A quanto pare un articolo tira l’altro e i nuovi gamers stanno prendendo coraggio e ci scrivono per dei consigli, noi di GSNT siamo solo che contenti di leggere queste mail, mi sono preso dunque l’onere e l’onore di rispondere anche a questa mail:
“Ciao, vi scrivo dopo aver letto l’ennesimo articolo sul vostro blog in cui
davate una mano a un neofita, anche io sono un Neofita, anche se è oramai
da un anno che vi leggo, assiduamente oserei dire.”
Grazie, dai un senso a quello che facciamo, alle notti passate a scrivere o a registrare podcast o a editare l’audio, insomma è sempre piacevole sapere che qualcuno fruisce dei contenuti che pubblichi.
“Inizio con il ringraziarvi, il lavoro che fate è qualcosa di bellissimo,
questo lavoro si traduce da parte di chi vuole entrare in questo mondo con
delle facilitazioni non indifferenti, quindi grazie grazie grazie.”
Prego, non c’è di che
“Mi presento sono un ragazzo di 28 anni di Castellammare di Stabia (Na), mi
sono sempre piaciuti i giochi da tavola, ma ho sempre dato per scontato che
monopoly e il risiko fossero il massimo a cui aspirare(ah come sbagliavo),
è passato un po’ di tempo dalla scoperta di questo nuovo mondo e sono
passati 11 mesi dal acquisto del mio primo gioco “serio”, La guerra
dell’anello seconda edizione e il Trono di spade seconda edizione.
Eh! però figliolo sei passato subito a un titolino impegnativino! Insomma sia l’uno che l’altro non sono proprio da superneofita e richiedono un gruppo di giocatori molto affiatati per potersi vivere bene l’esperienza di gioco, parlo più per Game of Thrones che lo conosco meglio..
Entrando nel vivo della mia mail, da quel giorno fatidico in cui entrai in
possesso dei primi titoli di giochi da tavolo moderno, sono arrivati altri
giochi, ma il mio problema è che nonostante io acquisti dei giochi da
tavolo, non riesco mai ad organizzare delle partite, o per lo meno la
quantità di partite da me desiderata, o una quantità di partite da poi
poter dire, “ok conosco questo gioco, andiamo avanti”.
Questo è un problema diffuso, un gioco non è ne un libro ne un film, questi ultimi possono essere letti o visti e l’esperienza termina li, con i titoli di coda o l’epilogo (si lo so che sia i libri che i film spesso si rivedono o rileggono…). Un gioco è più come un album di un autore difficile, andrebbe ascoltato e riascoltato per capirlo bene, ma al contrario di un cd che lo butti su e te lo ascolti anche da solo nel caso del Gioco da Tavolo hai bisogno di altri per poter fruire e rifruire del prodotto. Io in particolare parlo spesso dei cosidetti “giochi ponte” che consentono ai Babbani di essere introdotti alla sacra arte del Gioco da Tavolo, il mio consiglio dunque è di affinare le tue skill comunicative, armarti di filler e giochi ruffiani e proporli solo quando l’occasione è giusta, il che vuol dire che spesso ti porterai dei giochi nella sacca e non li proporrai nemmeno perche il tuo gruppo vorrà solo fare due chiacchiere e una bevuta più che mettersi li a capire le regole. Ecco con quest’ultima parola abbiamo toccato il tasto dolente: Regole, questa parola può affascinare ma anche intimorire, evoca i mostri del tempo della scuola in cui siamo stati abituati a rispettare regole che magari ci hanno tarpato le ali (ogni riferimento alla mia personale esperienza è del tutto volontario e un sentito vaffa a tutti coloro che mi hanno costretto su un banco di scuola per ore senza che io ne capissi il perchè). La regola è anche un doversi adattare, può suscitare la paura di non essere sufficientemente intelligenti, spigliati, veloci, attenti. C’è chi, come noi, nelle regole certe e sicure trova conforto e chi invece trova una gabbia, è importante dunque essere in grado di mettere tutti a proprio agio, senza costrizioni e giudizi, come un professore che fa una domanda alla classe e poi li rassicura che non ci sono risposte giuste o sbagliate e che se vogliono possono anche non rispondere, sarà poi l’entusiasmo generato dalla discussione a coinvolgere i più restii. Nel caso dei giochi da tavolo saranno i racconti del giorno dopo a convincere i meno interessati che giocare è figo.
Il mio gruppo sembra non interessarsi ai giochi quanto me, non so, forse
sono un bambinone xD.
Sì sei un bambinone e di bambinoni ce n’è sempre bisogno, un po meno degli uomini duri che non devono chiedere mai, in quanto spesso chi non chiede mai non sa niente. Il bambinone dentro di te è quello che ti sta salvando da questa italia impantanata nei ricordi di quanto era meglio quando si stava peggio. Il bambinone è quello che ti farà scoprire le cose nuove rendendoti migliore nel tuo lavoro, chi gioca impara, chi insegna a giocare impara due volte. Non ho altro da aggiungere vostro onore, il bambinone si dichiara colpevole con orgoglio!
Quello che vi chiedo è, avete qualche consiglio da darmi, oppure qualche
gruppo o associazione a cui indirizzarmi?
Lo so la cosa è molto generica è puo sembrare una richiesta strana , ma
qualcosa dovevo pur fare .
Vi ringrazio in anticipo, e ancora grazie per il vostro immenso lavoro.
Lo strano è che ci hai messo undici mesi a chiedercelo!!! Allora per quanto riguarda le associazioni di zona mi rimetto ai lettori, un modo buono per trovare giocatori di zona è andare alle convention o trovare qualche negozio specializzato in zona (un negozio di fumetti va già bene) e farsi dei contatti là. Vedrai che qualcuno di zona si fa vivo e una seratona in una ludoteca non te la toglie nessuno.
Altri consigli? altre domande? scrivete sotto o contattateci, il pronto soccorso GSTN è sempre all’ascolto.
ciao
Fede
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