[nonsolograndi] Sparafurmiis

scritto da Fabio (Pinco11)

sparaformiche? … una tovaglietta da picnic come materiale di gioco? 

La prima volta che apri la scatola di Sparafurmiis (di Renè Capuzzo, edito da Apokalypse Inc, per 2-4 giocatori, età 8+, tempo a partita dai 20 minuti in su) rimani colpito dalla fantasia di autore ed editore nell’assemblare dei componenti così anomali e resti con l’impressione che la prima versione del gioco possa essere stata costruita durante una delle classiche scampagnate, mettendo insieme alcuni materiali di solito presenti nelle giornate di quel tipo, come la classica tovaglietta e non solo.
Vi ho incuriosito? Andiamo a vedere di che si tratta …

LA CATAPULTA 

La catapulta (così come, ai miei tempi, le minibalestre fatte con gli elastici) è uno degli oggetti che sono sempre stati magici (al pari ora dei minicannoni spara dardi) agli occhi dei bambini e qui essa è il protagonista del gioco, ma andiamo con ordine.
La prima cosa curiosa è che dentro alla scatola (trasparente, per attirare l’attenzione sui componenti) troviamo, subito, una tovaglina, di quelle classiche a quadretti bianchi e rossi, proprio i colori tipici per le tovaglie da campeggio.
Al suo interno, ripiegata a formare un involucro, troviamo gli altri componenti, ovvero una serie di segnalini in cartoncino tutti a tema picnic (ossia le briciole, le formiche, i ragni e gli uccellini), di diversa forma e dimensione, un piccolo contenitore in cartoncino a forma di cestino da picnic ed infine il necessario per la costruzione della catapulta.
Come accennavo qui non abbiamo un classico giocattolino in plastica, bensì ci vengono forniti i pezzi per assemblarne uno, ovvero cinque bastoncini in legno, tipo quelli, per capirci, che tengono i gelati sullo stecco e cinque elastichini.
Per dare un’idea della cosa non posso fare altro che rimandarvi alle foto ed alle istruzioni di montaggio 🙂
COME SI GIOCA?

L’idea di base è semplice, ovvero ogni giocatore ha lo scopo di riuscire a conquistare tre briciole e, per farlo, ha due alternative.
Al proprio turno, infatti, per prima cosa il giocatore utilizza la catapulta, collocandovi sopra uno degli animaletti che compongono il suo set (4 formiche, 1 uccellino, 1 ragno), lo colloca sulla catapulta e tira. Se ha tirato una formica ed è riuscito a centrare il cestino posto al centro della tovaglia, prende subito una briciola.
Se non è riuscito (segnalo che la cosa è tutt’altro che facile, visto che si deve tirare dai bordi della tovaglia e che la catapulta non restituisce troppa forza) nel tentativo, egli avrà a quel punto la possibilità di muovere sulla tovaglia i pezzi precedentemente lanciati, utilizzando i quadrati bianchi e rossi formati dalla tovaglia quali caselle di una immaginaria scacchiera.
Le formiche si muovono di una casella ortogonalmente, i ragni anche in diagonale (1 casella) e gli uccellini di due ed essi interagiscono tra loro, nel senso che i ragni eliminano le formiche (restituendole al padrone per il riutilizzo) e gli uccellini i ragni. Il secondo modo per prelevare le briciole diventa così quello di arrivare con una propria formica al cestino, prelevare una briciola, e riportarla al proprio lato della tovaglia.
Chi per primo arriva a tre briciole vince!
LE SENSAZIONI DEL PICNIC

La prima impressione che non potete non avere nel trovarvi di fronte a questo titolo è quella legata alla sua perfetta ambientazione. La scelta era quella di ricreare le sensazioni tipiche di un picnic e devo dire che i componenti sono stati pensati in modo originale, riuscendo ottimamente nello scopo. 
Quando apri la scatola e ti metti a giocare (penso in larga parte ai bambini) l’idea che il tutto ti trasmette, partendo dalla tovaglietta, ma anche pensando alle formichine ed alle briciole, è proprio quella di una classica fotografia di una scampagnata all’aperto.
Sotto questo aspetto il titolo coglie, quindi, perfettamente nel segno ed i materiali sono stati scelti in maniera ottimale, asservendoli allo scopo.
L’unica perplessità che mi resta, fermo restando che per i bambini è divertente anche costruirsi, con semplicità, la catapulta, è quello legato alla durevolezza della stessa, se maneggiata da bimbi un pelo meno delicati del solito … 🙂  (ma al limite, una volta terminati i vostri stecchi gelato, avrete dei pezzi di ricambio per i bracci della catapulta … ).
Quanto alla esperienza di gioco il tutto è un mix tra il gioco di destrezza (perché in effetti se riesci a centrare il cestino, prendi subito la briciola) e quello astratto da scacchiera.
La parte di destrezza, fermo restando che centrare il cestinetto non è così facile e nelle partite fatte mai qualcuno ha vinto semplicemente centrandolo tre volte, è importante, ma non assorbe tutto, perché è richiesta anche la capacità di saper muovere, una volta atterrati, i propri pezzi.
L’idea infatti è quella di coordinare i tre tipi di pezzi a disposizione, per essere in grado in qualche modo di attaccare gli avversari (eliminandone le formiche con il ragno) e nel contempo di proteggere le proprie formiche (utilizzando allo  scopo l’uccellino, che preleva il ragno) e per farlo si devono spesso fare dei piccoli sacrifici, costruendo dei muri di pedine a protezione del portatore di briciole e/o delle catene animali.
Intendiamoci: il livello di difficoltà complessivo non è quello di una dama e tanto meno degli scacchi, ma la cosa simpatica sta nell’abbinare il classico concetto di gioco da scacchiera (ultimamente sono usciti diversi titoli, che si svolgono su scacchiere di formato ridotto, indirizzati ad un pubblico di esordienti) con quello del gioco di destrezza (perché anche dove riesci a lanciare le pedine quanto tiri è rilevante!).
CONCLUSIONI

Sparafurmiis è quindi un titolo simpatico e sbarazzino, che riesce a farsi notare grazie ai componenti non convenzionali ed all’ottima ambientazione. Indirizzato, con il suo mix tra gioco di scacchiera e di destrezza, ai bambini, punta molto del suo successo sulla capacità di stupire con la piccola catapulta assemblata con stecchi ed elastici e sullo sfondo del picnic prescelto in modo azzeccato.
Non giurerei sulla estrema longevità del tutto, ma come idea carina per qualcosa di alternativo, direi che ci siamo sicuramente.
Si ringrazia l’editore per la copia di review inviataci.
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