Scritto mentre sparava guano ovunque da
Battlemad
Immaginate di vivere in una città un tempo elegante e raffinata, ora sotto assedio… dai pennuti.
I piccioni, veri maestri dell’arte dell’invadenza, hanno deciso
che i vostri splendidi superattici sono il luogo ideale per far festa.
Ma voi non ci state!
Armati di astuzia, voglia di pulizia e un pizzico di competizione,
siete pronti a ristabilire i vostri terrazzi a zone libere dal guano.
Sarete in grado di trasformare questi fastidiosi volatili in trofei da esibire con orgoglio?
Che la battaglia a colpi di becchime e mezzucci abbia inizio!
Spostare lo sguardo dal classico eroe o dal grande condottiero… e trovarsi improvvisamente con le piume addosso, il becco in cerca di briciole e un’irresistibile voglia di “marcare” i monumenti cittadini. In Piccioni, il tema non solo fa sorridere, ma permea ogni aspetto del gioco. I giocatori vestono i panni di facoltosi proprietari di attici e balconi, infastiditi dal perenne bivaccare di questi odiosi animali sui loro bellissimi terrazzi! Bisogna scacciarli!
La scelta di un animale spesso considerato marginale o fastidioso nella realtà diventa qui una fonte inesauribile di comicità e trovate surreali. Ogni elemento grafico, dalle carte agli indicatori sulla plancia, richiama episodi tipici dell’urban jungle: la fame perenne, le lotte per il cibo, le fughe rocambolesche e la gloria di conquistare una statua con un colpo ben piazzato.
Questo piccolo gioco di carte di Davide Ardizzone è arrivato alla terza edizione (marzo 2025), tutte a marchio Tambù Games, e prevede partite della durata di 20-40 minuti, per 2-6 giocatori dai 10 anni in su. Per una visione rapida del regolamento, seguite il link!

Materiali
La prima cosa che colpisce di Piccioni è il tono volutamente scanzonato: il regolamento, le illustrazioni, persino i nomi delle carte! Tutto contribuisce a immergere i giocatori in un contesto leggero e autoironico. Le grafiche sono curate e “cartoonesche”, con uno stile facilmente riconoscibile e immediato.
I materiali si fanno apprezzare per robustezza e funzionalità: le carte sono resistenti e illustrate in modo chiaro. Il risultato finale è un colpo d’occhio allegro e caotico, perfettamente in linea con il caos organizzato delle piazze cittadine frequentate dai veri piccioni.
Meccaniche
Il turno si sviluppa in modo lineare: il giocatore attivo ha a disposizione due azioni, tra una rosa di diverse scelte. Può pescare carte fino ad averne 5 in mano, giocare una carta azione e trasformare in trofei le carte presenti sul proprio balcone. A loro volta, gli avversari possono rispondere con determinate carte azione, creando una vera e propria guerra ai piccioni che infestano la città! Ogni piccione, inoltre, ha caratteristiche differenti: riuscire a capire quale scacciare ed entrare in sintonia con i loro meccanismi porterà una marea di trofei nelle vostre tasche!
Uno degli aspetti più riusciti è la gestione dell’interazione tra i giocatori: in Piccioni, ignorare gli altri è praticamente impossibile! Si creano spesso alleanze temporanee, tradimenti improvvisi e rimonte spettacolari. L’equilibrio tra fortuna e tattica rende ogni partita diversa dalla precedente e lascia spazio a risate e rivalità goliardiche. Il ritmo resta alto, senza tempi morti: l’imprevedibilità delle carte, unita all’assenza di meccaniche complesse, mantiene tutti coinvolti dall’inizio alla fine.

Difficoltà
Piccioni non è un gioco complicato, né pretende di esserlo. Il regolamento si legge in pochi minuti e può essere spiegato a chiunque in tempi brevi. Le azioni possibili sono intuitive e la curva di apprendimento è praticamente assente: già dalla prima partita si gioca senza intoppi, lasciando spazio al vero fulcro del gioco: l’interazione (sporca) tra i partecipanti.
Proprio questa accessibilità lo rende adatto a un pubblico trasversale: bambini, ragazzi, adulti e anche giocatori poco esperti possono divertirsi senza sentirsi esclusi. La scatologia è presente, ma sempre in modo ironico e mai volgare: l’umorismo resta “da cartone animato” e conquista chiunque abbia voglia di prendersi poco sul serio.
In famiglia trova facilmente spazio grazie ai ritmi veloci e alle regole leggere; tra amici diventa un vero catalizzatore di risate e battute, soprattutto con gruppi numerosi dove la competizione si fa accesa.
Longevità
Nonostante la sua natura scanzonata, Piccioni offre più profondità di quanto possa sembrare a una prima occhiata. Scegliere quando utilizzare le carte migliori, quando rischiare una corsa verso un monumento o invece accumulare risorse, può cambiare radicalmente l’esito della partita. Il tempismo, l’attenzione agli avversari e un pizzico di bluff sono elementi da non sottovalutare.
Un limite può emergere solo con gruppi abituati a giochi molto strategici: la componente di fortuna, soprattutto nelle pescate e nelle azioni degli altri, può risultare predominante. Ma per la tipologia di esperienza che offre, questo è più un punto di forza che un difetto.

A chi potrebbe piacere?
Tra i punti di forza che posso citare ci sono sicuramente:
- Il tema originale, capace di rompere il ghiaccio anche tra giocatori che si conoscono poco.
- Le illustrazioni vivaci e l’attenzione ai dettagli che rendono ogni elemento del gioco riconoscibile e gradevole.
- L’interazione elevata e la rapidità di gioco, che lo rendono perfetto per serate leggere.
- L’accessibilità, che permette davvero a tutti di partecipare senza sforzi.
Tra le debolezze, si segnala la dipendenza dalla fortuna in alcune situazioni e, per alcuni, la ripetitività se giocato troppo spesso in rapida successione.
Conclusione
Piccioni riesce a trasformare la vita quotidiana delle nostre città in una festa di caos controllato, strategia leggera e risate. Non bisogna prenderlo troppo sul serio: il suo valore è nella capacità di far divertire senza freni, abbattendo barriere tra giocatori esperti e casuali, tra grandi e piccoli.
Che sia per una serata tra amici, un pomeriggio in famiglia o una pausa dal tran tran quotidiano, Piccioni ha tutte le carte in regola per conquistare chiunque voglia provare qualcosa di diverso, ironico e pieno di colpi di scena.
Pronti a sporcare la città… e il tavolo da gioco?
Si ringrazia l’editore per la copia review
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