[Recensione] Hengist, ovvero “Uwe 13: abbiamo un problema”

scritto da Fabio (Pinco11)


Tra gli effetti collaterali del mettersi a scrivere le retrospettive sui vari autori c’è anche quello di scoprire titoli dei quali manca sul blog una recensione e, mentre buttavo giù la retrospettiva su Rosenberg, mi è balzata all’occhio la mancanza di quella dedicata a Hengist, che possiamo definire senza tema di smentita una sorta di figlio illegittimo dell’autore, quasi non riconosciuto.
Uscito nel 2015, fece un tonfo davvero sonoro, tanto da meritare a oggi, ad avviso dei lettori di BGG, un 4,9 di voto medio, per cui nessuno di noi ebbe ragionevolmente voglia di mettersi a perdere del tempo a scriverci sopra una recensione.
Oggi mi ci impegno, per completezza, di buzzo buono, per capire se questo giochino per 2 giocatori (edito da Lookout, con edizione italiana della Uplay.it), con tempo medio a partita di 20′, età 7+, indipendente dalla lingua (salvo il manuale) rappresenti davvero il punto più basso toccato dalla produzione ludica recente del buon Uwe.





IL CASINO DEL MANUALE

Una premessa è d’obbligo, ovvero che una parte delle sfortune del gioco è stata legata a un manuale (soprattutto nella versione inglese, la cui traduzione ha creato altri problemi) davvero deficitario, con veri e propri buchi di regolamento, che hanno fatto trasparire la sensazione di un gioco buttato lì senza che qualcuno avesse verificato che girasse o meno.
Alla Lookout, però, qualcuno, appena a tutti loro iniziavano a fischiare le orecchie per gli accidenti che gli acquirenti del gioco tiravano, si è impegnato ed è alfine uscita una seconda edizione delle regole, che ha risolto, almeno, i bug, cosicché si può considerare il manuale 2.0 (lo trovate qui) una efficace soluzione quantomeno degli errori di programmazione.
Premetto qui qualche cenno, che non può essere pienamente compreso senza aver letto le regole e giocato, ma voglio solo dare l’idea.

Per prima cosa era possibile che il giocatore di turno al primo turno decidesse, banalmente, di sbarcare tutte e tre le proprie unità. In questo modo il secondo giocatore, se non in possesso di una carta esploratore, si trovava nella condizione di dover, banalmente, passare, non avendo alternative (essendo tutti e tre gli spazi occupati). 

Alcuni nei forum hanno osservato che questa mossa è sconsigliabile (per il primo giocatore) per motivi strategici, ma basta sapere che, se all’avventatezza corrisponde anche la fortuna di trovare l’avversario sprovvisto del necessario esploratore, allora diciamo che il rischio paga. Il manuale 2.0 ci ha allora messo una pezza spiegando che il primo giocatore può sbarcare solo due omini.
Poi c’è la possibilità che, siccome nel gioco ci sono parecchie carte colorate, tipo Ticket to Ride, qualcuno abbia la sfortuna di non pescare mai quelle giuste. Ebbene, nelle regole di base delle tue millemila carte gialle inutili (per dire un colore a caso) ti ci facevi la birra, mentre nel 2.0 puoi darne via tre qualsiasi per sostituire una qualunque carta colore.
Ci aggiungiamo poi una ulteriore aggiunta che spinge a rimuovere (spostandole a destra) le schede tabellone quando sono prive di tesori e anche un altro baco di quelli grossi lo abbiamo ammazzato.

Data poi una spolverata al tutto, rendendo più chiaro qualche passaggio, diciamo che il manuale 2.0 rimette il gioco sulle sue gambe, come un ubriaco al quale hai dato una svegliata con una bella doccia fredda.

