scritto da LucaCiglione e MagoCharlie
Benvenuti in questa nuova rubrica del blog, tesa a scoprire quelle perle ludiche che, seppur con scelte di design fortemente discutibili, regolamenti incomprensibili, gameplay totalmente carenti, riescono a imporsi come veri e propri giochi cult.
Un po’ di Storia a cura di MagoCharlie
Il gioco è stato ideato dal magnate Preziosi stesso e fu lanciato a Maggio 2003.
Ci sono delle sotto storie calcistiche che non ho approfondito (io e il calcio siamo distanti anni luce), da quello che so è che nel 2003 Preziosi diventa presidente del Genoa dopo che è stato presidente di un’altra squadra, retrocessa a fine campionato 2003: il Como. Secondo Preziosi tale retrocessione fu dovuta a truschini di altri presidenti dei più famosi club di serie A.
Quale occasione migliore se non sbeffeggiarli pubblicamente con un gioco su questo mondo?
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| Fermo immagine della pacchiana pubblicità |
Ed ecco lanciare in pompa magna un gioco che palesemente è stato studiato a tavolino e credo neanche mai provato prima di mandarlo in stampa. Sembra una occasione goliardica di sbeffeggiare l’amato e odiato mondo del pallone. Assolda i volti iper-noti del mondo del calcio Ventura e Gnocchi (all’epoca al timone di Quelli che il calcio su Rai2) e bombarda con la sua pubblicità tutta l’estate del 2003 fino a Natale.
Qui trovate la pacchiana pubblicità.
La scatola si presenta come i vecchi giochi da tavolo della Clementoni: gigante (51×35×7) e piena di materiale cartotecnico. Mazzi di carte, pedine, segnalini e un tabellone che aperto supera il metro di lunghezza. Il materiale cartotecnico serve anche a costruire il campo da gioco centrale, utilizzato per il lancio di dadi e giocare le carte.
Prezzo di listino 49 euro: una enormità, visto che in giro appena uscito si trovava fino a 79 euro. Ma poteva starci! La scatola pesava tanto (circa 2,5 kg) ed era gigantesca.
L’operazione di marketing andò più che bene, visto che furono vendute da settembre a Natale 250.000 pezzi; fu fatta subito una seconda tiratura per l’anno successivo e possiamo ipotizzare che ne furono venduti un totale di 450.000 pezzi.
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| Ecco il contenuto |
Il gioco è stato accompagnato da polemiche e da sviluppi giudiziari che sfociarono in denunce per Preziosi e la casa editrice: nel gioco infatti sono presenti nomi e cognomi di persone reali sbeffeggiati nelle carte e nelle caricature. Ma non solo! Assieme al gioco in scatola di Questo gioco del ca…lcio uscì anche Acchiappa l’arbitro, un gioco di destrezza basato su Acchiappa la talpa: questo gioco “violento” contro gli arbitri ebbe delle vicende giudiziarie che obbligò Preziosi a ritirare Acchiappa l’arbitro dalla vendita subito dopo Natale 2003.
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| Il regolamento senza dubbi |
Torniamo al Gioco del ca…lcio: è ingiocabile, il regolamento prolisso spiega bene le varie fasi del gioco, ma non spiega come si usano diverse carte e che effetto abbiano. Il gioco ricevette diverse lamentele per il fatto che non fosse del tutto comprensibile: a chi ne faceva richiesta l’azienda da metà 2004 mandava via mail il PDF con il regolamento “SENZA DUBBI” dove a margine vi erano le spiegazioni di ogni fase di gioco.
La cosa divertente è che l’inizio del PDF recita così: “Il regolamento e le modalità di gioco sono state oggetto di perplessità da parte di alcuni consumatori. A noi, che questo gioco lo abbiamo creato, sembrava giusto lasciare delle parti poco chiare e ampie possibilità di interpretazione, un po’ come nel calcio reale, dove le regole e le notizie sono continuo oggetto di discussione e di interpretazione. Detto questo, abbiamo comunque voluto raccogliere in questo documento le varie interpretazioni, i suggerimenti, le idee, i consigli, ma anche i dubbi, le perplessità e le soluzioni che voi ci avete sottoposto riguardo a questo gioco. Abbiamo affiancato al regolamento ufficiale le domande che ci avete posto con la nostra relativa soluzione. Troverete quindi il regolamento così come lo avete già letto, comunque arricchito da esempi, affiancato a destra da una colonna di domande frequenti.”
