[La Vedetta di KS] Anno 3 – XVI Puntata

scritto da Sayuiv (Yuri)

Settimana inaspettamente piena con un gioco che mi ha sorpreso è dire poco, ovvero The Hunters, che mi ha ricordato molto l’esperienza avuta con il primo videogioco della serie Borderlands che ho adorato. Sicuramente un progetto interessante e da tenere occhio, ma anche gli altri non sono da meno! Mettetevi comodi, preparatevi un bel caffè e buona lettura!
  • The Defence of Procyon III
  • The Hunters a.d.2114
  • The Ratcatcher
  • The Great Race
  • Resident Evil 3
  • Steampunk Rally Fusion
  • Try Before You Pledge

The Defence of Procyon III
Nuovo eurogame da parte di David Turczi, ambientato nel 2107 dove gli umani stanno cercando di colonizzare il pianeta Procyon III, ma ovviamente la razza aliena presente sul pianeta non è tanto d’accordo. L’ambientazione mi ricorda un po’ il film Starship Troopers, film che adoro (dimenticatevi dei seguiti, non vale la pena). Il gioco offre una modalità cooperativa, ma credo che il succo sia nella sua modalità competitiva 2 vs 2. Il gioco si svolge su due plance, una rappresentante le varie regioni del pianeta e l’altra invece l’orbita intorno al pianeta. Entrambe le fazioni hanno truppe “terrestri” e astronavi in orbita, ed ognuno dei giocatori guiderà solo 1 di esse. Quindi un giocatore guiderà le truppe umane, uno le truppe aliene, l’altro le astronavi umane e l’altro le astronavi aliene. Nella pagina della campagna non c’è una vera e propria spiegazione del gioco, allora mi sono andato a guardare la registrazione della live che ha fatto su Tabletop Simulator dove spiega al gioco a 2 membri di Man Vs Meeple che giocano contro due membri di Dice Tower. Oh boy! Il livello di complessità del gioco è piuttosto alto. Non solo le fazioni sono ovviamente asimmetriche, ma anche all’interno della stessa fazione, le truppe e le astronavi giocano in modo diverso! Praticamente sono 4 regolamenti separati da imparare, un po’ come in Root. L’ordine di turno è sempre lo stesso, dove iniziano le truppe di terra aliene, per poi passare alle astronavi umane, poi le truppe di terra umane ed infine le astronavi aliene, in modo tale che passa sempre 1 turno tra i diretti “concorrenti”. Per darvi un paio di indicazioni vi spiego qualche meccanica di ciascuno:

