- Ankh
- Caves of Rwenzori
- Tales from the Loop
- Kingless
- Planet Unknown
- Try Before You Pledge
Ankh
Con Ankh, CMON pone fine alla trilogia iniziata con Blood Rage e poi proseguita con Rising Sun. Dagli stessi autori troviamo un gioco che come meccanica alla base ha quella del controllo del territorio, ma intorno ha tutta una serie di meccaniche e accorgimenti da renderlo diverso dai predecessori. In Ankh i giocatori prenderanno il ruolo di uno degli Dei Egizi il cui obiettivo è quello di combattere con gli altri Dei per diventare l’unico dio da venerare nella società che ormai si sta spostando verso il monoteismo. Assoldare guardani, farsi costruire templi in proprio onore, guadagnare seguaci ed ispirare guerreri a combattere per il nostro credo sono i mezzi per creare quella devozione che dovrà durare in eterno. Una delle novità rispetto ai predecessori è che la plancia personale di ogni dio ha 3 tracciati in cui avanzerà per eseguire azioni come muoversi, richiamare alleati e guadagnare seguaci al fine di ottenere nuovi poteri e nuovi seguaci. Come muoversi su questi tracciati sarà molto importante, sopratutto a livello di tempismo, visto che una volta che si arriva alla fine di uno dei tracciati, un evento sarà innescato. Gli eventi solitamente portano vantaggi ai giocatori, ancor più se sono stati loro gli artefici dell’innesco dell’evento. Controllare monumenti può garantirci devozione extra, mentre dividere una regione con le carovane più potere. I turni vengono segnati su un apposito tracciato, che scadenzano anche l’arrivo dei conflitti. Quando il momento dei conflitti arriva e 2 o più dei si ritrovano a contendersi la stessa regione, ognuno può giocare una carta dalla propria mano. Questa carta, oltre ad aggiungere potere alla battaglia, offre diversi effetti ed abilità prettamente correlati e specifici per ogni dio. Ovviamente i perdenti vengono uccisi, mentre i vincitori acquisiscono devozione. Interessante un meccanismo di ripresa. Eventualmente, a scelta dei giocatori coinvolti, i due dei con meno devozione possono decidere di unirsi e creare una nuova entità che potrà utilizzare i poteri dei due dei e cercare di vincere come squadra. Verso la fine della partita, ogni dio che non avrà raggiunto un livello sufficente di devozione verrà dimenticato, fino a che non ne rimmarà soltanto uno. Poco prima del lancio della campagna, vidi una intervista promozionale del gioco di Eric Lang. Lang, nel video spiega come per questo gioco abbia voluto diversificare rispetto ai predecessori. Invece di puntare a creare una armata, l’obiettivo del gioco è tutto incentrato intorno agli Dei e l’esperienza che voleva trasmettere ai giocatori è proprio quella di essere una entità con poteri soprannaturali. Per quanto riguarda il resto della campagna, siamo negli standard CMON, bellissime mini, solita aggiunte di espansioni come Add-on per far lievitare il prezzo dell’all-in etc.. etc.. Nonostante il gioco avesse un hype piuttosto elevato, credo che anche in CMON siano forse un po’ delusi dal progresso raggiungo finora. Al momento di scrivere la campagna aveva superato il milione e mezzo, una cifra da capogiro per molti creatori su KS ma certamente un po’ sottotono per CMON. Ovviamente, il lancio in quasi contemporanea con Frosthaven (quasi 10 milioni), l’espansione di Cloudspire e tanti altri progetti interessanti, credo possano aver interferito con le proiezioni dell’editore.
