scritto da Chrys
Eccoci di nuovo a parlare di gamebook (o librogame, per dirlo alla maniera classica ideata da EL negli anni ’90) e ne parliamo con un progetto decisamente particolare: si tratta infatti di un librogame a tema zombie che è una storia a sé stante ma al contempo funge da “prefazione/prequel” per un altro librogame uscito pochi mesi dopo.
Stiamo parlando di “The Zombies: L’inizio della fine“, pubblicato da Dracomaca editore che con questo volume si è ufficialmente lanciato nel mondo dei gamebook. Questo libro (così come il suo fratello maggiore The Zombies) è scritto da Leonardo Luci che è alla sua prima opera come autore di librigame ma che è già molto noto nell’ambiente dei giocatori da tavolo essendo il volto del canale youtube Al4oPiù.
Per salvare la tua reputazione e carriera dovrai difenderti da pesanti
accuse, trovare indizi e colpevoli tra le cartelle cliniche e recarti in
stanze nascoste dell’ospedale superando bivi e trappole. Ah, quasi
dimenticavo: dovrai sopravvivere anche a quello che sembra figurarsi in
tutto e per tutto come l’inizio di una… apocalisse zombie.
EDITORIALMENTE PARLANDO
Si tratta di un volume abbastanza sottile ma che comunque va più nella direzione del romanzo breve che in quella del racconto a bivi, in quanto siamo sulle 95 pagine, per un totale di 120 paragrafi. Si tratta di un volume ben fatto, con una buona carta e ben impaginato anche se con pochissime illustrazioni.
AMBIENTAZIONE
Il tema è quello zombie ed è trattato in maniera abbastanza classica. Il libro ci colloca poco prima che il mondo vada a scatafascio: siamo un’infermiera che sta facendo il turno di notte ma ci rendiamo conto che qualcosa non quadra e alcuni nostri colleghi si stanno comportando in modo strano. La cosa particolare è che il gioco mescola anche degli elementi di mistery al classico incipit a tema zombie.
MECCANICHE DI GIOCO
Ci troviamo davanti ad un titolo molto semplice a livello di meccaniche ma allo stesso tempo con un sacco di elementi originali e con, in un certo senso, alcune contaminazioni con le escape room. Andiamo con ordine.
Quando iniziamo il regolamento ci spiega come funziona una storia a bivi (ottima cosa se finisce in mano a giocatori occasionali) e ci dice che durante la lettura ci sarà chiesto di appuntare delle parole chiave. Come potete immaginare non è quindi presente una scheda del personaggio ma ci viene fornito semplicemente uno spazio per le note.
Ma già dopo i primi paragrafi incappiamo nella seconda meccanica del gioco, quando il testo ci rimanda all’appendice dove possiamo leggere la cartella clinica della paziente che abbiamo davanti. Qui entra in gioco la contaminazione con le escape room: infatti nella maggior parte delle cartelle cliniche ci saranno degli elementi nascosti, numeri strani o altri indizi che se correttamente interpretati ci permetteranno di risalire ad un numero di paragrafo che sblocca info aggiuntive sul personaggio della cartella (sotto una delle prime che trovate… volutamente fuori fuoco ^__^).
Inoltre posso anche dirvi (senza fare spoiler) che nel corso della storia ci troveremo davanti ad un messaggio molto importante che da decifrare/completare… ho trovato geniale il modo in cui è stato gestito a livello di meccanica: un grosso applauso a Leonardo Luci. Preciso che non è un elemento bloccante bensì un qualcosa che troveremo nella fase iniziale e la cui risoluzione sarà il motore del successivo scorrere della storia.
CONSIDERAZIONI FINALI
Questo librogame mi è piaciuto moltissimo e penso rappresenti allo stesso tempo sia un ottimo punto di partenza per chi si approccia per la prima volta a questo tipo di libri, che un interessante lettura per l’appassionato scafatissimo. Mi sento di consigliarvelo di cuore anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Come anticipato a inizio articolo, si tratta di un prologo per una storia più ampia, ma allo stesso tempo funziona benissimo come storia autoconclusiva anche perché il mondo a cui ci introduce nel finale è noto e familiare anche al grande pubblico (grazie a tanti film e a serie/fumetti come The Walking Dead), quindi può essere vissuto come esperienza autoconclusiva senza alcun senso di una storia interrotta sul nascere.
A livello grafico l’impaginazione è buona e il volume è ben leggibile ed ergonomico. Invece le illustrazioni sono davvero poche e si limitano ad un’immagine a tutta pagina (che vedete nell’articolo), alle cartelle cliniche (dove c’è solo la fototessera del paziente) e ad una manciata di piccole immagini.
A livello di scrittura ho trovato il testo scorrevole e piacevole da leggere, pur senza arrivare ai livelli qualitativi di quelli che io considero i pesi massimi di questo settore (ad esempio Le fatiche di Autolico o Fortezza Europa). Sicuramente per essere il primo libro scritto dall’autore, Leonardo Luci, si tratta di un esordio eccellente che mi fa venire voglia di vedere cosa scriverà dopo (ops, guardacaso è già in vendita ^__^).
Parlando del gameplay ci troviamo davanti ad una storia ad alto rischio (sono morto due volte per completarla) ma che ha un numero abbastanza limitato di morti istantanee, spesso evitabili facendo le scelte giuste o equipaggiandosi adeguatamente.
Gli enigmi aggiungono un livello aggiuntivo all’esperienza ludica. Io l’ho apprezzato moltissimo ma potrebbe non essere gradito a tutti… vorrei però rassicurare chi non apprezzasse la presenza di enigmi che, nel caso rimaneste bloccati, a fondo libro trovate una serie di suggerimenti per poter andare avanti.
La storia ha un solo finale reale mentre tutti gli altri sono dei bad-ending; sul finale ho avuto la sensazione che la storia fosse troppo guidata (nel senso che le ultime scelte sono in buona parte “false scelte” perché riportano tutte alla stessa conclusione) ma questo avviene solo negli ultimi paragrafi e devo dire che la soddisfazione per il completamento del “documento” compensa quest’ultima parte.
Il prezzo di copertina è 9,90 euro, una cifra davvero ottima che lo rende ancor più un prodotto perfetto da regalare ai vostri amici per introdurli al genere. E se fossero presi particolarmente bene potranno proseguire la storia con “The Zombies”, volume decisamente più corposo, con ben tre percorsi all’interno (legati a tre diversi personaggi usabili) numerosi finali e meccaniche più complesse.
RINGRAZIAMO DRACOMACA PER AVERCI FORNITO UNA COPIA RECENSIONE DEL GIOCO
— Le immagini sono tratte da dal manuale, scattate da noi o prese dal sito dell’editore (Dracomaca) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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