Ciò che ha lasciato perplessi è che Hengist è un gioco per famiglie, adatto a bambini dai 7 anni un su, con un manualino di sei facciate con tanti disegni, per cui comprenderete come mai la gente ha pensato al gioco come a un qualcosa di prodotto in modo affrettato e qualcuno ha pensato a impegni contrattuali da rispettare, puntando anche sul silenzio dell’autore in argomento e sul fatto che le correzioni sono state proposte dall’editore e non dal buon Uwe (ne parlo solo per dar conto del tamtam di Internet, senza avere però alcuna conoscenza della cosa).
VABBE’ PASSIAMO ALLE REGOLE
Eccoci, qui, nei panni di simpatici predatori sassoni, che alla mattina si svegliano e vanno a lavoro, consistendo quest’ultimo nell’andare a simpaticamente saccheggiare dei bei villaggetti.
Partiamo con un tabellone modulare e con una bellissima barchetta, sulla quale sono caricati esattamente tre pedoncini per ognuno dei due giocatori.
Al proprio turno il giocatore a cui sta svolge, per ciascun pedone, una azione, che può variare, grosso modo, tra lo sbarcare dalla nave o reimbarcarsi e muoversi sulla mappa (pagando carte colore del tipo indicato sui simboli che si attraversano), arrivando, alla fine, a saccheggiare i villaggi in basso, ottenendo i gettoni con il bottino. Alla fine di ogni turno si ripescano carte colore e si passa la mano.

È altresì possibile giocare una carta esploratore (una sorta di jolly) che consente di andare a spiare le sezioni nascoste del tabellone, di recuperare un pedone perduto (a seguito dello spostamento del tabellone) o vale quale una carta di altro colore. Ogni volta che viene giocato un esploratore, però, la barca si muove di uno spazio e quando arriva al bordo del tabellone, idealmente diventa troppo lontano per chi è sbarcato tempo fa e lo fa perdere, spostando la scheda a sinistra a destra del tabellone (girata).

A esito del quarto spostamento la partita ha termine, vincendo chi ha il valore dei gettoni bottino più elevato.
COME SI PRESENTA IL GIOCO
Siamo di fronte a una scatolina della stessa dimensione di Patchwork e i componenti, bisogna dirlo, sono anche superiori a quel predecessore, con tutto il necessario per considerarli, a tutt’oggi, come di ottimo livello.
Il tabellone è ben illustrato (e ci mancherebbe, la grafica era affidata a Klemens), le carte colore si vedono bene e sono di tinte che, una volta tanto, non si confondono e, tocco di classe, c’è una simpatica barchina di cartone spesso che rappresenta davvero l’elemento identificativo del gioco, tanto che un paio di recensioni che ho letto e che liquidavano Hengist come un gioco davvero poco interessante, si soffermavano, anche nel titolo, a menzionare la bella imbarcazione 🙂

COME GIRA IL TUTTO

Premetto che con le regole originarie il gioco non girava e basta, come un’auto fornita con il cambio che va solo in prima e seconda. Cammina, ma non ci vai più lontano che casa-lavoro e mi concentro a parlare di come il gioco gira con il manuale 2.0.
Siamo di fronte a un giochino di difficoltà realmente bassa, tanto da essere considerato dagli utenti di BGG 1,67 su base 5, che rielabora, semplificando moltissimo, dinamiche proprie di un Ticket to Ride, per dare l’idea.
I pedoncini dei giocatori, infatti, si muovono scartando carte colore attraverso percorsi di una casella (per i due spostamenti iniziali) e di 2 o 3 per quelli finali (ogni passo richiede di pagare una carta di un certo colore) e a fine turno si ripesca, ottenendo due carte fisse e carte bonus per i pedoni che sono fermi nelle caselle prima dei villaggi da raggiungere.
Nella miscela ci inseriamo poi un bel po’ di fortuna, legata alla pesca delle carte (ma se volete, se considerate il manuale 2.0 una maxi house rule, potete anche metterci quella di mettere tre carte girate, alla Ticket to Ride, tra le quali scegliere) e alla presenza di una piccola sezione del tabellone nascosta (che si gira quando qualcuno ci passa sopra) e otteniamo un giochino che possiamo senza difficoltà considerare come un introduttivo ai giochi da tavolo, quasi più adatto per giocare con i vostri bambini che per vere e proprie sfide testa a testa tra papà a mamma.

Se l’autore fosse stato un altro, probabilmente, il gioco su BGG godrebbe, nella versione del manuale 2.0, un classico 6,0-6,3, ovvero quei voti riservati a titoli che non lasciano una particolare memoria di sé, ma poiché l’autore è Uwe, nel voto medio che si legge (4,9) pesa molto la frustrazione delle attese deluse di chi magari il gioco l’aveva comprato a scatola chiusa, considerando che l’anno prima era uscito quel capolavoro di Patchwork.

