scritto mentre produceva vetro da:
SigFapos
Black Forest è la re-implementazione di Glass Road, un gioco che uscì nel 2013, un gestionale di peso medio che ci metteva nei panni di abili vetrai della foresta nera. Il gioco uscì in Italia grazie alla Cranio e a distanza di 12 anni sempre lei ha deciso di localizzare Black Forest. I due titoli in realtà hanno solo due cose in comune a livello di gameplay, il sistema delle ruote di produzione e l’uso delle tessere per lo sviluppo del proprio podere. Andiamo a vedere nel dettaglio come funziona il nuovo gioco.
Black Forest è un titolo di Uwe Rosenberg e Tido Lorenz edito dalla Feuerland Spiele nel 2024 e in Italia grazie a Cranio. Il gioco è per 1-4 persone con una durata di 60-120 minuti a partita e a partire dai 14 anni. In questo momento il titolo ha un 3.22/5 di difficoltà su bgg che lo trovo perfetto per indicare un gioco di difficoltà media adatto ai più esperti.


I materiali di Balck Forest
Partiamo con una nota dolente, ovvero le plance delle rondelle che escono dalla scatola sigillata già imbarcate. Il vero problema è che non hanno sopra di esse un peso tale da tenerle schiacciate e richiedono un intervento nostro per essere raddrizzate, ma soprattutto dovremo successivamente posizionarle sotto una pila di materiali per appiattirle.
Il resto dei materiali è di alto livello con meeple sagomati grandi, icone leggibili, tessere spesse e un manuale di istruzioni veramente ben fatto.
Il progetto grafico può lasciare interdetti, Uwe ha voluto richiamare la stessa grafica di Glass Road e la grafica di alcune tessere sembrano veramente identica. A distanza di 12 anni, però, si poteva osare in un qualcosa di più “moderno”.

Il gioco e le regole
Black Forest vi mette nei panni di produttori di vetro che avranno il compito di mandare i loro operai in giro per i villaggi della Foresta Nera a raccogliere il necessario per ingrandire il podere e diventare i più influenti del settore.
Black forest si può riassumere in 3 passaggi:
- Usa un bene per far spostare la tessera del mercante itinerante in un qualsiasi spazio azione a tua scelta. Il mercante andrà quindi a prendere il posto di un’altra tessera azione. Se vogliamo successivamente usare la sua azione, piazzando vicino il lavoratore, essa ci permetterà di avere due unità di una risorsa a nostra scelta e regalerà una unità di quella risorsa a tutti gli altri giocatori.
- piazzare il nostro unico lavoratore in uno villaggio in uno spazio affiancato da due tessere ed eseguire l’azione o le azioni indicate dalle tessere stesse. Spesso questa azione comporta la raccolta o la produzione di materiali utili al terzo e ultimo passo: l’espansione del nostro podere.
- Con i materiali raccolti e prodotti andremo a ingrandire il nostro terreno, costruire e popolare i pascoli e in ultimo andremo a costruire edifici.


Gli edifici sono di due tipi, grandi e piccoli. In entrambi i casi essi richiedono materiali per la costruzione tra cui il prezioso vetro. Quelli piccoli sono di 3 tipi: quelli che danno bonus immediati, quelli produttivi che permettono di ottimizzare la nostra produzione e quelli che danno bonus a fine partita. Gli edifici grandi occupano il doppio dello spazio e sono importantissimi per il punteggio finale.
Quando vogliamo spostare il nostro lavoratore non possiamo prenderlo in mano e piazzarlo nuovamente, siamo obbligati a farlo viaggiare per i vari villaggi della foresta usando le provviste fabbricate con la nostra rondella. Più è lungo il viaggio, più provviste dovremo usare. Se poi vogliamo piazzarlo in un villaggio dove c’è un lavoratore avversario dovremo donare un bene a nostra scelta all’altro giocatore.
Durante il corso della partita faranno la loro comparsa anche le Mansioni. Queste sono degli obiettivi che in cambio di tanti materiali regalano tantissimi materiali. Utili per tutti i giocatori? Non sempre ma questo lo vedremo più avanti.
Il finale di partita scatta quando una qualsiasi rondella di un giocatore arriva in una specifica casella per la produzione delle provviste.

Le rondelle di produzione
Il sistema di produzione tramite le due rondelle non è certo qualcosa di nuova ma rimane sempre molto interessante. Mano a mano che raccogliamo le risorse sposteremo i loro indicatori sulle rotelle e quando ne avremo abbastanza scatterà obbligatoriamente la produzione. La rondella ruoterà in senso orario facendo salire di numero le risorse a sinistra della prima lancetta e facendo diminuire in automatico le risorse alla sua destra. Una meccanica semplice ed efficace. L’argilla è l’unica risorsa il cui consumo/produzione non dipende dalle rondelle.

