[Brutto, Brutto che è Bello] Questo gioco del Ca…lcio

scritto da LucaCiglione e MagoCharlie

Benvenuti in questa nuova rubrica del blog, tesa a scoprire quelle perle ludiche che, seppur con scelte di design fortemente discutibili, regolamenti incomprensibili, gameplay totalmente carenti, riescono a imporsi come veri e propri giochi cult.

Parleremo qui di giochi brutti, giochi che verrebbero severamente presi in giro su qualsiasi gruppo Facebook, per non parlare delle pernacchie che si prenderebbero a un qualsiasi IDeAG, ma che per qualche oscuro motivo sono arrivati sul mercato.
E sono andati oltre: hanno fatto della loro bruttezza un marchio, si sono vantati dei propri errori e hanno raggiunto un livello superiore, passando alla storia tra i giochi brutti, ma così brutti che sono belli.
Il primo gioco della rubrica, protagonista di questo articolo è Questo gioco del ca…lcio di Giochi Preziosi e che ha come game designer niente poco di meno che Enrico Preziosi in persona (Presidente del Genoa e di Giochi Preziosi appunto), un gioco per 2-8 giocatori della durata teorica di 45 minuti.

Partiamo con il chiarire fin da subito che il gioco gode di un poco lusinghiero 4,8 su BGG, frutto nella maggior parte dei casi di brutti voti legati al fatto che il regolamento sia abbastanza incomprensibile e che il gameplay dipenda solo dalla fortuna.
Questi sono due aspetti del gioco completamente voluti, tanto che in una riedizione del regolamento che risponde alle tante domande dei fan, c’è proprio scritto che il gioco è stato appositamente così pensato per lasciare ai giocatori la libertà di inventarsi le regole e giocare un po’ come si vuole. 
Ma andiamo con ordine e facciamo chiarezza sulla genesi di questo capolavoro, grazie a una preziosa retrospettiva fatta dal nostro MagoCharlie in persona.

Un po’ di Storia a cura di MagoCharlie


Il gioco è stato ideato dal magnate Preziosi stesso e fu lanciato a Maggio 2003.

Ci sono delle sotto storie calcistiche che non ho approfondito (io e il calcio siamo distanti anni luce), da quello che so è che nel 2003 Preziosi diventa presidente del Genoa dopo che è stato presidente di un’altra squadra, retrocessa a fine campionato 2003: il Como. Secondo Preziosi tale retrocessione fu dovuta a truschini di altri presidenti dei più famosi club di serie A.

Quale occasione migliore se non sbeffeggiarli pubblicamente con un gioco su questo mondo?

Fermo immagine della pacchiana pubblicità


Ed ecco lanciare in pompa magna un gioco che palesemente è stato studiato a tavolino e credo neanche mai provato prima di mandarlo in stampa. Sembra una occasione goliardica di sbeffeggiare l’amato e odiato mondo del pallone. Assolda i volti iper-noti del mondo del calcio Ventura e Gnocchi (all’epoca al timone di Quelli che il calcio su Rai2) e bombarda con la sua pubblicità tutta l’estate del 2003 fino a Natale.

Qui trovate la pacchiana pubblicità.

La scatola si presenta come i vecchi giochi da tavolo della Clementoni: gigante (51×35×7) e piena di materiale cartotecnico. Mazzi di carte, pedine, segnalini e un tabellone che aperto supera il metro di lunghezza. Il materiale cartotecnico serve anche a costruire il campo da gioco centrale, utilizzato per il lancio di dadi e giocare le carte.

Prezzo di listino 49 euro: una enormità, visto che in giro appena uscito si trovava fino a 79 euro. Ma poteva starci! La scatola pesava tanto (circa 2,5 kg) ed era gigantesca.

L’operazione di marketing andò più che bene, visto che furono vendute da settembre a Natale 250.000 pezzi; fu fatta subito una seconda tiratura per l’anno successivo e possiamo ipotizzare che ne furono venduti un totale di 450.000 pezzi.

Ecco il contenuto


Il gioco è stato accompagnato da polemiche e da sviluppi giudiziari che sfociarono in denunce per Preziosi e la casa editrice: nel gioco infatti sono presenti nomi e cognomi di persone reali sbeffeggiati nelle carte e nelle caricature. Ma non solo! Assieme al gioco in scatola di Questo gioco del ca…lcio uscì anche Acchiappa l’arbitro, un gioco di destrezza basato su Acchiappa la talpa: questo gioco “violento” contro gli arbitri ebbe delle vicende giudiziarie che obbligò Preziosi a ritirare Acchiappa l’arbitro dalla vendita subito dopo Natale 2003.