Caves of Rwendori
Indubbiamente gli autori del gioco, nella scelta del nome, si sono ispirati all’italico trio di comici Aldo, Giovanni e Giacomo. Quello di cui ho il dubbio è se si sono ispirati a PDAAAR, FIGLIO DI KMEER oppure è semplicemente il nome utilizzato in veneto per descrivere una montagna, così come cadrega descrive una sedia (povero conte Giaaaaaacula). Credo che rimarremo con il dubbio, ma veniamo al gioco. Da 1 a 5 giocatori prenderanno il ruolo di esploratori che cercheranno di addentrarsi dentro le caverne situate nella “pancia” della montagna Rwendori, di cui leggende narrano che nessuno sia mai tornato indietro. Manco a dirlo, appena entrati, l’entrata crolla, e nella vostra mente risuona un eco “..solo uno ne uscirà vivo…”. La meccanica principale si basa sul piazzamento di tessere esagonali utili a creare la rete di tunnel che formano la caverna. Durante il proprio turno il giocatore potrà eseguire una azione tra muoversi, piazzare una tessera o andare alla cieca. Ogni giocatore inizia il proprio turno con un “mazzo” di tessere in numero uguale, ne pesca 4 e quando decide di piazzarne una ne ripesca un altra. Le tessere normali semplicemente vengono piazzate adiacenti ad una tessera presente in modo che colleghi i tunnel. Le tessere oscure invece, rappresentato trappole, pericoli ed ostacoli, e vengono posizionate a faccia in giù. Alcune tessere permettono di piazzare tessere extra, mentre alcune tessere oscuro ne fanno pescare di più, impediscono l’entrata di alcuni tunnel o impediscono di piazzare una tessera. L’azione movimento invece permette di muoversi lungo un tunnel quanto ci pare, fino a che non arriviamo davanti ad una tessera oscura oppure la fine di un tunnel a cui possono essere collegate le tessere. Inoltre è possibile spendere una azione per rivelare una tessera oscura oppure andare alla cieca, muovendosi sulla tessera rivelandola. Nel momento in cui uno dei giocatori rimane con sole 4 tessere in mano e di conseguenza ha finito il suo mazzo, esso può decidere di piazzare l’uscita. Gli altri giocatori pescheranno in mano tutte le tessere rimaste e il gioco prosegue fino a che uno di loro riuscirà ad uscire dalla caverna. I creatori hanno annunciato che la traduzione in italiano è in lavorazione e sarà disponibile in forma digitale.
Tales from the Loop
Progetto che si ispira all’opera dell’artista e scrittore Simon Stalenhag, che oltre a produrre Tales from the Loop ha scritto anche Things from the Flood. Nel 2017 è stata prodotto un gioco di ruolo ispirato al romanzo e su Amazon Video è possibile anche trovare una serie TV (perlomeno in inglese, non saprei dire se è arrivata anche in Italia). Ed ora ovviamente abbiamo anche il gioco da tavolo. L’ambientazione creata dallo scrittore è quella di una visione alternativa degli anni 80′ e 90′ in una Scandinavia che ha subito una invasione delle sue lande tranquille dalla tecnologia. La storia descrive come nel 1954 il governo decise di costruire il più grande acceleratore di particelle proprio al di sotto delle zone sub-urbane, zona che i locali chiamano Loop. Completata nel 1969, strani fenomeni e malfuzionamento nei macchinari incominciarono ad apparire. Nel gioco da tavolo, i giocatori prenderanno il ruolo di adolescenti i quali cercheranno di investigare su questi misteri. Ogni giocatore presente nel gioco ha un suo punto di forza e uno di debolezza che influenza quanti dadi tirare durante le azioni. Inoltre, ogni personaggio avrà delle missioni secondarie da svolgere, che possono andare dall’andare a prendere la sorella, impressionare il cugino favorito portandolo in giro etc… Ogni turno inoltre viene rivelata una nuova carta mistero di cui sulla mappa viene indicata solo la posizione. Ogni turno è diviso in due fasi, la scuola e l’esplorazione. Durante la fase scuola si rivela una carta evento scuola che i giocatori dovranno cercare di risolvere. Fatto ciò, si combina questa carta con la carta scuola rivelata nel turno precedente per vedere quali macchinari si muoveranno e come. La plancia centrale difatti mostra una mappa della Scandinavia con i vari luoghi in cui i giocatori potranno andare ad investigare e dove sono presenti i vari macchinari. Da macchinari grandi come il “pompiere” o macchine da lavoro, fino ai robot-guardiani per arrivare fino a un robot militare. Questi macchinari si muoveranno in giro per la mappa ed in base alla zona in cui si troveranno potranno attivare un tipo di comportamento specifico, potendo anche impedire ai giocatori di muoversi in determinate zone. Mossi i macchinari, inizia la fase esplorazione. I giocatori avranno dei cubetti “tempo” che potranno spendere sulla propria plancia per effettuare determinate azioni, il cui numero è limitato dal numero di cubetti tempo che è possibile spendere su quella azione. Per esempio muoversi o cercare ha posto per 4 cubetti, mentre prendere l’autobus solo 2 etc… L’obiettivo dei giocatori è quello di risolvere le condizioni dello scenario scelto (a quanto pare saranno minimo 4) andango in giro per la mappa ad investigare carte mistero, risolvendo le missioni secondarie e altro. Ogni test che viene richiesto di eseguire è rappresentato da una icona che rappresenta un tratto come forza, velocità, paura etc.. Se quell’icona non è presente tra i punti di forza e debolezza del personaggio che la esegue, si prenderanno 3 dadi da tirare più eventuali dadi bonus dati da eventuali carte oggetto. Se invece fa parte dei nostri punti di forza ne prenderemo 5, mentre nel caso sia presente una delle nostre debolezze ne prenderemo solo 1. Per passare il test bisogna tirare i dadi e riuscire a fare almeno un 6. Gli scenari utilizzano le carte diario per dettare il progesso della storia e la sua eventuale risoluzione.
