZA RISERVATA A RAILROAD TILES
Il gioco ha ottenuto ottimi riscontri, partire dal progetto kickstarter, dove ha raccolto quasi 500.000 euro con oltre 5000 sostenitori e gode al momento su BGG di un rassicurante 7.5 di voto medio.
CONCLUSIONI
Rairoad Tiles è un buon family game, solido e ben strutturato, che coniuga efficacemente le logiche di piazzamento tessere e creazione reti. Non esageratamente innovativo, soprattutto tenendo conto della sua natura di ‘reimplementazione‘, almeno in parte, del predecessore (rolla e scrivi) Railroad Ink, riesce però a proporre diverse piccole idee e twist utili a donare freschezza al tutto e si propone come un classico gioco ‘gateway’ per mettere al tavolo anche amici giocatori meno abituali.
Per i gamers, invece, è suggerita la possibilità di studiare i pacchetti di espansione, per aumentare il livello di puzzle del gioco.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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