simarillon (Davide)
L’Isola dei Gatti, recensione di oggi, è un titolo di buon successo, reduce un paio di anni fa da una fortuna campagna Kickstarter, con il vero significato di KS (lancio di un editore/autore nuovo) e non usato come canale di pre-vendita. Edito da Lucky Duck Games Italia, autore Frank West ed illustratore Dragolisco, al gioco si può giocare da 1 a 4 giocatori, in partite di un’ora circa e dagli 8 anni in su (numero che dopo approfondiremo un pochetto).
Tutti pronti come giocatori e cittadini di Squall’s End a salvare il maggior numero possibile di teneri gattini portandoli via dall’isola prima dall’arrivo del temibile Lord Vesh.

I materiali
La scatola de L’Isola dei Gatti contiene:
- Un tabellone isola;
- Quattro plance giocatore a doppia faccia, univoche, (per le due diverse modalità di gioco);
- Trenta meeple a forma di gatto in sei diversi colori (e sei diverse posizioni);
- Ottantacinque polimini Tessera Gatto in cartonato spesso in cinque colori differenti (diciassette per ogni colore);
- Sei polimini Tessere Oshax;
- Quarantadue Tessere Pesce;
- Quarantaquattro polimini Tessere Tesoro;
- Venticinque polimini Tessere Tesoro Raro;
- Una pedina in legno Nave di Vesh;
- Dieci segnalini cesta in cartonato spesso;
- Un sacchetto scoperta;
- Centocinquanta carte scoperta;
- Diciotto carte famiglia;
- Le Carte per giocare in solitario divise in:
- Cinque Carte Colore;
- Ventitré Carte Cesta;
- Dieci Carte Lezione;
- Nove Carte Lezione Avanzata;
- Quattro carte Consultazione Colore;
- Il blocchetto segnapunti.
Scatola quadrata, imponente, e con tanto materiale, quindi discretamente pesante; occuperà un posto importante sui vostri scaffali. I polimini e in generale tutto il materiale cartonato è spesso, le carte hanno un’ottima grammatura, e, a mio giudizio, le illustrazioni molto carine e comunque funzionali al gioco.
Ho anche girato un video di unboxing con la mia bimba Letizia in cui presentiamo i materiali de L’Isola dei Gatti.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
Il gioco si divide in 5 fasi molto precise:
PESCARE: ogni giocatore prende venti segnalini pesca dalla riserva;
ESPLORARE: si distribuiscono sette carte ad ogni giocatore, ognuno ne sceglie due e passa le restanti nei turni dispari ai giocatori alla sinistra e nei turni pari ai giocatori alla destra. A questo ppunto ogni giocatore decide quali carte tenere, pagandono il relativo costo in pesci.
LEGGERE LE LEZIONI: i giocatori giocano le Carte Lezione (obiettivi che regalano punteggio alla fine del gioco). Se sono pubbliche vengono lette ad alta voce e posizionate in una riserva comune. Se sono private vengono poste, nascoste, affianco alla propria barca.
SALVARE I GATTI: prima di salvare i gatti i giocatori giocano le Carte Soccorso, che determineranno il turno di gioco (con i punti velocità) e il numero di gatti da salvare (con le ceste disponibili). Definito l’ordine di turno si scelgono i gatti e si pagano i relativi pesci (5 o 3 a seconda del campo a cui appartengono) e si piazzano sulla barca. La principale regola di piazzamento è che i gatti devono essere adiacenti ad un gatto già piazzato, non sovrapporsi e non uscire dalla barca. I punti si fanno poi in base alle famiglie di gatti, ovvero alle aggregazioni (minimo tre) di gatti dello stesso colore. Quando tutti passano i gatti non salvati vengono eliminati dal gioco.
Lo scopo è, anche, quello di coprire i ratti e completare le stanze sulla barca per evitare i punteggi negativi al termine della partita.
SCOPERTE RARE: si giocano le Carte Scoperta che possono dare o la possibilità di pendere un Oshax o quella di prendere dei tesori, sempre in ordine di turno e potendo giocare una sola carta per turno, ma effettuando tutti i turni che si desidera.
Per finire in qualsiasi momento della partita si possono giocare le Carte Azione, che danno vantaggi provvisori o permettono di fare giocate che fanno guadagnare bonus provvisori e/o permanenti.
Regone Family
Per le regole semplificate de L’Isola dei Gatti …. alla prossima puntata.

