scritto da Sayuiv (Yuri)
Sulle note di Albachiara:
“E tiri piano il dado per non far rumore,
sei con 3 punti azione,
giochi al cinghialone
e sarà pure Pasqua,
ma la sera non basta.
Diventi rosso se qualcuno ti sfida
e tu dici stica ma io sono più forte,
con i miei cubetti,
con i cavalieri…”
- Rise to Nobility
- Manaforge
- Infected
- Smiths of Winterforge
- Maximum Apocalypse
I giocatori a inizio turno tireranno tutti insieme i 5 dadi. Ora, partendo dal primo giocatore, posizioneranno uno dei loro dadi su una delle caselle disponibili. Ogni gilda ha 3 spazi per dadi con risultato 1-2, 3-4, 5-6 che danno rispettivamente la possibilità di comprare 1, 2, 3 risorse della gilda. Queste risorse ci daranno modo di pagare i colonizzatori per posizionarli nel nostro terreno dandoci punti vittoria e lavoratori, che nei successivi turni potremmo posizionare nelle varie gilde per aumentare risorse e influenza. In più grazie alle risorse potremmo soddisfare diversi requisiti del consiglio di pietra, ottenendo punti vittoria. Il gioco si dilunga in 10 turni (anni) ed ovviamente alla fine chi ha ottenuto più punti vittoria è decretato il vincitore. L’originalità del gioco sta proprio nel tracciato reputazione. I giocatori difatti potranno posizionare i dadi, i quali sommati non potranno superare il valore di reputazione. Quindi se io tiro tutti 6, ma la reputazione di partenza è 9, potrò posizionare solo un dado! Solitamente valori alti danno accesso ad azioni migliori, ma in alcune posizioni valori minori sono migliori, così come avere tutti valori bassi ci darà modo di compiere più azioni. Se a questo sommiamo che alcune azioni ci daranno modo di alzare o abbassare la nostra reputazione (che parte da 6 per arrivare a 24) si innesca un meccanismo alla ricerca del bilanciamento che devo dire mi stuzzica parecchio. A tutto questo poi aggiungiamo un valore artistico di tutto rispetto, con una grafica colorata e scanzonata il giusto, a un prezzo “equo” di 49 dollari per la componentistica, ma che sinceramente consiglierei di spendere quei 10 dollari in più richiesti dalla versione deluxe per avere dadi e token risorsa personalizzati.
Alla fine di questa fase ogni giocatore sceglierà 2 dei 4 talenti che ha in mano. All’inizio del turno si pescheranno le prime sei carte dal mazzo oggetti e si posizioneranno nella plancia principale. Le carte oggetto si dividono in due gruppi, carte negozio e carte laboratorio. Le carte negozio solitamente danno un effetto immediato, solitamente in punti prestigio, e una volta costruite verranno messe a lato della nostra plancia personale. Le carte laboratorio sono oggetti che hanno diverse abilità attivabili durante il corso di tutta la partita. Una volta utilizzata una di queste carte si “tapperà” a indicare che è stata utilizzata. Alcune di queste carte possono essere potenziate per ottenere abilità più potenti. All’interno della nostra plancia potremo avere un massimo di 4 carte laboratorio. Ma come si costruiscono gli oggetti? A inizio partita ogni giocatore prende un dado per ciascun tipo di mana più eventuali dadi bonus dati dai talenti. Nel proprio turno il giocatore può tirare fino a 4 volte i propri dadi e selezionarne 4 da utilizzare. I dadi possono darvi semplicemente un mana del tipo indicato, che svanirà alla fine del turno se non utilizzato, una gemma del mana indicato, che può essere messo da parte ed utilizzato nei turni successivi o per potenziare gli oggetti, oppure abilità speciali, che consentiranno di modificare il risultato di dadi, ottenere doppio mana, scambiare mana o replicare una gemma del mana. Il gioco sembra carino, dando la possibilità grazie alle carte laboratorio di creare una sorta di motore produttivo: si vede lo sforzo di attenuare l’effetto della dea bendata. Le illustrazioni, di stile fantasy, sono buone, mentre le plance non mi sembrano particolarmente ispirate. Finora ha raggiunto solo il 50% della quota richiesta…
Il gioco consiste nel passare una delle nostre carte a un altro dei giocatori seguendo le indicazioni che escono turno per turno, che quindi può variare da passare a sinistra o a destra, saltando un giocatore o al giocatore di fronte. I giocatori che ricevono le carte le possono guardare segretamente, lasciandole di fronte a sé. I paesani avranno carte atte a vaccinare un altro giocatore in questo o nel turno successivo, neutre o far tirare un dado per vedere se infettato. Dal canto suo il Dottor Peste ha carte che possono infettarvi subito, a distanza di un round o di due round. Alla fine di ogni round, i giocatori a turno dichiareranno se sono infettati oppure no. I giocatori infettati sono eliminati dal gioco. I paesani vincono se riescono a indovinare l’identità del Dottore Peste o a farlo infettare grazie al tiro del dado. Il Dottor Peste vince se riesce a infettare tutti. Ovviamente chi riceve una carta infetto, sapendo l’identità del Dottor Peste non può più cercare di indovinare e non può nemmeno dirlo a qualcun altro.
In una sequenza circolare (che mi ricorda Great Western Trail) potremo decidere se pianificare con calma la creazione dei nostri oggetti potenziando le nostre abilità, assumere aiutanti, ricercare i migliori componenti oppure se correre verso la forgia rischiando, ma cercando di distaccare gli avversari. Una volta arrivati nella forgia cercheremo di soddisfare uno dei contratti precedentemente acquisiti e, grazie al livello dei componenti acquisiti, tireremo un certo numero di dadi dove al risultato aggiungeremo il valore della nostra abilità e, se il totale è pari o maggiore dell’oggetto che stiamo cercare di fare, saremo riusciti nell’intento. Il gioco come già detto richiama GWT (che adoro) ed è già un punto a suo favore.
A differenza di esso, ovviamente, abbiamo sulla plancia delle località per le azioni fisse, quello che varia ovviamente sarà la randomicità dell’uscita dei contratti e dei componenti necessari a costruirli. Anche se il tutto si riduce a un tiro di dado, a differenza di Manaforge, qui saremo noi a decidere quando farlo e ovviamente migliori e maggiori saranno i componenti più dadi potremmo tirare ma chiaramente questo ci rallenterà. Plancia di gioco che richiama l’idea di una forgia con incavo anti scossa per i cubetti, illustrazioni medievaleggianti e un prezzo di 49AU$ (35 euro) più 20AU$ (circa 12 euro): direi che entra nel giusto range per questo tipo di giochi e componentistica.
Gli scenari si dividono in Zombie, Nucleare e Alieni: ovviamente indicano il tipo di mostri che andremo ad affrontare, così come le risorse o le armi che potremo trovare. Ogni sopravvissuto è costituito da un mazzo personale di 30 carte, con abilità speciali che lo rendono unico rispetto agli altri. L’obiettivo del gioco è riuscire a trovare le taniche di benzina e riportarle alla Jeep prima che i sopravvissuti muoiano di fame o periscano di fronte a troppi nemici. Il prodotto sembra ben realizzato e dovrebbe garantire un’enorme rigiocabilità, grazie alla presenza dei 6 sopravvissuti, i 3 scenari e oltre 350 carte. Forse i 40$ dollari richiesti più 10 di spedizione per l’esperienza che offre, personalmente, mi sembrano un pochino troppi. A voi la scelta!
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