[Essen 2017 e dintorni] Non si parte più?

scritto da Fabio (Pinco11)

Sarà che quest’anno la fiera di Essen si terrà più tardi del solito (dal 26 al 29 ottobre).
Sarà che il mercato americano è in crescita, per cui molti editori sono concentrati sulla GEN CON (17-20 agosto), dove uscirà un mix tra novità (ad alto tasso american) e riedizioni inglesi di titoli da noi già visti.
Sarà che Kickstarter e i suoi fratelli stanno lentamente erodendo il mercato degli editori tradizionali.
Sta di fatto che quest’anno le informazioni sulle prossime uscite arrivano davvero centellinate e di titoli per i quali strapparsi i capelli dall’attesa per ora non se ne vedono all’orizzonte.
Per carità, la roba c’è, perché timidamente le copertine stanno facendo capolino, ma i regolamenti, quelli che vogliamo vedere per sapere se stiamo parlando di robba interessante o di fuffa, per ora se ne vedono davvero pochini …
Vabbe’, almeno c’è la Gen Con, per cui di qualcosa possiamo iniziare a parlare 🙂

BEZIER

Ted Alspach è un autore che si è costruito una bella fama (oltre che con una tonnellata di espansioni per Age of Steam) anche grazie all’accoppiata, assai azzeccata, di titoli di costruzione città-palazzi, Suburbia e Castles of Mad King Ludwig. Siccome il cavallo che vince non si cambia, eccolo tornare sui suoi passi e proporci, tanto per sfruttare la scia dell’ultimo successo, The Palace of Mad King Ludwig (2-4 giocatori, da 75 minuti in su).
Non vi fate ingannare però dalla (eccessiva) somiglianza dei due titoli, perché non si tratta di una espansione (come verrebbe da pensare), bensì di un gioco diverso, nel quale sono ereditate diverse meccaniche dei precedenti, come le combinazioni tra stanze, i punteggi variabili e così via, ma nel quale scompare la meccanica d’asta e, soprattutto, si va a costruire un’unico palazzo, piazzando tessere alla Carcassonne. Chiaramente il tutto avrà un po’ di steroidi, ma l’idea di accoppiare la basicità di un entry level con un pochetto di ciccia attira, per quanto il filone percorso con i primi due titoli della serie sembrasse oramai sfruttato.
Al suo fianco ecco poi un altro titolo che figura nelle posizioni alte della classifica dell’hype della fiera, ovvero Whistle Stop, di Scott Caputo, autore che ha conosciuto un ottimo riscontro grazie al suo Voluspa.
Qui la volontà è quella di proporre, ancora, un efficace mix tra meccaniche note, semplificazioni adottate per rendere il tutto fruibile da un grande pubblico e una bella grafica.
L’idea di base è quella che il tabellone a inizio partita consiste in una cornice (con una fila di tessere prepiazzare nella colonna centrale, che i giocatori andranno a riempire nel corso del gioco piazzando le classiche tessere esagonali e costruiranno, nel farlo, una bella rete ferroviaria. Ad ogni turno, quindi, muoveranno i propri segnalini locomotiva, andando a prelevare dalle caselle raggiunte i classici cubetti risorsa, che poi potranno sfruttare per ottenere punti e così via (raggiungendo apposite tessere scambio).
Nell’insalata ci infili poi alcune azioni speciali che si possono attivare (disponibili per tutti), delle azioni di compagnie ferroviarie che danno punti sulla base di maggioranze e dovresti ottenere un titolo che di base si spiega in pochi minuti e che poi consente, grazie alle peculiarità, di intrigare potenzialmente anche i giocatori meno casuali. 
Intrigante assai, quindi, ed entrato nel mio radar del pre Essen.

FLOODGATE

Eccoci a un kickstarter che ha avuto un bel successo, raccogliendo 150.000 dollarozzi.
Si tratta di Sagrada, della coppia Adamescu-Andrews, nel quale i giocatori vanno a riempire, utilizzando dadi estratti da una apposita sacca, una griglia quadrettata 5×5.
L’idea è che si estrae dalla sacca un numero di dadi (di diversi colori) pari al doppio dei giocatori +1 e che poi si parte prendendone uno per ciascuno e piazzandolo nella propria griglia. Ci sono, chiaramente, delle regole di piazzamento, per cui, se nelle caselle bianche puoi mettere il dado che vuoi, in quelle con i numeri puoi mettere solo dadi che recano quel valore e poi devi stare attento, perché non puoi piazzare dadi di colore o numero uguale uno a fianco dell’altro.
Ci aggiungiamo che ci sono delle carte obiettivo da estrarre in ogni partita ed eccovi un titolo facile, che propone un pelo di sfida e dai bei materiali. Nella logica american, poi, ci sono manate di dadi, ed ecco il perché di un titolo che è schizzato nella top10 dei più attesi della Gen Con. Peso? Da Spiel o poco più, quindi direi un family.
CAPSTONE

