simarillon (Davide)
Querelle, controversia, contesa, dissidio, specialmente nell’accezione più ampia di guerra delle idee, con riferimento a dibattiti ideologici o culturali; polemica. Ecco la definizione diffusa che si trova della parola Querelle. Will Media (una community online di più di 1,9 milioni di persone, che vuole ispirare il cambiamento generando consapevolezza sui grandi temi del nostro tempo), in collaborazione con Clementoni ci propone il gioco Querelle. Il diritto e il dovere di giocare la politica.
Al gioco si può giocare da 3 a 6 giocatori, a partire dai 14 anni in partite lunghe 45 minuti circa. Lo sviluppo del gioco porta la firma di Eleonora Egidi e Francesco Berardi con la grafica a cura di Maurizio Santangelo.
Aumentare il consenso e realizzare gli obiettivi, stando attenti agli scenari imprevedibili che possono accadere. Querelle è un confronto tra idee diverse su quale mondo vogliamo costruire.
I materiali
La scatola Querelle di piccole dimensioni, contiene:
- Cinquanta carte Breaking News;
- Quaranta carte Scenario;
- Sessanta carte Azione;
- Cinquanta Gettoni Consenso a forma di cuore, nei tagli 1 e 5;
- Cinquanta Gettoni Budget rotondi, nei tagli 1 e 5;
- Dodici tessere Supporto, sei approvato se bocciato;
- Sei schermi ruoli, per Maggioranza, Opposizione, Attivisti, Sindacati, Media, Imprese;
- Un libretto Fact Checking.
Il materiale è perfettamente adeguato allo scopo. Le tessere supporto sono super spesse, carini i gettoni Consenso a forma di cuore e ottima la grammatura delle carte, direi che i materiali sono sicuramente nel complesso promossi.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
Ogni giocatore riceve 5 carte Azione, 2 tessere Supporto, 7 gettoni Consenso e 9 gettoni Budget. Al proprio turno il giocatore prende 3 carte Breaking News e ne sceglie una leggendone l’introduzione.
Si parte con il Dibattito un cui è possibile giocare carte Azione e in cui i giocatori possono scambiarsi promesse, carte o gettoni. Terminato il tempo del dibattito (il gioco suggerisce di regolamentarlo con 5 minuti) i giocatori votano, in modo segreto, a favore o contro. Se c’è una maggioranza di giocatori a favore la Breaking News ha ottenuto supporto e, per ognuno degli attori in gioco, si applicano gli effetti della carta (effetti che conosce solo chi ha scelto la notizia), se, invece, la maggioranza voto contro o c’è pareggio la Breaking News non riceve supporto e si passa al turno successivo. Durante la breaking news si possono giocare carte Scenario, che possono modificare il flusso di gioco, premiando o penalizzando alcuni degli attori coinvolti nel gioco.
Il gioco finisce quando tutti i giocatori hanno giocato uno o die Breaking News; viene eliminato il giocatore con meno Budget e tra gli altri giocatori chi ha il maggior Consenso sarà il vincitore.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta”, dall’antropologa americana Margaret Mead.
Ecco, quindi, in elenco le cose che si possono imparare aQuerelle:
- l’importanza della politica;
- a difendere ed argomentare le proprie idee;
- che si può ‘giocare’ con argomenti anche molto seri;
- a conoscere le notizia importanti del mondo di oggi;
- un concetto importantissimo come la Gamification.

Considerazioni Personali / Impressioni
Giocare la Politica, sicuramente una sfida ambiziosa, visto il disinteresse diffuso che esiste verso questo tema fra tutta la popolazione e fra le generazioni più giovani in particolare e Querelle si propone di rompere il disinteresse e riavvicinare cittadini (specie nelle generazioni pià giovani i famosi Millenials e GenZ) e politica, compito sicuramente arduo. Mi piace citare, come introduzione alle mie considerazioni, il sito di Will con la seguente frase:
Con Querelle proviamo, quindi, a mettere fine alle infinite discussioni che partono dai luoghi comuni della politica e porteremo le persone a discutere del merito della politica, dei suoi problemi e delle sue opportunità. Perché “la politicanonè un gioco”.
Debate
Nel momento di scelta della scuola superiore di nostro figlio ci è stata presentata come attività extracurriculare particolarmente significativa quella del Debate, un metodo didattico “capace di favorire l’apprendimento in modo autentico e situato: autentico perché si è responsabili della costruzione dei concetti e dei ragionamenti impiegati nei propri discorsi; situato perché si apprende mediante la partecipazione attiva a uno specifico contesto: quello dibattimentale”. Il Debate sviluppa abilità analitiche, critiche, argomentative e comunicative, sia verbali sia non verbali, in un’ottica di educazione alla cittadinanza democratica e partecipativa. Querelle si inserisce perfettamente in questo contesto e diventa lo strumento perfetto per creare situazioni. Se nel Debate ‘si gioca a scquadra’ qui ognuno dei giocatori avrà degli interessi propri e cercherà di portarli avanti soggettivamente. Vi lascio anche uninteressante articolo con un approfondimento, anche storico, sul Debate di Pearson.
Ruoli
I ruoli

Criticità
Querelle è un gioco ambizioso, ma è contemporaneamente un gioco difficile. Lo si deve giocare con persone che abbiano interesse e voglia di mettersi in gioco e di partecipare, infatti, come tutti i giochi basati sul dibattito e sulla discussione i giocatori devono essere abili nel ‘mettersi al servizio del gioco’ e argomentare le proprie tesi, altrimenti il gioco non ha alcun senso di essere intavolato. Qui, poi, c’è un’ulteriore difficoltà legata al tema del gioco, ovvero la politica legata all’attualità, un tema difficile (e in qualche modo scivoloso) da discutere.
Altra criticità è nel regolamento, poco esaustivo e non così chiaro in alcuni passaggi e del tutto privo di illustrazioni ed esempi; mi sarei aspettato sicuramente qualcosa di più; inoltre non è del tutto chiaro come e in che termini intervenire nel dibattito; sembra sia mancato un pizzico di playtest ‘con giocatori’.
Per finire anche la scalabilità non è perfetta, direi che la sua configurazione ideale è in 5 giocatori, con i numeri prossimi, ovvero 4 e 6 che, pur avendo entrambi qualche controindicazione rendono il gioco piacevole. In tre giocatori, invece, con opposizione e maggioranza sempre presenti diventa un po’ troppo monocorde.

In Conclusione
Querelle è un gioco che attiva il cervello, stimolando tantissime soft-skill come il pensiero critico, il pensiero analitico, la creatività, la capacità di comunicazione e persuasione, il formarsi un’opinione su temi talvolta complicati e sempre attuali, lo sviluppo di competenze di public speaking e di educazione all’ascolto. Aiuta a predisporsi al dialogo e a migliorare la propria consapevolezza culturale, magari non fossilizzandosi su personali opinioni, ma cercando di difendere le posizioni del ruolo che si sta interpretando.
Mi sembra uno strumento didattico super utile, e divertente, a patto che troviate chi abbia voglia di discutere e di mettersi alla prova, giocando con la politica … riflettendo un po’ su quelle parole vicine nel titolo DIRITTO e DOVERE.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale ed intellettualmente onesta.
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