[Fabio] Avete notato che in diverse occasioni alcuni lettori ci indirizzano richieste o suggerimenti e quando le risposte possono essere utili anche ad altri ne facciamo degli articoli (SOS). Questa volta un nostro affezionato lettore, Guido, si doleva per il fatto che non fosse stato dato il giusto risalto sul blog ad un titolo da lui particolarmente amato, ossia Warhammer Diskwars di Petersen – Jolly – Litzsinger (edito da FFG ed in Italia da Giochi Uniti). A quel punto gli abbiamo risposto che probabilmente, avendo così gradito il gioco, era lui stesso la persona migliore per parlarne e lui ha raccolto l’invito, diventando il nostro autore di oggi 😉
scritto da Guido
E fu così che morì il miglior skirmish-game di sempre…
Innanzi tutto vorrei ringraziare i responsabili del blog che mi hanno permesso di scrivere questa pseudo-recensione.
Prima di arrivare all’argomento del titolo è bene premettere che sono un appassionato di giochi da tavolo da parecchi anni. Sono sempre stato affascinato dalle meccaniche complesse e articolate, ma negli ultimi anni, ho dovuto concentrarmi su giochi dal carattere più semplicistico, dato che il mio attuale gruppo è formato da giocatori occasionali, che al solo vedere un manuale con piu di 10 pagine si allarmano.
Penso che la mia situazione sia condivisa sa molti table-gamer: alla costante ricerca dei giochi con un grande equilibrio tra complessità di regolamento e facilità di apprendimento che non portino via più di un’oretta, un’oretta e mezza.
Puerto Rico, Dominion, Race for the galaxy, Stone Age e ultimamente Settlers of the Empire solo per citare i primi che mi vengono in mente. Sono parecchi i titoli che possiedo, ma mi rimaneva pur sempre un cruccio: un gioco di combattimento semplice semplice ma allo stesso tempo profondo. Forse è qualcosa di veramente impossibile da raggiungere, mi sono detto. In fondo i giochi da tavolo non sono come i videogiochi, che si evolvono sempre verso l’alto: se aggiungi da una parte devi togliere per forza dall’altra.
Se aumenti la profondità tutto diventa piu complesso e viceversa. Non che qualcuno non sia riuscito a trovare un buon compromesso, tipo Battlelore, che possiedo nella sua prima edizione. Ottimo compromesso infatti, ma ancora un po troppo complesso per l’amico che gioca solo quando viene a casa tua.
Oppure c’e Summoner Wars, veramente semplice, ma incredibilmente limitato (soprattutto per quanto riguarda il movimento delle unità) e decisamente aleatorio nella risoluzione degli scontri.
Beh, se qualcuno, solo qualche mese fa, mi avesse detto:
“Ma sai che il gioco che cerchi esiste: bello, semplicissimo ma molto profondo, si gioca in solo un’oretta”, Io avrei risposto:
“Ma figurati!, e se forse esiste avrà qualche ambientazione tipo guerra punica che non piace a nessuno, e magari è pure introvabile e costosissimo” .
“No, No, è ambiantato nel mondo di Warhammer Fantasy (non proprio cacca) ed è uscito ormai da un annetto, ed è pure economico! In pratica, azzardo, è un pò come giocare una piccola partita del vero Warhammer. E’ come se ne avessero distillato l’essenza e messo tutto in un gioco semplice e veloce. “
“Ho capito mi stai prendento per il C**o , tutta sta meraviglia e non se l’è filato nessuno! Impossibile!“
E invece…
Tutto questo lungo prologo, forse un po esagerato, per parlare di quella che secondo me è una piccola gemma che forse è destinata ad una prematura morte. Non mi dilungherò sulle regole, dato che il gioco è pubblicato della Fantasy Flight Games e potete trovare il manuale (in inglese) tranquillamente scaricabile dal loro sito (qui il link).
Dirò solo che Warhammer:diskwars è un gioco di battaglie fra eserciti nell’universo di Warhammer fantasy ( per il momento è uscito un set base contenente: orchi, elfi alti, caos, e imperiali, più due espansioni, una dedicata ai nani e l’altra ai conti vampiro) in cui al posto delle miniature per rappresentare le unità si usano dei dischi in cartoncino.
Ecco… siamo arrivati al dunque. Infatti penso proprio che sia questo il motivo per cui il gioco non abbia sfondato: la maggior parte dei giocatori non riesce a vedere oltre il fatto che se un gioco non ha delle belle miniature, non possa essere un gioco di combattimento degno di essere acquistato. Certo il gioco non ha la stessa spettacolarità di un campo di battaglia finemente ricostruito del vero Warhammer, o anche solo di un War of the Ring o senza andare troppo lontano del recente Imperial Assault.
Però io mi permetto di dire :” Comprate pure le costosissime astronavine di X-wing: the miniature game (fanno gola pure a me), ma quando si tratta di giocare con il gioco migliore, quello con il miglior rapporto semplicità-profondità, beh, secondo me, sarebbe proprio il caso di tirare fuori una bella scatola di Warhammer: diskwars!“
(Giocando al gioco ci si rende conto di come le miniature, che sembrano la naturale soluzione per rappresentare le armate in un gioco di combattimento pongano dei limiti che invece l’utilizzo di altre soluzioni, come i dischi, riescono ad aggirare o comunque a espandere).