Per non dimenticarci degli amici cinghiali, eccovi The Ruhr: A Story of Coal Trade, di Thomas Spitzer, già autore di diversi titoli dedicati al tema dell’estrazione del carbone, tra i quali il recente Haspeknecht. Qui abbiamo un bel 90-120 di durata e 12+ di età, per cui le attese sono buone, ma devo precisare che il gioco è una rielaborazione, con meccaniche riviste e corrette, di Ruhrschifffahrt 1769-1890, con l’espansione Ohio, quindi l’edizione rappresenta, più che altro, occasione di recuperare un titolo che era oramai poco reperibile, fruendo dei ritocchi apportati.

PORTAL

Ecco a voi First Martians: Adventures on the Red Planet, del geniaccio Trzewickzek, ovvero Robinson Crusoe sul pianeta rosso.
La semplificazione, fatta con il richiamo al predecessore che ha garantito grande riscontro, era d’obbligo, ma in realtà pare che gli aggiustamenti e modifiche non si siano limitati, come era lecito attendere dal talentuoso autore, solo allo sfondo, ma che abbiano interessato anche le meccaniche.
Visto il trend del periodo, quindi, eccovi uno spruzzo di legacy, la possibilità di giocare in modalità scenario o campagna, così come alcune simpatiche miniature e, nella tradizione della serie, anche una bella quantità di tabelline di vario tipo da tenere d’occhio.
Un must, credo, per gli amanti del predecessore 🙂

RENEGADE GAME STUDIOS

Passiamo di palo in frasca ed eccoci a vedere Flip Ships, di Kane Klenko, co-op a base di abilità manuale. Qui l’idea è quella di riproporre lo spirito dei giochi alla Space Invaders di una volta, con file di astronavi aliene (rappresentate da carte) che scendono verso le nostre città.
Immagine postata da Bill Kunes su BGG
Per eliminarle dobbiamo utilizzare astronavi, rappresentate da dischetti tondi, che si devono lanciare per colpire ed eliminare le navi aliene. L’idea è quella che il gettone nave si debba piazzare su di una base (pensate, per capirci, ad una cosa tipo un tappo di champagne sul quale piazzate il dischetto, facendo sporgere un poco del tondo) e lo colpite dal basso verso l’alto, facendolo quindi roteare in aria. A seconda di dove cadrà, esso produrrà (o meno) effetti.
Ci aggiungiamo che nel corso del gioco entrano in campo altre navi (sempre dischetti) che consentono di produrre effetti speciali di vario tipo, dando spazio anche per un poco di riflessione, ed eccovi un flicking game sci-fi.

AEG

Chiudo questa carrellata con Custom Heroes, di John Clair, titolo che rappresenta un potenziale anello di congiunzione tra i giochi di carte classici alla tedesca e la tipica tendenza american a riempire le cose di effetti speciali.
Alla sua base, infatti abbiamo le classiche carte numerate (nelle quali è stata aggiunta la grafica da supereroi) e i giocatori devono liberarsi di tutte le carte che hanno in mano. L’idea, tipica di titoli come Grande Dalmuti, è quella di giocare un set di carte composto da tante carte quante quelle di quel set (se sono due carte ne puoi giocare a tua volta solo due …) di valore pari o superiore a quello sul tavolo (ci sono due 3, puoi giocare una coppia di 3, di 5, si 7 e così via ma non una coppia di 2 …).
Qui il twist sta nel fatto che le carte possono essere pimpate nel corso del gioco, fruendo del meccanismo utilizzato in Mystic Vale, ovvero inserendo nella busta della carta dei potenziamenti, stampati su fondo trasparente, così da ottenere una nuova carta, frutto della fusione di quelle utilizzate, dotata di poteri di vario tipo e/o di modificatori di punteggio.
L’idea dovrebbe essere quella di dare una marcia in più ai classici card game di famiglia, per renderli più adatti al pubblico dai videogiocatori da tablet di oggi … 🙂
Vabbe’, alla fine una discreta carrellata sono riuscito a tirarla su, che dite?
Per voi qualcosa di interesse?
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