  • Le truppe aliene in ogni turno giocano 3 carte dalla propria mano. Ciascuna di esse è divisa in due, sopra troviamo la mappa del pianeta con una regione selezionata, se decidiamo di usare la carta in questo modo avremo 3 possibili azioni da effettuare. Alternativamente, possiamo utilizzare la parte sotto della carta facendo le azioni descritte. La terza alternativa è attivare una direttiva. C’è una plancia con 8 direttive messe in 2 righe da 4 una sotto l’altra. Quando attiviamo una direttiva, se attiviamo la direttiva superiore, eseguiamo anche quella inferiore, poi la carta viene posizionata su di essa, e quindi in un turno futuro sarà disponibile solo quella inferiore (fino a che non si rimescola il mazzo). 
  • Le astronavi umane iniziano il turno  con 6 carte. Ne devono “scartare” 3 a formare il mazzo combattimento, mentre le altre si utilizzano per le azioni. Anche queste carte vengono utilizzate in modi diversi. Sopra indicano quali astronavi possiamo attivare e quante volte attivarle. Utilizzata la carta si posiziona negli scarti tecnologia a faccia in su. La parte sotto della carta indica l’effetto della tecnologia, che può essere una abilità passiva, oppure una abilità che richiede di spendere delle risorse (non scendo nel dettaglio). 
  • Le truppe umane invece fanno un gioco di distruzione del mazzo. Selezionano 1 carta dalla propria mano, questa viene utilizzata per attivare l’eroe rappresentato nella parte superiore della carta o l’azione descritta nella parte sotto, per poi essere definitivamente eliminata dal gioco. A questo punto si utilizzano altre due carte che vanno nella pila degli scarti guardando le icone presenti in alto a sinistra. Queste icone possono essere momentum o attivazione edifici. I punti momentum possono essere spesi per muovere o far attaccare le truppe, mentre se si ha almeno una icona attivazione edificio, se uno dei nostri scenziati è presente in uno degli edifici presenti sul pianeta, è possibile attivarlo. Inoltre, i punti momentum possono essere utilizzati per attivare abilità speciali degli eroi, che sono carta a faccia in su messe a parte, che non fanno parte del nostro mazzo. 
  • Le astronavi aliene invece si basano su dadi e carte. Si tirano i dadi, che possono rappresentare diverse icone quadrate o cerchi. Si seleziona uno dei dai, si posizionano tanti cubi azione indicati dai quadratini sue due “regioni” dell’orbita, per poi utilizzare una carta che dice quali astronavi possiamo utilizzare, spendendo un cubo per ogni azione eseguita. I cerchi invece indicano le sinapsi, ovvero la capacità telepata di comunicare degli alieni. Spendere questi punti permette il piazzamento di ulteriori astronavi. 
Ho tralasciato molti altri dettagli presenti, per esempio su come attaccare, le differenze tra le varie astronavi, gli scenziati che possono andare in orbita o le varie condizioni di vittoria. Spero siate riusciti a farvi una idea blanda del gioco, che seppur mi sembra piuttosto affascinante, credo che almeno per me, sia un gioco che abbia difficoltà ad essere intavolato. 
Sorpresa del momento! Siamo di fronte ad una seconda edizione che offre anche nuovi contenuti e che al momento è riuscita a raccogliere quasi 200 mila dollari. Quando ho letto seconda edizione ho cercato di ricordare se avevo coperto il gioco in passato, ma purtroppo nulla. Facendo un po’ di ricerca, la prima edizione del gioco fu lanciata su KS l’aprile dello scorso anno e raggiunge l’obiettivo solo a 3 giorni dalla fine (motivo per cui potrei averlo saltato) raccoglieno poco meno di 20 mila dollari. Visto che è una seconda edizione, sono andato a curiosare sulla pagina di BGG, trovando un ottimo 8.8 (si, so benissimo che i voti su BGG contano fino ad un certo punto) ma leggendo un paio di recensioni ho trovato pareri piuttosto positivi. Le critiche maggiori sono riferite al regolamento, che a quanto sembra non offra molti esempi di gioco e non copra alcuni pezzi di equipaggiamento atipici, cosa che il creatore sta sistemando in questa seconda edizione. Altra lamentela è la necessità di avere davvero un gran bel tavolo, sopratutto se si gioca in più giocatori. Per il resto solo complimenti. La parte narravita è quella che la fa da padrona, la parte tattica (una sorta di skirmish) risulta essere ben fatta, anche se a detta di alcuni, alcune abilità e/o possibilità non sono state utilizzate. Inoltre, a quanto pare, una campagna che dura circa 60 ore, non ci fa affrontare tutto il contenuto della scatola, quindi aprendo la possibilità ad una rigiocabilità intraprendendo strade diverse. Ma veniamo al gioco. L’ambientazione è un post-apocalittico, dove nei panni di mercenari, andremo in giro per vari luoghi, prendere missioni e/o lavori da eseguire, con la possibilità di avere incontri casuali in città o fuori proprio in stile Gloomhaven. Le carte missioni e/o lavoro ricordano molto il sistema di carte utilizzato in fallout, mentre la presenza di una base dove potremo costruire diverse attrezzature che ci permettono di creare equipaggiamenti e migliorarli, mi ricorda alla lonta This War of Mine. La parte tattica del gioco viene eseguita su delle plance come qualsiasi dungeon crawler, mentre i luoghi sono rappresentati da carte, ciascuno con le sue peculiarità e negozi vari dove poter comprare tutto il necessario. Il sistema di equipaggiamento è molto interessante, dandoci la possibilità di aggiungere mod alle nostre armi, migliorandone diversi aspetti. Inoltre, i nostri personaggi potranno livellare acquisendo nuove carte abilità e tratti. Da quel poco che ho visto il gioco mi ha dato ottime sensazioni, e onestamente mi ricorda molto lo stile di gioco di Borderlands (il videogioco) che ho adorato. Una delle recensioni addirittura lo descrive come il gioco che sarebbe dovuto essere Fallout. La campagna offre sia il gioco base che le varie espansioni, e per chi avesse partecipato alla prima campagna anche un upgrade per le migliorie. Ho visto che il regolamento del gioco è tradotto in diverse altre lingue, quindi ho contattato il creatore per sapere se aveva anche una traduzione in italiano in programma. Mi ha risposto dicendo che ha trovato qualcuno disposto a tradurre il regolamento e molto probabilmente anche le carte storia, parte centrale dell’esperienza di gioco! Quindi che aspettate? 