Interessante che il regolamento ci lasci questo link al video-tutorial che spiega come giocare al gioco.
Faccio comunque un plauso ad un regolamento ben scritto, chiaro e ricco di esempi, oltre che ad essere animato dall’ambientazione e dalla storia che ci porta dall’inizio del gioco fino al punteggio.
La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “non si possiede mai un gatto. Semmai si è ammessi alla sua vita, il che è senz’altro un privilegio”, dall’attrice britannica Beryl Reid.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a L’Isola dei Gatti:
- il fascino dei polimini e dell’incastro perfetto;
- che i gatti sono simpatici e se sono in pericolo dobbiamo salvarli;
- a competere su obiettivi comuni;
- l’importanza dell’ordine di turno;
- che c’è vita oltre al Tetris.

Considerazioni Personali / Impressioni
Il gioco è un puzzle game, basato, principalmente, sui polimini. Entrambe le categorie sono inflazionate, ma posso tranquillamente dire che L’Isola dei Gatti si ritaglia uno spazio molto importante in questo settore e aggiungo che si fa preferire a davvero molti titoli che gli si possono paragonare.
Non ha nessuna novità che lascia a bocca a parta, ma si ‘incastra’ tutto alla perfezione, a dimostrazione che è più importante saper scegliere e usare bene gli ingredienti, anche super conosciuti e comuni, piuttosto che trovare l’ingrediente segreto speciale amalgamando il tutto con la ricetta sbagliata. Il regolamento presenta dei box, che ‘ambientano’ il gioco, raccontando la storia. Questa scelta a me piace molto. Non mi sentirò un vero e proprio capitano che sta navigando sulla barca per salvare i gattini, ma, comunque, mi piace quando il gioco è coerente in tutti i suoi passaggi e si cerca di eliminare lo strato di astrazione. Sempre! e ancora di più in un gioco rivolto verso questo target di giocatori.
Un gioco, tanti strati di difficoltà
L’Isola dei Gatti ha una versione da ‘gamer’ con diversi strati di complessità (consigliata a partire dai 12 anni), una versione family, con regole che si riassumono in un paio di pagine (e consigliata a partire dagli 8 anni), che con qualche semplificazione può, rendere il gioco più accessibile anche un po’ prima o anche a chi si approccia per le prime volte al modo dei Gdt, una versione in solitario … insomma ce ne è davvero per tutti i gusti.

Family (+ ?)
In famiglia, ovviamente, abbiamo giocato (tanto!) la versione family, che è tutt’altro che semplice nel suo segmanto, infatti, la settenne di casa, abituata a giocare, per competere con i grandi a livello di punteggio ha un paio di (ulteriori) semplificazioni nel piazzamento. Questa modalità ha una giusta durata ed è molto soddisfacente, per il target, sia nella sfida proposta sia nei tempi di gioco. Forse manca qualche carta obiettivo, perché, alla lunga, sono sempre gli stessi, ma questa è davvero un’inezia; probabilmente più sentita da ma, giocatore piuttosto che non dai miei compagni di gioco, famigliari e amici. Inoltre qualche carta, nella modalità family, risulta quasi più penalizzante che premiante, ma ripeto sono davvero piccole inezie.
Poco sopra ho scritto amici perché come accennato prima si può facilmente proporre anche come gioco introduttivo o a chi è un poco avvezzo al mondo del gioco da tavolo, come titolo che può evolvere con il giocatore.
L’incastro perfetto
Ne L’Isola dei Gatti la parte di piazzamento dei polimini è, sicuramente, il cuore del gioco! La sfida è tutt’altro che semplice si devono valutare bene diverse cose, dall’aggregazione dei colori, che ha una curva di crescita progressiva nel punteggio all’aumentare del numero di componenti per poi stabilizzarsi, al soddisfacimento delle lezioni pubbliche e private, passando per la gestione dei punteggi negativi che ci saranno e devono essere gestiti cercando di ottenerne il meno possibile ad esempio pianificando attentamente e dando le giuste priorità a quali aree della propria barca si vogliono affrontare per prime. Appassionati di Tetris avete trovato pane per i vostri denti!
Le forme dei polimini sono le più svariate e la progressione del piazzamento apre un sempre maggiore numero di possibilità, così che sono sicuramente importanti il colpo d’occhio (ok Letizia lo puoi provare per vedere se si incastra bene) e magari non avere giocatori eccessivamente pensatori, soprattutto negli ultimi turni di gioco (che sono in tutto fissi a cinque turni in qualsiasi modalità e qualsiasi configurazione di giocatori).

