scritto da White Winston (Andrea P.)
Visto il successo dell’articolo dedicato all’argomento del “Fast Play vs Slow Play” e considerato che questo tema oggi è davvero molto attuale per tanti di noi, ho pensato di scrivere un seguito. Quel che mancava in quell’articolo era effettivamente una sorta di via di uscita, una luce in fondo al tunnel. Certo, non la soluzione definitiva, che in alcuni casi non è purtroppo così semplice da trovare in quanto il problema dell’oniomania (o sindrome da acquisto compulsivo) ha radici profonde nella psiche delle persone e tira spesso in ballo problematiche psicologiche che vanno al di là dell’acquisto dei giochi da tavolo, ma bensì una sorta di decalogo di consigli utili per trasformare un problema incontrollato in un meccanismo tutto sommato gestibile e sostenibile (dal punto di vista economico e mentale). Come diceva il buon Miky nei commenti all’articolo sopra citato (che ringrazio in particolar modo in quanto è stato fonte di ispirazione anche per molti dei punti che seguiranno), quel che serve sono dei veri e propri anticorpi per rispondere alla malattia del collezionismo compulsivo! E allora, quale miglior periodo di questo, dove il tempo è diventato una risorsa inaspettatamente disponibile per pensare, riflettere, riorganizzare, per provare a mettersi in discussione e farsi gli anticorpi a suon di buoni consigli?
1) Riconsiderare lo strumento che è Kickstarter.
- Anticipare un mucchio di soldi per un gioco che, nel migliore dei casi, arriverà tra 12-18 mesi (provate a fare due chiacchiere con i backers di HQ25…);
- Prendersi il rischio di impresa al posto di chi invece dovrebbe giustamente assumerselo;
- Comprare a scatola chiusa leggendo, quando va bene, un regolamento in bozza di un gioco in fase di playtest;
- Spendere apparentemente di meno, senza però considerare le spese di spedizione e il costo di tutto il materiale aggiuntivo (che indirettamente vi fanno comunque pagare) che non fa altro che gonfiare il costo della scatola base;
- Finanziare un “big game” (con big money!) di un autore sconosciuto che lavora per un editore altrettanto sconosciuto può rivelarsi spesso un bidone di proporzioni epiche. Per un Isaac Childres, ci sono centinaia di autori acerbi con editori impreparati che si affacciano con grandi rendering su KS ma con poche idee e organizzate male.
Siete proprio sicuri sia sempre una buona idea? Quanti Kickstarter si sono poi rivelati non all’altezza del prezzo pagato? Quanto materiale inutile è stato aggiunto solo per convincervi a fare il pledge? Non voglio affermare che Kickstarter sia il male… ma sicuramente fare una semplice statistica personale dei giochi per i quali ne è valsa davvero la pena (in questo considerate anche solo le volte che la scatola ha visto il tavolo) vi aiuterà a scegliere con saggezza e col contagocce le campagne da sostenere e, su queste, gli add-on effettivamente indispensabili da aggiungere (semmai ce ne fossero di indispensabili…).
Pensiamo a tutti quei titoli che non vedono mai il tavolo (o non l’hanno mai visto!), con regolamenti ostici che andrebbero ogni volta riletti da capo, fuori target per il proprio gruppo di gioco o semplicemente che ci hanno deluso, non del tutto convinto o non sono i “re della loro categoria” in collezione. Ecco, quelli sono i giochi che possono tranquillamente prendere la porta di casa, in tanti casi anche con soddisfazione economica (l’usato dei giochi da tavolo tiene abbastanza bene direi).
3) Evitare gli acquisti a scatola chiusa o, peggio, gli acquisti per riempire il carrello “perché sono a sconto”.
Considerate che comprare al day one vuol dire spendere sempre di più e prendersi molti più rischi; aspettare di leggere una recensione per capire se il gioco è quello giusto spesso taglia una bella fetta di “acquisti sbagliati” e il vostro portafoglio ringrazierà. Inoltre, “spendere soldi per risparmiare soldi” è un binomio che non funziona, quindi, evitare come la peste gli acquisti che sono dei riempitivi (tipo compro il filler a caso per non pagare le spese di spedizione).
4) Diffidare sempre delle espansioni.
Per una sviluppata bene, che si integra perfettamente col base, che lo migliora e che può talvolta diventare anche indispensabile, ce ne sono innumerevoli buttate lì tanto per allungare il brodo, fare cassa o complicare ciò che non deve essere complicato. Inoltre, che la comprate a fare un’espansione se il base lo intavolerete sì e no 3 volte?!? (“per smania di completismo” è la risposta sbagliata…)
5) Non dimenticare mai che il tempo e lo spazio (e i soldi!) sono risorse limitate.
Durate molto lunghe possono non incontrare le vostre disponibilità di tempo libero (o quelle del vostro gruppo); scatole molto grandi possono essere un problema, soprattutto quando vivete in un normalissimo appartamento dove gli armadi e le mensole sono i vostri contenitori di giochi. È inutile comprare il gioco più bello del mondo se poi non vedrà mai il tavolo perché troppo lungo o lo terrete in garage (a tirare l’umido!) perché troppo ingombrante.
Durate molto lunghe possono non incontrare le vostre disponibilità di tempo libero (o quelle del vostro gruppo); scatole molto grandi possono essere un problema, soprattutto quando vivete in un normalissimo appartamento dove gli armadi e le mensole sono i vostri contenitori di giochi. È inutile comprare il gioco più bello del mondo se poi non vedrà mai il tavolo perché troppo lungo o lo terrete in garage (a tirare l’umido!) perché troppo ingombrante.
6) Usare un’applicazione per tenere il conto dei giochi posseduti e delle partite giocate. Questo è davvero un punto fondamentale; spesso non ci si rende conto di quanti siano i giochi a zero (o poche) partite fin quando non si sbatte il muso contro la dura realtà ogni volta che si prende in mano lo smartphone. Inoltre, fare una statistica a fine anno delle partite fatte vi aiuterà a capire meglio le vostre preferenze ed esigenze, aiutandovi a non ripetere nuovamente gli stessi errori e magari a scegliere i giochi da mettere in vendita su un mercatino dell’usato.
7) Porsi sempre la domanda: se trovassi questo gioco (o questo bundle) sullo scaffale di un negozio, lo comprerei?
Sembra banale come domanda… ma non lo è per niente! La facilità con la quale spesso si spendono i soldi “virtuali” sui vari shop online non è neanche parente con il senso critico e la premura nel valutare un acquisto che avremmo in un negozio fisico. Provate a porvi sempre questo quesito e vedrete che gli acquisti online caleranno fisiologicamente.
8) Giocare solitari allunga la vita dei giochi.
Se siete lettori fidelizzati della mia rubrica (se non lo siete… male!) ormai sapete anche che questa modalità mi è particolarmente cara. Uno dei motivi, banalmente, è che mi permette di giocare molte più volte a titoli che, se mi limitassi a intavolarli col gruppo, sarebbero un bagno di sangue in termini di rapporto numero di partite fatte/costo.
Che ne pensate? Quali di queste regole vi sembrano le più facilmente attuabili per dare un limite all’acquisto senza senso di scatole? Vi vengono in mente altri consigli da aggiungere al Manifesto del Gioco Slow?
Spero davvero che questo possa diventare per molti di noi uno strumento utile e un punto di (ri)partenza per provare a correggere questa assurda frenesia che, a ben vedere, è proprio l’esatto contrario dello spirito che sta dietro alla sana e antica passione dei giochi da tavolo.
Aspetto i vostri commenti!
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