Ratcatcher potrebbe essere tradotto come l’acchiappa topi. Siamo di fronte ad un gioco studiato appositamente per il solitario, dove nei panni di un acchiappa topi dovremo cercare di salvare il formaggio magico da una invasione di topi. Nel gioco sono presenti 4 diversi acchiappa (tra cui ovviamente il pifferaio magico) topi che differisco in abilità, mentre sono presenti 3 tipi diversi di topolini, alcuni topi ignoranti (i minion) e poi ovviamente il boss finale. Il gioco si svolge su delle carte che rappresentano una mappa della città, che se la carta iniziale è sempre la stessa, il resto della città si creerà man mano in modo casuale. Ogni carta città ci indica quante carte città dobbiamo pescare quando siamo presenti con il nostro acchiappa topi. Ogni volta che riveliamo una carta città, che è divisa in zone, dobbiamo prestare attenzione alle varie icone presenti su di essa. Se è presente una icona topo piccola, peschiamo a caso uno dei topolini per ciascuna di quella icona. Dove è presente un triangolo blu, posizioniamo un triangolo magico, e la stessa cosa per le pozioni rosa e gialle. Inoltre, su alcune carte è presente una icona topo grande con delle frecce circolari, che rappresenta lo spawn dei topi che avviene a fine di ogni turno. L’icona punto interrogativo invece richiede di pescare il relativo token dove possiamo trovare una varietà di simboli tra cui quello dei topi minion. L’obiettivo del gioco è quello di raccogliere 10 formaggi magici o uccidere il topo nemesi, mentre perdiamo se muoriamo o se i topi raccolgono 10 formaggi magici. Sulla plancia della nemesi troviamo un tracciato dove posizionare i formaggi presi dai topi, ogni formaggio preso migliora le abilità dei topolini, fa spawnare la nemesi oppure un minion. Allo stesso modo, sulla nostra plancia personaggio, troviamo diversi posti dove poter posizionare i formaggi. Grazie ai formaggi potremo aumentare il numero di dadi combattimento, i punti vita o movimento, così come sbloccare l’utilizzo delle pozioni. Il turno solitamente si svolge con l’attivazione dell’acchiappa topi, seguita poi da quello dei topo. I topolini piccoli sono di 3 diversi colori: bianco, si muove di 1, non ha difesa e non morde, e va a caccia del formaggio; marrone, si muove di 2, non ha difesa, morde 1 volta e va a caccia dell’acchiappa topi; nero, 1 movimento, 1 difesa, non morde e va a caccia di formaggio, ma ogni volta che viene pescato fa pescare un topo in più. I minion invece sono tutti diversi ed hanno le proprie carte da pescare casualmente quando ne dobbiamo posizionare uno sulla mappa, e possono andare alla ricerca di formaggio o di noi, e solitamente hanno statistiche piuttosto pompate, ma una volta catturati ci danno una ricompensa extra. Inoltre, catturando topi essi vengono messi sulla plancia gabbia. Questa ci da la possibilità di “spendere” i topi per ricevere bonus, che possono andare da una cura, una pozione, fino ad un formaggio extra. 
Ambientato negli anni 30, i giocatori prenderanno parte ad una corsa avventurosa da fare in Africa o in Sud America. Ogni giocatore riceve la propria plancia dove possiamo trovare indicato lo stato del nostro mezzo, dalla carrozzeria, alla velocità fino alla benzina. Inoltre, sulla plancia trovano posto le icone dove posizionare i nostri aiutanti. Ogni mappa è rappresentata da dei cerchi che formano dei percorsi, dove andranno posizionati dei token pescati a caso se andiamo avanti senza prima vedere cosa ci aspetta, oppure pescati in anticipo per preparasi. Ogni turno viene giocato quasi in simultanea. Prima si esegue un draft delle carte, che possono aiutarci a ricevere soldi, riparazioni o altro. Poi, ogni giocatore coperto dietro lo schermo, decide dove posizionare i propri aiutanti. A questo punto si rivelano le scelte fatte e si eseguono. Potremo prendere soldi, pescare token e posizionarli prima di muoversi, muoversi con il mezzo, pescare carte extra, etc… Quando ci muoviamo su un token, questo come minimo costa 1 punto benzina, altre possono costarci punti velocità, mentre i token pericolosi abbassano il valore della carrozzeria, che indica quante carte possiamo tenere in mano. Sparse sulla mappa troviamo anche città. Nelle città potremo spendere soldi per riparare la macchina e fare il pieno cosa che costerebbe il doppio farlo fuori città. Alcune città hanno anche dei porti che ci permettono di muoverci in un altra città pagando il costo del biglietto. La partita finisce quando uno dei giocatori arriva a destinazione, dopodichè ogni giocatore riceve punti in base alla posizione e allo stato del mezzo. Se volete approfondire, sulla pagina KS trovate anche il regolamento in Italiano tradotto da un nostro caro connazionale che si è preso la briga di farlo! 
SteamForge Games torna alla ribalt su KS con questo seguito che eredita le meccaniche del predecessore Resident Evil 2, ovviamente con i personaggi e nemici del 3 titolo. Il gioco è costruito a scenari, che costruiscono una campagna, ma possono essere giocati anche da soli. Il bello ri RE3 è che questi scenari non devono essere giocati in una sequenza predeterminata, ma a simulare un “open-world”, girando per lo scenario potremo scopire nuovi luoghi che sbloccano altri scenari, ma che per visitarli richiedono magari una chiave che ogni volta viene generata in un posto diverso. Ogni personaggio ha differenti abilità che riflettono il proprio carattere. I giocatori si ritroveranno ad andare in giro a cercare risorse, cercare di sopravvivere, ma sopratutto risolvere la missione dello scenario. Alcune missioni sono fisse, mentre alcuni scenari lasciano a noi la scelta di quale missione perseguire, altre invece potrebbero cambiare in base alle nostre azioni. Per aumentare la variabilità e rigiocabilità sono presenti anche le carte tensione, che aumenta il livello di pericolo dei nemici, e le carte evento che sono casuali e cambiano alcune sfaccettature degli scenari. Insieme a mio fratello ed alla ragazza abbiamo provato per voi la demo presente su tabletopia! Eccovi il video:

L’originale Steampunk Rally mi ha sempre affascinato, anche se purtroppo non ho mai avuto modo di provarlo. Questo seguito segue le meccaniche generali del predecessore con qualche aggiunta ma sopratutto nuovi personaggi e nuovi tracciati. Per chi non sapesse nulla del gioco originale, i giocatori prendono il ruolo di inventori che decidono di costruire delle macchine volanti e fare una gara. Il tutto si basa sul draft di carte e sul loro utilizzo multiplo. Ogni carta può essere utilizzata per ampliare il nostro mezzo volante oppure essere scartata per ricevere le risorse indicate nell’angolo in alto sotto forma di dadi e ingranaggi. I dadi possono essere di diversi colori, ed ogni macchinario offre la possibilità di utilizzare dei dadi di un certo colore e/o valore, producendo in cambio energia per il movimento, altri dadi, o altri effetti particolari. Quindi ci ritroviamo di fronte ad un gestione risorse dove andremo a costruire il nostro motore (in tutti i sensi) produttivo. La paricolarità, sta nel fatto che una volta piazzato un dado esso rappresenta il surriscaldamento di quella parte, e durante la fase di raffreddamento potremo diminuire di 1 il valore del dado presente su ogni macchinario più 1 ulteriore per ogni ingranaggio che decidiamo di spendere. Finchè il dado non raggiunge lo 0 questo non può essere tolto, costringendoci a pianificare sia nel breve che medio termine. Fusion, come detto, aggiunge nuovi inventori con nuove meccaniche, ma sopratutto altri 3 tracciati, parte debole del gioco base che ne aveva soltanto 1. Inoltre, aggiunge i dadi fusion, dadi multicolore con valori che vanno dal 4 al 9, permettendoci di effettuare produzione davvero vantaggiose, ma ad un costo….una volta piazzati questi dadi non possono esseri rimossi! Si sono surriscaldati talmente tanto che si sono fusi con il macchinario! Altra aggiunga fatta su alcune parti è la possibilità, una volta attivata una carta, di ottenere un effetto extra se si decide di scarta quella parte. Inoltre la campagna offre la possibilità di avere tutto in una sola scatola Fusion e il gioco originale, visto che di fatto tutti i componenti sono compatibili tra le varie versioni. 
TRY BEFORE YOU PLEDGE
Ambal Tournament (KS, TS, TT)
Gioco di carte dove da 2 a 4 giocatori si scontreranno in duelli giocati in simultanea.

