Scritto da Marco Mengoli – Il Non-Wargamer
Le giostre cavalleresche sono una costante in molte delle moderne rievocazioni storiche di età medievale o rinascimentale e spesso ne rappresentano il culmine, rinfocolando le antiche rivalità di rioni, terzieri o sestrieri e divertendo i numerosissimi turisti che scelgono di andare ad ammirarle.


Giostre Cavalleresche d’Italia è un titolo di Aldo Ghetti e Willer Giacomini, illustrato da Alan D’Amico ed edito da White Line. Il gioco è per 2-9 persone (si può arrivare anche a più persone) con un tempo a partita di 15-180 minuti a seconda del numero di giocatori e a partire dai 12 anni. Parliamo di un party-game storico il cui manuale viene fornito in un elegante cartellina insieme alla plancia, le carte e i segnalini necessari ai giocatori.
Potete approfondire il gioco sul sito dell’editore (LINK) che mette a disposizione anche il pack di miniature da integrare e nel caso vi interessasse averle vi consigliamo scrivergli.
Il Gioco
Giostre cavalleresche d’Italia è un gioco di Aldo Ghetti, autore di numerosi wargame e giudice di giostra, e Willer Giacomoni, pluridecorato cavaliere trionfatore di svariate giostre storiche tra cui si contano dieci vittorie al Palio di Faenza. Il titolo è per 2-9 giocatori (superabili) che si scontrano a turno in duelli uno contro uno per simulare l’andamento di una delle quattro giostre ricostruite dal titolo, ogni scontro dura pochi minuti e si può arrivare a simulare un’intera stagione di giostre in poco più di tre ore. Parliamo di una simulazione molto semplice che può rivelarsi un originale party game per ricostruire e approfondire la conoscenza di questa particolare attività sportivo-folkloristica e, perché no, trovare ispirazione per una vacanza diversa dal solito. Il regolamento si presenta con la doppia lingua ITA-ING e la forma basilare con segnalini si può espandere con le miniature dei cavalieri e degli indicatori acquistabili a parte sul sito dell’editore.

Ambientazione
Il gioco vuole simulare tre giostre storiche, corse uno contro uno, come il Niballo di Faenza, rinato nel 1959 e che vede la partecipazione di 4 rioni e 1 borgo, la Corsa all’anello di Narni (attiva dal 1969), con 3 terzieri coinvolti e la Giostra cavalleresca di Sulmona, con 7 tra sestieri e borghi. A queste tre corse è stata aggiunta una quarta generica “Giostra al Buratto o Saracino” che vuole omaggiare tutte quelle gare, come quella storica di Arezzo dal 1931 o quella di Ascoli Piceno, ove un singolo cavaliere deve colpire un fantoccio di forma umana.


Ogni giostra è stata ricostruita con le sue particolarità specifiche, dagli anelli separati di Narni all’assalto in contemporanea al Niballo del Palio di Faenza, e il manuale di 36 pagine contiene parti specifiche dedicate alla struttura e ai regolamenti dei differenti palii in modo da poter ricostruire in toto il loro andamento e le loro caratteristiche.
Materiali
Abbiamo una mappa plastificata 90×55 su base esagonale che rappresenta il caratteristico “otto” su cui si corrono i palii moderni. Una serie di esagoni permette di modificare la struttura del percorso in modo da adattarlo a quello della corsa desiderata con un sistema simile, per esempio, ai giochi della serie Commands&Colors. Sono poi presenti indicatori in cartoncino per i punteggi di fatica della cavalcatura e abilità del cavaliere e segnalini per il punteggio. Si possono acquistare separatamente le miniature 3d dei cavalieri (che riportano il volto e il costume di Willer Giacomoni e il volto di un giovane Aldo Ghetti sulla divisa del cavaliere Alfiero Capani come inside joke) e degli indicatori.

Le regole in poco
Il gioco si basa sulla scelta e scoperta contemporanea di una carta rappresentante velocità e direzione in cui si vuole condurre il proprio cavallo; detta velocità può variare soltanto di uno in accelerazione o decelerazione rispetto quella precedente e se si desidera puntare alla velocità massima di 4 si dovrà testare la resistenza e l’affaticamento del cavallo con un semplice tiro di dado, sistema che si utilizza anche per effettuare i test d’inciampo (passaggi in aree dove si rischia di fermarsi e ripartire da fermi o di subire malus per aver abbattuto le bandierine di contorno della pista) e per colpire il bersaglio.
Versione Avanzata
Nella versione base i cavalli partano con un affaticamento pari a 1 (servirà un tiro di 3+ per spronarli ed essi si stancheranno via via di più) e il cavaliere con un identico punteggio di abilità (possibilità di ritirare un dado), ma nel gioco è presente anche un sistema avanzato di personalizzazione basato su bonus-malus per personalizzare il proprio fantino e la propria cavalcatura, permettendo per esempio di avere cavalieri cecchinatori di anelli con cavalli goffi o fantini miopi su frecce agilissime.

Impressioni di gioco e conclusione
Ci troviamo di fronte a un party game ambientato in un mondo di cui chi scrive sapeva pochissimo. Il gioco, pur svolgendosi su vari turni di scontri uno contro uno, si dipana velocemente e può veramente garantire serate di tifo e imprecazioni dove il dado ha un valore predominante ma non assoluto, soprattutto nella versione avanzata con personalizzazione dei binomi cavallo-cavaliere. La struttura dei quartieri partecipanti alle varie corse (2 squadre col Saracino, 3×3 a Narni, 5 a Faenza e 7 a Sulmona) permette al gioco di scalare perfettamente per qualunque numero di partecipanti presenti.
L’immersività
A parte la simulazione in senso stesso, però, il vero valore aggiunto del titolo è lo scoprire un mondo (almeno per il sottoscritto) poco conosciuto con un enorme livello di immersione al suo interno (basti dire che nel manuale troviamo addirittura i risultati degli scontri della giostra di Sulmona del 2023 con tutte le informazioni necessarie per simulare la stessa o le altre manifestazioni). Se invece chi mi legge fosse già appassionato ed esperto dell’argomento, nel gioco potrebbe trovare la possibilità di interrompere il predominio di quelli di Fraporta a Narni e riportare Santa Maria alla vittoria dopo sei anni, oppure di cercare la storica quarta vittoria per il Rione Giallo a Faenza.
Willer Giacomini e le 45 vittorie nelle giostre storiche


Qualcuno avrà notato che uno degli autori è un certo Willer Giacomini. Se vi chiedete cosa altro abbia fatto vi consigliamo di leggere questo articolo: LINK. Possiamo dire che il co-autore di Aldo Ghetti è uno esperto nelle “meccaniche” del palio!
Il pensiero di Fapos: Il titolo fa parte di una tipologia di giochi che potrebbe non piacere al giocatore esperto il quale vede nei party-game un passatempo per i tempi morti. Il titolo in questione non è fatto per passare i tempi morti ma è fatto per approfondire e far immergere le persone in accadimenti storici che altrimenti sarebbe quasi impossibile da fare. La parte simulativa del gioco non risulta affatto superficiale e la sfida più grande per i due autori è stata quella di renderla il più trasversale possibile tra giocatori neofiti e giocatori avanzati. E complimenti anche ad Alan D’Amico per la cura nelle miniature!
Ringraziamo Aldo per la copia del titolo in cambio di una recensione imparziale e priva di pregiudizi
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it