Scritto da Sergio
Dopo la disamina del capo Pinco (regolare, profonda e precisa come l’autore) facciamo un po’ di “social” tanto per commentare qualche aspetto “emozionale” della fiera che probabilmente è esperienza di tanti ma di cui si parla poco perché giustamente sono ben altri gli argomenti che interessano.
E cominciamo
parlando della “sindrome di Peter Pan” cioè di quella
situazione psicologica in cui si trova una persona che si rifiuta o è
incapace di crescere.
Mi spiego meglio: avrete notato sicuramente lo
sguardo un po’ sperduto che ci rivolge l’interlocutore quando
alla domanda “Ma quali sono i tuoi hobby?” noi rispondiamo “Beh
mi piacciono i giochi da tavolo”.
E’ lo sguardo tipico di chi
pensa “eccone un altro che è rimasto bimbo, incapace di crescere”
In genere il colloquio prosegue cosi: “Anche io da ragazzo giocavo a
Risiko o a Monopoli”.
Bene, se questo benedetto interlocutore
venisse o si trovasse per caso a Essen Spiel capirebbe la forza
trainante di questa nostra passione.
Capirebbe che non esiste solo
Risiko o Monopoli e prenderebbe atto della bellezza scintillante del
nostro hobby, cibo per gli occhi e per la mente.
Non potrebbe poi
fare a meno di notare che non esiste un’età per il gioco da
tavolo. Ho visto tavoli di anziani accanirsi a Marco Polo… si gli
stessi anziani pensionati dei libri di Marvaldi che in Italia trovi
nelle osterie o nei bar a giocare a tresette col morto si divertivano
a Marco Polo o a Nippon. Quanto mi ha fatto bene vederli.
E se questo
è sintomo della sindrome di cui sopra, beh sono sicuramente
malatissimo.
parlando della “sindrome di Peter Pan” cioè di quella
situazione psicologica in cui si trova una persona che si rifiuta o è
incapace di crescere.
Mi spiego meglio: avrete notato sicuramente lo
sguardo un po’ sperduto che ci rivolge l’interlocutore quando
alla domanda “Ma quali sono i tuoi hobby?” noi rispondiamo “Beh
mi piacciono i giochi da tavolo”.
E’ lo sguardo tipico di chi
pensa “eccone un altro che è rimasto bimbo, incapace di crescere”
In genere il colloquio prosegue cosi: “Anche io da ragazzo giocavo a
Risiko o a Monopoli”.
Bene, se questo benedetto interlocutore
venisse o si trovasse per caso a Essen Spiel capirebbe la forza
trainante di questa nostra passione.
Capirebbe che non esiste solo
Risiko o Monopoli e prenderebbe atto della bellezza scintillante del
nostro hobby, cibo per gli occhi e per la mente.
Non potrebbe poi
fare a meno di notare che non esiste un’età per il gioco da
tavolo. Ho visto tavoli di anziani accanirsi a Marco Polo… si gli
stessi anziani pensionati dei libri di Marvaldi che in Italia trovi
nelle osterie o nei bar a giocare a tresette col morto si divertivano
a Marco Polo o a Nippon. Quanto mi ha fatto bene vederli.
E se questo
è sintomo della sindrome di cui sopra, beh sono sicuramente
malatissimo.
Una stranascoperta: il gioco da tavola è sostanzialmente maschio. C’è una strana divisione dei sessi in questo campo.
Attenzione non travisate. Non ho
dati statistici ma solo visivi: le presenze maschili sono decisamente
preponderanti rispetto a quelle del gentil sesso.
Tavoli di maschi di
tutte le età a profusione; tavoli di donne molto meno.
La donna
generalmente accompagna il suo uomo, parente o amico, non va da sola
o con le amiche.
La disparità finisce li perché poi a giocare sono
terribili ed accanite. A parte le esperienze personali con la
consorte giuro che c’è voluto tutto il cervello di Pinco per
sconfiggere, in una bellissima partita a Signorie, l’agguerritissima
ragazza americana che è stata in testa per quasi tutta la partita.
Comunque sia meno donne che uomini: una questione di interessi
diversi, di senso di responsabilità, di attitudini….?
Alla fine
comunque non importa! L’importante è che chi si sieda ad un
tavolo si diverta e si estranei per un oretta dalla realta’ tanto
poi il gioco finisce, finisce sempre!
Essen non è peransiosi! Chi c’è stato lo sa, chi sta programmando di andarci si
prepari: il gioco piu’ bello è sempre quello che non hai
comprato.
