Quest’anno la mia visita al Comicon di Napoli non è stata improvvisata, anche se improvvisato è stato il mio viaggio in solitaria (nel senso che alcuni amici che avrebbero potuto accompagnarmi poi son venuti meno per impedimenti vari). Alla fine sono andato in treno e ho vissuto (da solo) la giornata di lunedì 01 Maggio. Eppure Vi assicuro che per questo report non sarò solo e non leggerete della sola giornata di lunedì. Ad arricchire il racconto mi aiuteranno anche Xander e Ale de La Congrega del Dado Incantato che aggiungeranno le loro impressioni ludiche raccolte il giorno prima, domenica 30 Aprile.
Tra i titoli provati da me e quelli intavolati da Xander e Ale, abbiamo tirato fuori impressioni su ben nove giochi, tutti molto leggeri, con totale assenza di meccaniche o regole spremimeningi…la tipologia più adatta per mostrarsi a eventi come questi che vedono aggirarsi anche totali neofiti tra i tavoli apparecchiati!
Giochi provati
Domenica 30 aprile

Passando dallo stand della Red Glove siamo stati attratti da Polywords. Un coloratissimo gioco che utilizza la meccanica del flip & write, competitivo che va a fondere il classico nomi, cose e città con il blasonato scarabeo. Il gioco che composto da una plancia personale riscrivibile plastificata, un marcato cancellabile e due mazzi di carte: uno che raffigura le lettere e l’altra un argomento di riferimento. Vengono girate due di queste carte, cercando di scrivere una parola con queste due caratteristiche.
Non ci sono regole nello scrivere le parole partendo dalle 4 casalle centrali. Tutto scandito dalla clessidra. Ha un simpatico modo di calco dei punti; ricevi un punto per ogni spazio lasciato in bianco, quindi bisogna ottimizzare con parole corte e se è possibile intersecarle, ma se allo scadere del tempo non viene scritto nulla si va a disegnare un bottiglia in uno spazio libero che darà -3 punti.
Ottimo per giocatori che adorano sfidarsi a colpi di parole.

Restando in casa Red Glove, abbiamo provato sweet Dreams. Party game dove si racconta una storia con più precisione un sogno attraverso le carte. Ogni giocatore riceve 4 carte una per ogni tipologia: azione, luogo, oggetto e personaggio. Il primo giocatore dirà…..questa notte ho sognato ….e aggiunge una carta mostrandola, leggendola ad alta voce e subito dopo girandola. Io turno passa immediatamente al giocatore successivo che dovrà ripetere la frase con la carta del giocatore precedente aggiungendo la sua.
A complicare il tutto un altro giocatore sarà il mangiasogni, che ha un suo mazzo di carte , va ad aggiungere delle azioni ad una delle carte già presenti rendendo ancora più difficile la memorizzazione dell’ordine. Nel momento in cui non si ricorda la sequenza dell’ordine so riceve un punto negativo per ogni carte che non viene detta e viceversa il mangiasogni guada punti per ogni carta non detta o sbagliata. Sulla confezione riporta da 3 giocatori ma vi consiglio di essere almeno in 4.
Non mi ha fatto impazzire ma sicuramente gradevole col giusto gruppo.

Passando davanti allo stand dell’associazione ludica Salernitana Il Guiscardo, vedo una grande mappa sullo sfondo e gente dei ragazzi che stanno giocando a D&D. Mi viene in contro un volto conosciuto Marco Cavaliere che si presta come volontario dimostratore. Mi chiede se volevo provare un gioco. Devo recuperare alcune vecchie uscite e questa è un ottima occasione. Siamo a Napoli e cosa posso provare? Caffè. Un gioco compatto che simula la produzione dal chicco alla consegna.
Ognuno riceve una carte base, suddivisa in sei parti, dove sono raffigurate 1 chicco di caffè in uno 4 colori (giallo, verde, rosso e marrone), una parte dove potrai mettere ad essiccare ma solo di uno stesso colore ed una macina. Una volta a turno ogni giocatore sceglie tra le carte disponibili (numero giocatori +1) e la va a posizionare compre o 2, 3 o quattro parti della carta annullando l’effetto sottostante. Con l’aggiunta di queste nuove, si ha la possibilità di vendere il caffè od in alcuni luoghi che richiedo quei colori oppure nella riserva.
Tutto scandito dalle azioni che puoi fare in base a quante tazzine di caffè sono visibile sulle varie carte. Quindi si possono piantare i chicchi adiacenti, piu spazi per essiccare e macinare si ha più si ha la possibilità di soddisfare le richieste. Alla fine del posizionamento della 8° carta, si va a conteggiare i luoghi dove siamo riuscire a fornire le richieste e le risorse in magazzino. Su alcune carte ci sono anche altre icone che agevolano la giocata come la presenza delle navi che se se ne hai 2 o più non paghi il costo delle carte con la tazzina (quindi più azioni) od il sacco che sta ad indicare che puoi piantare qualsiasi colore del seme.
Da riprovare assolutamente per cercare di capire come ottimizzare il tutto magari sorseggiando del caffè.

