Finita un’altra edizione del Lucca Comics & Games, è ora di tirare le somme. I dati sui biglietti venduti parlano di 40.000 biglietti in meno rispetto allo scorso anno, ma nonostante ciò, la fiera si posiziona comunque come la terza edizione più affollata di sempre. A mio parere, il calo è principalmente dovuto alla particolare collocazione del 1° novembre, che quest’anno è caduto di venerdì, impedendo la creazione di ponti utili per un afflusso maggiore. Allo stesso modo, credo che l’anno prossimo, quando il 1° novembre cadrà di sabato, l’affluenza registrerà un ulteriore piccolo calo.
Ma concentrandoci sul mondo Games, come è andata? Beh, non benissimo. Sono state giornate piuttosto tranquille, con un’affluenza contenuta che ha reso la fiera più vivibile rispetto agli anni passati. Tutti i padiglioni, in particolare il Carducci, sono apparsi meno affollati, offrendo un’esperienza più rilassata e senza la consueta calca.
Un aspetto che continua a emergere con sempre maggiore evidenza è l’allontanamento di Lucca Comics & Games dal mondo dei board games e del gioco di ruolo. I tavoli demo, che un tempo erano il cuore pulsante della sezione giochi, sono ormai sempre meno numerosi, e l’offerta di giochi da provare si è notevolmente ridotta. Questo cambiamento sembra segnare un distacco dalle radici ludiche per cui la fiera era conosciuta.
Quest’anno, il Padiglione Games ha dedicato circa metà dello spazio a stand di altro tipo, spesso simili a bancarelle, che si allontanano ulteriormente dall’anima ludica tradizionale. (C’era addirittura lo stand dell’INPS, forse patrocinato dalla Clinica Vecchiacci). Questo orientamento ha ridotto l’offerta di esperienze ludiche per il pubblico, lasciando un po’ di vuoto nella parte che un tempo era il cuore pulsante dell’evento.
In contrasto, i giochi di carte collezionabili sembrano aver guadagnato terreno, occupando circa metà dei tavoli disponibili. Questo fa riflettere.
L’affluenza ridotta ha, però, un lato positivo: è stato più facile trovare un posto ai tavoli di gioco senza dover aspettare troppo, un dettaglio che molti apprezzeranno, soprattutto chi vuole godersi una partita senza stress.
All’esterno, è stato allestito il Games Café, una ludoteca dove è possibile prendere un gioco e sedersi a giocare, oltre a partecipare a eventi come i “Gioca con l’autore”. Tuttavia, la scelta di posizionarlo in uno spazio separato e di dimensioni contenute sembra averne ridotto l’attrattiva. L’area appare quasi come una “corner” messa lì tanto per fare, senza riuscire a integrarsi pienamente nel resto della fiera.
In generale, la mia conclusione è che Lucca Comics & Games abbia ormai raggiunto una tale attrattiva come contenitore di eventi che non sembra più necessario concentrarsi sui contenuti, almeno nel segmento dei games. La fiera sta diventando sempre di più un evento pop, piuttosto che una manifestazione pensata per appassionati di giochi, che potrebbero fare fatica a trovare motivi validi per partecipare se non per l’atmosfera generale. Lucca Comics & Games sta diventando sempre più un grande evento di massa, dove il contenuto ludico rischia di passare in secondo piano rispetto alla fruizione più generale del “fenomeno” stesso.
Il prossimo anno Essen è la settimana prima…
E voi siete stati a Lucca? Quali sono le vostre opinioni? Lasciatecele nei commenti.
MINIRECENSIONI DI LUCCA 2024
The Fox Experiment
The Fox Experiment di Giochi Uniti è un gioco perfetto per chi ha sempre sognato di allevare volpi uniche e rare. Nei panni di allevatori, i giocatori selezionano e fanno accoppiare volpi, con l’obiettivo di ottenere cuccioli dotati di caratteristiche specifiche per guadagnare punti.
