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| Codarella all’arrivo alle 8 da poco passate … |
PREMESSE
L’aumento di posti a sedere, nonché la preziosa presenza della ludoteca (animata dal gruppo Chi non gioca :.di non tocca), ha contribuito a rendere possibile giocare davvero con maggiore frequenza rispetto alle edizioni più affollate (due o tre anni fa, se non erro, era stato un intollerabile pigia pigia) e i visitatori stanno iniziando così a sperimentare un poco di quell’effetto tipo Essen che ti porta a provare anche titoli meno noti, cosicché gradualmente, pur partendo dai tavoli degli editori più conosciuti, nel corso della giornata tutti gli standisti riescono a godere della giusta attenzione da parte del pubblico.
La vicinanza con la fiera di Essen (l’appuntamento internazionale di maggior spicco, dove sono presentate le novità mondiali in anteprima) anni fa era causa della mancanza o quasi di titoli da essa provenienti, mentre ora molti editori si sono mossi con un buon anticipo, per cui, in bene o male, già diversi titoli di peso erano presenti in vendita e/o in edizione nazionale, per cui anche gli orfani della fiera tedesca hanno avuto la possibilità di mettersi più o meno in pari con la propria lista dei desideri.
Procedo con una sorta di giro virtuale, lasciando per strada foto ed appuntando, nel passaggio, qualche rapida info sulle cose che, per un motivo o per l’altro, ho notato maggiormente.
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| Imhotep |
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| Guilds |
Bella sorpresa è stata per me Imhotep, di Philip Walker-Harding, titolo che ha ottenuto a sorpresa una nomination allo Spiel des Jahres e la prova sul campo mi ha confermato il perché, con la presenza di meccaniche facili da spiegare a chiunque in cinque minuti, un tempo di gioco di poco più di mezz’oretta e materiali (con cubotti di dimensione generosa che fanno molto scenografia), che lo rendono davvero un ottimo introduttivo (il nostro Sergio, finita la partita l’ha acquistato proprio per la serata con amici che aveva programmato per poco più tardi).
Al suo fianco c’era (solo scatola demo, purtroppo, con l’edizione che è slittata a prima di Natale) anche Guilds, del nostro Christian Giove (il Chrys che scrive qui sul blog), che ero curioso di provare, ma per il quale a questo punto rinvio l’esperienza all’uscita dell’edizione disponibile per tutti, Rhein River Trade, del duo emergenti Niccolini-Canetta (buon gestionale di raccogli e consegna ambientato sul fiume Reno, a sua volta presente solo con poche copie), Kingsport Festival e diversi altri.
Un rapido passaggio nel settore “indie” della Autoproduzione, con un saluto al (a sua volta) sempreverde Porazzi, mi porta anche a riscontrare la presenza, come sempre, di Board of Dreams, gioco dedicato al baseball che ha raggiunto accordi stabili per la divulgazione del gioco con la lega italiana dello sport in questione e per il quale era prevista la finale nazionale del relativo torneo. Nelle vicinanze anche gli stand classici di Balance Games, di Ready to Rock e Socc’mel.
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| Rockopolis |
Anche qui qualche emergente, come la Minos Games, che ha portato il suo Rockopolis, reduce dall’esperienza di Essen, dove lo avevo visto, in gloria, esposto nel padiglione per la stampa.
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| Bandits on Mars |
Dopo il passaggio veloce al gioco inedito, premio che garantisce la pubblicazione al vincitore del concorso per game designer, lo scorso anno attribuito (e quindi ora pubblicato) a Lorenzo Carabini Castellani con il suo Zoo Police, eccomi alla Giocofollia, dove erano ospitati (al di là della vendita retail di varie novità), sia la GateOnGames, con in evidenza il loro Banditi su Marte (e non solo) e la Thundergriph con il suo gioco di carte Overseer.
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| Overseer |
Sto iniziando già a perdere il senso dell’orientamento, ma arrivo, dopo un’occhiata agli accessori della Q-Workshop, alla Ghenos, dove trovo parecchie cosette, oltre ai classici tavoli dedicati a uno dei titoli di punta distribuiti dalla casa, ovvero la serie Krosmaster Arena.
