Five peaks – recensione (scritto da Sergio)
Five Peaks è un gioco (edito dalla polacca Trefl e ed ideato da Adam Strzelecki, che ne è anche illustratore) di escursioni in montagna in cui si utilizza il proprio set di carte per eseguire varie azioni. Il mazzo di carte è il cuore del gioco e va sviluppato con intelligenza per trovare modi più efficienti per spostare o raccogliere risorse, scoprire nuovi luoghi, costruire torri di sassi in cima alle montagne e raccogliere carte panorama, in sostanza per far più punti degli avversari.

Il Setup di Five Peaks
Il setup è semplice: ogni giocatore (si gioca da 2 a 5) prende lo zaino e il mazzo di partenza di 5 carte del suo colore. Prende anche le 5 pietre da punteggio di dimensioni diverse: due x3, due x2 e una x1. Si dispone sul tavolo un mercato di 5 carte escursione , insieme alle pile di carte panorama (sono carte di rango da 1 a 6 che vanno prese in ordine dalla piu’ bassa e danno punti vittoria crescenti). Si preparano le tessere terreno (foresta in alto, poi le alpine, e le rocciose in basso) e si pone quella iniziale col parcheggio sul tavolo.
Struttura del gioco
In un turno di Five Peaks, i giocatori giocano una carta escursione dalla loro mano e ne eseguono l’azione. Le carte del set base offrono possibilita’ di azioni abbastanza limitate
Cammina – sposta il pedone di uno spazio, ignorando tutti gli spazi occupati. Esegui poi l’effetto sullo spazio di destinazione (ogni spazio ti da qualcosa da ottenere o da fare): raccogliere risorse, scambiare risorse o posizionare una tessera di picco
Marcia – come sopra ma sposta il pedone di due spazi
Esplorazione – posiziona una nuova tessera terreno collegandola alle aree preesistenti.
Training: accquista una carta escursione dal mercato (costo in endorfine), e poi rifilla il mercato. In alternativa scarta un qualsiasi numero di carte escursione (non del set base) dalla tua mano per 2 endorfine ciascuna. E così che potenzi il tuo mazzo
Campeggio – acquista una carta panorama e prendi la ricompensa oppure prendi 2 endorfine; poi riporta tutte le carte giocate nella tua mano (inclusa la carta del campo).

Cosa si fa
Il gioco prosegue, si acquistano man mano carte più importanti aprendo le possibilità di esplorazione del giocatore e tendendo presente che:
– alcuni spazi di scambio di risorse consentono di posizionare una tessera di picco (una tessera che segnala una vetta o cima) . Quando lo fai prendi un distintivo da escursionista che corrisponde al tipo di terreno (danno punti vittoria crescenti per il fine partita da 3 a 9.) Da qui in avanti un giocatore che si ferma su questa tessera puo’ iniziare o contribuire a costruire la torre di sassi mettendoci una delle sue pietre. Se su quella vetta ci sono già pietre, è possibile posizionarne solo una più piccola. Alla fine del gioco, punti pari al valore base della peak tile moltiplicato per il valore scritto sulla pietra posizionata (1, 2 o tre)
– nella fase avanzata del gioco si potranno prendere carte campfire che danno punti per fine partita o poteri particolari al giocatore sovvertendo le regole base. Sono molto importanti come spiegheremo più avanti

Fine partita e punteggio
Il gioco continua fino a quando non si verificano due delle condizioni di fine gioco :
Uno dei giocatori ha piazzato la sua quinta e ultima pietra sulla scacchiera
Qualcuno ha completato il panorama di 6 carte
E’ stata piazzata la quinta peak tile (foresta, alpina o montagna)
Tutti i giocatori svolgono esattamente un altro turno poi si passa al punteggio finale.
Ci sono quattro modi per segnare punti:
-Distintivi escursionistici (ottenuti ogni volta che viene posizionata una tessera di picco)
-Carte panorama (punteggi in alto a destra di ogni carta panoramica)
-Carte Campfire (ognuna con i propri criteri di punteggio)
-Pietre (punti di valore pari alla tessera picco moltiplicato il numero sulla pietra stessa)
Il giocatore con più punti vince. Non c’è tiebreaker.

Le mie considerazioni
Mi piace la parte gestione delle risorse del gioco, e mi piace il modo in cui il gioco cresce e si sviluppa. Mi piace il suo ritmo veloce. All’inizio parte piano poche tessere poca roba da prendere, ma poi col tempo si espande. Nuove tessere nuove risorse nuovi spazi per cambiarle/spenderle e verso la fine del gioco le opzioni sono veramente tante e scegliere la piu redditizia è fondamentale.
Ben implementata la parte movimento del gioco: all’inizio si va piano ma poi alcune carte comprate al mercato (bicicletta, parapendio, corsa) permetteranno di muoversi da una parte all’altra del tabellone coprendo grandi distanze: è fondamentale acquistarle soprattutto perché col progredire del gioco diventa necessario muoversi in fretta per raggiungere una destinazione dove mettere una pietra, acquisire una carta campfire magari prima degli avversari.
Abbiamo detto che nel gioco c’è un aspetto di deckbuiding in quanto è possibile scegliere quali carte trekking aggiungere al “mazzo”: non è comunque questo il “core “del gioco: le carte le compri per avere piu’ opzioni e non per cercare “combo particolari” . E’ chiaro però che il modo in cui costruirai il mazzo influenzerà la strategia di gioco.
Approfondiamo ..
Un’altra cosa che ritengo sia una giusta scelta è il finale che si avrà solo al realizzarsi di 2 fra i 4 eventi che “triggerano” il fine partita. Questo ti costringe a dividere gli sforzi su più di un obiettivo e quindi ad adottare una strategia che tenga d’occhio diversi fattori. Questo da una parte rende la partita più sfaccettata e versatile evitando che si riduca ad esempio a una corsa a prendere 6 carte panorama prima degli altri, dall’altra però ne evidenzia un aspetto che può essere anche un difetto: la lunghezza. In effetti non nascondo che qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a questa caratteristiche aspetto ma nelle partite giocate sinora non siamo riusciti a stare sotto i 25/30 minuti a giocatore.

Parametri vari
Five Peaks ha una discreta rigiocabilità per sua natura: il posizionamento tessere è sempre diverso e le cose da fare sono le stesse ma in posti diversi. Certo non è un gioco da 5 partite in una settimana ma preso con calma a me non ha mai annoiato.
La scalabilità è buona. In 3/4 giocatori c’è buona interazione; in 2 è vero che ognuno fa la sua partita grosso modo, ma ci sono momenti in cui, soprattutto nel finale si corre per fare qualcosa prima dell’avversario. Ad esempio su una peak tile da 6 punti mettere una pietra da 3 prima dell’avversario è buona cosa..
Si sente comunque un poco, nelle partite a due, la mancanza di altri avversari, che contribuiscano ad espandere il paesaggio ed il limitato ricircolo della delle carte del mercato che se non servono ai giocatori possono rallentare il gioco.
Sulla grafica e sui materiali non avrei niente da aggiungere. I disegni un poco sfumati che vanno a formare il panorama sono piacevoli. Dalle foto potete comunque farvi una vostra opinione.
Conclusioni
Five Peaks è un gioco gradevole, ben costruito, non esageratamente innovativo ma ben sviluppato. Un pelo lunga la durata media delle partita, ma per il resto l’esperienza complessiva è positiva ed il titolo è fruibile da parte di un pubblico sufficientemente ampio.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.

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