Scritto solo dopo aver ritrovato Angelica da
Battlemad
Continuo nella mia imperterrita recensione di librogame non ancora presenti sul blog e mi accingo ad affrontare una delle collane più interessanti del recente panorama italiano: Dedalo. Tematiche, stili narrativi e autori sono sempre diversi: nella collana Dedalo troviamo veramente di tutto, per tutti i palati!
Ho dovuto ovviamente valutare da quale libro iniziare e la scelta è ricaduta su uno dei miei preferiti, il settimo della serie: In Cerca di Angelica. Andrea Angiolino, autore di grande esperienza che non ha sicuramente bisogno di presentazione (forse l’ultimissimo suo gioco recensito sul blog è Fantozzi: Batti Lei!), ci accompagna in un viaggio senza tempo fra incantesimi, amori irraggiungibili, imprese impossibili e mostri leggendari, lasciando al lettore il piacere di scegliere, sbagliare, ricominciare e scoprire ogni sfumatura di questa originale avventura (senza però barare!). Vengono riportati in auge i fasti della letteratura cavalleresca italiana, ovviamente in chiave interattiva, sulla scia dei romanzi di Ariosto.

Trama e Ambientazione
Fin dalle prime pagine, il libro catapulta il lettore nel cuore dell’Orlando Furioso, con una narrazione che oscilla tra fedeltà alla fonte e creatività moderna. Il punto di partenza è la scomparsa della bellissima Angelica, oggetto del desiderio e della ricerca di numerosi cavalieri. I luoghi e i personaggi, benché tratteggiati in modo essenziale, risultano vivi, dinamici e spesso imprevedibili: l’incontro con maghi, giganti, soldati saraceni e cavalieri rivali arricchisce ogni snodo, senza risultare banale.
Possiamo suddividere la narrazione in tre parti ben distinte: il rapimento, la ricerca, il ritorno. L’autore stesso, nelle pagine finali del libro, racconta di come In Cerca di Angelica sia nato in una forma diversa: all’inizio, infatti, era composto da solo 202 capitoli ed era tronco dell’incipit e della parte finale. Sostanzialmente era composto solo dalla parte centrale della ricerca: abbiamo però la possibilità, con qualche piccola accortezza, di passare da una versione all’altra.

Stile
Uno dei punti di forza di In cerca di Angelica è il suo stile: Angiolino riesce a scrivere con una prosa limpida, rapida eppure evocativa. Il testo non è mai appesantito e chiunque può goderne: pure chi, come me, non si ricorda molto bene l’Orlando Furioso. L’ironia è sempre presente, ma mai invadente, e il tono leggero stempera le difficoltà, spingendo il lettore a non prendersi troppo sul serio. Il tono a tratti fiabesco e la semplicità delle regole lo rendono perfetto anche per una lettura condivisa, ad esempio in famiglia o con ragazzi che si avvicinano per la prima volta al mondo dei librigame.
Immagini e illustrazioni sono ridotte al minimo, ma quando le troviamo arricchiscono sicuramente la pagina: simulano miniature medievali e mostrano paesaggi, cavalieri e mostri.

Meccaniche
Il librogame mantiene la struttura classica a paragrafi, con bivi che conducono a esiti diversi, ma si avvale anche di una mappa per tracciare il viaggio. Le scelte hanno peso: alcune portano a rapide sconfitte (spesso ironiche, in pieno stile Ariosto!), altre aprono ramificazioni narrative intriganti, con possibilità di usare forza o agilità per superare gli ostacoli. Ovviamente il libro si ricorda se abbiamo già superato una prova o un incontro: il testo rimanderà a paragrafi differenti in base alle lettere che abbiamo segnato sulla nostra scheda. Attenzione a non imbrogliare, però! Potreste incappare in situazioni spiacevoli con strani maghi che conoscono le vostre malefatte: barare è da felloni!
Cinque sono le caratteristiche del cavaliere che interpretiamo: agilità, forza, robustezza, combattività e vitalità. Possiamo scegliere di adottare uno dei personaggi già esistenti, oppure crearne uno ex novo. Queste caratteristiche ci serviranno nel corso della narrazione: combattimenti, sfide e ostacoli saranno affrontati grazie ad esse! Il sistema di combattimento e di lancio di caratteristica è sostanzialmente il medesimo: si tirano due dadi, si controlla la differenza tra i due e si somma la caratteristica specifica. Se il risultato è positivo, abbiamo superato l’ostacolo. Per il combattimento, al dado tirato va aggiunta la differenza tra combattività dell’attaccante e robustezza del difensore: un risultato positivo indica un pari ammontare di danno al difensore.
Fondamentale, poi, è la presenza dello stupefacente Libro di Floribonda: un piccolo volume scritto da una fata assai erudita, in cui sono riportati strumenti magici che potremo trovare lungo il nostro cammino. Sono oggetti molto potenti, che ci aiuteranno nel nostro cammino e, in certi casi, vincolanti per proseguire.