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| Scythe |
Essendo distributore anche della Horrible Games era disponibile per la prova il loro In Alto i Calici, di Tim Page, dotato di una componentistica attraente, con calici oversize (per un gioco da tavola) in plastica e gemmine in vetro (mentre Potion Explosion, vincitore del Gioco dell’anno 2016, godeva di un piccolo stand dedicato a lui).
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| In Alto i Calici |
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| Una festa per Odino |
Eccomi quindi alla Cranio, dove dominava la mia attenzione (anche perché non c’erano copie disponibili, arrivate solo la sera, e temevo di dover tornare a casa senza averlo) Lorenzo il Magnifico, del duo Brasini-Gigli coadiuvato da Luciani, uno dei più seri pretendenti al mio personalissimo gioco dell’anno).
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| Lorenzo il Magnifico |
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| Micromondo |
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| Nome in Codice Visual |
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| Stupido Umano |
Passando oltre da una parte campeggiava lo stand, sempre presidiato da attraenti fanciulle, di Squillo e di fronte quello, assai ampio, della Raven, presso o nelle vicinanze del quale trovavano posto (qualcuno presente in area demo) anche gli editori distribuiti dalla casa del corvo.
Tra i titoli esteri localizzati in vendita spiccavano le varie edizioni di Zombi!!!, ma anche Dead of Winter (per restare in tema), Mice and Mystics e Tail Feathers, mentre tra le case distribuite si facevano notare quelli della Il Barone Games, con il loro Stupido Umano, un gioco dal punto di vista dei gatti, ma anche i ragazzi della Post Scriptum, tra i quali saluto il buon Alan D’Amico, illustratore del fortunato Kepler 3042, gestionale 3X (non ci sono i combattimenti) che tanta fortuna ha avuto a Essen. Sempre lì intorno volteggiava l’ottimo MagoCharlie, coautore del gioco per gruppi ZIUQ.
Nell’area demo ho invece dialogato a lungo con i ragazzi della neonata Doppiogioco, che proponevano il loro titolo di esordio nel mondo editoriale, ovvero Sugi, coprodotto con la spagnola GDM, per il quale rinvio alla recensione presente sul blog (qui).
Ondeggiando ancora sospinto dai flutti, o meglio dalla folla, eccoci alla dV Giochi, dotata di un ampio spazio espositivo e con un catalogo sempre in espansione, per ricomprendere al suo interno una varietà di titoli, per rivolgersi a tutte le fasce di giocatori.
Tra le novità in evidenza segnalo in particolare 13 Indizi, di Andres Voicu, titolo a sfondo investigativo, che rievoca ambientazioni care agli amanti di Cluedo e non solo, che ho visto essere piuttosto gettonato e che ho la sensazione abbia incontrato una bella accoglienza, tanto bella che le (non tantissime) copie stavano già andando esaurite domenica.
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| 13 Indizi |
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| Ulm |
Tra i titoli localizzati abbiamo preso Fireteam Zero, una escursione dell’editore nel mondo dei giochi di miniature di peso (titolo prodotto con Magic Store), ma di interesse (e dei quali parleremo a breve) c’erano anche Labirinth (il gioco da tavolo del film con David Bowie), Leo di Colovini, gioco di carte indirizzato a un pubblico di più piccoli che in Germania ha colto parecchie soddisfazioni con la nomina al Kinderspiel des Jahres, Ulm, di Gunther Burkhardt, un bel gestionalotto che ho in lista tra i titoli da giocare a breve.
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| Fireteam Zero |
Lì a fianco altro spazio tra i più grandi della fiera (assieme a GU), ovvero quello occupato dalla Asterion – Asmodee, con una bella quantità di tavoli demo ed una ampia area commerciale.
Molta varietà, come prevedibile visto l’ampio catalogo, quanto ai titoli in esposizione, per cui mi limito a citare, andando in ordine sparso, il monumentale Rebellion, che catapulta i giocatori nel mondo di guerre stellari impegnandoli non a sparacchiare all’impazzata, bensì a gestire la ribellione o l’Impero, opposti in una guerra all’ultima flotta, così come, rimanendo fra i titoli ricchi di componenti e assai curati sotto il profilo grafico, la seconda edizione de La Casa della Follia, che non sono riuscito, causa posti occupati, a provare per verificare le novità rispetto alla prima, che avevo giocato diverse volte a suo tempo e l’oramai classico Blood Rage, guerra tra piccole armate di guerrieri vichingosi che è rapidamente entrato nei cuori anche di giocatori più occasionali che cercano un’evoluzione, nel darsi mazzate, rispetto ai classici come Risiko.