Che sensazioni restituisce il gioco?
Di leggerezza estrema, direi. Siamo di fronte a un qualcosa che abbozza qualche meccanica, come la gestione delle carte colore vista per esempio in Ticket to Ride, che pure è considerato di poco più difficile, ma che assume là però uno spessore di almeno due spanne maggiore. 
Tutto qui resta accennato, visto che un poco di pianificazione la puoi fare, mettendo da parte le carte giuste per certi percorsi, ma poi, se magari l’avversario (senza saperlo, perché non vede cosa peschi) decide di fare lo stesso prima di te, magari ti anticipa senza volerlo. Nel contempo non hai il timing di quando le carte esploratore usciranno, dando impulso al flusso del gioco e alla scomparsa delle schede che compongono il tabellone modulare, per cui fai fatica a programmare davvero.
Ci sono dei correttivi, come i jolly esploratore o le tre carte per una (del manuale 2.0), ma nell’insieme direi che c’è abbastanza per una ventina di minuti di gioco spensierato, senza troppo impegno, e poco più

CONCLUSIONI

Hengist è sicuramente uno dei titoli meno pregevoli della produzione recente di quel mago di Uwe Rosenberg. Uscito addirittura con qualche baco di regole, una volta revisionato il manuale il gameplay si è assestato, ma resta un gioco abbastanza introduttivo ai concetti di carte colore, con i pregi di una buona componentistica e di una durata a partita limitata e i difetti di una componente fortuna abbastanza marcata.
Può comunque attrarre per qualche giocata sbarazzina, magari coinvolgendo i più piccoli, in logica di gioco ponte da proporre prima di passare con loro a qualcosa di più impegnativo.
Attendo indicazioni e commenti da chi lo abbia provato, prima o dopo l’uscita del manuale corretto 🙂
Il nostro Sponsor
365 Giorni Fa...
Ultimi commenti
Stefano: Questa nuova versione porta la firma aggiuntiva di...
LarryG: Grazie, è proprio il tipo di feedback che serve. ...
Marco Amanti: Grazie per il resoconto. Io sono ritornato a casa ...
simarillon (Davide): e quindi ti aspettiamo per ingradirla ... dimmi qu...
LaViadelGrognard: Ho capito perfettamente cosa scrivi, e la critica ...
SigFapos: Ciao Ronald...
Demo: scusami ma quello che scrivi non c'entra nulla. Ho...
Demo: tu sei quello sveglio che quando si indica la luna...
Demo: ma molto piccola se non avete visto 60 tavoli pien...
FΛB!O P.: È proprio lui!...
I più letti del mese
Play 2026
Play 2026 - La guida definitiva
IL-LISTONEPLAY-20265
Il listone stampabile e la 'web app' per PLAY 2026
Il_Destino_della_Compagnia_box-1024x1024
Il Signore degli Anelli - Il Destino della Compagnia [recensione]
muli
Muli

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Sottoscriviti
Notificami
guest
1 Comment
Meno recente
Più recente Con più voti
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
Castle_builder_promo
Castle Builder [ Recensione ]
Castle Builder: Quando costruire un castello è il modo più elegante per vincere una corsa Nel...
presagi
Presagi : non proprio un titolo rassicurante…
"Presagi" è un trick-taking game con un'estetica onirica e carte formato tarocco, che si è rivelato sorprendentemente...
pic9403284
"Non dire Gatto...": Storia di gioco puccioso ma feroce
"Non dire Gatto..." è un gioco di carte dall'estetica pucciosa ma dal cuore spietato
In Tall Tales indosserai i panni di un pirata scapestrato il cui destino è di saltare di isola in isola, ingannare la morte all’ultimo secondo e compiere gesta che diventeranno leggenda.
Tall Tales
In Tall Tales indosserai i panni di un pirata scapestrato il cui destino è di saltare di isola in isola,...
Dark Blood cover
Dark Blood [ Recensione ]
Dark Blood è il nuovo "horror euro" targato Meeple Pug. Scopri nella nostra recensione completa se questo...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

1
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x