Euthia: Torment of Resurrection (KS, TT)
Gioco di ruolo strategico dove da 1 a 4 giocatori in un mondo fantasy andranno in giro per la mappa modulare piena di missioni, risorse e pericolosi incontri.

Island Siege (KS, TT)
Gioco di civilizzazione delle indie occidentali dove da 1 a 4 giocaotri si ritroveranno a costruire forti ed edifici e mandare navi ad assaltare i nemici.

Mothership: 2nd Edition (KS, TS)
“Leggera” avventira SCI-FI 4X da 2 a 6 giocatori.

Numbers League (KS, PDF)
Campagna che presenta la sola versione Print&Play di questo gioco di carte, strumento educativo a tema supereroi per insegnare/ripassare alcuni concetti di matematica ai nongrandi. Si dovrà radunare la propria squadra di supereroi, usando la somma dei loro poteri e dispositivi ingegnosi per catturare quanti più cattivi possibili.

PnP: versione curata e completa anche se in bianco e nero, la stampa è composta da circa 15 pagine + regolamento.

Pulp Invasion (KS, TT)
Avventura nello spazio infinito ed oltre alla ricerca della sconosciuta arma finale per sconfiggere gli alieni. Il tutto in salsa anni 50.

Tapiru (KS, PDF)
Gioco per 2, dove i giocatori tentano di costruire tre tazze di tè della bevanda tipica  giapponese tapiru, cercando di raccogliere tessere che danno i suoni “Ta” “Pi” “O” “Ca”.

PnP: versione dimostrativa a colori, si tratta di circa 5 pagine + regolamento. Indipendente dalla lingua ad eccezione del regolamento.

The Phantom (KS, PDF, TS)
Avventura giocabile in solitario o in modalità cooperativa ambientata nel mondo di Phantom, dove i giocatori dovranno riuscire a superare diversi problemi e ostacoli e far evolvere azioni e oggetti per proseguire, il tutto è modulabile con 4 diversi livelli di difficoltà.

PnP: versione dimostrativa a colori che permette di giocare la prima avventura, la stampa è piuttosto impegnativa e le carte presentano parecchio testo in lingua inglese.

Victim: The Cursed Forest (KS, TT)
Gioco horror coopperativo per 2-6 giocatori, i quali dopo essere stati catturati, dovranno cercare di trovare una uscita. Ma….a circa metà del gioco, uno dei giocatori verrà impossesato dal male, e cercherà di eliminare gli altri giocatori e non farli uscire.

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