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| La Casa dei Sogni |
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| T.I.M.E Stories |
Nell’ambito dei gestionali, di varia difficoltà, c’erano l’ultima evoluzione del mondo di Ticket to Ride, ovvero Vagoni e Velieri, con la sua ponderosa scatola e l’obiettivo, stavolta, di unire il mondo tracciando anche rotte marine, ma anche l’interessante La Casa dei Sogni di Klemens Kalicki, che propone la sfida (che il nostro Simone sta sperimentando in versione live, visto che ha comprato casa da poco) di progettare e arredare la propria futura dimora e T.I.M.E Stories, un investigativo narrativo che ha scalato in pochi mesi le classifiche di sempre di BGG.
Fra i leggeri ho notato movimento in particolare intorno ai tavoli di Twins, party game che propone di dar vita ad associazioni tra immagini (la famiglia è quella dei dixit-like, ma con scelte grafiche diverse) e Ca$h ‘n Guns (un classico della rapina).
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| Star Wars: Rebellion |
Alla Oliphante c’era uno dei miei favoriti dell’ultimo periodo, ovvero il simil bigliardino da tavolo Klask, di Mikkel Bertelsen, il quale propone la sfida di segnare goal al proprio avversario colpendo la pallina con il proprio omino stilizzato (una bacchetta nera) che si muove grazie ad un magnete sotto al tavolo. Facile, ma di effetto, è riuscito di recente a sfondare anche grazie ad un prezzo relativamente più competitivo (intorno ai 50 euro) di altri titoli che si ispiravano a principi similari usciti negli anni passati (un lettore preparato in un commento me ne aveva appunto menzionato uno).
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| Vikings on Board |
Tra le localizzazioni da Blue Orange c’erano invece in evidenza tre titoli, in particolare, che mi hanno colpito. Il primo è Kingdomino, di Bruno Cathala, per il quale (non solo io) ho previsto un futuro roseo, per la sua semplicità e per le azzeccate scelte grafiche, con al suo centro la semplice sfida di costruire il regno più ricco, scegliendo e piazzando a ogni turno una semplice tesserina composta da due quadretti (che raffigurano i vari tipi di paesaggio ed eventuali bonus moltiplicatori). Età 8+, l’ho visto già su diversi tavoli a Essen.
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| Klask |
Il secondo è invece Vikings on Board, di Chevalier, un titolo a maggioranze ben curato, che in fiera attraeva molto i visitatori, anche grazie alla bella versione maxi che era disponibile per le prove.
A chiudere le mie segnalazioni speciali parlo brevemente di Sixth di József Dorsonczky, un bell’astratto che in una griglia 5×5 e una manciata di pedine tipo dama offre una sfida davvero intrigante.
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| Kaleidos |
Eccomi ora giungere in quella che ho definito, nel corso del mio tour, come la zona emergenti, ovvero l’area virtualmente strappata ai videogiochi (nella parte del padiglione a sinistra della mezzeria), nella quale hanno trovato posto diversi ampi spazi espositivi occupati da editori e/o distributori che si sono sviluppati e cresciuti in modo significativo nel recente (per alcuni si tratta di una crescita di quest’anno, per altri più graduale).
Parto dalla Devir, che rappresenta la filiale italiana della potente azienda che opera a livello internazionale. Prosegue il rapporto da loro avviato con la Ares Games, della quale, oltre ai titoli classici (Wings of Glory, Guerra dell’Anello, Battaglia dei cinque eserciti, …), proponeva in evidenza in fiera (dove il target primario è quello degli occasionali) il valido Odyssey di Colovini (rielaborazione della lotta tra l’eroe mitico e la divinità che lo perseguita) e anche il loro gioco di carte Behind the Throne, del duo Nevskiy-Sidorenko.
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| Odyssey |
Molto interessante, inoltre, la loro produzione, direttamente in italiano da Essen, Holmes: Sherlock e Mycroft di Diego Ibanez, un gioco investigativo per due che ha sullo sfondo la competizione tra i due fratelli Holmes per scoprire l’autore di un attentato alla corona.