La Mappa
Fondamentale per lo sviluppo della narrazione è la mappa, che offre al lettore un riferimento tangibile dei territori attraversati e dei progressi compiuti. La mappa permette sempre di tornare sui propri passi, riattraversare luoghi già visti e scoprire dettagli precedentemente sfuggiti: troverete nuovi spunti e passaggi interessanti. L’idea di base è proprio quella di esplorare la mappa in lungo e in largo: non abbiate paura di fallire e sperimentate! Senza cadere in pericolosi spoiler, scoprirete che alcuni dei personaggi che popolano questa landa sono esseri umani del tutto comuni e le risposte che vi daranno potrebbero stupirvi.
Ci tengo a sottolineare che una mappa del genere conferisce al librogame una dimensione “aperta” e meno lineare, pur dovendo completare una serie di missioni per poter procedere con la storia. Siamo quindi liberi di esplorare a nostro piacimento la Contea di Val Secreta, ricordando però che, inevitabilmente, dobbiamo progredire verso il salvataggio di Angelica: non perdiamoci in inutili passatempi!

Accessibilità
Il libro si rivolge sia ai neofiti sia agli esperti di librigame: le regole sono intuitive, l’impostazione lineare quanto basta per non smarrirsi, ma al tempo stesso abbastanza aperta da invogliare l’esplorazione. In totale abbiamo 363 paragrafi, tutti abbastanza brevi. Troviamo pochi enigmi lungo il percorso, che non ci daranno grossi problemi.
Non è necessario conoscere a memoria il poema di Ariosto per apprezzare la storia, ma chi ha familiarità con il testo originale potrebbe trovare piccoli riferimenti sparsi qua e là. Molti sono i modi per terminare prematuramente l’avventura, magari tra le braccia di qualche bella donna o colpiti a morte da un saraceno: non disperate e ripartite!

Minilibrogioco finale
Particolarità della collana Dedalo è la presenza costante di un minilibrogioco nelle ultime pagine del libro: in questo caso abbiamo Impresa Mattutina, scritto da Fabio Cavatorta. Riuscirà questo eroico papà a badare ai suoi due bimbi, Bea di 6 anni e Carlo di 2, in una caoticamente normale mattina? Nel giro di 10 turni dovremo muoverci per quattro stanze (cameretta, bagno, cucina e sala) per completare quattro compiti per bambino: vestire entrambi, lavare entrambi, far fare la colazione ad entrambi, preparare lo zaino di Bea e cambiare il pannolino a Carlo.
Presto che è tardi! E ricorda… tua moglie riesce a fare tutto in 8 turni!!!

Considerazioni finali
In cerca di Angelica è un librogame che riesce a fondere la poesia senza tempo dell’Orlando Furioso con il piacere del gioco a bivi. È una lettura leggera e profonda al tempo stesso, adatta a chi cerca avventura, cultura e divertimento, capace di restituire la sensazione di un viaggio: c’è la scoperta, l’incontro con personaggi memorabili, la suspense di ogni scelta e quella particolare malinconia che accompagna sempre le grandi ricerche cavalleresche.
L’aggiunto di un minigioco è un piacevole passatempo dopo la lettura: sembra quasi un piccolo premio per aver salvato Angelica!
Per il prossimo appuntamento, c’è un librogame tra questi della collana Dedalo che vorreste vedere recensito? In caso, lasciate un commento! (PS: mancano ancora il 9 e il 10, ma si aggiungeranno alla collezione prima o poi!).

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