Chiudo, speriamo una volte per tutte, con le mie personali disquisizioni (anche non troppo velatamente polemiche) e vado a parlare brevemente del gioco. La grande intuizione di Diskwars nell’ ursare dischi, sta propio nel movimento degli stessi sul campo di battaglia. Un unità che ha movimento con valore 3, si muove semplicemente facendo “ribaltare” in una direzione qualsiasi il disco fino a tre volte .
Nella speranza di essermi spiegato ( ho comunque allegato un immagine tratta dal manuale del gioco che dovrebbe chiarire il tutto), quella che ha prima vista sembra una cosa quantomeno bizzarra (per non dire stupida e poco elegante) permette in realtà una libertà di movimento paragonabile al vero Warhammer (basta esagoni e quadrati!) ma senza dover tirare fuori righelli o metri vari (che sinceramente farebbero scappare anche i gamer più navigati). Inoltre i dischi permettono anche un’atra possibilità a mio parere notevole.
Siccome le unità entrano in combattimento quando un disco “sormonta” un altro (in pratica il dico che copre è l’attaccante, quello che viene coperto è il difensore ), si vengono a creare vere e proprie “risse” con molti dischi coinvolte nello stesso combattimento e che fanno apprezzare la vera profondità tattica del gioco.
Esistono ovviamente anche dischi che attaccano a distanza. E quì arriviamo a quello che credo sia un’altro pregio enorme del gioco.
Infatti, a differenza di molti altri giochi simili, in Diskwars il fattore fortuna è meno predominante. Questo perchè solo le unità che attaccano a distanza usano i dadi, come è giusto che sia (tra l’altro con meccaniche di scatter che veramente lo fanno sembrare un Warhammer in miniatura), ma quelle impegnate in corpo a corpo usano una meccanica molto più simile a quella dei combattimenti di Magic the Gathering (infatti ogni unità ha un valore di attacco, di contro-attacco e un certo numero di punti ferita, e i danni vengono assegnati di conseguenza, senza tiri di dadi, ma basandosi sull’ordine in cui le unità attaccano o difendono).
Insomma, il gioco è pure molto meno fortunoso di alcuni suoi concorrenti diretti (parlo per esempio di Summoner Wars , che possiedo, e che qualcuno in internet ha osato dire essere più bello di Diskwars! Poverini…).
Inoltre, sempre un certo sapore di Magic hanno le varie abilità possedute dalle unità, che permettono di potenziare quelle vicine, fare danni a raggio, evocarne altre e cosi via. Per me che sono un vecchio giocatore del gioco Wizard of the Coast è stato un bel tuffo nel passato.
Oltre alla durata limitata, un’altra cosa a mio parere veramente ben fatta è la possibilità di avere un army-bulding molto semlice ma allo stesso ricco di possibilità. Ho smesso di giocare a Magic proprio perche è quasi impossibile mettersi a fare del deck-building decente con giocatori occasionali che non possiedono il gioco, mentre con Diskwars e possibile crearsi un’armata (composta di solito da un 12/13 dischi/unità) in un una decina di minuti dopo aver fatto anche solo un paio di partite e aver preso familiarità con il gioco.
Non mancano neanche pezzi di scenari da inserire sul campo da battaglia (foreste, paludi, costruzioni varie), che influenzano la line-of-sight e il movimento delle truppe e che vengono messi in campo durante una fase di deployment, sempre all’insegna della massima semplicità e scorrevolezza (contornata da chicche di warhammeriana memoria come le unità scout che possono eseguire un movimento prima del primo turno di gioco).
Insomma, scusandomi per le “prese di posizione” contenute in questa “recensione” (a partire dal titolo), che comunque sono puramente di carettere personale, Warhammer: diskwars è stata per me una vera sorpresa ed è un vero peccato che non abbia avuto il successo che si meritava, spero quindi di aver messo almeno a qualcuno la curiosità di provarlo visto anche il suo costo esiguo (vedi il set base che contiene circa una 60tina di dischi, sufficienti per organizzare partite fino a 4 giocatori, più dadi, carte e tutto il resto) in modo da supportare un gioco che merita di stare nell’olimpo dei “migliori”.
Avreste sempre voluto giocare a Warhammer fantasy se solo non fosse cosi incredibilmente complicato e pesante ?
Beh adesso lo potete fare! poi non dite che non lo sapevate…
Inserisco qui di seguito il link della Giochi Uniti con un articolo in italiano sul gioco che descrive in modo piu approfondito di come ho fatto io, caratteristiche e regole di gioco.
P.S. Faccio appello inoltre a qualche buon samaritano che abbia voglia e competenze per tradurre questa recensione in inglese (o farne una sua) da inserire in board game geek e altri siti dedicati ai giochi da tavolo. Aiutiamo Diskwars!
PlataSalud
Ricordiamo che il gioco è disponibile, per chi fosse interessato, nel Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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