Il regolamento senza dubbi


Torniamo al Gioco del ca…lcio: è ingiocabile, il regolamento prolisso spiega bene le varie fasi del gioco, ma non spiega come si usano diverse carte e che effetto abbiano. Il gioco ricevette diverse lamentele per il fatto che non fosse del tutto comprensibile: a chi ne faceva richiesta l’azienda da metà 2004 mandava via mail il PDF con il regolamento “SENZA DUBBI” dove a margine vi erano le spiegazioni di ogni fase di gioco.

La cosa divertente è che l’inizio del PDF recita così: “Il regolamento e le modalità di gioco sono state oggetto di perplessità da parte di alcuni consumatori. A noi, che questo gioco lo abbiamo creato, sembrava giusto lasciare delle parti poco chiare e ampie possibilità di interpretazione, un po’ come nel calcio reale, dove le regole e le notizie sono continuo oggetto di discussione e di interpretazione. Detto questo, abbiamo comunque voluto raccogliere in questo documento le varie interpretazioni, i suggerimenti, le idee, i consigli, ma anche i dubbi, le perplessità e le soluzioni che voi ci avete sottoposto riguardo a questo gioco. Abbiamo affiancato al regolamento ufficiale le domande che ci avete posto con la nostra relativa soluzione. Troverete quindi il regolamento così come lo avete già letto, comunque arricchito da esempi, affiancato a destra da una colonna di domande frequenti.”

Quindi era tutto voluto! Si tratta del primo caso di gioco dove è giusto che vi siano parti poco chiare! …un capolavoro…

Il sequel: Tutti in Campo


Sull’onda del successo e assieme alla seconda tiratura nasce il sequel di questo capolavoro chiamato Tutti in Campo: il gioco è più snello e immediato. Fatto nella stessa scatola gigantesca, il gioco ha molto meno materiale ed è molto meno incasinato (stesso prezzo al pubblico comunque). La peculiarità è di avere un campo da calcio con porta per i rigori da costruire in cartotecnica, sul quale si posizionavano i giocatori e in stile Subbuteo si piazzava la pallina dal dischetto, cercando di segnare con una schicchera.

Inutile dire che non ebbe lo stesso successo del suo predecessore, ma comuqnue vendette molto bene. …ed ecco qua un veloce excursus sul questo mostro di gioco, un gioco presente in tutte le case quel Natale e tutt’ora in ogni oratorio.

I materiali

Dopo aver capito la genesi del gioco, andiamo ad analizzare i materiali. La plancia extralarge di dimensioni un metro per 80 è il principale motivo per cui abbiamo una scatola enorme.  Su questo grande tabellone abbiamo un sacco di spazio per mettere le carte. Al centro c’è un campo da calcio attorno al quale, mediante pezzi di puzzle, comporremo il cammino del campionato, scegliendo 20 squadre tra quelle disponibili (qualche squadra di A odierna purtroppo non c’è, ma potremo sempre sostituirla con il Como o crearla grazie ad alcuni pezzi di puzzle lasciati appositamente bianchi).
Mediante cartoncini creeremo intorno al campo anche i tabelloni degli sponsor, rendendo la visuale di insieme veramente allettante.

L’enorme scatola

E qui abbiamo subito il primo pregio, abbiamo questo tabellone enorme, mezzo in tre dimensioni che non serve assolutamente a nulla. Ma è bello da vedere e questo è l’importante.

Ora vi sfido a trovare un gioco che vi mette dieci chili di componenti assolutamente inutili solo per far scena.

Il resto dei materiali è composto da 250 carte che hanno due ottimi portacarte, in modo che non si spargano nella scatola (grande idea), tutte con illustrazioni diverse, spesso caricature di calciatori o presidenti.
Nulla da dire sul comparto grafico, che è consono al gioco e che brilla di abbondanza.

Il gameplay

Riconoscete le caricature?

Il gioco è molto semplice: si comincia con un’asta nella quale cercheremo di acquistare uno o più giocatori. I giocatori così come l’allenatore pescato casualmente a inizio partita hanno un punteggio da 1 a 3 che indica la loro bravura.

Ad ogni turno, affronteremo una squadra con un determinato punteggio da 6 a 12 (a seconda della forza dell’avversario). Se tirando due dadi e sommando il valore dei nostri giocatori supereremo tale punteggio avremo vinto e faremo tre punti, in caso di sconfitta 0 e in caso di pareggio ovviamente 1.