La partita è scandita in due fasi principali. Nella prima fase, ogni giocatore a turno sceglie una sola volpe, maschio o femmina, tra quelle disponibili, e piazza il proprio segnalino sull’apposito tracciato per determinare l’ordine del turno successivo. Questa scelta richiede un’attenta valutazione strategica, poiché una volta selezionato un partner, gli altri giocatori possono ancora scegliere l’altro, potenzialmente bloccando la combinazione desiderata.
Una volta formate le coppie, i giocatori raccolgono i dadi corrispondenti alle caratteristiche delle volpi scelte. Lanciando i dadi, si ottengono nuovi cuccioli che acquisiscono tratti ereditari e che diventeranno i genitori delle future generazioni. L’obiettivo è quello di allevare cuccioli con specifiche combinazioni di caratteristiche per massimizzare i punti.
Il gioco offre anche una plancia personale dove è possibile raccogliere dischetti associati alle caratteristiche delle volpi. Questi dischetti possono poi essere investiti per guadagnare ulteriori punti. La seconda parte del turno, durante la quale si utilizzano i dischetti raccolti, è svolta individualmente, consentendo a ogni giocatore di pianificare il proprio punteggio in modo autonomo.
The Fox Experiment è accessibile e scorrevole una volta apprese le regole, con partite dinamiche che richiedono comunque un’attenta strategia. La difficoltà è di livello medio, perfetta per chi cerca un gioco che offra profondità senza risultare troppo impegnativo.
Defenders of the Wild
Defenders of the Wild è il nuovo titolo cooperativo di MS Edizioni, previsto per l’uscita nei primi mesi del 2025. Il gioco affronta un tema molto attuale e sentito: animali uniti per difendere la natura contro l’inarrestabile espansione dell’uomo, che costruisce fabbriche e inquina l’ambiente.
In Defenders of the Wild, ogni giocatore rappresenta una specie animale e ha un ruolo cruciale nella lotta per preservare la natura. Ogni turno inizia con la scelta di una carta, che stabilisce quante e quali azioni saranno possibili (ad esempio, muoversi, ripulire l’inquinamento, o distruggere i mech nemici). Le azioni sono fondamentali per rallentare l’uomo, dato che l’inquinamento cresce costantemente. Dopo ogni turno dei giocatori, è il turno del gioco stesso: vengono piazzati nuovi mech e inquinamento, e due grandi automi si muovono sulla mappa, posizionando muri. Se questi muri racchiudono un esagono, viene costruita una nuova fabbrica, un elemento che accelera il degrado ambientale e la difficoltà del gioco.
Il gioco sembra essere punitivo, ma rispetto ad altri cooperativi simili appare leggermente meno rigido. Tuttavia, uno degli aspetti che può rallentare l’esperienza è il downtime: in una partita a quattro giocatori, si assiste a sei turni tra una propria mossa e l’altra, rendendo l’attesa piuttosto lunga.
Un altro aspetto che potrebbe risultare meno entusiasmante è la ripetitività delle azioni. Sebbene ogni mossa sia cruciale per evitare l’espansione umana e contenere l’inquinamento, la gamma di azioni disponibili appare limitata, portando a una sensazione di ciclicità che potrebbe ridurre il coinvolgimento nel lungo termine. Defenders of the Wild punta comunque su un tema potente e attuale, offrendo una sfida cooperativa che invita alla riflessione sulla protezione dell’ambiente, con una dinamica che pur semplice sa rivelarsi strategica.
Procioni in Cassa 4
Procioni in cassa 4 di dV Games. Un gioco dove abbiamo numeri da 1 a 10: giriamo quante carte vogliamo, ma se ne troviamo due con lo stesso numero, le scartiamo tutte.
È un push your luck puro, dove non possiamo fare altro che pescare carte o rubare carte agli avversari, ma solo a partita avanzata e quando si avranno carte uguali. Mi ha lasciato piuttosto freddino.