L’esperienza di gioco
Il gioco è facile da imparare perché chiaro nelle meccaniche e nelle azioni ma risulta molto profondo nel suo complesso, proprio come zio Uwe ci ha abituato
l’interazione è uno dei protagonisti di questo titolo, è sempre presenta ma mai punitiva. Quando ci spostiamo in un villaggio già occupato dobbiamo dare una risorsa a chi lo occupa e quando ci piazziamo vicino al mercante itinerante regaleremo una risorsa agli avversari ma non è detto che loro accettino. Acquisire risorse potrebbe obbligare il giocatore ad attivare la produzione delle rotelle e ci sono momenti nel gioco in cui vorreste non spostare le rotelle.
Il gioco è pieno di sfaccettature difficili da vedere nelle prime partite. Per esempio avere in premio i materiali delle Mansioni può essere molto utile ma vanno usati per ottimizzare azioni future. Se non abbiamo programmato azioni con quelle risorse risulta tutto contro-producente. Un altro esempio sono le dinamiche di gioco che crea la spostamento del Mercante Itinerante, egli è in grado di cambiare costantemente l’aspetto del tabellone e trasforma un posizionamento di un lavoratore inutile in un posizionamento utile. Per non parlare delle sinergie che possono creare gli edifici!


Gli edifici di Black Forest
Il sistema di sinergie degli edifici sono uno dei pilastri del gioco. Sono in totale 50, 14 grandi e 36 piccoli. Sono tutti visibili fin dall’inizio e nelle prime 2-3 partite possono creare confusione perché non si riescono a vedere i vantaggi che offrono. Gli edifici sono la chiave per rendere le nostre azioni più efficaci e siccome questo è un gioco di pura ottimizzazione essi non vanno sottovalutati. Alcuni sono utili soprattutto ad inizio partita, altri verso metà e altri ancora nel finale, Il tempismo con cui li costruirete è fondamentale. Potrebbero creare paralisi d’analisi all’inizio.
La longevità
Black Forest è un gioco a informazione completa inquanto tutto quello che serve è sotto gli occhi di tutti in qualsiasi momento. Come tutti i giochi di questo tipo, dopo un pò vi sembrerà di fare sempre le stesse cose ma devo dire che l’autore ha lavorato molto per attenuare questa sensazione. Per prima cosa le tessere azione vengono messe casualmente sul tabellone ad ogni partita. In oltre i 36 edifici piccoli sono duble face e se nelle prime partite viene consigliato di giocarli tutti sullo stesso lato, nelle partite dopo possiamo ruotarne 10 per sfruttare l’effetto sull’atra faccia della tessera. Gli edifici grandi invece sono casuali, se ne scelgono 4 ad ogni partita in modo randomico. Ultimo ma non ultimo il Mercante Itinerante che farà cambiare aspetto al tabellone continuamente.


La modalità in solitario
Il solitario è molto piacevole anche se, ovviamente, manca totalmente dell’interazione. Parliamo di una modalità “batti il tuo punteggio” in cui non abbiamo bot da controllare. Le partite durano 5 turni e ad ogni turno piazzeremo 5 lavoratori con un totale di 25 azioni per fare più punti possibili. Spostare il mercante itinerante era sempre molto importante ma a cambiare faccia totalmente al tabellone ci pensa il terzo turno, in cui dovremo raccogliere e piazzare nuovamente tutte le tessere azione in modo casuale. Questa modalità rende l’esperienza di gioco totalmente differente dal multi player ma risulta appagante e veloce. Un ottimo puzzle game.
Conclusioni
Non abbiamo nulla di nuovo in questo titolo di Rosemberg, ritroviamo meccaniche ed esperienze di gioco di altri suoi titoli ma tutto quello che fa Black Forest lo fa bene, senza sbavature e in modo incredibilmente fluido. Non ti lascia mai la sensazione di vuoto e dona una costante e progressiva sensazione di crescita. Per quanto mi riguarda l’autore continua a confermarsi il RE dei gestionali con conversione di risorse e lo fa con un titolo facilissimo da imparare ma così profondo che richiede alcune partite di rodaggio prima di iniziare a conoscerlo.
Ad occhi chiusi ho deciso di tenere il titolo in collezione ma ho un grande rammarico per il progetto grafico, avrebbe potuto essere molto più invitante. Zio Uwe per favore aiutati!
Un ringraziamento all’editore per la copia review
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