Fabio (Pinco11)
MYTIKAS PRIME IMPRESSIONI
Come spesso accade, l’ambientazione di un gioco mi spinge a svolgere qualche approfondimento, ed in questo caso ho appreso che il famoso Monte Olimpo, che ricordavo essere la montagna greca più elevata, è in realtà caratterizzato da una serie di vette, tra le quali spicca, appunto, punta Mytikas.
Nell’omonimo gioco di cui vi parlo oggi, ideato dall’esordiente Augusto Rocha ed edito dalla francese Funnyfox, ci caliamo nei panni di ideali costruttori impegnati ad edificare abitazioni e templi proprio nelle montagne sacre, fruendo, nel farlo, dell’aiuto delle divinità che affollavano il famoso pantheon greco.
Gestione risorse ed azioni sono le logiche alla base di Mytikas, che si propone come una sorta di family plus, con 2.33 di difficoltà percepita su BGG, quindi qualcosina sotto, per esempio, un classicone come Stone Age (2.46).

MYTIKAS IN POCO
Si pone per prima cosa al centro del tavolo lo scenografico tabellone ‘tridimensionale’, il quale raffigura l’ideale montagna , nella quale sono identificate 4 diverse altezze, così come una serie di punti (identificati da appositi segnalini) dove si andrà a costruire. Ogni giocatore riceve poi una plancia personale, che ospita una manciata di segnalini costruzioni di 4 diversi tipi e si parte.
L’idea è quella che al proprio turno il giocatore scelga uno degli otto spazi azione (due per ciascuna delle 4 divinità maggiori) liberi (non occupati da altri) ed esegua l’azione corrispondente. Inoltre, se possiede uno dei segnalini ‘favore’ della divinità, può svolgere anche l’azione secondaria prevista per quello spazio e la stessa cosa possono fare (in tal caso, però, spendendo il gettone favore) anche gli altri giocatori.
Tra gli effetti c’è l’ottenere risorse, il ‘trasportarle’ idealmente al livello in cui si desidera edificare in seguito, costruire edifici, ottenere gettoni favore ed ottenere gettoni offerta. Nel corso della partita, inoltre, si vanno a acquisire anche carte ‘divinità’ secondarie, le quali riconoscono effetti bonus e punti vittoria a fine partita. Al raggiungimento di alcuni traguardi scatta l’end game, al quale segue il classico mini calcolo dei punti vittoria.

COME SI PRESENTA
Siamo di fronte ad una produzione sufficientemente curata, con illustrazioni gradevoli, alcuni componenti sagomati in legno e lo scenografico tabellone centrale a più strati. Abbiamo poi anche più tradizionali cubetti e segnaposto (per edifici) in cartoncino, utili a contenere il prezzo, ma nell’insieme siamo nell’ambito, come materiali, del più che adatto allo scopo.
L’ambientazione è leggera, ma resa sufficientemente bene grazie alle illustrazioni ed agli effetti delle divinità greche evocate.

COME GIRA
Il target prescelto per il gioco è quello delle famiglie un pelo già scafate, ovvero di giocatori con un minimo di esperienza, ma senza esagerare. Alla base c’è una logica piuttosto lineare di selezione azioni, che richiede di acquisire gli effetti di giusto otto spazi azione, diversi dei quali piuttosto immediati e le risorse da utilizzare sono solo di tre tipi diversi.
La chiave del successo, come si andrà a comprendere ben presto, sta nel capire come e quando utilizzare i gettoni favore per dare un ‘boost’ alla propria catena produttiva o comunque alla propria sequenza ideale di azioni. Nelle prime partite i neofiti tendono a tenere i gettoni in questione, per poter fruire sempre al proprio turno dell’azione potenziata ma, soprattutto se al tavolo c’è qualche utente più esperto, ben presto si comprende come l’idea dietro a questi gettoni sia quella di un loro utilizzo potenzialmente anche ‘furioso’, tanto da rendere il gioco quasi ‘real time‘ (esagero, chiaramente), nel senso di consentire di ‘fare cose’ con una certa frequenza anche nel turno altrui.
Nell’insieme il tutto resta piuttosto classico come idee di base, per cui la peculiarità del gioco sta nell’entrare nel giusto timing di utilizzo dei favor token e nella capacità di vivere la partita come una sorta di ‘corsa mascherata’ (a costruire e vincere divinità) tra i presenti.

PARAMETRI VARI
Per due giocatori è presente una modalità dedicata, che prevede, come modifica alle regole base, che il piazzamento del lavoratore blocca entrambi gli spazi azione di quella divinità, cosa che contribuisce a rendere leggermente più stretto un tabellone che comunque resta abbastanza ‘libero’, soprattutto rispetto alla assai più affollata modalità a quattro.
L’interazione è presente, grazie sia alla possibilità di ‘seguire’ l’azione principale (che riduce i tempi di attesa e vivacizza) ed alla ‘corsa’ per gli spazi costruzione, ma resta primariamente indiretta (salvo il ‘furto’ delle carte divinità, che è però evitabile investendo gettoni offerta per proteggerle).
Il fattore innovazione non è elevatissimo.

CONCLUSIONI
Mytikas è un gestione risorse di difficoltà medio bassa, adatto per un pubblico di giocatori giusto poco più che occasionali. Tradizionale nell’impianto di base, vive la sua peculiarità intorno ad una meccanica che consente di svolgere azioni bonus ‘seguendo’ l’azione del giocatore di turno, ma spendendo appositi gettoni, la cui acquisizione e spendita ravviva il gioco.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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