Aeterna
Aeterna di Ms Edizioni. Abbiamo giocato in anteprima al gioco di Wallace che uscirà il prossimo anno probabilmente anche prima di Play. Si tratta di un piazzamento lavoratori card driven con meccaniche di maggioranza. Lo scopo del gioco è di conquistare prestigio per la nostra famiglia di patrizi romani.
Potremo acquisire risorse grazie alle carte e andremo a posizionare i nostri omini sui vari colli per acquisirne la maggioranza e conquistare punti. Ma, e qui viene il twist del gioco, più avremo successo più la popolazione inizierà a rivoltarsi contro di noi dandoci malus e addirittura facendoci perdere la partita.
Il focus è quindi su questo delicato equilibrio che è il twist e fulcro del gioco e che a mio parere funziona molto bene.


Rumblebots
Rumblebots di Dv Games. Gioco di deckbuilding e battaglie in una fabbrica di robot. Al nostro turno dovremo decidere se tenere i robot per la battaglia o se usarli per recuperare energia (la valuta del gioco). Successivamente potremo comprare dal mercato nuovi robot e prepararci per l’imminente battaglia. Si mischiano tutte le carte e si girano casualmente: ogni robot ha un valore di attacco e difesa, più effetti speciali. L’attaccante deve girare carte fino a che sconfigge il difensore: chi rimane per ultimo vince il round e prende cristalli. Più difficile da spiegare che da giocare, divertente.


King of Tokyo – Duel
King of Tokyo Duel di Mancalamaro. Versione per due del famoso gioco di Richard Garfield. A mio parere pur dando le vibes del titolo originale, con l’aggiunta di due tracciati da tenere in equilibrio che sono da gestire e aggiungono una complessità al gioco, manca di quel twist che era fondamentale nel gioco base: la scelta di rimanere o meno a Tokyo, con i rischi e benefici del caso. Quindi la mia sensazione è che alla fine rimanga un gioco dove “tiro una valangata di dadi”: non l’ho trovato convincente.
Belphegor, il Fantasma del Louvre
Belphegor il Fantasma del Louvre, anteprima di Giochi Uniti che uscirà il prossimo anno. Un giocatore interpreta il Fantasma, mentre gli altri devono scoprire chi è tra diverse identità. Per farlo dovranno catturarlo escludendo di volta in volta determinati sospettati. Il feeling è di Whitechapel con una parte di deduzione che è completamente nuova.
Il Fantasma si muoverà sulla mappa e i giocatori dovranno cercare di capire dov’è, ma allo stesso tempo dovranno andare a svelare i gettoni che il Fantasma piazzerà per vincere a sua volta (ma lasciando indizi). Gioco che ci è piaciuto ma che necessita ancora di qualche limatura soprattutto nella parte del fantasma che ora risulta nel gioco un po’ troppo estranea al resto dei giocatori.
Dylan Dog
Dylan Dog di Clementoni, gioco cooperativo con mappa dove dovremo spostare i nostri personaggi per uccidere gli zombie, scoprire il mistero e combattere contro Xabaras. Gioco semplice ma con molte attivazioni degli avversari dove sarà quindi importante collaborare e fare le scelte giuste. Target family o appassionati di Dylan Dog: è un gioco che pur risolvendo gli scontri con il dado e una soglia da superare permette comunque partite scorrevoli e divertenti.
Oh my Pigeon!
Oh My Pigeon! di Ravensburger, party game sui piccioni nel quale dovremo riuscire ad essere i primi ad avere 9 piccioni sulla panchina. Per farlo giocheremo carte con le quali ruberemo e raccoglieremo piccioni, o tireremo un dado che (tra le altre cose) ci permetterà di fare cadere i piccioni avversari. Belle le maschere e lo sfondo dello stand. Il gioco completamente casuale non mi ha colpito.


Arbolito
Arbolito di Giochi Uniti. Rimango stupito da un nuovo gioco di equilibrio dopo Cards vs Gravity. Molto bello da vedere e decisamente più instabile, dovremo liberarci di tutte le chiome incastrandole colore su colore. Si attivano anche alcuni poteri se colleghiamo gli animali (ad esempio possiamo non considerare il colore il turno successivo). Se piace il genere è una alternativa valida.

Cities
Cities di Devir, gioco decisamente gateway di piazzamento tessere e di selezione azione. Dovremo costruire una mappa 3×3 dove metteremo le nostre casette e le nostre attrazioni. Le zone di acqua e parco con attrazioni ci daranno punti ogni partita, mentre gli altri obiettivi saranno scelti durante la partita stessa. Infatti ci saranno 4 track dove dovremo piazzare i nostri omini e scegliere tessere, casette, attrazioni e obiettivi. Va da se che ogni scelta sarà sofferta e dovremo cercare di essere molto flessibili per guadagnare punti. Giochino che in due è stato rapido e molto divertente e che riproverei in più giocatori. Da tenere d’occhio come gateway per tutti con una bella marcia in più.
Cyclades
Cyclades di MS Edizioni: riedizione del titolo ben conosciuto uscito nel 2009. Gioco di maggioranze e guerra dove andremo a contenderci cornucopie (rendite di denari) e territori per costruire le nostre metropoli e vincere la partita. La riedizione è molto più bella ed ergonomica con spazi di gioco più grandi e leggibili. Comprando il pacchetto completo con miniature (eserciti e mostri) allora il colpo d’occhio è davvero spettacolare.