Dragones y Gallinas (Draghi e Galline), di Josep M. Allué e Dani Gómez era a sua volta presente localizzato (manuale italiano) e si tratta qui di un party game per 2-5 giocatori frenetico e ironico, che propone quale ambientazione dei dungeon popolati da draghi e … galline, mentre a chiudere c’era un ulteriore gioco di carte, ovvero Baby Blues, di Jurgen Spreutels, un filler ironico sulla gestione di un asilo nido, tra pupù e biberon.
Alla Cards & Co ampi spazi, nei quali erano proposti gli ultimi titoli di una linea editoriale che è in pieno sviluppo, tutta fatta da prodotti del tutto interni. Cinque sono i titoli attualmente pubblicizzati anche nel loro sito (autore Sergio Roncucci), con in evidenza in fiera Gomorra Land (nel quale si è chiamati ad interpretare il reggente di una cosca malavitosa, uno spietato politico o l’ironica parodia di un celebre boss del passato, desideroso di crivellare gli scagnozzi dei boss nemici, fino ad arrivare agli stessi capiclan avversari), Italian Job (dove sei chiamato a sopravvivere a dure giornate di lavoro) ed Orgasmo.
Il taglio di tutti i titoli è ovviamente fortemente ironico e lo stile grafico prescelto ricalca questa impostazione.
Attraversando poi rapidamente lo spazio espositivo della Hasbro, la quale aveva uno stand di carattere prettamente rappresentativo (in proporzione alle dimensioni di mercato dell’editore), nel quale erano presenti tavoli dedicati a Monopoly Avengers, Taboo, Cluedo, Simon e altri successi classici, arrivo alla Magic Press edizioni, la quale aveva in prima linea, tra i titoli di spicco, Everzone e Cotto e Frullato: The Game, entrambi di Marco Mingozzi.
Il primo è un classico gioco di deck building ad ambientazione futuristica, mentre il secondo propone la sfida, impersonando star dei film d’azione, di riuscire ad ingurgitare pazzeschi mix liquidi proposti quali bombe nutrizionali.
Al loro fianco anche Oppai Go (stesso autore), gioco di carte popolato da molteplici ragazze discinte in salsa manga.
Alla Giochix invece in evidenza, in uno stand privo purtroppo di spazi demo, i loro ultimi titoli, prodotti interamente in proprio (in questo caso parlo dell’esplorazione labirinti Virus di Michele Quondam e di The Vampire, the Elf and the Cthulhu di Luca Ricci), ma anche quelli localizzati in italiano grazie alla piattaforma di finanziamento collettivo Giochistarter, che fa capo all’editore.
In questo ultimo ambito i titoli di rilievo che ho visto sul bancone erano Mare Nostrum di Serge Laget, Principi del Rinascimento di Wallace, un classicone di Wallace del 2003 rivisto completamente per la nuova edizione, e Vinhos Deluxe, edizione a sua volta riveduta e corretta del vecchio successo dell’autore spremimeningi Vital Lacerda, ideatore anche di The Gallerist, a sua volta presente).
Nel ripercorrere il flusso del mio rullino virtuale mi rendo conto di essere impegnato, più che in un giro ordinato, in un vagare per gli spazi della fiera con andatura dritta come quella di un ubriaco alle quattro di notte, ma cerco di tenere ancora il filo conduttore e, passato lo stand che proponeva il dungeon crawling Dungeon Storm di Cortini-Moretti con etichetta Greebo-Serpentarium, eccomi giungere alla Magic Store – MS edizioni, dove ho avuto occasione di fermarmi per dare un’occhiata approfondita a un paio di loro titoli sempre nel genere dei giochi a base di miniature.
Già preso con il buon Sergio il loro Fireteam Zero, distribuito da dV Giochi, al loro stand c’erano invece in bella evidenza da una parte il cavallo di battaglia Dungeon Saga, un classico dell’esplorazione di dungeon, proposto da tempo in italiano e dotato di numerosi pacchetti di espansione ed al suo fianco un titolo di grande richiamo che gode di una licenza di assoluto spicco, ovvero The Walking Dead, All Out War, titolo che propone, con sullo sfondo (come nel telefilm) i classici zombie, un combattimento skirmish tra fazioni opposte, il tutto all’interno di una plancia illustrata popolata di diversi elementi scenici assai attraenti e con una combinazione tra movimento libero alla Warhammer di una volta e spazi più ristretti che rendono il tutto di più immediata fruibilità.