Un giochino su carte poggiato sul tavolino con due mazzetti dal dorso giallo che attirano l’attenzione, essendo solo in due facciamo una partita veloce. A turno giriamo una carta da uno dei mazzetti e la posizioniamo davanti a noi e se entrambi abbiamo lo stesso simbolo dobbiamo dire il più velocemente una parola della categoria scritta sulla carta del nostro avversario e qui l’occhio stanco e le parole sulla punta della lingua non sono ammesse; chi è il più veloce a pronunciare la parola vince la carta in cima al mazzo dell’avversario. Non finisci qui, se capita una carta duello, bisogna rispettare i 2 simboli diversi indicati su quella carta per far scattare la sfida. Un gioco veloce che può mandare facilmente in TILT se no si è abbastanza attenti e veloci e non oso immaginare lo scompiglio nel giocare in sei.

Dobble Connect altro non è che un dobble con le tessere esagonali e con i bordi colorati, la vecchia regola di cercare l’elemento comune con le altre carte c’è ancora, ma lo scopo del gioco non è quello di finire le carte in mano, ma di creare una linea continua di 4 carte del proprio colore per poter ricevere una carta punto vittoria.
Lunedì 01 maggio

Gioco che avevo provato solo su BGA e che avevo la curiosità di vedere coi materiali fisici. Il sistema di gioco ricorda un Forza 4 con obiettivi (uno personale segreto e altri comuni) da soddisfare. Non l’ho giocato con la compagnia ideale perché eravamo io e una famiglia di non giocatori. La cosa che mi ha sorpreso, però, è che ognuno di loro è riuscito a completare il proprio obiettivo segreto al massimo dei punti possibili. Ovviamente hanno avuto difficoltà nell’incastrare anche quelli comuni di obiettivi ma la partita è scorsa fluida e senza tempi morti fino al conteggio finale. Poca interazione per un titolo che però fa sentire la frenesia della massimizzazione dei propri punti. Mi è piaciuto anche se mi è mancata l’immediata spinta all’acquisto…vedremo…

Titolo che avevo già notato (e menzionato) per la rubrica Giochiamo in italiano e di cui, in verità, non avevo compreso a pieno meccaniche e dinamiche di gioco. La prova al tavolo fatta allo stando Asmodee in sei giocatori mi ha fugato ogni dubbio e, cosa più importante, mi ha anche divertito.
A ogni turno avremo la scelta fra fare punto o rubare carte e per fare questo dovremo pescare una carta dal mazzo centrale, avendo come sola informazione il retro che ci dirà che potrà uscire uno dei tre colori (su sei) indicati: se avremo dichiarato di voler fare punto e uscirà una carta di un colore già presente davanti a noi metteremo da parte quel numero di carte (si vincerà con 10 carte in totale messe da parte) altrimenti arricchiremo la nostra riserva di (pile di) colori; se avremo dichiarato di voler rubare a uno specifico giocatore e uscirà una carta del colore di una pila di quel giocatore, gli ruberemo tutte le carte di quel colore, altrimenti gli daremo la carta per arricchire la sua riserva.
Gioco veloce, molto dinamico e divertente.

Non avevo mai giocato a Exploding Kittens e questa versione upgradada me ne ha dato, di fatto, la possibilità. Rispetto al gioco base, questo aggiunge delle carte Zombie per dare la possibilità di non esplodere subito o, almeno, di resuscitare almeno una volta durante la partita. Sarà che i giochi con testo sulle carte non mi ispirano mai troppo, sarà che non sono riuscito ad entrare nel mood degli amanti di questo best-seller ma a me non è che abbia divertito poi tanto. Gli ho preferito, di sicuro, il precedente Mantis.

Alla fine della mia rapida giornata napoletana – col treno che incombeva per il rientro – sono passato dal mio amico/spiegatore Francesco dell’Associazione Salernitana Il Guiscardo, presso lo stand di Megadungeon, dove ho potuto finalmente toccare con mano Beez. Ho visto giusto il set-up e la spiegazione delle facili regole (spostamento api in base a uno dei lati e risoluzione pattern e carte obiettivo) per confermare l’innamoramento che avevo avuto osservandolo solo in rete. Mi ha attirato e ingolosito come un orso il miele e l’ho messo tra i prossimi (certi) acquisti!
Foto varie tra gli stand e l’esterno fiera
Sono tornato a casa senza giochi ma con una belle serie di francobolli – presi allo stand di Poste Italiane – realizzati dal garndissimo Zerocalcare che era presente in fiera per alcuni firma-copie.
Mi è dispiaciuto non essere riuscito a comprare il gioco investigativo firmato da Maurizio De Giovanni (anch’Egli presente in fiera presso lo stand della Cranio Creations) Murderparty: Cala il Sipario, un nuovo caso per il Commissario Ricciardi…mi rifarò sicuramente a breve e, magari, ve ne parlerò.
Vi lascio con la foto che testimonia che anche la pioggia non ferma la passione…soprattutto in un anno in cui si è potuto godere della fiera senza alcuna restrizione!

Buona passione ludica a tutti, anche sotto un ombrello!
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