I (piccoli) Twist e le meccaniche
La fase di Draft è ben studiata e, come sempre, ha diversi vantaggi, dal limare la fortuna/sfortuna della pesca, all’avere una sommaria idea delle carte in gioco in mano ai nostri avversari.
Il pesce offre scelte significative tra l’acquisto di carte o il salvataggio di gatti e, soprattutto nei primi turni le scelte sono molto sofferte. Le carte che vengono scelte determinano la propria strategia di gioco per le fasi successive del round (e direi anche dei round successivi= e il modo in cui vengono posizionati i gatti determina il punteggio e le future opzioni di posizionamento, in un bel mix di tattica e strategia.
Molto interessante il fatto che siano i giocatori ad investire (in carte e pesci) per determinare la posizione di turno di gioco, pur non essendo certi di ottenere la posizione desiderata. Ancora una menzione per gli Oshax: Jolly che danno un ulteriore tocco al gioco, soprattutto a livello di personalizzazione del disegno del gioco.
La scelte, il flusso di gioco e le meccaniche sono sempre coerenti, aiutando così i giocatori nel flusso di gioco, e perfettamente amalgamate tra di loro. Curioso anche che ci siano anche strategie Rats Lover che ribaltano completamente le prospettive di gioco.
Spigolature
Ovviamente L’Isola dei Gatti ha qualche possiible limatura (almeno a mio gusto). La configurazione che meno mi piace del gioco (tralasciando il Solitario, che personalmente faccio un po’ fatica a giocare, ma per tutti i giochi in generale) è quella in due giocatori sia perché perde un po’ di senso la meccanica del draft (con una maggiore incidenza della fortuna in base a quali tipologie di carte verranno pescate) sia perché c’è molta meno interazione nella ricerca dei gatti da caricare sulla nostra barca.
Altra piccolissima nota che potrebbe stonare leggermente è che la pesca delle Carte Lezione possa regalarci lezioni già completate piuttosto che impossibili da completare, soprattutto verso la fine della partita.
Nel gioco base ho già accennato qualcosa, ma forse un’altra piccolissima nota negativa potrebbe essere nell’ordine di turno, che può essere vantaggio il primo giocatore e non ci sono meccanismi di compensazione piuttosto che la possibilità di riordinare l’ordine di turno in qualche modo.

In Conclusione
L’Isola dei Gatti è un titolo curato in ogni dettaglio (come non si può rimanere positivamente impressionati guardando il retro di questo coperchio).

Da sottolineare anche l’attenzione per i daltonici, con ogni gatto che ha una coda diversa che aiuta a riconoscere la famiglia a cui appartiene il gatto stesso.
Trovo ottima la scelta di Lucky Duck Games Italia per la localizzazione di questo titolo che ha un target ideale che definirei come family+, ma che può essere piacevolmente giocato sia da giocatori esperti, sia, con le regole semplificate, da giocatori alle prime (non primissime!) armi.
Si ringrazia l’editore [Lucky Duck Games] per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale ed intellettualmente onesta.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it