Eccomi, quindi, alla Cosmic Games, altro editore che focalizza molta della sua attenzione sui titoli a base di miniature (non a caso è distributore di diversi marchi decisamente noti nel campo degli accessori per modellismo, come Vallejo ed Army Painter).
Anche qui quello che ho notato è un catalogo in pieno sviluppo, che sta cercando di bruciare le tappe, proponendo titoli appartenenti a diversi generi di provenienza.
Nell’ambito di quello che costituisce, sulla base delle sensazioni che ho tratto dal trasporto con il quale me ne parlavano, il loro core (la miniaturistica) c’erano i due titoli della Ludus Magnus, ovvero il gruppo che cura Nova Aetas (a sfondo fantasy-rinascimentale) e il suo successore Sine Tempore (in arrivo a inizio 2017 su Kickstarter – dove lo sfondo diventa sci-fi, anche se a livello narrativo il mondo di riferimento dovrebbe rimanere lo stesso) e al loro fianco l’accessoristica rappresentata dai fondali in cartoncino stampato, facili da assemblare e adeguatamente resistenti (prodotti dalla italiana Felix Scenery).
Subito a fianco c’era poi il gioco di carte di Final Fantasy (trading card game), in procinto di essere disponibile in italiano, ma anche il Gioco da Tavolo di Ghostbusters.
Per chiudere, poi, anche il piccolo corner degli eurogames (a me cari), con uno spicchio di Europa del nord rappresentata da Race to the North Pole della finlandese Playmore Games.
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| Sine Tempore |
Alla CosplaYou, con uno stand davvero di tutto rispetto, al fianco dei loro precedenti Narcos, Il Trono di Mortadella, Youtopia e altri, c’erano in primo piano i due titoli più recenti da loro prodotti, ovvero Misantropia e Jewels.
Il primo è un titolo che, come il nome suggerisce, propone un approccio ironico al sentimento di avversione nei confronti dei propri simili, derivante dalla difficoltà di inserimento nel sociale e/o dal desiderio di solitudine. Un tema interessante per uno sviluppo che da tempo l’autore Francesco Stefanacci stava curando e che ora ha visto la luce in una bella veste grafica, con illustrazioni di DAW.
Quanto a Jewels (Omar Khmayes) si tratta di un gioco di collezione di gioielli dotato a sua volta di un packaging di tutto rispetto, con una grafica alla Tim Burton e una plancia di gioco rappresentata da un maxi (tipo) mouse pad di sicuro impatto.
Alla Daltenda era invece in particolare evidenza Parsec: Age of Colonies, un classico 4X spaziale, di produzione italiana, che è stato recentemente finanziato con successo su Kickstarter, mentre per Bruti lo spazio espositivo, allestito con un certa attenzione alla tematizzazione, era incentrato sul pacchetto di espansione Ciurma.
Da qualche parte, ben non so ricordare dove, ho rilevato anche la presenza sia della 40GB con il suo Sipario, dedicato al mondo dell’opera, e della Demoela, che, reduce dalle ambientazioni storiche di Zena 1814, a questo giro ha cambiato del tutto il tema di fondo, spostandosi a trattare della coltivazione di erba (allucinogena).
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| Bruti – Ciurma |
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| Karuba |
Mi ributto, quindi, nell’area più vicina all’ingresso, per chiudere il mio (tortuosissimo) giro virtuale e mi ritrovo all’area occupata dalla Haba e Schmidt, che sono focalizzate (almeno lì) sui titoli più adatti al pubblico dei più giovani.
Ho occasione di provare Karuba, di Rudiger Dorn, già reduce dalla nomination ottenuta nello Spiel des Jahres, che si rivela essere un piacevole piazzamento tessere con reminescenze carcassonesche nel quale, però, ognuno costruisce un proprio labirinto nel quale far poi muovere i propri quattro esploratori, a caccia di gemme e tesori.