Quindi era tutto voluto! Si tratta del primo caso di gioco dove è giusto che vi siano parti poco chiare! …un capolavoro…
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| Il sequel: Tutti in Campo |
Sull’onda del successo e assieme alla seconda tiratura nasce il sequel di questo capolavoro chiamato Tutti in Campo: il gioco è più snello e immediato. Fatto nella stessa scatola gigantesca, il gioco ha molto meno materiale ed è molto meno incasinato (stesso prezzo al pubblico comunque). La peculiarità è di avere un campo da calcio con porta per i rigori da costruire in cartotecnica, sul quale si posizionavano i giocatori e in stile Subbuteo si piazzava la pallina dal dischetto, cercando di segnare con una schicchera.
Inutile dire che non ebbe lo stesso successo del suo predecessore, ma comuqnue vendette molto bene. …ed ecco qua un veloce excursus sul questo mostro di gioco, un gioco presente in tutte le case quel Natale e tutt’ora in ogni oratorio.
I materiali
Mediante cartoncini creeremo intorno al campo anche i tabelloni degli sponsor, rendendo la visuale di insieme veramente allettante.
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| L’enorme scatola |
E qui abbiamo subito il primo pregio, abbiamo questo tabellone enorme, mezzo in tre dimensioni che non serve assolutamente a nulla. Ma è bello da vedere e questo è l’importante.
Ora vi sfido a trovare un gioco che vi mette dieci chili di componenti assolutamente inutili solo per far scena.
Il resto dei materiali è composto da 250 carte che hanno due ottimi portacarte, in modo che non si spargano nella scatola (grande idea), tutte con illustrazioni diverse, spesso caricature di calciatori o presidenti.
Nulla da dire sul comparto grafico, che è consono al gioco e che brilla di abbondanza.
Il gameplay
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| Riconoscete le caricature? |
Il gioco è molto semplice: si comincia con un’asta nella quale cercheremo di acquistare uno o più giocatori. I giocatori così come l’allenatore pescato casualmente a inizio partita hanno un punteggio da 1 a 3 che indica la loro bravura.
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| Le assurde carte |
Le carte da giocare hanno una varietà all’incirca infinita, spesso non hanno attinenza con la partita, ma causano perdite di denaro e a volte non hanno alcun effetto: semplicemente si giocano per farsi due risate.
La durata
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| Il buon vecchio Byron Moreno |
Il gameplay è estremamente ripetitivo e, stimando in circa 2-3 minuti un singolo turno e se pensiamo che in 8 giocatori avremo davanti 192 turni totali, ci rendiamo conto che quello che può essere divertente se giocato per venti minuti, diventa una maratona assolutamente ingestibile da oltre sei ore.
Vi consiglio caldamente di non andare mai, nemmeno sotto tortura, oltre i 4 giocatori.
Le House Rules
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| Frasi che sarebbero impensabili oggi |
In un tentativo di venire a capo delle regole assolutamente aleatorie e nell’ottica di rendere più avvincente ogni partita, ho pensato ad alcune house rules che alla prova dei fatti hanno ben figurato nei miei test.
- Usate un solo dado invece che due.
- Limitate a tre il numero dei giocatori acquistabili (e solo un fuoriclasse da 3 punti).
Brutto, Brutto che è Bello
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| Carte che causarono beghe legali |
Se pensiamo che il gioco è stato edito solo in Italia e che ha venduto quasi 500.000 copie, rimaniamo certamente basiti e ci rendiamo conto di quanto un marketing a livello nazionale possa essere potente.
Il gioco è quasi ingiocabile, ma lo è in un modo così esagerato che alla fine lo rende divertente. Non si può neppure elencare tutti i difetti presenti, perché sostanzialmente non c’è nulla che funziona.
Playtest assente, errori nelle carte che non servono a niente, gameplay sbilanciato, durata incongruente, gameplay ripetitivo, regolamento che non spiega sono solo la punta dell’iceberg.
Persino i pagamenti in denaro sono fatti in modo da dover sempre cambiare e rendendo tutto ulteriormente macchinoso.
Una vera perla che ci lascia di stucco e che può essere facilmente reperito a prezzi intorno ai 10 euro per cui ne vale assolutamente la pena (a patto di avere lo spazio per riporlo).
Dategli una chance per potervi vantare con gli amici di aver giocato a uno dei giochi più assurdi che abbiano mai calcato il database di BGG.
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| Preziosi si sentiva perseguitato |
Dove lo Trovo e Quanto Vale
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