Avete mai comprato un gioco per qualcun altro? Mi spiego meglio… vi è mai capitato di comprare un gioco pensando che sarà adattissimo per giocare con questa/quella persona?
A me capita spessissimo, anzi direi quasi sempre. Ogni gioco che acquisto praticamente lo penso per giocare con una specifica persona in particolare, sempre la stessa. È uno sfidante abilissimo, molto intelligente, nonché arguto e cinico quanto basta. Ha una predilezione per i giochi dalla grafica curata e soprattutto molto colorata, non chiedetemi perché. Non rifiuta mai quando gli propongo un gioco ed è sempre pronto a spendere ore del suo tempo a giocare. Talvolta la sera è un po’ addormentato: le sue attività giornaliere sono piuttosto stancanti e quindi preferisce non fare mai tanto tardi. È un amante dei german, ma non disdegna neanche gli american. In verità, al momento non posso dire che sia un vero appassionato di giochi da tavolo, però sono sicuro che lo diventerà… altrimenti tutte le scatole che ho comprato per lui, che le ho comprate a fare?!? Curiosi di sapere chi è? Si chiama Tommaso, è mio figlio e al momento ha 2 anni. Ma crescerà. Lo annaffio ogni sera.
HEAVEN & ALE
È un gioco di Michael Kiesling (“quello che ha fatto il botto con Azul“) e Andreas Schmidt, per 2-4 giocatori, per una durata media di 60-90 minuti, dove dovrete gestire un monastero di allegri monaci trappisti. Se per caso vi siete persi questo incredibile titolo (sicuramente uno dei migliori dell’annata 2017), vi rimando alla recensione del buon Fabio “Pinco11” a questo link.
Vi chiederete: e quindi? Dove sta il solitario? Ebbene un certo “Pissopossum” (un grande applauso per questo nick per favore!) ha caricato su BGG una variante homemade in solitario che gira dannatamente bene. Ma andiamo con ordine.
GRAFICA E MATERIALI
La dotazione è tutto sommato essenziale: un tabellone principale, delle plance giocatore, alcune carte, una sacchettata di segnalini di legno e tante tesserine esagonali cartonate. I materiali sono di buona fattura, anche se le plance personali potevano essere leggermente più spesse (ci deve essere lo stesso genio di Terraforming Mars dietro…). Per contro le carte sono tutte in ottimo cartoncino spesso, a tal punto che potreste pure esser tentati di risparmiare sulle bustine (giammai!!!).
Vado subito al sodo, dal punto di vista grafico io questo gioco lo adoro. Una volta apparecchiato e, soprattutto, da metà partita in poi, la vista che offre secondo me è davvero magnifica! E volete sapere qual è il segreto? I colori. Esatto, la paletta colori che è stata scelta per questo gioco è dannatamente perfetta. Sembra una stupidaggine, ma, considerato che le illustrazioni non sono nulla di straordinario, ciò che dona quel senso di armonia e autentica bellezza a una plancia di H&A piena di segnalini, secondo me, è proprio la scelta e l’accostamento dei colori, le loro sfumature. Tanto per fare un esempio al contrario, che non ha nulla a che vedere con la qualità del gioco, pensate a Grand Austria Hotel: un’accozzaglia di colori troppo accesi (quasi fosforescenti!) che nell’insieme stonano come un Jovanotti qualsiasi. Come dite? Abbiamo dei fan del Jova qui sul blog? Be’, mi dispiace per voi.
REGOLAMENTO
Non voglio dilungarmi sulle regole del gioco, peraltro già accennate da Pinco nel suo articolo (vedi sopra). Vorrei invece spiegarvi come funziona la modalità solitario, che risulta tanto semplice quanto efficace. Avrete bisogno di scomodare il vostro amico immaginario preferito: l’automa.
Innanzitutto, dovrete scaricare e stampare una paginetta di regole e altre due contenenti le 18 carte necessarie a controllare le azioni dell’automa, a questo link.
Il setup, le regole e la durata (in termini di numero di giri) sono le medesime delle partite a 2 giocatori, con l’unica eccezione che i barili varranno 3 punti invece che 4 (sarete infatti gli unici a poterli raccogliere). Durante il vostro turno potrete quindi eseguire le stesse azioni, muovendo il vostro meeple, comprando tessere o monaci o dischetti punteggio e pagandoli un certo numero di monete, in base al loro valore e a dove li piazzerete sulla vostra plancia. A fine partita il calcolo del vostro punteggio avverrà nella maniera “classica” (con l’unica eccezione sopra descritta dei barili).