Al suo fianco c’erano anche Adventure Land del duo Kramer-Kiesling, Spookies e gli attraneti giochi per bambini della Drei Magier Spiele.
Un sacco di roba era poi proposta quale novità dalla Uplay.it e il mix tra tavoli da gioco veri e propri e minitavoli tondi consentiva di provarne un buon numero.
In mezzo alla marea di cose cito qui (in uno dei minitavoli tipo aperitivo da bar) Camel Cup gioco di carte, versione più ‘portatile’ (ma le carte sono parecchie e la modalità di gioco, da quello che ho solo visto dall’esterno, non sembra banale) del fortunato predecessore, nella quale di esso si mantiene lo spirito della corsa di cammelli.
Passando a un Feld (ne parlo come se si trattasse di un dipinto) c’era in bella vista Jorvik, che altro non è se non la nuova edizione, completa dell’espansione, di Speicherstadt, di Stefan Feld, uno dei titoli più rivolti verso un pubblico ampio realizzati dal noto game designer tedesco.
Mi ha incuriosito, ma era occupato e me lo sono segnato per poi, Ritorno al Futuro, del duo Pinchback-Riddle, propone quale ambientazione la popolare serie di film a tema viaggio nel tempo, che ebbero come protagonista un giovanissimo Michael J. Fox.
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| Gloom |
Tra gli altri poi ho notato Sea of Clouds di Theo Riviere, a sua volta a tema pirati, con una grafica molto curata (come da tradizione Iello) e meccaniche di tenta la fortuna e collezione set, e Happy Pigs di Kuraki Mura, nel quale lo scopo diventa quello, attraverso una meccanica di selezione contemporanea di azioni, di allevare i migliori maiali della contea.
A tema dark c’era poi il primo titolo di card grafting (ossia attacca carte su carte) dotato di carte trasparenti sovrapponibili (idea ora ripresa da altri), ovvero Gloom (ed espansione) di Keith Baker. L’obiettivo è di far soffrire le più gravi tragedie ai propri personaggi (un poco anomali, alla Famiglia Addams), prima di farli passare a miglior vita.
Sempre in quell’ambito, molto Halloween-style, ecco poi New Salem, del duo Henk-Skancke, a identità nascoste e con streghe infiltrate tra i giocatori, e Bibidi Bodibi Brew, di Andreas Pelikan, titolo a tema streghe (ma family e coloratoso), basato su meccaniche di selezione contemporanea di azioni.
A chiudere il lungo elenco dei titoli dell’editore che cito, ho avuto modo di provare La guerra dei meeple di Max Valembois, un gestionale leggero mooooolto interattivo, nel quale i meeple sono spediti verso la gloria, ovvero a combattere sugli ampi esagoni che formano il campo di battaglia.
Alla Red Glove ho assistito ad un nuovo ampliamento e assestamento del catalogo dell’editore della mano rossa, in quanto, accanto alla sua linea di titoli propri, vi erano in distribuzione anche alcuni titoli del progetto GIPF, con in prima linea TZAAR (accanto al quale c’erano anche YINSH e GIPF) e, soprattutto, la linea della What’s Your Game (ricordo di aver visto Madeira, Zhanguo, Signorie e Asgard, ma sicuramente dimentico qualcosa: volevo anche dirvi, per vedere se stavate attenti, che avevo visto Brasil, ma poi ho desistito …), nella quale spiccava il nuovissimo Railroad Revolution.
Quest’ultimo, che ho avuto occasione di provare a Essen con la coppia di autori Niccolini-Canetta, è sicuramente uno dei prodotti di punta per gli amanti del cinghiale (ovvero dei titoli di maggior peso) e, partendo da logiche di base semplici (ci sono solo quattro azioni tra le quali scegliere), ci costruisce sopra un castello di scelte e strade da costruire, con un livello di interazione che non sfocia mai nel diretto, ma che consente di porre in essere le giuste cattiverie al momento ideale per sviare gli avversari.
Tra i titoli del tutto autoprodotti dal buon Dumas ho notato Tzulan Quest, di Alessandro Cuneo, il quale evoca ambientazioni piene di trappole, mostri, tesori e avversari pronti a imbrogliarti che ti separano dal leggendario idolo di Tzulan, ma anche l’espansione di Vudù Zombi vs Barbari, nella quale compaiono maledizioni nuove di zecca.