Oltre a questo guadagneremo o perderemo testoni (la moneta del gioco).
Risulta evidente che, con due dadi a disposizione e un numero di giocatori illimitato nella nostra squadra, vincere le partite diventi dopo pochi turni istantaneo.
Ed è qui che entra in scena il cuore del gioco: la partita può essere influenzata sia dall’arbitro (che può dare malus di punti o in caso del buon vecchio Byron Moreno causare sconfitta istantanea) sia dagli altri giocatori al tavolo, che potranno giocare carte tese a spezzare gli equilibri della partita.
Si potrà allora far squalificare il miglior giocatore avversario, perché reo di aver esultato mostrando la foto di Galliani nudo sulla maglietta, o corrompere l’arbitro o ancora causare una sconfitta a tavolino, causa lancio dagli spalti di una Fiat Duna.
Le assurde carte

Le carte da giocare hanno una varietà all’incirca infinita, spesso non hanno attinenza con la partita, ma causano perdite di denaro e a volte non hanno alcun effetto: semplicemente si giocano per farsi due risate.

Le partite più difficili con Juve, Milan e Inter prevedono malus imprevedibili e così, se solitamente il lancio di una Fiat Duna dagli spalti causerebbe la sconfitta a tavolino della squadra di casa, giocando contro la Juve succederà che la lega arbitrale abbia convenuto che la Fiat Duna sia una pessima auto, che i tifosi facciano bene a lanciarla e quindi per ricompensa la squadra di casa vincerà a tavolino.
Ci si diverte?
Be’, se seguite un minimo il calcio e conoscete i vari sfottò che ci sono, certamente le assurdità che potrete fare strapperanno più di un sorriso, grazie allo spirito goliardico che Preziosi nella sua idea originale voleva cavalcare, denunciando quelle ingiustizie che a suo dire erano presenti nel mondo del calcio anni ’90.

La durata

Il buon vecchio Byron Moreno

Il gameplay è estremamente ripetitivo e, stimando in circa 2-3 minuti un singolo turno e se pensiamo che in 8 giocatori avremo davanti 192 turni totali, ci rendiamo conto che quello che può essere divertente se giocato per venti minuti, diventa una maratona assolutamente ingestibile da oltre sei ore.

In 3 ce la si cava in circa due ore, cosa sempre inaccettabile, ma sopportabile.

Vi consiglio caldamente di non andare mai, nemmeno sotto tortura, oltre i 4 giocatori.

Le House Rules

Frasi che sarebbero impensabili oggi

In un tentativo di venire a capo delle regole assolutamente aleatorie e nell’ottica di rendere più avvincente ogni partita, ho pensato ad alcune house rules che alla prova dei fatti hanno ben figurato nei miei test.

  1. Usate un solo dado invece che due.
  2. Limitate a tre il numero dei giocatori acquistabili (e solo un fuoriclasse da 3 punti).
In questo modo il valore massimo teorico della squadra sarà 10 e questo permetterà di rendere ogni partita veramente con esito incerto.
Altrimenti, eccetto malus che causano la sconfitta diretta, vincere le partite risulta troppo facile, snaturando anche il senso di giocare il singolo turno e aggiungendo un minimo di pianificazione alla giocata delle carte, che si potrebbero conservare per la partita dopo, magari più ostica.

Brutto, Brutto che è Bello

Carte che causarono beghe legali

Se pensiamo che il gioco è stato edito solo in Italia e che ha venduto quasi 500.000 copie, rimaniamo certamente basiti e ci rendiamo conto di quanto un marketing a livello nazionale possa essere potente.

Il gioco è quasi ingiocabile, ma lo è in un modo così esagerato che alla fine lo rende divertente. Non si può neppure elencare tutti i difetti presenti, perché sostanzialmente non c’è nulla che funziona.

Playtest assente, errori nelle carte che non servono a niente, gameplay sbilanciato, durata incongruente, gameplay ripetitivo, regolamento che non spiega sono solo la punta dell’iceberg.

Persino i pagamenti in denaro sono fatti in modo da dover sempre cambiare e rendendo tutto ulteriormente macchinoso.

Una vera perla che ci lascia di stucco e che può essere facilmente reperito a prezzi intorno ai 10 euro per cui ne vale assolutamente la pena (a patto di avere lo spazio per riporlo).

Dategli una chance per potervi vantare con gli amici di aver giocato a uno dei giochi più assurdi che abbiano mai calcato il database di BGG.

Preziosi si sentiva perseguitato

Dove lo Trovo e Quanto Vale

Come specificato da MagoCharlie, il gioco ebbe una grandissima diffusione e quindi è abbastanza facile da trovare sul mercato dell’usato. Non avendo componentistiche particolarmente deteriorabili è facile trovarlo in buono stato.
Sebbene su Amazon si trovi a ben 99 euro più spese di spedizione, su Facebook o eBay  si trova a prezzi onesti.
Ovviamente parlando di usato non c’è un vero e proprio listino, ma a seconda delle condizioni credo che fino a 20 euro li si possa spendere. La mia copia perfetta è costata ad esempio 7 euro.

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