Kingless
In questo mondo fantastico di nani, da 1 a 5 giocatori competeranno per riuscire ad accumulare il maggior numero di influenza per essere eletto il Re Nanico! Gioco di sole carte, dove i giocatori appunto cercheranno di giocare le proprie carte nano, evento, magie ed altro nel tentativo di accumulare influenza, proteggerla e perchè no fare qualche dispetto agli altri giocatori. Illustrazioni molto carine e a quanto pare un gameplay veloce e caciarone per passare un po’ di tempo in leggerezza con gli amici.
Planet Unknown
Prendete una parte di Terraforming Mars. Fatto? Ora due parti di di qualsiasi gioco con i tetramini. Fatto? Ora con la colla vinilica attaccate il tutto e dategli una spruzzata di Copenaghen. Fatto? Benvenuti a Planet Unknow, nuovo piazzamento tessere, draft, gestione risorse e costruizione di un motore produttivo. Come vedete dall’immagine, ogni giocatore è chiamato a terraformare un pianeta nel tentativo di renderlo vivibile alla razza umana. Il tutto viene svolto grazie all’ausilio che di quello che in inglese chiamano Lady Susan (ovvero quel vassoio circolare che ruota). I turni vengono svolti in simultanea, con i giocatori chiamati a prendere una delle due tessere presenti nel vassoio di fronte a se. Ogni tessere può rappresentare diverse zone che rappresentano risorse diverse. Ogni volta che piazziamo una tessera, questa ci farà salire sui tracciati delle risorse rappresentate. Questi tracciati offrono bonus una tantum, azioni, milestone, sbloccare tecnologie etc… Alcune tessere presentano l’immagine di un meteorite che a fine partita porta malus, ma sbloccando il nostro rover in uno dei tracciati relativi, possiamo muoverlo per mandarlo a rimuovere. Ogni giocatore riceve inoltre degli obiettivi da soddisfare per ricevere punti bonus oltre ai punti che è possibile ricevere completando righe o colonne con le tessere (ogni riga e colonna dona punti diversi in base a quante tessere servono per completarla). Se eravate alla ricerca di qualcosa che potesse richiamare Terraforming Mars, più veloce, e con qualche elemento puzzle, questo potrebbe essere quello che fa al caso vostro.
Cows in My Pants (KS, PDF)
Gioco di carte in cui si gareggia per ottenere un gruppo di 4 carte, una scala o due coppie nel proprio recinto, dopo di ché si urla “Cows in my Pants!”
PnP: la versione sarà disponibile a breve, sarà un dimostrativo per 2-4 giocatori
Doing Laundry (KS, TS)
Ebbene si, ragazzi! Con questa esplosione dei giochi da tavolo negli ultimi anni, poteva mancare un gioco sul “lavare i panni” ? D’altrone ognuno lava i propri panni a casa sua no?
Mini Express (KS, TT)
Un 18xx versione lite, dove da 1 a 4 giocatori gestiranno 4 reti ferroviarie, comprando le loro azioni, per riuscire a diventare il magnate ferroviario più ricco!
Resident Evil 3(KS, TT)
Cosa posso aggiungere al brand Resident Evil? Solo di aspettare che ne faccia una bella preview su una delle prossime puntate! E magari riesco a farvi anche una bella sopresa…..
Rise of Tribes: Beasts & Bronze (KS, PDF)
Espansione di Rise of tribes, aggiunge un nuovo mazzo eventi a tema e un nuovo percorso per la vittoria.
PnP: versione dimostrativa con grafica semplificata, si tratta di circa 5 pagine. Testo in lingua sulle carte.
Valiant Wars (KS, PDF)
Deck building dove i giocatori combattono per conquistare un regno in rovina e ristabilire l’ordine, non mancano sabotaggi e inganni. Si giocano le carte simultaneamente, fino a quando un giocatore non decide di fermarsi e si verificano le carte.
PnP: versione dimostrativa a colori ben realizzata. La stampa è di circa 15 pagina, alcune carte hanno del testo in lingua inglese.
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