In grande evidenza c’era poi I Racconti del Libro della Giungla di Marco Valtriani, un gioco che stimola la fantasia dei partecipanti, chiamati ad inventare storie sullo sfondo del mitico racconto che fornisce il titolo sulla scatola.
Le meccaniche sono quelle, in questo periodo molto in voga e coinvolgenti, dello story telling, ovvero lo stimolo è quello alla fantasia dei presenti, chiamati a vivere le avventure grazie alla propria inventiva, partendo dagli stimoli forniti.
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| TZAAR |
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| Last Friday |
Alla Pendragon, infine, il titolo, giustamente, in maggiore evidenza, considerando che in questi giorni il tema di fondo è quello di Halloween, era sicuramente Last Friday, di Antonio Ferrara e Sebastiano Fiorillo, titolo che rievoca le ambientazioni dei classici film horror nei quali gruppi di ragazzi in vacanza sono aggrediti da spietati killer seriali. Bella la cornice horror costruita ai tavoli, con una ragazza ben truccata che invitava i visitatori alla prova della fuga dal maniaco 😉
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| Dragon Pets |
In un classico minitavolo invece ho scorto il nome di Christian Giove (Chrys qui nei nostri articoli), assieme a quello di Paolo Cecchetto, sulla scatola di Dragon Pets, un titolo per 2-4 giocatori nel quale ognuno impersona un allevatore di draghi che possiede due esemplari di buona qualità, ma di specie differente, che vuole fare accoppiare.
A chiudere la linea delle news, invece, ho intravisto Raccontami una Storia: Halloween, di Gabriele Mari (illustrato da Riccardo Crosa, papà di Rigor Mortis e Sì, Oscuro Signore), seconda uscita (standalone) nella collana di titoli della casa dedicati ai giochi di storytelling, ovvero che stimolano la fantasia creativa di racconti dei giocatori, stavolta a tema storie di paura (qui il link alla recensione del titolo precedente).
So che c’erano (o almeno mi sembrava) anche Games Workshop e quelli della Riot Games con il loro Mechs vs. Minions (gioco di miniature a tema mech, che forse era in un altro padiglione), ma nei miei giri me li sono persi e probabilmente mi sono perso anche qualche altro espositore che proponeva giochi da tavolo (per gli altri, che non avevano boardgames, la mia scusante è che, non essendo il mio target primario, posso non notarli …).
A loro vanno le mie scuse e la promessa di colmare, al solito, la mia lacuna se mi fanno sapere qualcosa grazie al modulo di contatto sulla colonna sinistra del blog.
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| Cottage Garden, provato la sera all’Agora … |
Chiudo con i saluti a chi c’era e a chi no, con quelli ai ragazzi della Tana dei Goblin ed Orizzonti Ludici che ogni anno organizzano le serate gioco all’Agorà, con quelli agli altri del nostro gruppo di scrittori che sono andati in giorni diversi da me e con l’appuntamento al prossimo anno.
Non so ancora, però, le date ufficiali di Lucca Games 2017 e c’è il forte rischio di una sovrapposizione con Essen, per cui ho il timore che al prossimo giro dovrò scegliere dove andare …
Personalmente, pur sempre contento di essere alle fiere, dalle quali esco divertito e stanco, sono anche un poco lieto di poter tornare a scrivere anche articoli normali di recensione, rientrando a un ritmo di scrittura (tra guide e report escono alla fine fiumi di inchiostro virtuale e ho le dita consumate, oramai) più sopportabile 🙂
A voi che mi avete letto con pazienza, chiedo solo di segnalarci con i vostri commenti cosa vi abbia colpito in particolare nella grande mole di cose disponibili 😉
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| Sine Tempore |
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| Zagor: Odissea Americana |
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| Sixth |
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| Steam Park |
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| Novità da Essen … |
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| 7 Wonders Duel: Pantheon |
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| La ludoteca, isola sicura nei momenti più difficili … |
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| … who you gonna call? |
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| Walking Dead All Out War |
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| Labirinth |
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| Board of Dreams |
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| Carte personalizzate per Insoliti Sospetti (Cranio) |
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| Scenari della Felix Scenery |
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| Ritorno al Futuro |
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| Meeple War (circondato …) |
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