Monkey Palace
Monkey Palace di Asmodee in collaborazione con Lego. Non fermatevi all’apparenza della scatola (che ci ricorda un gioco per bambini) perché il titolo è sorprendentemente profondo e divertente. Ad ogni turno costruiremo un pezzo di palazzo seguendo regole ben precise riscattando gli eventuali punti. I calcoli ingegneristici a metà partita quasi paralizzano il gioco per la complessità e la competitività. Adatto a tutti. Piccola pecca: rigiocabilita. Una volta fatta una partita ti chiedi “ok molto molto carino ma ho voglia di rigiocarci? Non so”.

ECB
ECB (External Containment Bureau) di GrumpyBear, un gdr indipendente e simpatico. Il libro è davvero contenuto poiché gran parte del gioco è basato sulla narrazione dei giocatori: esistono poche regole e spesso è il giocatore a decidere ambientazione, storia passata e situazioni (a suo rischio e pericolo). Siamo agenti del governo e dovremo contenere durante le missioni eventi paranormali (i Man in Black della situazione). Schede personaggi semplici da fare e come dicevamo pochissime regole: i lanci dei dadi (come numero) sono a discrezione del master che deve essere altrettanto bravo ad immedesimarsi in qualsiasi narrazione inventata dai giocatori. Pecca? Ottimo per una one shot da valutare per un eventuale campagna.

Dragonbane
Dragonbane di Need Games. Sistema di gioco uscito nel 2023 che si inspira molto al classico D&D (con d20 che fanno da padrone per decisioni e schede personaggio). Come novità abbiamo il manuale Il Segreto dell’Imperatore, che aggiunge una serie di avventure già scritte e pronte all’uso (una di queste presente nel comodo mini manuale QuickStart, ottimo per provare questo stupendo sistema di gioco).

Arborea
Arborea di Giochi Uniti ha un tabellone con tanti colori accesissimi e con una miriade di track che all’inizio è davvero spiazzante. Complice una spiegazione non proprio al top, all’inizio mi è sembrato soltanto una insalata di punti e invece… devo dire che è un gioco che richiede applicazione e una volta capito meglio lo scopo e interpretata l’iconografia scorre abbastanza veloce. Ci sono tante cose da fare e da tenere monitorate, ma se sarete bravi ad incastrare il tutto, regala tante soddisfazioni. Ho trovato fantastica la meccanica delle risorse condivise che se non utilizzate regalano punti vittoria. Mi è rimasta la voglia di riprovalo

Fall
Fall, di Little Rocket Games: gioco di piazzamento tessere per due giocatori soltanto super colorato (anche troppo), in cui che le tessere possono essere piazzate anche in verticale una sopra all’altra. Potremo piazzare anche animali o funghi nel sottobosco per cercare di segnare tanti più punti quanti sono quelli indicati sulle nostre carte obbiettivo private. Il colpo d’occhio è fenomenale e ricorda effettivamente i colori del foliage autunnale grazie anche ad una qualità dei materiali notevole, ma ci ho messo un paio di turni a far abituare la vista a tutti quella varietà di colori. Il gioco scorre veloce e permette un sacco di strategie diverse. Un must-have per gli amanti del genere.

Orion Duel
Orion Duel di Oliphante, astratto a tema spaziale per 2 giocatori dal sapore fortemente scacchistico. Ci si affronta su un tabellone suddiviso in esagoni su cui possiamo liberamente piazzare dei polimini che però hanno sia esagoni del nostro colore (in maggioranza) che quello del nostro contendente. Le condizioni di vittoria possibili sono 3: unire 2 estremi del tabellone con un percorso contiguo del nostro colore, toccare almeno 4 galassie con il nostro tracciato, oppure costringere l’avversario a toccare 3 buchi neri con il tracciato del suo colore. Partite veloci e sfida per chi ama prevedere le proprie e le altrui mosse

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