Il gioco piu divertente è sempre quello che non sei
riuscito a provare. E’ una regola fissa, un teorema
imperscrutabile, un dogma.
Non importa se entri all’apertura e sei
l’ultimo a uscire perché non vuoi perdere neanche un istante.
Alla
fine ci sarà sempre qualcosa, qualche rimpianto qualche sold out che
ti frega. Va messa in conto sta cosa, non ci sta niente da fare.
L’ansia (quella buona che non da stress) ti accompagna ad Essen.
Per combatterla evitare prima e dopo i pasti i seguenti pensieri:
“L’avrò mica pagato troppo, magari lo ribassano”, “Piacerà
al mio gruppo di gioco”, “lo sapevo che dovevo prenderlo adesso è
sold out”, “Avrò fatto bene a comprarlo? Chissa’ quando lo
giocherò?”
Prendiamocela sempre easy e senza rimpianti, viviamo
il presente tanto indietro non si torna.

Ma piu’ di
tutto Essen Spiel è selvaggia, indomabile e imprevedibile.
Per
quanto studi, per quanto vai preparato, dopo aver letto recensioni,
siti, editti e proclami su questo e/o quel gioco si scoprirà
sempre, immancabilmente, la novità che non t’aspetti, il titolo
sconosciuto che promette di essere un capolavoro, quello che
improvvisamente tutti cercano e che sale in testa alle classifiche di
Bgg (chi avrebbe immaginato il successo di The Bloody Inn?) Essen ti
sorprende sempre rifiutando ogni schema precostituito non c’è
nulla da fare: non mi sarei mai immaginato la Granja, titolo non
nuovo, in cima alle classifiche.
Ma Essen Spiel è
anche un gioco, un gioco straordinario: nascosti negli anfratti, fra
titoli altisonanti e vecchi classici si trovano tante piccole
misconosciute gemme. Sta a noi trovarle. Sta a noi scovarle! Ognuno
si attrezza come sa e come puo’ (io adoro gli hotness di BGG ad
esempio… ) per questa caccia al tesoro. Riuscite a immaginare
qualcosa di piu’ affascinante? Un bellissimo gioco all’interno
della Fiera del Gioco!!!!!!!
anche un gioco, un gioco straordinario: nascosti negli anfratti, fra
titoli altisonanti e vecchi classici si trovano tante piccole
misconosciute gemme. Sta a noi trovarle. Sta a noi scovarle! Ognuno
si attrezza come sa e come puo’ (io adoro gli hotness di BGG ad
esempio… ) per questa caccia al tesoro. Riuscite a immaginare
qualcosa di piu’ affascinante? Un bellissimo gioco all’interno
della Fiera del Gioco!!!!!!!
Essen è talmentegrande da confonderti. Dopo 4 gg che la giri e pensi di aver visto
tutto trovi un angolo, uno stand che non avevi mai visto prima.
Sembra quasi che viva trasformandosi da un giorno all’altro. E
forse un po’ ti prende in giro mentre qualche ora prima della
chiusura finale pensi “Cavolo ma possibile che non sono mai passato
di qua?” Essen è bella perché tutti gli anni è uguale e diversa
da se stessa .
Ma il suo segreto piu’ ammaliante forse è non farsi
mai scoprire completamente.
Ok lo so è giunta l’ora di finire!!!! Che dite? Mi sono
lasciato prendere la mano? Ho esagerato? Forse si ma sinceramente
chi se ne frega. Ho raccontato un po’ della mia Eessen a livello
di sensazioni, di emozioni.
Non è naturale lasciarsi andare un po?
Anche voi che ci siete stati e ci andate tutti gli anni (ed
ovviamente non per lavoro) non provate o avete provato emozioni
simili? Dai voglio finire con un pensiero che avevo stamani :
lasciato prendere la mano? Ho esagerato? Forse si ma sinceramente
chi se ne frega. Ho raccontato un po’ della mia Eessen a livello
di sensazioni, di emozioni.
Non è naturale lasciarsi andare un po?
Anche voi che ci siete stati e ci andate tutti gli anni (ed
ovviamente non per lavoro) non provate o avete provato emozioni
simili? Dai voglio finire con un pensiero che avevo stamani :
“Cercavo
la grande bellezza. Non l’ho trovata” dice Jap Gambardella nel
film. Noi che siamo stati ad Essen da gamer, nel nostro piccolo, l’abbiamo trovata. E ce la siamo goduta!!
Buone
giocate a tutti
giocate a tutti
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