Per governare l’automa, durante ogni suo turno, dovrete semplicemente pescare una delle carte automa e prelevare dal tabellone la prima tessera (partendo dalla casella iniziale e procedendo in senso orario) del tipo indicato, indipendentemente dal suo valore. A fine partita sommate tutti i valori delle tessere risorsa raccolte dall’automa e otterrete così il suo punteggio finale. Le tessere monaco e i dischetti punteggio prelevati dall’automa non daranno punteggio, ma serviranno soltanto per rompere le scatole e scombinare i vostri piani. Fine. Facile no?
IMPRESSIONI
No. Per niente facile. Il livello di sfida è piuttosto alto. L’automa in questo caso sarà un avversario subdolo e silente, che ad ogni turno accumula, fagocita risorse, trucida monaci e macina le preziose pedine viola dei punteggi, nell’indifferenza più totale. Sarete infatti talmente impegnati a fare i vostri conti e a sistemare le tessere nella maniera più redditizia possibile, che perderete facilmente di vista l’andamento della partita dell’automa, ritrovandovi alla fine con una differenza punti imbarazzante.
Come dicevo, il sistema di gestione dell’automa funziona a meraviglia; svolgere un turno dell’automa non richiederà più di 10 secondi netti, ma allo stesso tempo vincere la partita sarà per voi un’ardua impresa, che vi porterà a limare e cesellare ogni singola mossa. Il gioco mantiene quindi, anche in questa configurazione, la sua caratteristica principale: la strettezza. L’impressione che avrete a fine della prima partita, solitaria o meno, sarà un leggero senso di vertigine misto a spaesamento; già dalla seconda proverete a far funzionare gli ingranaggi di una macchina tanto perfetta quanto complessa.
Se pensate possa servirvi, ecco una lista di consigli per tenere a bada il vostro amico (immaginario) di latta:
- considerate sempre che l’automa preleva la prima tessera che incontra del tipo indicato dalla carta. Questo aspetto è di fondamentale importanza per capire se quel monaco a 2 monete, assolutamente necessario per chiudere un capanno e innescare combo devastanti, sarà la prima scelta dell’automa, in caso di pesca della carta monaco, oppure no. Di conseguenza potrete decidere se temporeggiare e avanzare a piccoli passi oppure affrettarvi e buttarvi come un ninja sul malcapitato monaco;
- per lo stesso principio esposto sopra, potrebbe essere una buona idea lasciare indietro alcune tessere di valore basso (1 o 2) a “coprire” delle tessere di valore più alto (4 o 5) dello stesso tipo, forzando così l’automa a collezionare meno punti;
- considerate che ogni turno che deciderete di impiegare nel vostro peregrinaggio a giro per il tabellone lo pagherete in punti (o al più in preziose tessere monaco/dischetti punteggio), evitate quindi di fermarvi su una casella se non strettamente necessario;
- l’automa non reclama i barili. Va da sé di sfruttare l’ultima opportunità della partita per farlo, tanto nessuno ve li soffierà da sotto il naso;
- considerate che l’automa mediamente non scende mai sotto i 65-70 punti (è un fottuto genio questo automa!!!), quello sarà il vostro punteggio da superare in ogni caso per vincere.
CONCLUSIONI
Davvero un gran bel gioco questo Heaven & Ale! Originale, veloce (per la sua categoria), semplice dal punto di vista regolistico, ma allo stesso tempo complesso e punitivo da quello delle scelte. Fermarmi o passare oltre? Lato d’ombra o lato al Sole? Anticipare la mossa dell’automa o rischiare? Scelte di peso, che metteranno a dura prova i vostri cervellini da scimmie evolute. Una sfida davvero ardua che potrà darvi enormi soddisfazioni. Una delle principali note di merito della modalità solitario è inoltre il fatto che vi richiederà 3 minuti per imparare le regole, 1 minuto per il setup, 10 secondi per muovere l’automa e, se sarete abbastanza rapidi, anche 30 minuti per finire una partita. Tempi da centometristi del gioco da tavolo! I miei complimenti a “Pissopossum”! Un avvertimento però… non lasciatevi ingannare dall’ambientazione! La birra sta a “Heaven & Ale” come un paio di mutande stanno a un film porno: c’è, ma dopo 30 secondi vi sarete già scordati della sua presenza. Questo è un gioco calcoloso, quasi matematico, cervellotico, rigido… in una parola: teutonico!
Nel frattempo che aspetto la crescita del pargolo, mi accontento degli automi. E di un buon bicchiere di birra.
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