Ciao! Questa puntata di Analisi Mateludica sarà diversa dal solito, perché vorrei parlare di Entanglion, un gioco studiato appositamente al fine di spiegare il computing quantistico. Non avendo mai studiato nulla riguardo a questo argomento, il gioco mi ha incuriosito subito, soprattutto per il fatto che è stato sviluppato proprio dall’IBM Research.
Per capire meglio di che si tratta riporto le parole del sito https://entanglion.github.io/, dov’è possibile trovare il gioco.
“Entanglion was designed at IBM Research to expose players to several fundamental concepts in quantum computing, including qubit, superposition, entanglement, measurement, and error. Entanglion also exposes players to the different kinds of hardware and software components involved in building a real quantum computer.”
È un cooperativo per 2 giocatori, della durata di circa 45 minuti.
Sul sito citato precedentemente è possibile reperire i file PnP del gioco ed eventualmente comprare una propria copia tramite The Game Crafter. Sono sicura che riguardo al Print and Play *Ele* potrà essere sicuramente più esauriente (io l’ho ricevuto in regalo, quindi le foto seguenti ritraggono una copia già prodotta).
Tra l’altro mi scuso per le foto, perché non rendono giustizia alla qualità dei materiali.
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| La scatola di Entanglion |
Componenti
Oltre alla plancia, che riporta l’universo quantistico, è presente una plancia personale per ogni giocatore, che riporta informazioni riguardanti Mercurial e Rubicon, le due astronavi guidate dai giocatori.
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| Plancia che riporta le galassie Centarious, Superious e Entanglion |
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| Plancia personale del giocatore che guida l’astronave Mercurial |
Vi sono poi le tessere motore e le carte eventi quantistici.
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| Tessere motore |
Sono inoltre presenti due astronavi, un token per il grado di rilevamento, un dado a otto facce (nel gioco chiamato dado “Entanglion”) e un dado a sei facce che funge da dado binario, dato che sono solo presenti i valori 0 e 1 (nel gioco chiamato dado “Centarious”), oltre ad otto componenti quantistici.
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| Altri materiali del gioco |
Il gioco
Come detto precedentemente, Entanglion è un cooperativo in cui due giocatori sono chiamati a ricostruire un computer quantistico costruito da un antico popolo. Per vincere è necessario recuperare gli otto componenti del computer quantistico, cercando di evitare i meccanismi di difesa a guardia dei componenti di ogni pianeta nelle galassie di Entanglion, Centarious e Superious.
Come già accennato, questo articolo è molto diverso dal solito, in quanto non ho approfondito la matematica che c’è dietro al gioco. In questo caso, in effetti, si ha la situazione completamente inversa, poiché siamo di fronte a un gioco che è stato pensato e sviluppato in tutti i suoi aspetti in modo da spiegare dei concetti di fisica ed è per questo che mi è sembrato interessante parlarne.
Il regolamento
La scrittura del suo regolamento è parte integrante della spiegazione del computing quantistico.
Dalle prime pagine infatti vengono elencati i concetti che il gioco vuole approfondire. Appena sfogliato il regolamento si saprà quindi che giocando a Entanglion si incontreranno Qubit, Superposition, Entanglement, Measurement ed Error.
Si passa poi alla parte del setup, che potrebbe sembrare quella di un qualsiasi regolamento, finché non si arriva alla spiegazione di come si determinano le posizioni iniziali delle astronavi.
Per farlo infatti è scritto che è necessario tirare il dado Centarious (quello che riporta solo i valori 0 e 1) e successivamente viene spiegato che questo processo è come inizializzare un sistema quantistico.
Dopodiché si ha un piccolo paragrafo, che ci elenca le varie tessere motore.
I nomi di queste tessere per ora sono solo scritti senza alcuna spiegazione, ma, nel momento in cui giocheremo, saremo obbligati ad entrare in contatto senza timore con termini come x, cnot e swap.
Dopo questo paragrafo si ha la spiegazione di un turno di gioco.
Alternandosi, i due giocatori possono compiere solo una di queste azioni:
- giocare una tessera motore dalla propria mano e rimpiazzarla con un’altra;
- scartare una tessera motore dalla mano e pescarne un’altra;
- tirare il dado Entanglion per provare a recuperare un componente quantistico;
- giocare una carta evento dalla propria mano.
Benché queste azioni non siano direttamente collegate al computing quantistico, il dado binario, i nomi delle carte e anche la plancia stessa ce lo fanno sempre ricordare.
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| Dettaglio della plancia dove vengono giocate le tessere motore |
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| Screenshot dell’app grafica Circuit Composer, che è possibile trovare qui. Permette di costruire circuiti quantistici ed è, non a caso, molto simile alla plancia di Entanglion. |
Uno dei capitoli finali del regolamento, riguardante “come Entanglion si relaziona col computing quantistico”, è quello che più mi ha colpito.
In questo capitolo viene proprio spiegato cosa rappresentano i vari componenti del gioco rispetto ai concetti presentati all’inizio del regolamento.
Per fare un esempio, le astronavi utilizzate dai giocatori rappresentano in realtà due qubit e i diversi pianeti rappresentano differenti stati di questi qubit.
Il bello di questo paragrafo è che non si hanno solo vaghi accenni, ma ogni singola meccanica e componente del gioco viene dettagliatamente paragonata a ciò che essa rappresenta in termini fisici.
Ulteriore dimostrazione del fatto che tutto nel gioco ci ricorda il perché del suo sviluppo sono le carte evento. Oltre alla loro funzione nel gioco, esse sono un omaggio a chi ha contribuito allo studio della fisica quantistica e della scienza dell’informazione quantistica. Tra i nomi abbiamo ad esempio: Heisenberg, Bennett, Schröedinger.
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| Alcune carte evento |
L’ultimo capitolo è un vero e proprio racconto, intitolato “The Mysterious Fate of the Quantics”, che riguarda un antico popolo conosciuto come i “Quantici”, che aggiunge ancora colore all’ambientazione usata per facilitare la comprensione degli argomenti e che mostra come tutto di questo gioco sia stato pensato in relazione al suo fine.
Considerazioni finali
Sono molto contenta di avere avuto la possibilità di conoscere questo gioco, perché non credo che mi sarebbe venuto mai in mente di interessarmi autonomamente al computing quantistico e credo che anche il solo parlarne possa essere interessante e destare curiosità riguardo a questi temi.
Penso che Entanglion sia un esempio lampante del perché un gioco – e in generale il giocare – non dovrebbe essere esclusivamente associato alla parola divertimento, ma che ogni gioco, come un film o un libro, possa essere sviluppato per differenti motivi.
In questo caso abbiamo un gioco studiato appositamente in tutti i dettagli per spiegare dei concetti non intuitivi, rendendoli più accessibili a tutti a partire da componenti e regolamento.
L’ambientazione infatti è utile inizialmente per giocare (sicuramente anche solo parlare di astronavi e pianeti è più semplice che farlo parlando di qubit e stati), però il fatto che poi venga spiegato dettagliatamente come queste cose si riferiscano agli aspetti fisici evidenzia ulteriormente il motivo per cui gli autori hanno voluto sviluppare Entanglion.
Invito tutti quelli a cui potrebbero interessare questi argomenti a dare un’occhiata direttamente al regolamento, in particolare alla parte finale dove viene spiegata approfonditamente la relazione tra i singoli dettagli di gioco e il computing quantistico a cui io ho solo accennato.
Il gioco è lasciato al lettore
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